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Tutta la verità su stellaguerriera, sulla vita, sull'amore, sul tradimento

Discussione iniziata da stellaguerriera il 15-05-2018 - 18 messaggi - 963 Visite

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  1. L'avatar di stellaguerriera

    stellaguerriera stellaguerriera è offline SeniorMessaggi 9,431 Membro dal Sep 2011
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    #1

    Predefinito Tutta la verità su stellaguerriera, sulla vita, sull'amore, sul tradimento

    (1/3)
    (Ho scritto tutto dal cellulare quindi perdonate eventuali errori.)

    Premetto che tutto ciò che sto per scrivere non vuole assolutamente essere una giustificazione o una attenuante per situazioni affini o assimilabili a quanto descritto in seguito, ma è semplicemente il mio modo di percepire la realtà. Non riesco neppure a contare la quantità di lacrime versate per scrivere questo post. Ogni lacrima è una parte di una mia emozione che viene distillata per essere resa comprensibile agli altri esseri umani.

    Non è facile stabilire il momento in cui ci si comincia a sentire insoddisfatti, in una coppia. L'insoddisfazione è qualcosa che nasce da tante piccole cose. Da una parola sgarbata, da un rifiuto emotivo, dalla mancanza di ascolto e comprensione. Anche dalla distanza. Non solo emotiva, ma anche fisica. La solitudine è una brutta bestia. Sono una persona molto bisognosa di confrontarsi con gli altri, di parlare ed esternare i propri sentimenti, le proprie passioni, le proprie gioie, le proprie sofferenze e insoddisfazioni. Il problema è che quando io tentavo di esprimere queste insoddisfazioni e dall'altra parte trovavo un muro, allora si accumulavano dentro di me sentimenti che non definirei esattamente "rancorosi", ma dolorosi. E se una ferita non la si cura, ma si continua a spargerci sopra del sale, allora non guarisce, e fa sempre più male.

    Ho sempre avuto, e ho tutt'ora, un grande desiderio di comprendere l'animo umano e di conoscere a fondo tantissime persone. Questo mio desiderio si collega a quello di esprimere me stessa in ogni relazione, di qualunque tipo esso sia. A causa di ciò in passato mi è stato sempre difficile accettare compromessi sulle persone di cui mi circondavo.

    Paradossalmente, più una persona amica mi deludeva, più alte si facevano le mie aspettative. Nelle delusioni all'interno della mia coppia soffrivo molto, ma mi dicevo che dovevo essere paziente, perché non riuscivo ad esprimere queste insoddisfazioni, perciò la colpa della situazione alla fine era sempre mia.

    Quando mi iscrissi sul forum, ormai parecchi anni fa, ero ancora, e in parte forse lo sono ancora, una ragazzina ingenua. Come è giusto che si sia a 20anni, del resto. Avevo da poco iniziato la relazione più bella della mia vita e temevo di commettere degli errori, o meglio sentivo di farne, e temevo che mi avrebbero portato a perdere la persona più importante della mia vita, dopo me stessa. Io mi ero già persa. E mi ero già ritrovata, in parte anche grazie a lui.

    Non posso nascondere che nel tempo ho sviluppato, nei suoi confronti, diversi complessi di inferiorità, legati in parte al mio modo di essere e al mio vissuto, e in parte alle differenze che notavo tra di noi. Per me lui era perfetto, era troppo bello per essere vero il modo in cui mi amava, era capace di farsi voler bene letteralmente da tutti quelli che incontrava, inclusa me, di prendersi cura di se stesso e delle mie precedenti ferite emotive.

    La nostra storia è nata in modo bello, conoscendoci prima di incontrarci per la grande distanza, con la mia forte convinzione e certezza di aver finalmente trovato una persona meritevole del mio Amore, con la maiuscola perché ho imparato prima a volergli bene, poi ad amarlo. Stare insieme ha reso questa conoscenza molto più profonda di quanto fosse prima, e neppure si è ancora esaurita. Il mio desiderio di conoscerlo non si è ancora esaurito, ad oggi. Direi di amarlo anche più del primo giorno, perché ho più consapevolezza sia della persona che lui è, sia di me stessa, sia di cosa voglia dire veramente Amare.

    Però la mia paura nell'esprimere me stessa proprio con lui, la persona che mai vorrei mi considerasse piccola, fragile, bisognosa, mi ha portato a sviluppare insoddisfazione per il nostro rapporto. Tentavo di parlargli ma non ricevevo le risposte che cercavo. Non riuscivo ad avvicinarmi a lui in maniera intimamente profonda, per quanto fortemente lo desiderassi con tutto il mio cuore. Lui diceva di non aver bisogno di parlare, che considerava inutile parlare di un problema se non si poteva far nulla per risolverlo con le parole. E che molti suoi problemi non si potevano risolvere parlando. Anche a causa di tutto ciò ho sviluppato una ulteriore insoddisfazione nel sentirmi incapace come persona di supportare il partner. Già mi ci sentivo a causa della mancanza di un lavoro.Quando abbiamo iniziato a convivere volevo trovarmi un lavoro, contribuire alla nostra vita. Ma lui è sempre stato contrario, perché voleva finissi di studiare. Era convinto che avrei mollato se avessi iniziato a lavorare. Mi diceva che la mia presenza e l'aiuto in casa per lui erano sufficienti. Ma la questione riguardava e riguarda me nel profondo, non solo lui o noi come coppia. So che aveva insoddisfazioni lavorativamente parlando, ma non potevo farci nulla. Contavo i giorni che mi separavano dall'andare a trovarlo,ma tante volte mi sentivo sola quando ero lì.

    Anche quando c'era lui, che a volte non c'era o sembrava voler fare altro piuttosto che stare con me. Io non capivo la mia paura, la trovavo follia pura. Più una persona era importante per me, più avevo paura di parlarle, di esprimere me stessa e farmi vedere per ciò che sono. Forse perché in fondo infondo sono sempre stata una persona molto insicura, convinta di non valere granché, convinta che se fosse stata vista quella fogliolina che c'è al centro della mia anima, allora non sarei stata amata, ma la fogliolina sarebbe stata stracciata senza pietà.

    Piango come una disperata per aprire il mio cuore e la mia anima. Piango quando devo parlare, lui si arrabbiava, a volte si scocciava. Lo capivo e lo capisco. Anche io mi chiedo perché fa così male. Anche ora mentre scrivo e sento una stretta al cuore e non riesco a fermare le lacrime. Perché fa così male? Perché ha sempre fatto così dannatamente male? Quando eravamo lontani, e anche i primi tempi, grazie alla distanza potevo scrivergli i miei pensieri e i miei sentimenti, perché era un buon mezzo per comunicare. Vivere insieme però significa anche parlare e imparare a farlo. Ammetto di non avere mai avuto voglia di parlare molto. Non riesco ad aprirmi neppure in famiglia. Del resto molti dei miei problemi nascono in famiglia. Anche con le amiche avevo questo problema, con loro mi scrivevo interminabili lettere.

    Ma lui ad un certo punto si è stufato di leggere ciò che scrivevo. Mi ha chiesto di parlargli. Ma parlare mi faceva piangere, mi faceva partire il magone e soffocava tutte le mie parole. Perché? Perché pensavo che ciò che avevo da dire sarebbe stato interpretato diversamente (e infatti avveniva quando mi decidevo a parlare... ciò rafforzava le mie convinzioni negative), perché non trovavo le parole giuste al momento giusto, non si può riflettere come quando si scrive. E lui mi incalzava. Ad un certo punto, quando ero con lui, mi sentivo sola. Mi sentivo ignorata ogni sera, non potevo parlare di nulla che lui non considerasse serio. Non aveva voglia di ascoltare le mie "pu...nate". Mi diceva di raccontargli soltanto cose serie, che di tutto il resto non gli interessava, e che non avrebbe fatto finta che gli interessassero come facevano i suoi amici nelle loro coppie.

    A causa di tutto ciò, unito a ciò che la nostra società è oggi, mi sono convinta sempre più che lui e tutte le persone che mi sono intorno (familiari,amici, conoscenti, estranei) mi considerino una persona inutile a meno che io non finisca di studiare. E, come conseguenza, che io sia inutile se non trovo un modo di fare soldi. Quindi in sostanza ho sempre pensato che l'amore altrui fosse condizionato a dei risultati che "dovrei raggiungere". Sono arrivata ad odiare il sistema in cui viviamo, il modo di concepire il lavoro e il denaro. Dato che la sera da lui non avevo niente da fare (perché lui stava per conto suo e io mi ero scocciata di guardare sempre la TV o studiare), mi sono trovata un hobby. Ho anche provato a trascinare un po' anche lui, che però non ne voleva proprio sapere. Ci ha provato e ha deciso che non faceva per lui.

    Intanto ammetto che cercavo stimoli. Cercavo qualcosa che neppure io sapevo cosa fosse. Cercavo qualcuno con cui parlare. Poi parlavo con tante persone, ma con nessuna mi aprivo veramente ad un dialogo sincero. Poi, durante un periodo di lontananza, ho conosciuto un ragazzo. Abbiamo parlato una sera e poi per diverse ore a seguire. Ho capito subito che mi piaceva parlare con lui. In poche ore ci siamo raccontati più o meno a grandi linee della nostra vita. In ogni mia parola ed espressione c'era un pezzo del mio dolce amore, che mi aveva permesso di essere la persona che ero in quel momento. Era grazie a lui che mi sentivo bella dentro (ancora oggi mi sento s...onza). E alla fine questo ragazzo manifestò subito il suo interesse per me. Anche lui forse cercava gli stessi stimoli che cercavo io. La cosa che più di tutte mi colpì è che da subito era stato facile parlare con lui. Quando mi fece capire il suo interesse, gli dissi che non potevo ricambiare, ma che mi faceva piacere. Il giorno dopo raccontai l'episodio al mio ragazzo, ma non commentò granché. Non ricordo neppure cosa disse, ma rimasi molto insoddisfatta dalla sua poca considerazione.


    Pour se faire pardonner, il offre un arc-en-ciel...

    L'occasione non fa l'uomo ladro, gli dà solo la possibilità di esprimere la propria disonestà. Chi è onesto resta onesto e chi è stato onesto solo perché non aveva la possibilità di essere disonesto non è mai stato onesto. Questa è l'essenza dell'onestà intellettuale.
     
  2. L'avatar di stellaguerriera

    stellaguerriera stellaguerriera è offline SeniorMessaggi 9,431 Membro dal Sep 2011
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    #2

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    (2/3)

    Col passare del tempo la sua indifferenza mi lasciava perplessa. Non era mai stato geloso, però questa sua indifferenza mi feriva molto, mi faceva sentire indesiderata. Alcune volte aveva anche commentato negativamente, diciamo con delusione, ma senza cattiveria, alcuni miei difetti fisici (come se già non fossero bastati quelli caratteriali, le mie difficoltà nell'esprimermi a voce, ecc.). Ho pianto sotto la doccia senza confessargli quella ferita. Questa e tante altre cose mi facevano sentire inadeguata. Perché non potevo sostenerlo economicamente, perché non riuscivo a parlargli e non ero la compagna in grado di stargli accanto per via della distanza. Né avevo la forza per ascoltare i suoi problemi, che erano sempre molto più grandi dei miei, più "importanti". I suoi erano problemi seri, i miei soltanto preoccupazioni di chi non ha veri turbamenti.

    Con l'altro ragazzo tutte queste cose non mi accadevano. Non mi sentivo inadeguata perché ascoltava qualsiasi cosa io gli dicessi, qualsiasi mio turbamento. Non aveva fretta di ascoltarmi parlare. Potevo metterci anche un sacco di tempo a parlare, a combattere ogni fo...utissimo momento la mia timidezza. Lui era lì e ascoltava. Anche quando mi dava pareri, non mi faceva sentire giudicata, inadeguata o inutile. Mi diceva che lo facevo stare bene. Il problema è che anche lui faceva stare bene me. Benissimo. Almeno così credevo. Se una persona ci fa stare bene, perché privarsene? In fondo a parlare non si fa niente di male, mi dicevo. Però la sera dopo che davo la buonanotte a uno mi mettevo a parlare con l'altro, la notte non dormivo quasi nulla, una volta ho fatto la nottata in bianco e la mattina dopo in università sono quasi svenuta. Col senno di poi posso dire che quello non è stare bene, quello è droga, dipendere da una serie di sensazioni a tal punto da privarsi del sonno. Però inizialmente stavo bene. Sentirmi apprezzata mi faceva sentire più sicura di me anche quando ero col mio ragazzo. E con l'altro mi sentivo sicura di me perché piacevo al mio ragazzo. Era un circolo positivo, in un certo senso.

    Però più scoprivo l'altro più notavo le differenze tra i due, più cresceva la mia insoddisfazione per tutti i motivi che ho spiegato finora. Anche perché il mio ragazzo non reagiva quando gli parlavo dell'altro, non mi chiedeva nulla e questo mi convinceva sempre più della sua indifferenza. Mi aveva anche sempre scoraggiato nel fare alcune cose, un atteggiamento simile a quello dei miei genitori, che mi ha sempre fatto sentire profondamente insicura in ogni cosa che faccio. Sarebbe stato bello essere sostenuta anche senza per forza condividere una decisione o il tentativo di fare qualcosa per conto mio. Avevo anche allontanato la mia amica più intima, l'unica che mi aveva sempre sostenuto e incoraggiato nella relazione col mio ragazzo fin dall'inizio. Ho pensato tante volte che se ci fosse stata lei, nulla di tutto ciò sarebbe mai accaduto. So anche che è assurdo essere attratti da chi non si vede, ma io lo ero. Non lo avevo mai visto è già lo desideravo.

    Il cervello è qualcosa di estremamente potente, così come l'attrazione. Chi dice che dipenda forzatamente dall'aspetto sbaglia di grosso. Io lo desideravo. Molto. Non solo sessualmente, ma anche emotivamente. Però in me c'erano naturalmente sentimenti contrastanti. Ho cercato di essere sempre chiara col mio ragazzo per quanto possibile, come mi ero sempre ripromessa di fare, ma non è bastato. Un giorno l'ho incontrato. E ho avuto la conferma del fatto che mi piacesse. Non ci siamo sfiorati, e anche qui il mio ragazzo sapeva di questo incontro. Oggi direi che comunque in tutta onestà non sono stata abbastanza chiara, ma del resto c'erano parecchi problemi di comunicazione in quel periodo. La mia sensazione di non essere mai abbastanza veniva appianata dall'altro ragazzo. Ogni minuto passato con lui stavo sia bene che male.

    Ho sempre vissuto ogni sentimento e situazione in maniera forse troppo "densa". Appena tornavo a casa ero effettivamente come dopo la fine di una dose, ancora euforica però già in paranoia, con cuore e stomaco appesantiti dalla certezza che qualcosa di sbagliato c'era.

    Ho fatto pensieri "strani" in quel periodo. Dato che nel tempo ho continuato anche a pensare alla prima ragazza di cui mi ero innamorata, ho sempre pensato che l'amore vero non possa mai svanire. Così ho pensato che era arrivato il "quarto" occupante del mio cuore. Quello che sto per dire potrà sembrare per qualcuno stupido, per altri assurdo e inconcepibile, non lo so. Ma ci provo comunque.

    Le persone che ho amato sono quelle che in me hanno lasciato una traccia, una impronta profonda nel modo di pensare e di vivere la vita. Una era stata lei, il mio primo amore dell'adolescenza, che mi aveva segnata profondamente e irrimediabilmente. Poi il mio ragazzo, al quale ho chiesto anche consapevolmente di far pressioni su di me per costringermi a crescere, a svegliarmi un po'. L'altro è stato un utente di questo forum. Ho mentito, ho detto che non mi saresti mai piaciuto. Che ti volevo bene "e basta". Perdonami, se mai leggerai questo thread. Non era vero. Ero solo piccola e vigliacca, ma a te penso spesso, perché ogni tua frase e ogni cosa che ci siamo detti hanno cambiato profondamente il mio essere ed io non potrò che esserti per sempre grata di ogni lacrima che mi hanno fatto versare le tue parole, perché eri l'unico a dirmi la verità su quanto è duro questo mondo mentre tutti gli altri cercavano di proteggermi. Poi è arrivato questo ragazzo. E io mi sono realmente figurata in testa l'idea di creare una famiglia di tre persone, perché mi sembrava una cosa bella. Anche adesso non la considero una ipotesi in astratto come negativa. Però quando ho capito che dovevo fare una scelta, perché chi mi stava intorno non avrebbe mai accettato una cosa del genere, ho capito che dovevo lasciare il mio ragazzo. Ho pianto tutto il giorno dopo aver formulato questa idea. Pensavo che poi l'avrei superata, perché comunque ero in grado di vivere anche senza di lui. Ma soprattutto lui poteva vivere senza di me.
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    L'occasione non fa l'uomo ladro, gli dà solo la possibilità di esprimere la propria disonestà. Chi è onesto resta onesto e chi è stato onesto solo perché non aveva la possibilità di essere disonesto non è mai stato onesto. Questa è l'essenza dell'onestà intellettuale.
     
  3. L'avatar di stellaguerriera

    stellaguerriera stellaguerriera è offline SeniorMessaggi 9,431 Membro dal Sep 2011
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    #3

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    (3/3)

    Quando si è fatto risentire abbiamo parlato e mi sono sciolta. Sono corsa da lui dopo pochissimo. Dopo mesi di lontananza paradossalmente il fatto di averlo lasciato mi aveva liberato dalla mia più grande paura: quella di perderlo, di essere lasciata, di essere considerata stupida da lui. Abbiamo parlato come non facevamo da tempo, di tutti i problemi, di tutti i "risentimenti" e le incomprensioni e i silenzi e i problemi che c'erano.

    Abbiamo pianto e riso come non facevamo da tanti anni. L'ho visto fragile come mai lo avevo visto, ho visto quell'amore e persino quella gelosia che sembravano sepolti sotto strati di indifferenza. Ha descritto il mio essere in maniera così precisa che mi sono sentita compresa come non mi ci ero sentita per tutto quel tempo. La verità è che non avevo smesso per un singolo attimo di amarlo, perché tutto il suo essere era gran parte di ciò che ero in quel preciso momento.

    Ci siamo promessi di parlare e venirci incontro per restare uniti, perché consapevoli dei nostri sentimenti e della voglia di averci accanto per tutto il tempo in cui il nostro amore sarà disposto a concederci questo desiderio. Anche oggi e ogni singolo giorno ci impegniamo per questo.

    Questo per me è un lieto fine a questa storia, perché avrei sicuramente sbagliato ad allontanarlo. Non dico che sia sempre così, ma per me questa è una verità sul tradimento che nessuno vuole raccontare: è difficile capire qual è la cosa giusta da fare, specie se non si ha esperienza. Se nella coppia non c'è spazio, non entreranno terze persone. Sta alla coppia fare il possibile perché questo spazio si mantenga il più esiguo possibile, in modo che nessuno possa entrarci. Poi è anche facile auto giustificarsi con le solite banalità, "sì ma non sto togliendo niente alla coppia", come se fare sesso o scherzare col partner fossero automaticamente segni di una buona vicinanza emotiva. Questa esperienza mi ha fatto rivalutare tantissime cose, in primis si è rafforzata la mia convinzione che comunicare è fondamentale per la coppia, poi che senza una persona che si ama il sesso non abbia alcun sapore, infine che nessuno di noi è perfetto ed è difficile amarsi allo stesso modo in cui l'altro vuole essere amato.

    Vorrei spendere anche due parole sul perdono. Premettendo che io comunque avevo lasciato prima di fare determinate cose, ma questo non c'entra, perché comunque è inutile che ce la raccontiamo... Tradire è anche prediligere qualcun altro per quel tipo di confidenza che si farebbe solo ad un partner e non ad un amico, quella che riguarda il 100% del proprio essere. Per questo sento di aver tradito. Il mio dolce amore mi ha detto che mi perdonava perché un singolo errore o momento di confusione non può pesare più della presenza e dell'amore donati quotidianamente nel corso del tempo... Io sono felice di questa possibilità e forse assurdamente ci ho messo molto più tempo di lui a perdonare me stessa. Le conseguenze sono queste. Perdere la stima di sé perché non ci si riconosce, proprio perché si è come "drogati", rimpiangere di non aver fatto la cosa giusta fin dall'inizio, essere a volte anche dilaniati dal senso di colpa per la ferita inflitta.

    Resta il fatto che per me bisogna essere duri con se stessi ma anche imparare a perdonarsi, proprio perché non è un singolo errore che definisce chi siamo (proprio per me che ho sempre avuto la paura di sbagliare). Infine resto convinta che almeno io sono in grado di amare più persone contemporaneamente, credo che l'amore sia un sentimento senza limiti, e sebbene nel mio cuore ci sia un mondo ideale in cui possono esistere amori vissuti tutti insieme alla luce del sole, credo anche che i problemi pratici e le implicazioni sentimentali non permettano a questa idea di sopravvivere a lungo nella vita reale.

    Non sento di appartenere a qualcuno come un oggetto, ma ritengo invece che quelle poche persone che hanno davvero toccato il mio essere nel profondo dell'anima lo abbiano anche influenzato irrimediabilmente, diventando in qualche modo parzialmente "mie", ognuna a modo suo, rendendomi una persona con diverse sfaccettature, ancora bisognosa di confrontarsi con chi può arricchire il suo modo di essere e il suo percorso di vita. La vita è lunga e allo stesso tempo breve, e io ho sempre provato così tanta amarezza in questa vita, che non voglio più stare lontana dai miei desideri più profondi e dalla persona che amo. La vita può confondere e le nostre debolezze possono tradirci. In qualche modo è anche triste che ci sia qualcuno pronto a sfruttare le nostre debolezze.

    Sono questo io, soltanto un fragile, piccolo e vulnerabile essere umano. Sono cresciuta anche col forum e con la vita che fa il suo corso, con gli errori anche più che con le cose "giuste", ho imparato ad essere meno "paladina della giustizia" e più "paladina dei sentimenti". Ma sempre con la convinzione che "al di là del torto e la ragione contano soltanto le persone", perciò ogni giorno cerco di essere una persona migliore di quella che ero ieri, pur con tutte le mie fragilità.

    Ed è questo che auguro a tutti, di cercare di essere migliori ogni giorno, di guardarsi dentro con onestà, senza prendere in giro né noi stessi né gli altri.

    stellaguerriera
    Pour se faire pardonner, il offre un arc-en-ciel...

    L'occasione non fa l'uomo ladro, gli dà solo la possibilità di esprimere la propria disonestà. Chi è onesto resta onesto e chi è stato onesto solo perché non aveva la possibilità di essere disonesto non è mai stato onesto. Questa è l'essenza dell'onestà intellettuale.
     
  4. Treemax Treemax è offline PrincipianteMessaggi 111 Membro dal Apr 2018
    Località Italia
    #4

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    L'unica cosa che mi sento di dire grazie della bellissima condivisione.
     
  5. L'avatar di trale

    trale trale è offline SeniorMessaggi 10,450 Membro dal Feb 2015 #5

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    Buon giorno Stellaguerriera, di tutto ciò che hai scritto ho selezionato queste due frasi che condivido:

    non è un singolo errore che definisce chi siamo

    Infine resto convinta che almeno io sono in grado di amare più persone

    La prima l'ho imparata in ambito lavorativo oltre che sentimentale. La seconda è vera per me da quando sono più vecchia e ho spostato le mie priorità sui miei figli. Sono cambiata nel modo di amare gli altri e mi piace di più come sono adesso. Tra l'altro le due cose sono abbastanza legate.

    La tua storia mi ha fatto molta tenerezza perché mi ricorda un po' le vicende che ho attraversato da giovane con mio marito.
     
  6. L'avatar di stellaguerriera

    stellaguerriera stellaguerriera è offline SeniorMessaggi 9,431 Membro dal Sep 2011
    Località in un angolo di cielo colorato
    #6

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    @Treemax
    Grazie a te per essere passato/a ed esserti fermato/a a leggere.

    @trale

    Sento che ho più consapevolezza di ieri, ma anche tanto ancora da imparare.
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    L'occasione non fa l'uomo ladro, gli dà solo la possibilità di esprimere la propria disonestà. Chi è onesto resta onesto e chi è stato onesto solo perché non aveva la possibilità di essere disonesto non è mai stato onesto. Questa è l'essenza dell'onestà intellettuale.
     
  7. L'avatar di Simpas

    Simpas Simpas è offline FriendMessaggi 4,313 Membro dal Sep 2015
    Località Provincia di Napoli
    #7

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    Bel lieto fine.
    PS: oh mamma se l'utente del forum è Sousuke lo si leggerà ancora più tronfio da ora al 2078.

     
  8. L'avatar di IlCondannato

    IlCondannato IlCondannato è online PrincipianteMessaggi 183 Membro dal Apr 2018 #8

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    Ma quindi alla fine con il tuo ragazzo ti ci sei lasciata? Perchè?
    PINASO likes this.
    Sono brutto... ma sto cercando di smettere.
     
  9. PINASO PINASO è online FriendMessaggi 4,575 Membro dal Feb 2015
    Località Tra fiume Po e fiume Arno, ad est del meridiano di Alessandria e ad ovest del meridiano di Bologna
    #9

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    Citazione Originariamente Scritto da IlCondannato Visualizza Messaggio
    Ma quindi alla fine con il tuo ragazzo ti ci sei lasciata? Perchè?
    Volevo porre io questa domanda
    Benvenuti, vedrete che vi troverete bene su questo forum, tranne se siete : doppi nick, fake, troll, utenti già bannati in passato e a chi vota nei sondaggi senza aver mai scritto messaggi. Diffidate dalle imitazioni, da chi vuole mettere zizzania tra gli utenti spu***doli in pubblico invece di cercare di chiarire in privato e fidatevi di chi mette il cuore nelle attività online ...Chi ha piacere a comunicare con me ascolti me, chi non ha piacere a comunicare con me mi ignori
     
  10. L'avatar di stellaguerriera

    stellaguerriera stellaguerriera è offline SeniorMessaggi 9,431 Membro dal Sep 2011
    Località in un angolo di cielo colorato
    #10

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    Citazione Originariamente Scritto da IlCondannato Visualizza Messaggio
    Ma quindi alla fine con il tuo ragazzo ti ci sei lasciata? Perchè?
    Insoddisfazione, frustrazione, mancanza non solo di attenzioni ma di desiderio di venirmi incontro da parte sua, disinteresse (finto ma pur sempre percepito come tale). Poi son tante le cose che potrei dire ma non voglio andare troppo nello specifico di ogni singola situazione o ferita, perché non è bello fare una cosa del genere. La cosa importante è che quando siamo tornati insieme abbiamo chiarito tutte le cose che non andavano e non dico che le abbiamo risolte tutte, ma almeno abbiamo deciso di comunicare prontamente quando c'è qualcosa che non va, in modo da provare a venirci incontro. Forse sono troppo generica ma fondamentalmente è questo; sicuramente le condizioni nostre personali come singoli e della coppia non aiutavano.
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