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Ingiustizia generazionale

Discussione iniziata da makabi il 08-08-2017 - 139 messaggi - 2872 Visite

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  1. L'avatar di makabi

    makabi makabi è offline FriendMessaggi 3,301 Membro dal Mar 2016
    Località In fernem Land, unnahbar euren Schritten
    #1

    Predefinito Ingiustizia generazionale

    Come scritto altrove, apro un thread su quella che reputo una grande emergenza, ossia la disparità di trattamento tra la generazione dei trentenni e quella dei sessantenni (pre-Fornero). Insomma, di come lo stato italiano è madre coi nostri padri e di come è matrigna con i figli, perché credo che la attuale generazione dei trentenni sia discretamente sfortunata. Dico discretamente, perché quella dei nostri nonni fu enormemente più sfortunata (WW2), mentre quella dei nostri padri fu enormemente più fortunata.
    Ora c'è tanta di quella miseria in giro, tanta sofferenza sociale. Si fa un gran parlare di c.d. profughi (ci mancherebbe), mentre si tace sugli emigranti, ragazzi italiani che hanno studiato un sacco (pardon, su questo forum pare che sia deleterio studiare) e che per coniugare la cena con il desinare sono costretti ad abbandonare il proprio paese. Lì, latente, c'è la grande ingiustizia generazionale che paghiamo ogni giorno.
    Se si leggono i dati del PIL si capisce che le prime voci di spesa pubblica, sono:
    - pensioni;
    - sanità;
    - stipendi pubblici dipendenti.
    Ossia tre voci che, soprattutto le prime due (ma anche la terza non scherza), sono riservate in larghissima parte agli ultra60enni.
    Le voci di spesa per impieghi più vicini alle esigenze giovanili sono ridotti al lumicino, per dire per istruzione e università (che non mi stancherò mai di dire non significa solo istruzione di stato) è tra le più basse d'Europa, e così pure per la ricerca.
    Cosa ne pensate?
    Credete che ci sia in questo paese una grande questione generazionale?
    Se sì, quali provvedimenti prendereste? Pensate che il reddito di cittadinanza (che io aborro) potrebbe essere utile?
    Come sempre, le mie idee sono molto nette, non amo molto i compromessi. Ecco, io sarei per ricalcolare le pensioni già erogate con il sistema contributivo per tutti. Ci sono un sacco di pensionati che andati giovanissimi in pensione (vi parlo di persone pensionatesi a 40-45 anni) prima addirittura della pur tenue riforma Dini del '95, continuano a percepire un assegno retributivo (parametrato sull'ultimo stipendio percepito) e non sui contributi versati. Purtroppo, molte pensionati credono di percepire i contributi versati mentre lavoravano, così non è, per via del sistema c.d. a ripartizione che fa sì che lo squilibrio di bilancio pubblico annuale a carico di tutti i taxpayers sia di 90 mld. (miliardi, non milioni) l'anno! E' ovvio che questo eventuale provvedimento determinerebbe un taglio degli assegni previdenziali in essere (ovviamente prevederei un massimo di taglio, non è che si può azzerare un assegno dalla sera alla mattina), però così si libererebbero risorse, ad esempio, per tagliare le tasse a chi assume, a chi vuole fare investimenti o a chi vuole iniziare una nuova attività.

    Grazie a chi vorrà rispondere.


    So grüsse mir Walhall,
    grüsse mir Wotan,
    grüsse mir Wälse
    und alle Helden,
    grüss' auch die holden
    Wunschesmädchen:
    zu ihnen folg' ich dir nicht.





     
  2. L'avatar di Dedelind

    Dedelind Dedelind è offline ApprendistaMessaggi 344 Membro dal Apr 2017
    Località Toscana
    #2

    Predefinito

    Io non ho basi econonimiche o politiche per poter buttare giù una conversazione adeguata e quindi posso solo esprimermi a sensazione. Posso solo dire che uno Stato, un'istituzione è fatta di persone e non di carte bollate ; quindi il problema principale di questo paese è culturale : un problema che credevo potesse finire con l'avvento delle nuove generazioni ma che invece si è riproposto e continua a spopolare. I miei provvedimenti sarebbero troppo "di pancia" come si suol dire.
    Sotto Cassa
    Tutto Passa
     
  3. L'avatar di MonacoFrigido

    MonacoFrigido MonacoFrigido è online FriendMessaggi 4,441 Membro dal Jun 2016
    Località Brixia, Longobardia Maior
    #3

    Predefinito

    Il problema dell'Italia come nazione è che non esiste.
    Non esistendo, non ha un passato, non ha un presente e nemmeno un futuro.
    Azzy likes this.

     
  4. L'avatar di Dedelind

    Dedelind Dedelind è offline ApprendistaMessaggi 344 Membro dal Apr 2017
    Località Toscana
    #4

    Predefinito

    Ah ! Siamo un "espressione geografica" anche secondo te, Monaco ?
    PINASO likes this.
    Sotto Cassa
    Tutto Passa
     
  5. Rudolf9 Rudolf9 è offline PrincipianteMessaggi 57 Membro dal Jul 2017 #5

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    Una nazione senza sovranità monetaria e politica è destinata a scomparire.
    Qui non si tratta di ingiustizia generazionale ma di vera e propria estinzione di un popolo.
    Il reddito di cittadinanza mi da l'idea di elemosina,le persone hanno bisogno di un lavoro.
    Se l'Italia non esce dall'euro e dall'unione europea non ci sarà una prossima generazione.
     
  6. PINASO PINASO è offline FriendMessaggi 3,772 Membro dal Feb 2015
    Località Tra fiume Po e fiume Arno, ad est del meridiano di Alessandria e ad ovest del meridiano di Bologna
    #6

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    @Rudolf9 concordo sulla questione del reddito di cittadinanza. Le politiche Keynesiane di ridistribuzione del reddito secondo me non funzionano, non credo ad esempio nell'efficacia del moltiplicatore Keynesiano, o meglio un moltiplicatore efficace dovrebbe considerare anche il livello di tassazione, perché se lo stato spende, in qualche modo con le tasse dovrebbe recuperare almeno parte di questi soldi e questo non è possibile se non con elevate tasse sui consumi.

    P.S. sono ignorante di Economia, sono idee abbastanza a caso.

    Per quanto riguarda Makabi bisognerebbe iniziare a tagliare le pensioni d'oro e i vitalizi sui parlamentari
    passerosolitario84 likes this.
    Ultima modifica di PINASO; 09-08-2017 alle 04:28
     
  7. Rudolf9 Rudolf9 è offline PrincipianteMessaggi 57 Membro dal Jul 2017 #7

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    Citazione Originariamente Scritto da PINASO Visualizza Messaggio
    @Rudolf9 concordo sulla questione del reddito di cittadinanza. Le politiche Keynesiane di ridistribuzione del reddito secondo me non funzionano, non credo ad esempio nell'efficacia del moltiplicatore Keynesiano, o meglio un moltiplicatore efficace dovrebbe considerare anche il livello di tassazione, perché se lo stato spende, in qualche modo con le tasse dovrebbe recuperare almeno parte di questi soldi e questo non è possibile se non con elevate tasse sui consumi.

    P.S. sono ignorante di Economia, sono idee abbastanza a caso.

    Per quanto riguarda Makabi bisognerebbe iniziare a tagliare le pensioni d'oro e i vitalizi sui parlamentari
    Pinaso sono più ignorante di te in materia.
    Secondo me non ha senso parlare di tasse,pensioni,stipendi pubblici se lo stato in cui abiti non ha neanche la possibilità di stampare denaro.
    Fino agli anni 90 ,quasi tutte le nazioni avanzate battevano la propria moneta e potevano fare investimenti pubblici che a loro volta rilanciavano il settore privato.
    L'Italia non può fare nessuna politica economica visto che non ha la sovranità monetaria.
    Il reddito di citadinanza è qualcosa di sovietico ,keynes non credo abbia ha mai pensato a qualcosa del genere.
    passerosolitario84 likes this.
    Ultima modifica di Rudolf9; 09-08-2017 alle 06:30
     
  8. L'avatar di Vivi9842

    Vivi9842 Vivi9842 è offline JuniorMessaggi 2,137 Membro dal Apr 2017
    Località Toscana
    #8

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    Con un debito pubblico stratosferico e vincolato ai capricci di Soros e company la sovranità l'abbiamo persa già da molto. Metti anche che abbiamo una classe politica che fa ridere i polli, che si fa spernacchiare da ONG, Macron per il caso cantieri navali e Libia, dai libici stessi e da qualche paese ex Urss e si fa poker.

    Il reddito di cittadinanza potrebbe avere un senso in una nazione normale, non in una dove si vuole regalare la cittadinanza , dove ci sono migliaia se non milioni di nullatenenti milionari e nell'Italia dei furbetti dove si troveranno modi per prendere il reddito e lavorare a nero.

    Per il nostro debito la priorità va al taglio delle spese (pensioni ricalcolate TUTTE con il contributivo), degli enti inutili, delle province, nell'armonizzazione delle spese negli enti pubblici (nord=sud) e nella riforma della giustizia con pene certe e severe dei mascalzoni.
    La bellezza salverà il mondo. Prince L.N.Myshkin.


     
  9. L'avatar di mewtwo

    mewtwo mewtwo è offline PrincipianteMessaggi 104 Membro dal Jul 2017 #9

    Predefinito

    Che ci sia un conflitto generazionale è sicuramente vero, tuttavia non vedo come si possa uscirne: siamo un "paese di vecchi" dove gli anziani sono numericamente più dei giovani e dove una buona fetta di questi ultimi sono immigrati o figli di immigrati che di conseguenza non votano, ergo chiunque proponga di favorire i giovani a scapito degli anziani è destinato ad essere sconfitto alle urne, e del fatto che molti giovani emigrino ed altri stiano a casa dei genitori a far nulla poco importa, tanto grazie all'immigrazione si possono importare tutte le "braccia" che si vogliono, sul fatto che un paese in queste condizioni sia spacciato non ci piove.
    makabi and Gigetta89 like this.
     
  10. L'avatar di makabi

    makabi makabi è offline FriendMessaggi 3,301 Membro dal Mar 2016
    Località In fernem Land, unnahbar euren Schritten
    #10

    Predefinito

    Se il fotocopiatore (di banconote) fosse la soluzione dei problemi penso che questa soluzione sarebbe stata adottata. Peraltro, faccio notare che la Bce, specie (ma non solo) sotto la presidenza Draghi, ha, per certi aspetti anche in modo ultroneo rispetto ai trattati europei, iniettato una quantità enorme di denaro nel mercato finanziario (certo con tecniche complesse e non sempre dirette, ma lo ha fatto), eppure la nostra economia ne ha risentito in modo poco apprezzabile (almeno non siamo andati in default, cosa apprezzabile naturalmente). La realtà è che questo paese avrebbe bisogno di una bella stagione di politica economica (che solo il governo può fare), all'insegna della riduzione fiscale e dello snellimento della spesa pubblica, anzi al ridimensionamento proprio dello stato. Nessun trattato europeo vieta al singolo paese di fare tutto ciò, naturalmente qui manca la volontà politica di farlo, perché altrimenti si intaccherebbero i veri capisaldi del clientelismo che, spiace dirlo, colpiscono non solo i politici (questi ultimi sono solo una goccia nel mare).
    So grüsse mir Walhall,
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