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francesca...ovvero "com'è..."

Discussione iniziata da stellafalc il 19-05-2010 - 11 messaggi - 2818 Visite

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  1. L'avatar di stellafalc

    stellafalc stellafalc è offline Super SeniorMessaggi 20,364 Membro dal Jan 2009
    Località Salento....ma vivo in un mondo tutto mio...di follia! Altrove...! Sono felice qui!
    #1

    Predefinito francesca...ovvero "com'è..."

    Una paura tremenda, non sconosciuta, assale Francesca in un pomeriggio, mentre intravede un cantastorie allietare la gente del suo sperduto paese: lei è “spettatrice malinconica di felicità impossibili” direbbe Renato Zero.

    Ma, a volte, gli eventi della vita ti sconvolgono l’anima: quel dolore frutto di meditazione è un accenno di allegria da condividere nella realtà. Ecco perché non rinunciare a vivere. E vivere ed amare è anche paura…di sbagliare: nulla nella mente solo questo: che una riga possa cancellare il bisogno di parlare a te…amore lontano e così vicino, perché soltanto il tempo e la mancanza di coraggio portano Francesca a cercarlo tra mille frastuoni e ad allontanarlo…

    Ma lui è un “amore nuovo”, diverso, inaspettato; la soluzione del “giallo” è sempre uguale: “che ti innamori a fare”?

    E così realtà e immaginazione si fondono, continuando a vivere ritrovi dentro la tua mente un’immagine di lui… (a Francesca è successo questo). Francesca ha visto il suo amore una volta sola. Perché mentre la vita per gli altri scorre normalmente per Francesca è diverso: lei si innamora e la vita della persona che ama diventa tanto importante per lei, senza che lui ne sappia nulla; senza motivo perché tanto resta sempre tutto uguale…Tranne questa volta…Francesca, questa volta ha una determinazione diversa.

    Francesca corre non potendo correre, chiede aiuto come non ha mai chiesto aiuto…a lui che ha la sua vita e la pensa come fosse un puntino di una retta infinita tracciata con una matita bianca su un foglio bianco…ed è così che si comincia a pensare a cosa fare per non pensare a chi fa parte di un presente ingannevole…si comincia a pensare a come riaccendere una possibilità che porti alla felicità. E poi ci si racconta che la vita vera è un’altra cosa: si comincia a convivere con la paura di non riuscire più ad esprimersi. E questa paura è rappresentata da lui…che potrebbe salvarti; perché solo l’amore salva: ecco perché noi disabili nasciamo o muoriamo due volte, quando ci viene preclusa una possibilità…eppure immaginare ci fa vivere.

    E Francesca, che non si è trovata preclusa nessuna possibilità fin’ora, si sente nuovamente persa…forse un calice di birra preso osservando sola un tramonto le può donare una tranquillità; le può donare una gomma per cancellare lui a cui vorrebbe dire: “aiutami a non sentirmi morire; prepara un calice di cristallo che raccolga le mie lacrime”.

    E Francesca sente scorrere da lontano la vita vera…e vorrebbe averlo di fronte, e parlargli, e afferrarsi alla vita…alla sua vita: l’ha visto una volta sola sorridergli…c’è l’ha a portata di click! E vorrebbe baciarlo e parlargli, e fare progetti…e anche oggi lui non ne sa nulla.

    Suona la sveglia e Francesca corre…e rimane delusa. “Cosa si prova a correre, cosa si prova a cercare lei sue labbra? Cosa si prova?” E Francesca sa che lo vedrà ancora…seduto ad attendere di sostenere un esame. E la testa gira e la paura torna…lei sarà compagna. E così ci si ritrova soli, a combattere senza aver voglia di vivere. Se non per amarlo: e allora fissi un punto bianco sulla parete di fronte, e non hai veramente voglia di vivere senza lui. La mia vita e quella di Francesca si confondono: simultaneamente lei prende il telefono e compie gesti che io non compio, fossilizzata dalla paura: noi vittime benevole della stessa sorte.

    Adesso basta…vita, mi deludi, cosa sei: sono sola al mondo e sto per svenire; lui mi sveglia con un bacio…sulla sabbia mi ha scritto una poesia che il mare ha cancellato. Lui ha riacceso una fiamma spenta, da quel giorno. Un giorno, d’ottobre, m’è venuta voglia di pensare e parlare: non so se questo è veramente amore!. La paura m’assale nuovamente…cosa fare, in questa estate? Tu nella mente e la morte e tu e tu che sei lontano e non mi puoi sfiorare: non avrò più sorrisi per te, e il tempo passa. Disabile impaurita e impazzita di dolore: nel momento in cui ti accorgi che hai un dolore dentro più grande del mondo….letterario…amore e odio per la vita mi portano a credere di volerla abbandonare troppo presto…presto… da quando non trovo nulla che mi soddisfi l’anima e il cuore e la vita che va via mentre cerco una felicità impossibile!

    Così m’è presa la voglia del riscatto, perché una vita difficile non è mai una causa persa: anche quando tutti ti vogliono convincere che ormai non vali niente di niente: ti accompagna una speranza sovrumana fino ad ora sconosciuta, è una nuova vita, un nuovo amore…è ricominciare realmente senza rancore, verso nessuno, perché la vita è una giostra seria e io ho deciso che, anche se non sono più bambina, voglio e posso giocare ancora, fino alla fine…così resisto sull’altalena chiamata mondo e vedrò cos’è questa dannata felicità.

    Allora ricominci a sperare guardando oltre il confine che un tempo pensavi di non poter raggiungere (con il passato che brucia e il cervello che sogna): amaramente e dolcemente ti devi accontentare dei perché risolti solo nel tuo io più profondo, del perdono concesso autonomamente a te stessa, del fatto che hai costruito intorno a te e intorno al tuo mondo emozionale una corazza che lasci squarciare solo a chi credi che veramente se lo merita; se veramente è questa la nuova strada che credi, che ti senti pronta a percorrere lasci indietro chi ha osato dubitare della tua persona.

    E così, questa volta sotto il dominio, sotto il potere della tua volontà, nasci, muori e rinasci, tutte le volte che ne hai voglia: impari a giocare con te stessa, impari a tenere il tuo primo segreto importante per te…a badare a te stessa: non lo so come vorrei vivere, un tempo avevo tutto qui, come se il mondo fuori non esistesse, ora no, non è più così, almeno dal mio punto di vista! Ma qui inizia un’altra storia!


    è .....
    amore. nient'altro (h. hesse);
    gioia più grande, non attesa (sòfocle);
    nascosta dappertutto...(anonimo);
    qualunque viaggio intraprendiamo (q. o. flocco);
    esercitare liberamente il proprio ingegno (aristotele);
    l'uomo saggio non lo cerca, cerca l'assenza del dolore(aristotele);
    fatto di un niente che al momento in cui lo viviamo ci sembra tutto...
    poi non te lo togli più: lo scopri dopo, quando è troppo tardi" (a. baricco)


    indovinello pazzo!
     
  2. L'avatar di Kitten

    Kitten Kitten è offline FriendMessaggi 4,255 Membro dal Jan 2010 #2

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    Stella, è proprio una bellissima storia la tua! Molto profonde le tue parole dalle quali traspare molta sofferenza, ma anche la forza e la determinazione per andare avanti! Ti faccio i miei auguri più sinceri e spero che tu possa realizzare tutto ciò che il tuo cuore desidera!
     
  3. L'avatar di stellafalc

    stellafalc stellafalc è offline Super SeniorMessaggi 20,364 Membro dal Jan 2009
    Località Salento....ma vivo in un mondo tutto mio...di follia! Altrove...! Sono felice qui!
    #3

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    senza questo carattere non potevo trovare la forza di ri - vivere!!!!
    è .....
    amore. nient'altro (h. hesse);
    gioia più grande, non attesa (sòfocle);
    nascosta dappertutto...(anonimo);
    qualunque viaggio intraprendiamo (q. o. flocco);
    esercitare liberamente il proprio ingegno (aristotele);
    l'uomo saggio non lo cerca, cerca l'assenza del dolore(aristotele);
    fatto di un niente che al momento in cui lo viviamo ci sembra tutto...
    poi non te lo togli più: lo scopri dopo, quando è troppo tardi" (a. baricco)


    indovinello pazzo!
     
  4. L'avatar di stellafalc

    stellafalc stellafalc è offline Super SeniorMessaggi 20,364 Membro dal Jan 2009
    Località Salento....ma vivo in un mondo tutto mio...di follia! Altrove...! Sono felice qui!
    #4

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    riposto il racconto con alcune correzioni, perchè il tempo passa e le emozioni cambiano!!!


    Una paura tremenda, non sconosciuta, assale Francesca in un pomeriggio, mentre intravede un cantastorie allietare la gente del suo sperduto paese: lei è “spettatrice malinconica di felicità impossibili” direbbe Renato Zero.

    Ma, a volte, gli eventi della vita ti sconvolgono l’anima: quel dolore frutto di meditazione è un accenno di allegria da condividere nella realtà. Ecco perché non rinunciare a vivere. E vivere ed amare è anche paura…di sbagliare: nulla nella mente solo questo: che una riga possa cancellare il bisogno di parlare a te…amore lontano e così vicino, perché soltanto il tempo e la mancanza di coraggio portano Francesca a cercarlo tra mille frastuoni e ad allontanarlo…

    Ma lui è un “amore nuovo”, diverso, inaspettato; la soluzione del “giallo” è sempre uguale: “che ti innamori a fare”?

    E così realtà e immaginazione si fondono, continuando a vivere ritrovi dentro la tua mente un’immagine di lui… (a Francesca è successo questo). Francesca ha visto il suo amore una volta sola. Perché mentre la vita per gli altri scorre normalmente per Francesca è diverso: lei si innamora e la vita della persona che ama diventa tanto importante per lei, senza che lui ne sappia nulla; senza motivo perché tanto resta sempre tutto uguale…Tranne questa volta…Francesca, questa volta ha una determinazione diversa.

    Francesca corre non potendo correre, chiede aiuto come non ha mai chiesto aiuto…a lui che ha la sua vita e la pensa come fosse un puntino di una retta infinita tracciata con una matita bianca su un foglio bianco…ed è così che si comincia a pensare a cosa fare per non pensare a chi fa parte di un presente ingannevole…si comincia a pensare a come riaccendere una possibilità che porti alla felicità. E poi ci si racconta che la vita vera è un’altra cosa: si comincia a convivere con la paura di non riuscire più ad esprimersi. E questa paura è rappresentata da lui…che potrebbe salvarti; perché solo l’amore salva: ecco perché noi disabili nasciamo o muoriamo due volte, quando ci viene preclusa una possibilità…eppure immaginare ci fa vivere.

    E Francesca, che non si è trovata preclusa nessuna possibilità fin’ora, si sente nuovamente persa…forse un calice di birra preso osservando sola un tramonto le può donare una tranquillità; le può donare una gomma per cancellare lui a cui vorrebbe dire: “aiutami a non sentirmi morire; prepara un calice di cristallo che raccolga le mie lacrime”.

    E Francesca sente scorrere da lontano la vita vera…e vorrebbe averlo di fronte, e parlargli, e afferrarsi alla vita…alla sua vita: l’ha visto una volta sola sorridergli…c’è l’ha a portata di click! E vorrebbe baciarlo e parlargli, e fare progetti…e anche oggi lui non ne sa nulla.

    Suona la sveglia e Francesca corre…e rimane delusa. “Cosa si prova a correre, cosa si prova a cercare lei sue labbra? Cosa si prova?” E Francesca sa che lo vedrà ancora…seduto ad attendere di sostenere un esame. E la testa gira e la paura torna…lei sarà compagna. E così ci si ritrova soli, a combattere senza aver voglia di vivere. Se non per amarlo: e allora fissi un punto bianco sulla parete di fronte, e non hai veramente voglia di vivere senza lui. La mia vita e quella di Francesca si confondono: simultaneamente lei prende il telefono e compie gesti che io non compio, fossilizzata dalla paura: noi vittime benevole della stessa sorte.

    Adesso basta…vita, mi deludi, cosa sei: sono sola al mondo e sto per svenire; lui mi sveglia con un bacio…sulla sabbia mi ha scritto una poesia che il mare ha cancellato. Lui ha riacceso una fiamma spenta, da quel giorno. Un giorno, d’ottobre, m’è venuta voglia di pensare e parlare: non so se questo è veramente amore!. La paura m’assale nuovamente…cosa fare, in questa estate? Tu nella mente e la morte e tu e tu che sei lontano e non mi puoi sfiorare: non avrò più sorrisi per te, e il tempo passa. Disabile impaurita e impazzita di dolore: nel momento in cui ti accorgi che hai un dolore dentro più grande del mondo….letterario…amore e odio per la vita mi portano a credere di volerla abbandonare troppo presto…presto… da quando non trovo nulla che mi soddisfi l’anima e il cuore e la vita che va via mentre cerco una felicità impossibile!

    Così m’è presa la voglia del riscatto, perché una vita difficile non è mai una causa persa: anche quando tutti ti vogliono convincere che ormai non vali niente di niente: ti accompagna una speranza sovrumana fino ad ora sconosciuta, è una nuova vita, un nuovo amore…è ricominciare realmente senza rancore, verso nessuno, perché la vita è una giostra seria e io ho deciso che, anche se non sono più bambina, voglio e posso giocare ancora, fino alla fine…così resisto sull’altalena chiamata mondo e vedrò cos’è questa dannata felicità.

    Allora ricominci a sperare guardando oltre il confine che un tempo pensavi di non poter raggiungere (con il passato che brucia e il cervello che sogna): amaramente e dolcemente ti devi accontentare dei perché risolti solo nel tuo io più profondo, del perdono concesso autonomamente a te stessa, del fatto che hai costruito intorno a te e intorno al tuo mondo emozionale una corazza che lasci squarciare solo a chi credi che veramente se lo merita; se veramente è questa la nuova strada che credi, che ti senti pronta a percorrere lasci indietro chi ha osato dubitare della tua persona.


    E così, questa volta sotto il dominio, sotto il potere della tua volontà, nasci, muori e rinasci, tutte le volte che ne hai voglia: impari a giocare con te stessa, impari a tenere il tuo primo segreto importante per te…a badare a te stessa: non lo so come vorrei vivere, un tempo avevo tutto qui, come se il mondo fuori non esistesse, ora no, non è più così, almeno dal mio punto di vista! Ma qui inizia un’altra storia!
    è .....
    amore. nient'altro (h. hesse);
    gioia più grande, non attesa (sòfocle);
    nascosta dappertutto...(anonimo);
    qualunque viaggio intraprendiamo (q. o. flocco);
    esercitare liberamente il proprio ingegno (aristotele);
    l'uomo saggio non lo cerca, cerca l'assenza del dolore(aristotele);
    fatto di un niente che al momento in cui lo viviamo ci sembra tutto...
    poi non te lo togli più: lo scopri dopo, quando è troppo tardi" (a. baricco)


    indovinello pazzo!
     
  5. L'avatar di stellafalc

    stellafalc stellafalc è offline Super SeniorMessaggi 20,364 Membro dal Jan 2009
    Località Salento....ma vivo in un mondo tutto mio...di follia! Altrove...! Sono felice qui!
    #5

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    Buongiorno, vi va di leggere il mio romanzo breve “Francesca” riscritto e ampliato ispirandomi a recenti vicende personali? Se sì, in attesa di pubblicarne la versione cartacea, lo pubblicherò qui!
    angeloazzurro63 likes this.
    Ultima modifica di stellafalc; 20-04-2017 alle 07:36
     
  6. essegi1 essegi1 è offline Super FriendMessaggi 6,979 Membro dal Jun 2011 #6

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    Si, rimango in attesa!
    stellafalc likes this.
     
  7. L'avatar di Gigetta89

    Gigetta89 Gigetta89 è offline SeniorMessaggi 11,537 Membro dal Nov 2012
    Località Toscana
    #7

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    Certo che sì!
    stellafalc likes this.
     
  8. L'avatar di stellafalc

    stellafalc stellafalc è offline Super SeniorMessaggi 20,364 Membro dal Jan 2009
    Località Salento....ma vivo in un mondo tutto mio...di follia! Altrove...! Sono felice qui!
    #8

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    Benissimo, grazie a chi mi ha letto, mi legge e mi leggerà! Dunque, pubblicherò "a puntate", essendo un racconto breve ma con un certo numero di battute; non so neanche se si può pubblicare in un unico post.

    Francesca, vent’anni; da sempre, crede di vivere nel Paese delle Meraviglie, anzi, per lei Assisi, la città dove si è trasferita da piccola insieme ai genitori, è davvero un luogo fantastico; Francesca è una moderna e odierna Alice, ma vive ad Assisi.
    Si nota subito, pur vedendola per la prima volta, la sua figura snella, longilinea ma, sicuramente, in questo periodo della sua vita, a tavola è una buona forchetta: le si legge in viso, apprezza maggiormente i piatti salati, gradisce solo i dolci di pasta sfoglia e alla crema - che sia semplice, al cioccolato o chantilly non fa differenza - non può più fare a meno del cioccolato fondente.
    Quando, fino a due anni fa per lei è stato così, trascorreva ancora le sue mattinate sul suo banco in prima fila, nella sua classe, nel suo liceo, in terza liceo, durante una lezione di Letteratura, le capitò di leggere queste parole, di un tale, di un poeta portoghese. Da allora, un quadretto di fondente, non le deve mai mancare: la sua famiglia e i suoi, in verità pochi, ma veri, amici lo sanno!

    [...] Mangia cioccolatini, piccina; mangia cioccolatini!
    Guarda che non c'è al mondo altra metafisica che i cioccolatini.
    Guarda che tutte le religioni non insegnano altro che la pasticceria.
    Mangia, bambina sporca, mangia!
    Potessi io mangiare cioccolatini con la stessa concretezza con cui li mangi tu!
    Ma io penso e, togliendo la carta argentata, che poi è di stagnola,
    butto tutto per terra, come ho buttato la vita. [...]
    F. Pessoa


    Francesca, ancora, non può fare a meno neanche dei gatti, di cui ama circondarsi sempre. Il suo portamento è felpato come quello felino, spesso elegante, a tratti trasmette la sua dolcezza; talvolta, però, esprime la sua incalcolabile stanchezza interiore: già in questo momento della sua ancora giovane vita, perché non si diventa stanchi solo da anziani, anzi!
    Fisicamente è minuta, a detta di molti, dimostra qualche anno in meno rispetto all’età che ha.
    Rispecchia i “canoni mediterranei”: la sua carnagione è colorita; guardandola incedere, già da lontano, su di lei, si nota chiaramente il colore castano chiaro dei suoi capelli e quello scuro dei suoi occhi. Francesca, oggi, li valorizza con ombretti color pastello, che applica sulle sue palpebre mobili, dopo averne uniformato il colorito con una goccia di crema, di primer.
    La sua bocca e le sue guance, invece, le mostra sempre al naturale. Le sue labbra hanno un tenue colore violaceo. Lei avrebbe preferito averle rossicce e più carnose. Le sue guance ogni tanto si accendono, quando le fanno qualche complimento o si sente improvvisamente viva, come oggi.
    L’abruzzese abbina sempre minuziosamente il tono del suo trucco a quello dei suoi vestiti. Solitamente porta indumenti, pantaloni e magliette in maglina, comodi; quando le occasioni lo richiedono, indossa volentieri – l’ha fatto fin da piccola - abitini eleganti, anche questi, quasi tutti, in tonalità pastello.
    essegi1 and Gigetta89 like this.
    Ultima modifica di stellafalc; 21-04-2017 alle 10:50
     
  9. L'avatar di stellafalc

    stellafalc stellafalc è offline Super SeniorMessaggi 20,364 Membro dal Jan 2009
    Località Salento....ma vivo in un mondo tutto mio...di follia! Altrove...! Sono felice qui!
    #9

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    ciao a tutti, il prossimo stralcio arriverà in serata;
    ditemi, pareri, impressioni e spunti....grazie e a presto!
    Ultima modifica di stellafalc; 22-04-2017 alle 11:12
     
  10. L'avatar di stellafalc

    stellafalc stellafalc è offline Super SeniorMessaggi 20,364 Membro dal Jan 2009
    Località Salento....ma vivo in un mondo tutto mio...di follia! Altrove...! Sono felice qui!
    #10

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    Francesca adora passeggiare. Passeggiando nelle vie dello shopping della sua città d'adozione, osservandone le vetrine luccicanti, si ferma spesso a riposarsi e a guardare quelle in cui sono esposte calzature all’ultima moda. “Molte di queste non le calzerei, se anche potessi portarle – si dice silenziosamente tra sè, dopo un attimo di esitazione sognante – ma quelle, proprio quelle – dice, ora ad alta voce, indicandole a sua madre e a chi altro è con lei a condividere quel momento magico – vorrei provarle. Vorrei provare a camminarci”. “Sogna Francesca” – le dicono – e lei sogna. Ignari passanti la scansano.
    Una paura intensissima e tremenda, a lei ormai non sconosciuta, la assale in un pomeriggio estivo assolato, mentre, nuovamente passeggiando, questa volta per un viale alberato, di ritorno dall’Università, intravede, scorgendolo tra la folla frenetica e rumorosa, un cantastorie allietare la gente del suo paese immaginario: lei è “spettatrice malinconica di felicità impossibili” direbbe Renato Zero. Per Francesca, Renato Zero è un cantastorie medievale.
    Dopo aver terminato di frequentare il liceo, dopo la Maturità, la giovane studia Lettere moderne nell’Ateneo della sua città. E’ al primo anno, è ancora una matricola, ma presto presenterà la domanda di Erasmus. E’ sicura che non cambierà idea per nessuna ragione al mondo, ma scoprirà che, per lei, non sarà così.
    Ultima modifica di stellafalc; 23-04-2017 alle 08:14
     

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