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Discussione: Prima volta a quasi 30 anni. Con una prostituta.

  1. #1
    Super Apprendista L'avatar di barnabo
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    Predefinito Prima volta a quasi 30 anni. Con una prostituta.

    Ho fatto sesso con una prostituta.
    E’ un po che avevo preso questa decisione. Era solo questione di tempo.

    Quando arrivi quasi a trenta anni senza aver mai conosciuto l’intimità con una donna le lucciole, per strada, diventano una tentazione forte, molto forte. Mi stupisco, anzi, di quanto tempo abbia impiegato ad arrivare a questa conclusione che ora mi pare persino ovvia. Una gran timidezza mi ha sempre bloccato nei rapporti con l’altro sesso. Alla grande timidezza negli anni è seguita una testarda e bestiale rinuncia a questo aspetto della vita così importante, credo, per tutti noi. Mi sono chiuso in casa, ho escluso dalla mia vita quasi ogni forma di rapporto sociale, ho condotto vita monastica, ritirata.

    Stavo bene, anche, o così credevo. Poi un giorno accade qualcosa, incontri qualcuno che ti rammenta cosa ti stai perdendo, cosa ti sei sempre perso. Ti svegli, ti guardi intorno e resti attonito di fronte all’osceno deserto che ti circonda.
    In breve, inevitabilmente, rammenti però anche il perchè delle cose. Perchè sei ora dove sei. La timidezza è diminuita. In un certo qual modo sei cresciuto. Ma non abbastanza. Il mondo, gli altri, sono cresciuti più velocemente mentre tu stavi rinchiuso nella tua grotta. E quindi ora è peggio, sempre peggio. Una vocina insistente ti sussurra all’orecchio: “It’s too late”, è troppo tardi.

    Forse potresti tornare a dormire, ma no, in verità non vuoi. Il tempo passa inesorabile, lo hai sempre saputo. Ma ora lo tocchi con mano. Ora cominci a capirlo davvero questo tempo bastardo, a sentirlo forte nel cuore che indietro non si torna, che non ci sono altre chanche, che già una gran fetta della tua vita è andata. Non tornerà. Dormire ancora ti terrorizza. Ti sconvolge l’idea del prossimo inevitabile risveglio, quando non potrà essere che peggio, forse insostenibile. Qualche volta cominci anche a pensare se sia il caso di addormentarsi per sempre. Accantoni questa possibilità, c’è sempre tempo in fondo, anche se sospetti di essere troppo vigliacco per arrivare a tanto.

    Ti ricomponi alla meno peggio. Ti armi dei tuoi strumenti inadatti e cominci a sbirciare oltre il muro. Incassi l’ennesimo, inevitabile e previsto fallimento e vai avanti. Come puoi, come riesci. Qualsiasi cosa ma non il sonno, non si può.

    Sei ***, ora si, ora davvero. Con dio, che non esiste, con il destino, con te stesso. Ti liberi di morale ed etica. Ti liberi di *** e romanticismi. Il fato ti ha fatto così, con questo carattere di ***, con questo blocco dentro. Ok, va bene. Farò allora ciò che posso con quello che ho. Al mondo esiste solo ciò che puoi e ciò che non puoi fare. Nient’altro. Ho dei soldi, ho una macchina, ho un *** che funziona. Non mi serve altro, adesso.

    Caso vuole che proprio quando ti decidi a pagare per ciò che non potresti mai avere altrimenti le autorità da operetta decidano che è immorale, è insostenibile allo sguardo dei cittadini (cittadini?) quel bordello a cielo aperto che molte strade della città sono diventate. E allora si minaccia la galera o quantomeno una multa salata. Si sguinzagliano le esauste forze dell’ordine per reprimere questo fenomeno che tanto offende la pubblica decenza di un paese che in realtà neppure sa cosa sia la pubblica decenza.

    Non ha importanza. E’ più difficile ora trovare sesso, la notte, per strada. Ma non ti farai spaventare, la decisione è presa. ***il resto.

    Inizi a battere tutte le vie che sapevi essere luoghi adatti. Il deserto rispetto a prima, ma qualche lucciola ancora resiste. Hai paura, non lo neghi a te stesso, decidi di fare con calma. Di ritorno da qualche uscita con gli amici, ora ogni tanto esci, passi sempre a fare dei giri esplorativi. Più volte noti la polizia. Ti segni mentalmente i posti, i luoghi più adatti. Gli orari.
    Scopri presto che anche fare questo passo non ti è affatto facile. Quel maledetto blocco che da sempre hai dentro pesa, anche ora, anche con le ***. Hai paura, *** se hai paura. Paura della polizia, così credevi, ma non solo, non sopratutto. Hai paura delle ragazze. Quando astrattamente pensavi di andare a *** pensavi quasi che si trattasse solamente di infilare il *** dentro a un buco. E invece no.
    Ora ti rendi conto che sono persone. Esseri umani. Donne. Fermare la macchina e chiedere “Quanto?” è più difficile di quel che credevi...
    Ultima modifica di fresiablu; 21-04-2009 alle 17:47 Motivo: linguaggio inappropriato

  2. #2
    Super Apprendista L'avatar di barnabo
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    ...Una sera come le altre, non si sa come, trovi finalmente il coraggio. C’è una ragazza, sulla strada, nell’ombra. Lei e un’altra soltanto questa sera resistono in questa strada che era un puttanaio. Passi su e giù davanti a lei molte volte. Alla fine sorprendi pure te stesso, ti fermi.
    Abbassi il finestrino, “Ciao!”, le dici. “Quanto vuoi?”.
    “Bocca più ***?”
    “Si”
    “Trenta euro”
    “ Va bene, sali.”
    La ragazza sale. Non è molto alta. E’ carina, anzi bella.
    Strano. Sarà il rapporto “professionale”, ma ti senti tranquillo, a tuo agio. Le dici subito che per te è la prima volta. Con una ***, da sempre, non lo specifichi.
    “Si vede, sei timido.”, dice. Tranquilla, serena. Solo un lavoro, per lei.
    “Come ti chiami?”
    “Alina, e tu?”
    “Di dove sei?”
    “Romania”
    Le chiedi della polizia, se le hanno rotto le palle.
    “Anche loro fanno il loro lavoro, è normale.”, risponde. Si vede che è dispiaciuta, ma non c’è rabbia, non c’è condanna nelle sue parole. Ciascuno fa la sua parte che gli è stata assegnata in questo mondo. Normale.
    Ti guida poco lontano in una via appartata, fermi l’auto, spegni il motore. Lei sta già coricando il sedile del passeggero. Lentamente, perchè il meccanismo non è rapido.
    Ti dice di spogliarti. Come fosse la cosa più naturale del mondo spogliarsi nudi di fronte ad una sconosciuta! In effetti non provi alcun imbarazzo nell’eseguire e questa cosa un poco ti sorprende.
    Levi maglione, scarpe, pantaloni e mutande. Si spoglia anche lei. Veloce, precisa, abile.
    “Hai i preservativi?”, le chiedi scioccamente.
    “Certo, è naturale!”, dice tirandone fuori uno dalla borsetta.
    Inizia a toccarti finchè, subito, ti si drizza. Infila il preservativo con un movimento rapido, che non percepisci. Si china su di te e iniza a ciucciartelo, lentamente.
    Tu sei immobile, ti sembra tutto un po irreale. Ma ti riscuoti. Essere timidi con una *** non ha senso, pensi. Allunghi la mano sulle sue cosce bianchissime e sode, che ti sfiorano. Scendi piano ad accarezzare i riccioli bruni della sua ****. Trovi la fessura, ma non vai oltre. E’ ridicolo, ma non osi.
    Il *** è piacevole, ma il preservativo smorza le sensazioni. Quando ti chiede se è sufficente annuisci senza esitazione.
    Le chiedi di venire sopra. E’ forse la posizione più presente nel tuo immaginario e poi vuoi che sia lei a fare tutto. Arretri il sedile. Lei ti viene a cavalcioni, afferra il tuo ***** e se lo mette dentro. Inizia a muoversi ritmicamente su e giù, su e giù, ma deve puntellarsi con i piedi. Il tuo *** le tocca in punta.
    “Ti fa male?”, le chiedi?
    “Non ti preoccupare.”
    Ora le sue *** sono proprio davanti a te. Non grandissime, ma belle. Di forma perfetta e sode.Le baci e le lecchi, poi abbracci tutto il suo corpo, caldo, e affondi la testa nel suo collo, fra il profumo dei suoi capelli.
    Le tue mani sono sulla sua schiena e scendono fino al ***, alla fessura tra le sue natiche, sode anch’esse. E’ proprio una bella gnocca, pensi. La pelle perfetta e profumata.
    La cosa ti sorprende. Non ci avevi pensato prima, ma questa sensazione di pulito in una *** che prende diversi *** per notte ti fa strano.
    Non la guardi in faccia, negli occhi. Pensi che sia un contatto troppo intimo, con una ***. Forse hai paura di leggere l’indifferenza in quegli occhi, non lo sai.
    Andate avanti così per un po, non sai quanto, poi ti chiede se vuoi andare sopra tu.
    Si sposta sul sedile del passeggero. Tu ti inginocchi davanti a lei, la tiri verso di te e le entri dentro.
    Ora sei tu che guidi il gioco. Ti muovi dentro di lei al ritmo che usi per le ***. Ti piace, più di prima.
    Di nuovo, la abbracci. Vuoi sentire tutto il suo corpo caldo, le sue *** sul tuo petto e il suo profumo.
    Ad un certo punto ti accorgi che il suo respiro si è fatto più forte, lo avverti chiaramente. Questo ti procura un piacere incredbile. Naturalmente sai che le *** non godono con i clienti e sei quasi certo che non provino neppure piacere. Così ti hanno detto, così devi aver letto da qualche parte.
    Eppure quel suo respiro, ora più affannoso, non ha nulla di finto, di forzato. Vorresti domandarglielo, ma ci ripensi. La domanda ti sembra sciocca e forse persino offensiva.
    Dopo un lasso di tempo indefinito inizi a pensare che è ora di venire. Per sentito dire sai che le *** non amano perdere troppo tempo con un solo cliente. Temi che da un momento all’altro possa dirti di sbrigarti e questo avrebbe effetti disastrosi sulla tua eccitazione.
    Decidi allora di accelerare e di arrivare al dunque. Pian piano monta l’orgasmo. Lo assecondi.
    Senti il *** raggiungere un nuovo livello di durezza, affondi più che puoi e finalmente vieni , abbandonandoti completamente sul suo corpo.
    Resti fermo alcuni istanti e poi esci fuori. Lei, professionale, si china sul tuo *** a controllare il preservativo. Per vedere se si fosse rotto, immagini. Poi te lo sfila e ti porge un fazzoletto.
    Vi rivestite entrambi, velocemente. Tu prendi una gomma. Ne vuole una anche lei. Le porgi il pacchetto.
    I vetri dell’auto sono completamente appannati. Alla meno peggio pulisci il parabrezza davanti a te. Accendi il motore, riparti.
    Poche parole ancora e siete già arrivati. La fai scendere.
    “Ciao Alina, grazie di tutto”
    “Ciao”
    Mentre procedi verso casa ripensi a quello che hai appena fatto. Ti vengono in mente le parole che molti userebbero, almeno in pubblico, per definire questo incontro: “squallido”.
    Squallido. Forse, può darsi. Sicuramente il sesso con una *** è squallido rispetto al fare l’amore con una donna che ami. Non c’è dubbio. Tuttavia non puoi negare che ti sia piacuto. Già pensi che ritornerai. Senza dubbio.
    Non ti senti immorale. Non ti senti sporco. Anzi. Senti di aver fatto un’esperienza nuova e in certo modo preziosa. Eccitante, sicuramente.
    Ti senti in buona compagnia con uomini di tutti i secoli. Forse hai assecondato la tua vera natura ferina di uomo, al di la di tutte le belle parole. Volevi “sporcarti un po”. Ci sei riuscito, ti senti meglio.

    Diversi mesi e diverse decine di esperienze dopo ora il sesso a pagamento mi sembra una cosa del tutto normale, naturale. E così per le ragazze che ho conosciuto. Quanta ipocrisia, quanto vacuo perbenismo e quante vere e proprie sciocchezze si dicono su questo mondo.

  3. #3
    Junior L'avatar di Juny
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    Mah... ti auguro di innamorarti di una ragazza libera, così imparerai che quello che hai fatto con una povera prostituta non è minimamente equiparabile al sesso fatto con amore e in gioiosa libertà... Piuttosto che perdere la verginità così (col risvolto comico della paura della polizia) per me era meglio se restavi vergine, ma contento tu...

  4. #4
    Apprendista L'avatar di folgore
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    Juny, probabilmente non hai nemmeno una lontana idea di cosa voglia dire essere vergini per un uomo di 30 anni, specialmente quando si è continuamete bombardati da immagini ed impulsi che celebrano ed idealizzano il sesso, rendendo ancor più pesante il macigno che uno si deve portare dentro..

    Barnabo, quel che ti posso dire è che concordo con te, attorno a questo fenomeno c'è tanta ipocrisia e un bel pò di perbenismo bigotto. Certo però che essere andato dalle prostitute di strada, che il più delle volte sono seviziate e violentate dai proprio papponi, che non sclegono certo di fare quella vita ma ne sono costrette o dalle incombenze o dalla forza di qualche malvivente, non penso sia stata e sia una bella azione, non moralmente ma sotto il profilo umano; non penso sia ipocrisia il fatto di condannare una azione che favorisce NON la prostituzione (che di per se non ha nulla di peccaminoso) ma la schiavitù, la tratta di donne-schiave.

    Guarda, io ho il tuo stesso problema, più o meno, e più volte ho pensato di risolvere o almeno cercare sollievo andando a prostitute, però, poi le barriere morali che l'educazione impartitami hanno costruito nel tempo, beh, mi hanno reso restìo a provare. Al posto tuo, vedi però, sarei piuttosto andato da una di quelle "prostitute" che incontrano a casa propria, non per forza una costosissima accompagnatrice ma eventualmente anche una di quelle che più semplicemente "la dà" a pagamento, una di quelle che trovi nelle bacheche dei giornali, una studentessa che con le proprie prestazioni si paga l'affitto di casa, una casalinga che contribuisce con i propri introiti a pagare il mutuo.. insomma.. capisci? Una, che, anche se ugualmente costretta dalle necessità e forse ugualmente priva di una realtà volontà (anche il fatto che manchino i soldi e si debba cmq pagare la bolletta pena l'interruzione della luce è d'altronde una forma di violenza), non vi è costretta da qualcuno che la violenti laddove non abbia voglia di farlo.
    Ultima modifica di folgore; 21-04-2009 alle 18:42

  5. #5
    Super Apprendista L'avatar di barnabo
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    In realtà ho provato anche ragazze d'appartamento.

    Comunque quando parlavo delle tante sciocchezze che si sentono dire una delle più grosse e frequenti è proprio quella che sostiene l'equazione prostituzione di strada = schiavitù.

    Nulla di più falso.
    Anzi, spesso è vero proprio il contrario. Spesso sulla strada trovi "libere professioniste" che esercitano all'aperto per i motivi più vari fra i quali la maggior visibilità e la mancanza di valide alternative. Hai presente cosa significhi per una ragazza straniera affittare un appartamento dove esercitare? Rifletti solo sul fatto che il proprietario di un appartamento affittato ad una prostituta è passibile di denuncia per favoreggiamento, reato tra l'altro punito con una pena identica a quella prevista per lo sfruttamento!

    Solo per farti alcuni esempi ho conosciuto una barista che esercita solo alcuni giorni quando le va per arrotondare.
    Una ex colf instradata alla professione da un'amica della stessa nazionalità. Parole sue: "quando seppi quello che faceva questa mia amica inorridii, ma ero stupidotta e ingenua..."
    Giovani madri che quando vanno al lavoro lasciano i figli alla mamma, anche lei qui in italia. Studentesse che fanno la vita per un anno o due per poi tornare in patria con un bel gruzzoletto. Etc...

    La situazione più problematica la vivono le ragazze di colore le quali effettivamente molto spesso hanno alle spalle una vera e propria organizzazione criminale. E' naturale poichè sono le più deboli e indifese nei confronti dello stato che le minaccia costantemente di reimpatrio. Ma anche qui le situazioni e le vicende sono assai complesse e sfumate.

    Per potersi fare un'idea esatta, di questa come di ogni altra cosa
    umana, e quindi poter dare un giudizio bisogna rfuggire sempre dalle semplificazioni e banalizzazioni. La realtà delle cose è sempre più complessa di come appare.

    Io ti posso dire che questo mondo mi affascina al di la del semplice appagamento dei sensi e che nel tempo mi sono informato attraverso letture, scambi di idee ed esperienze dirette.
    Il bianco ed il nero, come sempre, sono meravigliosamente confusi e mischiati in tante, tantissime tonalità di grigio...
    Ultima modifica di barnabo; 21-04-2009 alle 20:28

  6. #6
    Super Friend L'avatar di MiciaGaia
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    Contento tu, contenti tutti.
    Se un giorno di innamorerai di una ragazza scoprirai cosa significa fare l'amore. E' una cosa completamente diversa dal fare sesso.
    .


    La preghiera del gatto
    L’essere che io sono non ha un padrone,
    ma un amico che io scelgo.
    Trattami dunque da uguale,
    io non sono il tuo peluche!
    Rispetta la mia indipendenza,
    io ti dimostrerò, liberamente,
    in carezze e "ron ron"
    che ti amo!
    E, se è necessario, degli anni
    io ti aspetterò, amico mio.

    Dal 24 agosto 2009 sono diventata mamma
    di Lillino & Lilla, due cagnoloni di circa 16 e 8 anni


    =^..^=

  7. #7
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    Non so se l'informazione sia anche qui manipolata e cucinata per bene ma ti posso dire che da me, nel Nord Est, di bande criminali dedite allo sfruttamento della prostituzione se ne trovano quasi ogni giorno nei tg. L'ultima volta che sono uscito, mentre guidavo, il mio compagno di viaggio ne ha contate 13 in soli 20 minuti di viaggio di coda! Dai tratti del viso molte sembravano dall'Est Europa..

    Non penso che le studentesse vadano di notte sul ciglio della strada così, a loro pericolo, perchè ammetto che senza una "guardia" prostituirsi può davvero essere pericoloso. Molto più sicuro penso sia pubblicare un annuncio.. però devo dire che la mia esperienza al riguardo è praticamente nulla.
    Ultima modifica di folgore; 21-04-2009 alle 21:20

  8. #8
    Super Apprendista L'avatar di barnabo
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    @MiciaGaia
    Ne sono pienamente convinto!
    Tuttavia al momento questo mi sembra un compromesso accettabile.

    Ti dirò di più.
    Prima ritenevo incomprensibile e inaccettabile che un uomo sposato o fidanzato cercasse sesso a pagamento. Cosa questa ASSAI comune.
    Ora, beh, non ne sono più tanto sicuro...
    Ultima modifica di fresiablu; 21-04-2009 alle 21:42 Motivo: eliminazione quote non necessario

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da folgore Visualizza Messaggio
    Non so se l'informazione sia anche qui manipolata e cucinata per bene ma ti posso dire che da me, nel Nord Est, di bande criminali dedite allo sfruttamento della prostituzione se ne trovano quasi ogni giorno nei tg. L'ultima volta che sono uscito, mentre guidavo, il mio compagno di viaggio ne ha contate 13 in soli 20 minuti di viaggio di coda! Dai tratti del viso molte sembravano dall'Est Europa..

    Non penso che le studentesse vadano di notte sul ciglio della strada così, a loro pericolo, perchè ammetto che senza una "guardia" prostituirsi può davvero essere pericoloso. Molto più sicuro penso sia pubblicare un annuncio.. però devo dire che la mia esperienza al riguardo è praticamente nulla.
    Ma guarda che "sfruttamento" della prostituzione non è equivalente a "riduzione in schiavitù"!

    Significa che qualcuno partecipa dei tuoi utili in cambio peraltro di alcuni servizi...
    Esattamente ciò che accade a ciascuno di noi quando lavoriamo. La metà del nostro stipendio se ne va in tasse e contributi vari.

    I papponi dietro le ragazze per strada ci sono, lo confermo. Ma non sempre, anzi. E sopratutto ci sono anche dietro quelle che lavorano in casa, e forse più spesso.

    E la colpa di ciò ricade in buona parte su noi tutti, sullo stato che in ogni modo spinge questo mesitere nell'illegalità.

    "Anche se vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti..."
    F. De Andrè
    Ultima modifica di barnabo; 21-04-2009 alle 21:42

  10. #10
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    Sei all'inizio di un viaggio, spero e ti auguro non termini su una strada sterrata, che questa esperienza (tralascio ogni commento, perchè in questo contesto lo trovo superfluo) ti possa servire come slancio e sblocco verso qualcosa di più naturale e sentimentale.

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