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Tutto ciò che sento...

Discussione iniziata da giglioresiliente85 il 20-05-2017 - 286 messaggi - 9409 Visite

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  1. giglioresiliente85 giglioresiliente85 è offline ApprendistaMessaggi 215 Membro dal May 2017 #1

    Predefinito Tutto ciò che sento...

    Ciao a tutti, è la prima volta che affido il mio dolore a un mondo virtuale. Ho deciso di scrivere qui su questo forumi perché purtroppo, non mi sento più di esternare alle persone della mia vita la sofferenza emotiva che sto vivendo da qualche tempo perché mi uccide letteralmente vedere coloro che mi amano sentirsi impotenti di fronte a quanto sto per scrivervi, e ammetto che ormai con loro ho iniziato letteralmente a fingere di stare bene... ma, è inutile, dentro di me qualcosa si è spezzato per sempre, e sento di doverlo esternare, in un qualche modo... spero possiate aiutarmi a capire la strada da prendere in questo momento, perchè davvero non so più che fare per stare meglio e rialzarmi.

    Da poco più di due mesi si è conclusa in via definitiva e in pessimo modo la storia più importante che io abbia mai avuto. Ho cercato di avere un faccia a faccia con lui, non volevo finisse così, certa del mio amore, certa del suo amore persino (però su questo mi sbagliavo). Da quando mi ha lasciata, mi è stato negato ogni tipo di confronto, e in ogni modo possibile. Bloccata ovunque e in ogni modo immaginabile.
    Sono stata malissimo, ci sto ancora, ho cercato di raccogliermi, ancora faccio fatica a incollare quei pezzi di me sparsi un po' ovunque e credo che stavolta ciò che resta della mia anima sia davvero compromesso in maniera irrecuperabile.
    Mi ha fatto del male nei modi peggiori, allontanandomi quando avevo necessità della sua presenza, sparendo ogni volta quando si stancava di me, negandomi una convivenza che dopo quasi quattro anni per me sarebbe stata la cosa più bella da vivere con lui, il dono più bello anche di più di quel figlio che avrei desiderato da lui (e solo da lui!) e che ha sempre schifato al sol pensiero, dato che è un padre separato, con tutta una serie di mostri interiori che io non sono riuscita a fargli sconfiggere purtroppo, nemmeno con tutto l'amore e la dedizione possibile nei suoi confronti e con un affetto più che sincero verso sua figlia.
    I miei malesseri, credo giustificabili per la recidiva instabilità del nostro rapporto ancora dopo 4 anni, si manifestavano sempre di più e ciò creava in lui un fastidio tale da considerare le mie stesse esigenze di concretezza, una mancanza di rispetto verso di lui e una incapacità da parte mia di renderlo sereno... anche se quella non serena ero io in primis, passava sempre in secondo piano per lui... era come se una volta fosse stato sereno lui, allora avrebbe a sua volta concesso la serenità a me... ho cercato in ogni modo di fargli capire che non era così che funzionava, che avremmo dovuto raggiungere compromessi, che i problemi che avevamo necessitavano di un dialogo continuo atto a trovare soluzioni... ma niente... la parola "dialogo" non è mai esistita nel suo vocabolario... piuttosto, se iniziavo a parlare di qualcosa di fastidioso per lui, poteva arrivare persino a sbattermi fuori casa in malo modo. Quanto male ho sentito a volte nel vedermi negata anche la possibilità di parlare, mi si straziava il cuore, passavo notti intere a piangere per questo, e a volte ho davvero pensato che lui non mi abbia minimamente compreso in questo dolore per questa gravosa mancanza di dialogo.
    Le ho provate tutte, anche ad allontanarmi nell'ultimo periodo prima che mi lasciasse in seguito ad un litigio, ma lui niente... non aveva capito quanto stessi male e quanto avessi bisogno di lui, e ha finito solo con il mollarmi nel periodo più difficile della mia vita, preso solo dalle sue esigenze di serenità, dalla sua vita, dal suo lavoro. Ero ormai un peso, un fastidio, una cosa da gettare, eliminare, cancellare. Il resto era più importante. Lo è sempre stato in realtà.
    Giorni interi passati a chiedermi cosa ci fosse di sbagliato in me, perché mi negava l'amore e le attenzioni di cui avrei avuto bisogno in un periodo difficilissimo della mia vita, mentre invece io in passato, quando era stato lui in uno stato di bisogno estremo, non gli avevo mai lasciato la mano, pronta sempre a sorreggerlo. Perché io non avevo ricevuto lo stesso?
    Giorni interi in cui continuo a chiedermelo ancora e a colpevolizzarmi persino... "ma se mi fossi comportata in un altro modo? se io non fossi stata così io, ma più forte da non mostrargli il mio malessere? se io avessi resistito senza fargli vedere quanta fragilità c'era nel mio cuore? ma se io fossi stata un po' meno sbagliata di come sono...?"
    Poi la realtà sbattuta in faccia come una pugnalata nel cuore, un suo amico che mi dice tutto, "per lui sei stata una tappabuchi per colmare i suoi vuoti scaturiti dall'impossibilità di essere padre in maniera totale, in quanto separato, non ti ha mai amata per davvero altrimenti in lui la voglia di una vita assieme a te, sarebbe stata un'esigenza naturale, soprattutto dopo 4anni e considerate le vostre rispettive età" (32 io, 39 lui).
    Ho pianto giorni interi a pensare a questa verità che effettivamente mi veniva spiattellata in faccia da sempre in realtà, mi sono veramente sentita mortificata in ogni mio gesto d'amore, persino l'ultimo che avevo fatto per lui, un regalo che gli avevo preso qualche giorno prima che mi lasciasse e che lui nemmeno ha accettato poi, infangando totalmente il mio gesto fatto come sempre e solo con il cuore. Perché, ecco, io sono sempre stata questo, una piccola persona fatta solo di cuore.
    Adesso mi ritrovo qui, a scrivere a completi estranei che forse vivono la mia stessa situazione di sofferenza emotiva, non credo più in nulla, non credo più nessuno, mi sento come se fossi un fiore privato della sua linfa vitale, mi guardo allo specchio, vedo i miei occhi talmente vuoti e tristi, non mi riconosco più, mi chiedo dove sia finita quella ragazza che sorrideva di cuore persino se le passava una farfalla davanti agli occhi o se vedeva un raggio di sole pronto a rischiarare la giornata più nera, mi chiedo quando il mio cuore si deciderà a darmi tregua da questo dolore atroce che sento e mi chiedo quando riuscirò ad avere la forza per estirpare dalla mia anima questo amore surreale e viscerale che io ho sin da sempre sentito verso quest'uomo.
    Perché purtroppo, nonostante il male che sento, nonostante le cattiverie subite, quell'amore resiste nonostante la mia volontà ed è davvero, DAVVERO, la cosa che mi fa stare peggio.
    Vi ringrazio in anticipo qualora qualcuno di voi deciderà di regalarmi qualche parola di conforto, di gentilezza, e se credete sia il caso, anche di critica. Io da sola sento di non potercela fare, fino a qualche settimana fa ero seguita da una psicologa alla quale qualche mese fa mi ero rivolta (appena dopo aver subito un lutto gravissimo dal quale non sono ancora riuscita a riprendermi). Mi ha aiutato solo a capire che se ci sentiamo sbagliati per qualcuno, non è perché necessariamente lo siamo.


     
  2. L'avatar di Ventus

    Ventus Ventus è offline ApprendistaMessaggi 259 Membro dal Nov 2016 #2

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    Ciao! E difficile trovare le parole da dirti visto la situazione delicata in qui ti stai ritrovando, anche il dirti che mi dispiace non cambierebbe nulla, ma so come ti senti e so quello che stai provando...sentimenti misti tra rabbia e solitudine, amarezza e voglia di vendetta verso chi ti ha ferita così tanto...ti sembreranno frasi fatte quelle che sto per scriverti, ma fidati che non te lo sto per scrivere solo per far "scena", ma per farti stare, almeno un pò, meglio. Abbi pazienza, vivi tutto il dolore al massimo, piangi, urla, prendi a pugni qualcosa (tanto per dire), ma vivi tutto il dolore, non cercare di evitarlo perché in qualche modo soffrirai il doppio, incomincia a reagire, corri, cerca di colmare il vuoto che ti ha lasciato e amati davvero tanto, ama te stessa perché solo così riuscirai a tornare a sorridere, te lo scrive uno che voleva suicidarsi e brutto da scrivere lo so, ma sono andato avanti a denti stretti e ti dirò un cavolata, ultimamente sto bene, sono tornato a sorridere più di prima. tutto perché ho capito che non vale la pena star così. Pensa a lui in modo diverso, pensa che si è dimostrato per la persona che era, incapace di affrontare i problemi scappando senza dare una spiegazione. Fidati di me, che con il tempo e con pazienza tutto il dolore che stai provando adesso, piano piano andrà via, ma sta in te...devi trovare la forza di aggrapparti a qualsiasi cosa per tornare a vivere, ti mando un abbraccio virtuale!!
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    Non arrenderti mai e vedrai che alla fine del tunnel c'é sempre la luce.
     
  3. Aliggy Aliggy è offline JuniorMessaggi 1,201 Membro dal Mar 2014 #3

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    Ciao giglio, ho letto tutta la tua storia, inutile dirti che mi dispiace per tutto quello che hai vissuto, mi ha colpito molto quella cosa che hai scritto, per la quale sembrava che la tua serenità fosse possibile solo a seguito della sua. Adesso non voglio star qui a deprimerti con la mia storia, ma so cosa intendi con quelle parole, stare con qualcuno così egocentrico ed egoista da volerti fintanto che il mondo è rosa per poi rinunciare a te come primo peso liberabile di fronte ad un momento fatto di problemi, so cosa significa ma so anche che dire queste parole ad alta voce significa averne preso coscienza ed è già questo un gran passo, significa che i prosciutti iniziano a cascare dagli occhi. So anche cosa intendi quando dici che senti di non avere più forza vitale, si perchè le persone così, narcise, egoiste e prive di empatia, è proprio questo che fanno, si nutrono della linfa vitale degli altri fino a prosciugarli e lasciali vuoti per passare al prossimo da prosciugare. Adesso forse non mi credi perchè lo ami ancora (ed è normale), ma col tempo ti renderai conto di essere una donna tanto fortunata, perchè sarà proprio la sua lontananza a permetterti di colorarti nuovamente, ogni giorno ci sarà una piccola sfumatura colorata a tornare a far parte di te, benchè ti sembri impossibili adesso, ma fidati di noi se ti diciamo che lo abbiamo pensato tutti di non avere una via di uscita e di essere finiti, per poi scoprire che la nostra vita era appena iniziata e, più saggi dall'esperienza vissuta, abbiamo trovato la felicità, ma quella vera! Non quella elemosinata in un amore malato, perchè la gioia che provavi con lui altro non era che questo, il tuo sentirti graziata da lui quando occasionalmente si ricordava di chi eri, che esistevi. Quei piccoli momenti di gloria te li sei fatti bastare, come ho fatto io e hanno fatto in molti, senza pensare che tu meriti una vita gloriosa, non sporadici ed effimeri momenti. Adesso sei triste, ma presto imparerai a sentire rabbia per aver permesso ad un essere come lui di farti credere di essere sbagliata, ma sbagliata di cosa poi? Sbagliata per lui, perchè lui necessita di una donna che sappia domarlo, non di una donna sensibile che lo lasci libero di essere quel che perchè lo ama per quel che è. Ti invito solo a fare una cosa, autoconvincerti che questo è solo un periodo passeggero e viverlo come tale, ti sembra impensabile, inverosimile, ma vivilo così, come un momento, come ti hanno già detto è giusto viversi il dolore piuttosto che fingere che non esista, però senza lasciarsi sopraffare da esso, continuando a vivere le giornate come facevi prima, nella tua quotidianeità, non recludendosi in casa o a letto, quello mai. Se hai bisogno di esprimere qualche altro pensiero sentiti libera di farlo qui, sfogati.
     
  4. giglioresiliente85 giglioresiliente85 è offline ApprendistaMessaggi 215 Membro dal May 2017 #4

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    @Ventus
    sentimenti misti tra rabbia e solitudine, amarezza e voglia di vendetta verso chi ti ha ferita così tanto...ti sembreranno frasi fatte quelle che sto per scriverti, ma fidati che non te lo sto per scrivere solo per far "scena", ma per farti stare, almeno un pò, meglio. Abbi pazienza, vivi tutto il dolore al massimo, piangi, urla, prendi a pugni qualcosa (tanto per dire), ma vivi tutto il dolore, non cercare di evitarlo perché in qualche modo soffrirai il doppio


    La rabbia, la delusione... immense... ma verso me stessa...per non aver capito tempestivamente dove mi trovavo (nel nulla assoluto) chi avevo di fronte...
    Non ho paura del dolore che sto affrontando, dello stato emotivo che mi sta imprigionando, ho sempre cercato di viverlo in pieno e di affrontarlo di petto se è per questo... Ma stavolta mi sento troppo provata da tutte le volte che mi ha lasciata, sparendo per mesi e poi tornando indietro come niente fosse, perché io ero lì sempre pronta a riaccoglierlo, certa del fatto che l'amore che provavo fosse più forte del dolore sentito nel cuore.
    Stavolta non riesco a pensare positivo, a credere che quanto mi sia accaduto abbia una lezione dietro da imparare, a credere che ci sia qualcosa di costruttivo in tutto questo dolore che sento. E credo davvero non ci sia, ho amato in maniera totale qualcuno che di me, della mia dedizione, del mio sentimento, non sapeva che farsene.
    La cosa peggiore è che vorrei riuscire a provare odio, e invece non ci riesco, e mi chiedo se ne sarò mai capace... forse ne trarrei sollievo, forse no. Il fatto che in me, questo amore continui a resistere nonostante la mia volontà, mi annienta. Quella persona non meriterebbe tutta questa ostinazione nel mio cuore, tutto questo amore che resiste.
    Ultima modifica di Bakko; 22-05-2017 alle 16:23 Motivo: Quote errato
     
  5. giglioresiliente85 giglioresiliente85 è offline ApprendistaMessaggi 215 Membro dal May 2017 #5

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    Ciao Aliggy... non immagini quante volte mi son sentita dire "se non sono sereno, avanti non possiamo andare, non potrai avere il futuro che desideri"... nella mia mente pensavo: "perché la mia serenità deve venire dopo della sua? perché non riesce a capire che la mia serenità è importante quanto la sua?" e puntualmente queste domande rimanevano senza una risposta nella mia mente, continuavo a colpevolizzarmi per i miei malesseri mostrati perché ormai ero in ginocchio perché avevo bisogno della sua mano tesa e della sua vicinanza. Continuavo ad addossarmi colpe per le mie fragilità mostrategli, per il fatto che vivendo un periodo difficile stavo male e quindi gli ero di fastidio (me l'ha fatto capire chiaramente ogni volta), continuo tuttora a chiedermi "ma se fossi stata più brava, se fossi stata più forte dal non mostrargli le mie debolezze...?".

    La mia psicologa, qualche settimana fa, mi ha parlato del narcisismo patologico, in passato anche un'amica me ne parlò. Inutile dire che ho comprato persino libri su questo argomento, e anche su come uscire da una relazione tossica. Eppure in nessun manuale trovo gli appigli per distruggere questo amore che sento. Mi sembrano tutte parole scontate e senza senso quelle che leggo, a volte mi ritrovo in quanto descritto, a volte no. Provo un senso di impotenza nel pensare a come sia stato possibile non accorgermi che stavo andando nella direzione più sbagliata che potessi prendere.

    L'empatia è una dote, che grazie al cielo, ha sempre fatto parte di me. Ho sinceramente sofferto con lui quando il suo mondo era ridotto in pezzi a causa di problemi lavorativi, o a causa dei problemi che la sua ex moglie gli ha da sempre posto nel suo cammino. Ho sempre sinceramente sofferto con lui quando gli mancava sua figlia, quando lo vedevo star male perché avrebbe voluto essere un padre in maniera totale. Era una sofferenza che sentivo addosso e che non avevo mai voluto allontanare, volevo condividerla perché secondo me era giusto in quanto sua compagna che lo amava profondamente. A volte mi hanno chiesto "ma perché ti sei impelagata in tutto questo? potresti avere di meglio, potresti essere più serena senza i problemi derivanti dalla sua separazione" e la mia risposta è sempre stata secca, talmente secca da fare male al cuore di chi la ascoltava: "HO SCELTO LUI per la vita, difficoltà comprese".
    Adesso mi chiedo a cosa sia servito avere un cuore come il mio, tanto ostinato nell'amarlo così totalmente. Lui non sapeva che farsene, non l'ha mai apprezzato, né protetto. Mi sento così stupida per aver amato così, senza alcuna riserva.

    Hai ragione quando scrivi che mi sentivo graziata quando mi riservava delle attenzioni, mi sembrava di essere la persona più fortunata del mondo, e tutto il male spariva all'istante. Mi chiedo come ci si possa accontentare di premure concesse con il contagocce, di tempo dedicato come se fossi stata sempre l'ultimo dei suoi pensieri, perché ne aveva troppi di più importanti, per stare a dedicare tempo e amore a me. Eppure l'ho fatto, eppure mi sono accontentata, eppure mi sentivo graziata, eppure non mi rendevo conto che meritavo la sua totalità, come io la concedevo a lui in maniera spontanea (e sempre facendolo con il cuore!!!). Mi facevo bastare anche il suo più piccolo tempo dedicato a me, me lo facevo bastare perché lo ritenevo quanto di più prezioso potessi avere. L'ho amato, lo amo ancora, in una maniera che ho sempre ritenuto, andasse oltre la vita stessa... non riesco a spiegarmi se non con queste parole.
    Che tristezza pensare che era un qualcosa totalmente a senso unico.

    Forse è vero che lui ha bisogno di una donna che sappia domarlo, che magari lo tratti peggio di quanto lui abbia trattato me. Io, forse, davvero non ero giusta per lui perché troppo sensibile, troppo innamorata anche dei suoi difetti, perché appunto l'ho sempre amato per ciò che era, da sempre, dal primo istante. Ma non dovrebbe essere proprio questo a farci capire che se qualcuno ci ama per ciò che siamo, indipendentemente dai problemi e dai lati negativi del nostro carattere, allora quell'amore è totalmente sincero? non dovrebbe farci capire che quella persona che ci ama a prescindere dalle difficoltà, dovrebbe essere amata così come noi siamo amati? Perché lui non l'ha mai capito...?

    La mia quotidianeità ormai non esiste più, a volte torno da lavoro e rimango a letto fino al giorno dopo. Ho avuto un eccesso di frenesia il primo mese dopo essere stata letteralmente gettata come un sacco di rifiuti, uscendo con i miei amici, facendo la trottola a destra e a sinistra, non fermandomi mai. Poi ho capito perché lo facevo. Era per non pensare. E ho deciso di fermarmi. Mi manca la forza per trovare il positivo in tutto questo, perché fondamentalmente di positivo non vedo granchè.
    Adesso mi ci sento davvero un rifiuto umano, l'immagine riflessa nello specchio non mi appartiene, sono occhi che non riconosco, il mio sorriso è praticamente inesistente, e ho praticamente perso interesse per la stragrande maggioranza delle cose che mi facevano sentire viva. Tutto questo perché sono annientata da un amore che continuo a provare per un qualcuno che tra l'altro mi manca anche molto, e che però farei bene ad iniziare ad odiare in ogni suo più piccolo ricordo.
    Sono davvero affranta da tutto questo, e davvero non ho idea di come uscirne. Una cosa però è certa: non tornerò mai più quella che ero, sono stata violentata talmente tanto che una ricostruzione totale della mia anima è pressoché impossibile, e per questo mi detesto davvero.
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    Ultima modifica di giglioresiliente85; 21-05-2017 alle 05:42
     
  6. jura jura è offline Super ApprendistaMessaggi 615 Membro dal Mar 2017 #6

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    ciao
    hai già razionalizzato la sua natura .....e questo è un piccolo passo avanti....è un narcisista che gode delle attenzioni degli altri....sono relazioni "malate",ti distruggono sia fisicamente che moralmente.....hai cercato in tutti i modi e maniere di fargli capire il tuo amore, di comprenderlo, ma sono persone così, incapaci di sentimenti veri, anafettivi.....non sei tu quella sbagliata....non guardarti attraverso gli occhi di un uomo meschino.....
    Devi darti tempo.....non avere fretta.....devi superare tutte le fasi dell'abbandono....non cercarlo in nessun modo....sono bravissimi a farti sentire inadatta, non sentirti gratificata se ti dovesse ricontattare.....serve solo a lui per aumentare il suo ego.....
    un abbraccio
     
  7. giglioresiliente85 giglioresiliente85 è offline ApprendistaMessaggi 215 Membro dal May 2017 #7

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    Razionalizzare la sua natura... vorrei averlo fatto in pieno, in realtà... ancora non ci riesco purtroppo, perché altrimenti questo amore ostinato l'avrei già fatto eclissare in una nuvola di fumo... e invece ancora resiste, e invece ancora non riesco a odiarlo come dovrei, e invece ancora mi chiedo cos'altro avrei potuto fare per avere un minimo di attenzione in più da parte sua...
    E' un fallimento per me tutto questo, credevo di essere una "tosta", una che si sarebbe rialzata in un attimo in seguito a quest'ennesima batosta... e invece sento mancarmi la forza giorno dopo giorno.

    So che non devo cercarlo, ma è davvero dura, anche se mi sono ormai imposta di non farlo perché l'ultima volta che ho provato a proporgli un confronto lui mi ha trattata con una freddezza capace di uccidermi, intimandomi di sparire dalla sua vita... mi sono sentita morire, è stata una sensazione che mi ha squarciata dentro, non riesco a spiegarmi diversamente... io volevo solo capire, avere quel dialogo che lui non ha mai voluto concedermi, nemmeno quando eravamo una coppia...

    A volte vorrei piombargli sotto casa per urlargli contro il male che mi ha fatto e farlo sentire male come io sto male. Altre volte invece, vorrei guardarlo dritto in faccia e urlargli che non riesco a uccidere l'amore che provo per lui e che per questo odio me stessa.
    Mi sembra di impazzire, dico davvero.
    Mi sto letteralmente sgretolando ogni giorno in più che passo in questo stato di annientamento totale.
     
  8. giglioresiliente85 giglioresiliente85 è offline ApprendistaMessaggi 215 Membro dal May 2017 #8

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    Ennesima nottata passata in bianco, a pensare, a farmi mille domande, a chiedermi come sono arrivata a questo punto. Ed ennesima mattinata in cui vado a rilento, sento i movimenti talmente lenti e privi di forza che quasi rimarrei a letto.
    Sono triste, anche oggi.
    Lui mi manca, so che è sbagliato sentire questo vuoto, ma è così, esiste. Quest'amore mi ha sempre e solo fatto male. Prima e ora.
    Tra poco indosserò la mia solita maschera sorridente, andrò a lavoro con l'espressione più falsa di cui sarò capace, pur di mascherare i miei occhi vuoti.
    Scusatemi se mi sfogo, se scrivo di quest'alienazione che pare non voglia proprio mollarmi, ma queste confidenze non mi sento davvero più di farle a chi fa parte della mia quotidianità, ho visto il male negli occhi altrui nel vedermi così persa in questa tristezza che parte dal cuore per irradiarsi in tutto il mio essere, e non ce la faccio davvero ancora a deludere chi ho vicino. Con loro preferisco fingere che vada tutto bene.
    Ad ogni modo, raccogliere un briciolo di forze mi sembra meno difficile che smettere di pensare, amare e sentire la mancanza di questa persona che dovrei solo imparare a dimenticare.
    Oggi sono triste, ancora.
    Mi chiedo quando finirà tutto ciò.
     
  9. L'avatar di Vivi9842

    Vivi9842 Vivi9842 è offline FriendMessaggi 2,579 Membro dal Apr 2017
    Località Toscana
    #9

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    Per lui eri diventata un paio di scarpe troppo strette, era cresciuto sotto il sole del tuo amore ed adesso si è sentito abbastanza sole da sparire.
    Purtroppo non c'è modo per sopportare il dolore, se non fare qualche attività che ti imbrigli i pensieri.
    Anche la musica fa il suo effetto.
    Intanto rimuovi ogni suo oggetto, ogni cosa che ti ricordi di lui.
    Il tempo dissolve il superfluo ma conserva l'essenziale
     
  10. giglioresiliente85 giglioresiliente85 è offline ApprendistaMessaggi 215 Membro dal May 2017 #10

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    Citazione Originariamente Scritto da Vivi9842 Visualizza Messaggio
    Per lui eri diventata un paio di scarpe troppo strette, era cresciuto sotto il sole del tuo amore ed adesso si è sentito abbastanza sole da sparire.
    poche parole ma che fanno malissimo... mi si è pietrificato il cuore nel leggerle... credo sia successo esattamente ciò che tu hai scritto in maniera tanto spontanea... il problema è che adesso io non riesco a tornare ad essere SOLE... lo sono sempre stata e solo ora mi rendo conto che ogni singolo raggio l'ho donato a una persona che di me non sapeva che farsene.
    Mi sento male. Davvero.
    ventodestate88 likes this.
    Ultima modifica di giglioresiliente85; 22-05-2017 alle 11:49
     

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