Amare per riconoscenza - Pagina 2

Discussione iniziata da Brezzadimonte il 15-10-2021 - 50 messaggi - 2780 Visite

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  1. L'avatar di Alinaebasta

    Alinaebasta Alinaebasta è offline Super ApprendistaMessaggi 664 Membro dal Sep 2020 #11

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    Si vuole bene e si tiene a quella persona, amare è altro.


    Ultima modifica di Alinaebasta; 17-10-2021 alle 07:13
     
  2. trale trale è offline Ex Utente di Amando.itMessaggi 14,545 Membro dal Feb 2015 #12

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    Ma quando dire che l'amore è altro, cosa intendete?
    Io sono stata innamorata da giovane e ho sempre pensato che quello fosse amore e che se non si provava quella follia mentale tale per cui ci si butterebbe nel fuoco per un'altra persona, non fosse amore.
    Adesso comincio a pensare che l'amore sia ben altro e che l'innamoramento sia solo una manifestazione del nostro cervello quasi patologica, dettata dalla paura dell'abbandono e dalla paura del malessere derivante dall'assenza della persona verso cui c'è una ossessione.
    Paura, abbandono, follia e ossessione, questo è l'innamoramento; vi sembra amore tutto ciò?
    Tanto più che quando si viene lasciati da quello che considerano amore infinito, si cerca di eliminare proprio quell'amore, di non pensare, di cancellare la sua esistenza. È amore tutto questo?
    E quindi dovremmo pensare di stringere legami stabili con persone di cui siamo innamorate (follia, paura dell'abbandono, sensazione di dipendenza) oppure con persone verso le quali proviamo affetto, abbiamo un rapporto equilibrato e vogliamo che facciano parte della nostra vita in qualunque caso?
    Qual è davvero l'amore?
    Se poi riprendiamo il libro Ragione e Sentimento, possiamo vedere che la sorella più assennata, Elinor, ama un uomo che non ha nulla di romantico, ne sopporta il distacco perché comprende le ragioni che lo portano lontano da lei. E quando le ragioni cessano di esistere, l'autrice ci fa comunque notare la natura pacata del suo amore e si chiude il romanzo nella soddisfazione di tutti.
    L'amore è qualcosa che si impara secondo Jane Austen, non è una forza esplosiva misteriosa, è qualcosa che si può decidere sulla base della conoscenza dell'altro e delle sue qualità soprattutto morali.
    Tutte le coppie che si formano nei suoi romanzi, hanno come base una compatibilità morale e si formano solo dopo aver superato la prova del tempo e della follia.
    Azzy likes this.
     
  3. L'avatar di Lovecroft789

    Lovecroft789 Lovecroft789 è offline PrincipianteMessaggi 157 Membro dal Oct 2021 #13

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    Tutto è soggettivo nella vita,l'amore si può sviluppare nel tempo se esiste affetto,riconoscenza,stima,valori condivisi e ovviamente che esista anche un pizzico di attrazione fisica.
    Non è una condizione obbligatoria che debba essere condito da sofferenze,lotte e dipendenza affettiva,l'ideale è l'amore che si sviluppa nel tempo,che comincia con una solida amicizia,perché di solito sono amori che resistono a tante prove e nella vita succede di tutto.
    Da tenere in conto che le relazioni sono impegnative e la passione si spegne dopo poco tempo,meglio scegliere una persona affidabile su cui poter contare sempre.
     
  4. Iote Iote è offline ApprendistaMessaggi 315 Membro dal Feb 2021
    Località Italia
    #14

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    Si puó essere riconoscenti anche dopo che un amore é finito. Lo si deve essere assolutamente durante. Forse si puó anche "amare" solo per senso di riconoscenza, ma non si é riconoscenti verso i sentimenti dell' altro e di sicuro verso i propri.
     
  5. L'avatar di Azzy

    Azzy Azzy è offline Super FriendMessaggi 7,543 Membro dal Dec 2015 #15

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    Io credo di sì. L'amore non sono le farfalle nello stomaco. Se resti con una persona per non farla soffrire, sacrifichi te per un altro. Non è amore questo?
    L'insofferenza o la noia, la stanchezza..
    Mi sembrano sensazioni transitorie, da cui si esce, soprattutto riflettendo su chi abbiamo vicino e sulla sua importanza per noi. Sono sentimenti sgradevoli che poi passano. Questo per me è l'amore.
    Per uno che vi fa sentire le farfalle nello stomaco sacrifochereste qualcosa di voi, come la libertà, o i vostri sogni, lucidamente? Forse no. Quello è il sistema nervoso che fa venire la colite, non è amore. Chi non lascia per non far soffrire, forse ama.
    Se sei riconoscente a qualcuno, certo lo puoi anche amare. Le due condizioni non sono indissolubili ma nemmeno si escludono.
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  6. L'avatar di Ultima

    Ultima Ultima è offline JuniorMessaggi 1,066 Membro dal Dec 2020
    Località Italia
    #16

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    "Ma quando dire che l'amore è altro, cosa intendete?
    Io sono stata innamorata da giovane e ho sempre pensato che quello fosse amore e che se non si provava quella follia mentale tale per cui ci si butterebbe nel fuoco per un'altra persona, non fosse amore.
    Adesso comincio a pensare che l'amore sia ben altro e che l'innamoramento sia solo una manifestazione del nostro cervello quasi patologica, dettata dalla paura dell'abbandono e dalla paura del malessere derivante dall'assenza della persona verso cui c'è una ossessione.
    Paura, abbandono, follia e ossessione, questo è l'innamoramento; vi sembra amore tutto ciò?
    Tanto più che quando si viene lasciati da quello che considerano amore infinito, si cerca di eliminare proprio quell'amore, di non pensare, di cancellare la sua esistenza. È amore tutto questo?
    E quindi dovremmo pensare di stringere legami stabili con persone di cui siamo innamorate (follia, paura dell'abbandono, sensazione di dipendenza) oppure con persone verso le quali proviamo affetto, abbiamo un rapporto equilibrato e vogliamo che facciano parte della nostra vita in qualunque caso?"

    Ciao Trale, la tua è una classica descrizione dell'amore, nei suoi effetti, alquanto variegati peraltro, e non tutti sempre piacevoli: cosa ti aspetti da qualcuno che è in prima linea, con sè stesso, davanti a qualcun'altro? Cosa ti aspetti da qualcuno che è seriamente e profondamente coinvolto da qualcun'altro?
    Il problema principale è che si tende a pensare che rapporti del genere siano stabili o dovrebbero esserlo, quando chiaramente non lo sono e non possono esserlo, ma probabilmente qui il peso maggiore è dovuto ad un condizionamento culturale.

    Ci si sposa perchè ci si ama, si va a convivere perchè ci si ama, ci si mette insieme perchè ci si ama: chiaramente pura follia. Quasi tutti i rapporti d'amore sono varianti di scopamicizia (quindi relazioni aperte...) la cui principale differenza rispetto alle scopamicizie classiche è che, al posto del sesso, in genere c'è una nebulosa non sempre definibile di sentimenti, emozioni, stati d'animo e simili: alle volte si è la nube mutaforma, alle volte si è il vento che modella la nuvola.

    Il resto che hai descritto, Trale, io lo chiamo affetto, e non negherò che è non meno importante per la vita di tutti noi: se preferisci, Trale, la nostra cultura ha appiattito tutti gli altri sentimenti in comparazione all'amore, l'affetto in particolare, che ha fatto una bruttissima fine.

    Ma rimane un ultima constatazione da valutare: l'affetto è umano, l'amore è divino. E questo la dice lunga su chi ha l'ultima parola in materia.
    Nella nostra mentalità, l'amore è legato ad una mentalità mistica, in sostanza: amare significa tendere all'indifferenziato, il sogno profondo e recondito di chiunque ami qualcuno. Ed è proprio l'indifferenziato un altro modo per poter intendere Dio, donde l'affermazione che l'amore è divino.

    Alla fine dei conti, Trale, l'affetto è tornaconto personale: si capisce che non si può passare la propria vita a danneggiare gli altri, perchè in ultima istanza è controproducente per il proprio personale interesse. Si tenta quindi di poter intavolare una situazione in cui le parti coinvolte abbiano di che guadagnare, per quanto possibile, in maniera uguale e per periodi di tempo consistenti: cosa assolutamente non facile.

    Bisogna però riconoscere che, in taluni casi, l'affetto può portare allo spirito di abnegazione (quindi in qualche maniera una forma di indifferenziazione), ma qui viene il dubbio che, quando compare, questo spirito di abnegazione non compaia mai nella coppia in quanto tale: in sostanza la coppia è troppo poco strutturata per poter far sviluppare uno spirito di abnegazione, nella stragrande maggioranza dei casi.

    Ci si sacrifica per la patria, e non è un caso: ci si sacrifica pure per la fine di un regime politico, o perchè ci si ritiene responsabili della sconfitta militare del proprio paese.
    Penso avrai capito, Trale: la nostra patria continua a sussistere dopo di noi, proprio perchè è strutturata e coinvolge più persone, mentre la coppia no.

    Se io mi sacrifico per l'altra persona, la coppia è finita, per definizione: questo spiega come mai la coppia reagisca così male al sacrificio. Per rielaborare alcune considerazioni di Fausto, la nascita dei figli genera la famiglia, almeno nel senso che, se anche uno dei coniugi dovesse venire a mancare, la famiglia continuerebbe a sussistere: indubbiamente (tralasciando il fatto che, usualmente, i genitori pensano l'esatto contrario, ma lasciamo perdere la questione).
    “Ma fu con ali di tenebra che Ultima diede inizio alla rivolta contro gli dei.
    L'inespressività acquisita in seguito alla caduta denota un animo insondabile."
     
  7. trale trale è offline Ex Utente di Amando.itMessaggi 14,545 Membro dal Feb 2015 #17

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    Non mi pare che l'autrice abbia chiesto se ci di può "sacrificare" per amore. Ha chiesto se si può amare per riconoscenza ovvero se da un sentimento di riconoscenza (che è tutt'altra cosa rispetto al da rificio) può nascere un interesse e un amore. E secondo me è possibile.
    Pitonessa likes this.
     
  8. L'avatar di Minsc

    Minsc Minsc è online SeniorMessaggi 12,654 Membro dal Aug 2020
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    #18

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    Ma in quel caso non ci sarebbe solo la riconoscenza, ti piace quella persona sia fisicamente che mentalmente , sei attratto/a da lei/lui e c'è un rapporto speciale. In quel caso si è possibile ma se l'unica cosa che c'è è la riconoscenza io non vedo futuro o senso nel mettersi insieme e si farebbe solo del male a noi stessi e quella persona che vogliamo bene
    Ho vissuto come un guerriero. Sono morto come un dio. Dopo aver subito il più atroce dei sacrifici, mi è stata negata la libertà. Io, io sconfiggerò l’Olimpo. Io avrò la mia vendetta
     
  9. trale trale è offline Ex Utente di Amando.itMessaggi 14,545 Membro dal Feb 2015 #19

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    Mi pare ovvio che non basti la sola riconoscenza, può essere un punto di partenza.
     
  10. L'avatar di Minsc

    Minsc Minsc è online SeniorMessaggi 12,654 Membro dal Aug 2020
    Località Italia
    #20

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    Ah quello sicuro perché ci sarebbe già un rapporto positivo tra i due
    Ho vissuto come un guerriero. Sono morto come un dio. Dopo aver subito il più atroce dei sacrifici, mi è stata negata la libertà. Io, io sconfiggerò l’Olimpo. Io avrò la mia vendetta