L'amore ai tempi del CoViD

Discussione iniziata da Hannibal__Lecter il 14-10-2020 - 63 messaggi - 2385 Visite

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  1. L'avatar di Hannibal__Lecter

    Hannibal__Lecter Hannibal__Lecter è offline JuniorMessaggi 2,013 Membro dal Aug 2020 #1

    Predefinito L'amore ai tempi del CoViD

    So che sul CoVid sono già aperti diversi thread, ma con questo mio vorrei affrontare l'argomento da una angolazione un po' diversa: niente contrapposizioni ideologiche (no politica, please!), pregasi astenersi da strampalate teorie negazioniste, no-CoVid, no-Vax, no-tutto.
    Il punto di cui mi interesserebbe discutere, invece, è un altro, ed è anche più vasto di quanto delineato dal titolo che ho scelto per il thread (che richiama ruffianamente il celebre libro di Gabriel Garcia Marquez): non di solo "amore" ai tempi del CoVid, vorrei parlare, ma, più in generale di come la pandemia abbia modificato i rapporti umani in senso lato.
    Perché lì ha modificati, eccome: anche per i più scettici, anche per i più spavaldi, persino per i negazionisti.
    Fateci caso: anche quelli (sempre meno, peraltro) che se ne infischiano delle regole e vanno in giro senza mascherina, COMUNQUE istintivamente mantengono una distanza con gli altri, evitano il contatto corpo a corpo se non strettamente necessario, sono più restii a dare la mano o anche una semplice pacca sulle spalle, se tossiscono o starnutiscono lo fanno sul gomito, evitano di alitare in prossimità del naso altrui...
    Tutti, insomma, abbiamo introiettato, in questi mesi, comportamenti istintivi finalizzati, magari inconsciamente, a ridurre la diffusione del virus (e, probabilmente, è questo, più ancora dei DCPM, che impedisce che le statistiche dei contagi schizzino in alto seguendo le famigerate curve esponenziali).
    Ma, e qui arriviamo al cuore del mio post, come ha cambiato tutto questo il nostro atteggiamento nei confronti del prossimo?... Non pensate che il rischio sia quello di vedere tutti quelli che ci circondano come potenziali untori da cui difenderci e non come altri esseri umani da frequentare, da conoscere e, perché no, da amare?
    E già, l'amore.. Come e quanto pensate che la pandemia abbia inciso nell'influenzare anche gli amori? Ha ridotto o no i luoghi di incontro, le cene con gli amici, le feste di compleanno, tutte quelle occasioni conviviali in cui era possibile ampliare la propria cerchia di conoscenze a cui attingere anche per nuovi amori? E lo Smart Working non ha, tra le altre cose, anche ridotto l'incidenza degli amori (ufficiali o extra) tra colleghi?

    In sostanza: il fenomeno era già in atto, ma non pensate che la pandemia abbia dato un impulso decisivo verso la "internettizzazione" dei rapporti umani? Che, in buona sostanza, ci si conosca e frequenti ormai quasi solo sui social (o sulle app), mentre gli incontri "in presenza" rischiano di diventare sempre più rari?

    Dite la vostra.
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    "​Vorrei che potessimo parlare più a lungo, ma sto per avere un vecchio amico per cena"
     
  2. rob221 rob221 è offline Super ApprendistaMessaggi 860 Membro dal Jun 2020 #2

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    Mi colpisce come ci siamo disabituati in fretta a darci la mano.
    Io sono molto preoccupata, molto, perché ho paura che ci abitueremo ancora di più alla distanza. Vedo tante persone così sole, la società è così disgregata, e mi chiedo se tutto questo non inciderà ancora di più, soprattutto sulle persone più giovani.
    Ma anche sul lavoro: ok lo smartworking, vantaggi li ha, ma che ne è dello stimolo spontaneo dato dalla chiacchierata in corridoio?
     
  3. L'avatar di Navigatore1

    Navigatore1 Navigatore1 è offline Super FriendMessaggi 6,563 Membro dal Apr 2015
    Località Torino
    #3

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    Io se potessi lo smart working lo eviterei, sono una persona molto estroversa, dicono simpatica e stare a casa mi pesa.
    Però bisogna fare buon viso a cattivo gioco come si dice
     
  4. L'avatar di Mielezenzero

    Mielezenzero Mielezenzero è offline Super FriendMessaggi 5,111 Membro dal May 2017 #4

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    Dico che è una sofferenza, da qualunque lato la si guardi.
    Perdere il contatto umano, anche il più semplice il più piccolo gesto come la stretta di mano, è davvero triste.
    Abbiamo tutti bisogno di un po'di calore e di contatto fisico.

    Io spero passi presto sto periodaccio.
     
  5. L'avatar di Antasia

    Antasia Antasia è offline Super ApprendistaMessaggi 547 Membro dal Sep 2020 #5

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    @hannibal
    Appena ho letto il titolo, mi è venuto in mente l'equivoco di alcuni mesi fa, in cui Luis Sepùlveda fu scambiato per Gabriel Garcìa Màrquez.
    Comunque, per quanto riguarda l'interazione sociale, i cambiamenti sono stati inevitabili.
    Non vivo l'incontro con gli altri con il sospetto di incontrare un asintomatico contagiato, quanto semmai ho sempre la sotterranea paura di poter essere toccata da alcuni effetti che porta con sè il contrarre questo particolare virus.
    La paura più forte è di trasmetterlo a persone cui sono legata da vincoli familiari, che rientrano a pieno nelle categorie a rischio, ed è per questo che uso molta attenzione e cautela quando sono a contatto con loro. Insomma, uso delle accortezze senza isolarmi in una bolla, lontano dal resto del mondo.
    Per il resto, questa emergenza sanitaria è stata per me l'occasione per rimettere a fuoco le mie priorità, ha segnato uno spartiacque tra quello che c'era prima e quello che c'è adesso, tra chi continuasse a restare "dentro" e chi dovesse accomodarsi all'uscita.
    Non mi sento particolarmente cambiata in peggio, probabilmente lo sono in meglio: mi sento molto più centrata rispetto a prima, quando disperdevo molte più energie, tanto da non accorgermi di molte cose.
    Ho visto un sensibile peggioramento in alcune persone, che già da prima stimavo molto poco, e per cui l'unica preoccupazione rimane a tutt'oggi, quella di mantenere il proprio status sociale, non disperdendo i propri soldi.
    In altre persone ho visto molta arrendevolezza e depressione, un acuirsi di un malessere latente.
    Io invece ho riacquistato una dimensione "casalinga" che mi mancava: nonostante il maggior carico di lavoro da SW, mi sono riconciliata con l'abitudine della colazione (cosa che avevo perso da tempo), con il caz.z.e.ggio su internet, e ho ripreso ad avere un rapporto sano con il mio cellulare (suonava spesso per via delle notifiche).
    Mi preoccupa molto il cambiamento che ho visto intorno a me: molti posti che ero solita frequentare sono in perdita, hanno chiuso o ancora hanno dovuto cambiare la propria offerta economica per continuare a sopravvivere e restare aperti.
    Questo ha comportato minori occasioni di uscite, e molto più tempo trascorso dentro casa. Molte più occasioni per parlare, per riscoprire le cose semplici, per dare che so..più valore a un caffè preso a casa anzichè al bar, magari di fretta e con i tempi contati.
    Per l'amore, forse c'è il rischio che molte più persone avvertano il peso della solitudine confondendo l'interesse verso qualcuno, con la paura di stare soli.
    Se vogliamo guardare al lato positivo, si può anche dire che si è sviluppato più interesse a conoscere una persona, che magari prima, nel periodo pre-Covid, si sarebbe scartata per mancanza di tempo o per poca disponibilità ad incontrarsi subito
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    "Chi disse preferisco avere fortuna che talento, percepì l'essenza della vita. La gente ha paura di ammettere quanto conti la fortuna nella vita. Terrorizza pensare che sia così fuori controllo."

    "Non posso farci nulla: l'idea dell'infinito mi tormenta."
     
  6. Baal Baal è offline JuniorMessaggi 1,023 Membro dal Aug 2019 #6

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    Una vera pacchia per quelli che, come me, evitavano il contatto con gli altri già da prima del covid.
     
  7. L'avatar di IsoldaCoeurDAnge

    IsoldaCoeurDAnge IsoldaCoeurDAnge è offline Super FriendMessaggi 7,679 Membro dal Aug 2017
    Località Francia
    #7

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    Hanny,vedo che i libri di Garcia Marquez inspirano "amore ai tempi di cholera,amori ai tempi di covid"😉.
    Ultima modifica di IsoldaCoeurDAnge; 14-10-2020 alle 18:44
     
  8. L'avatar di luca9028

    luca9028 luca9028 è offline FriendMessaggi 4,158 Membro dal Apr 2020 #8

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    Il covid ha creato situazioni devastanti nei rapporti umani.il problema è che quando entra in atto un meccanismo è difficile modificarlo..vedi tanta gente che ti evita e ti sta lontano per paura, e poi la mascherina ti fa da barriera al contatto umano..è una brutta situazione, che ha provocato e aggravato tante tipologie di malattie mentali..ma tutti noi dobbiamo il più possibile essere ottimisti cercando di filtrare il disagio e creare situazioni lo stesso positive..👍
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  9. L'avatar di Minsc

    Minsc Minsc è offline ApprendistaMessaggi 442 Membro dal Aug 2020 #9

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    Secondo me il covid ha sicuramente avuto un'impatto un po' su tutto ma non sull'amore. Non è mai successa una cosa del genere negli ultimi decenni, secoli? forse solo chi ha vissuto durante la peste ha avuto un'esperienza simile ma di certo non a questa scala mondiale. Dispiace che c'è gente ancora convinta che "non c'è ne coviddi" e dispiace per i caduti e chi ha perso le persone care.

    Tuttavia, io non credo che le relazioni amorose siano cambiate, secondo me a prescindere chi ha tradito, chi è stato tradito e chi ha chiuso la relazione lo avrebbe fatto con o senza covid, prima o poi sarebbe accaduto comunque. Sono di questa filosofia.

    Se i rapporti umani sono diventati più social in questo periodo è dovuto anche alle giuste limitazioni ma già questa estate quando molti hanno fatto "libera tutti" è ritornato tutto quasi come prima in fatto di relazioni, la verità è che il nostro mondo oggi è molto virtuale quindi si i rapporti umani di presenza sono diminuiti e aumentati quelli virtuali, un po' come gli acquisti oggi sono per lo più online e non più retail. Con o senza covid la situazione sarebbe stata la medesima e quando un giorno avremo (se avremo) androidi, IA ed altri elementi futuristici diciamo che il fenomeno potrebbe anche aumentare, pensate che stanno già cercando di creare le prime sexbot, anche lo Smart working avrà un impatto sul mondo del lavoro

    Giusto o sbagliato la vera causa è la tecnologia ed il progresso, "la tecnologia è come dare un'ascia ad un pazzo criminale" diceva Einstein , ovvero è bella e ci incuriosisce specie per chi è nato\nata nella mia generazione ma è ovvio che ci saranno delle conseguenze e cambiamenti sempre più marcati nei rapporti umani e può essere pericoloso, non lo nego. Come si combatte o limitare il fenomeno? dando il giusto equilibrio e facendo ogni uno la propria parte, diciamo la verità a tutti viene voglia di uscire, ad alcuni meno di altri e anche quando ti conosci sui social prima o poi ci si deve vedere quindi i rapporti reali non moriranno mai ma verranno ridimensionati come del resto gradualmente è accaduto e sta continuando ad accadere dai primi anni 2000 quando internet e la globalizzazione si è diffusa sempre di più
     
  10. L'avatar di Melograna

    Melograna Melograna è offline JuniorMessaggi 2,477 Membro dal Aug 2019 #10

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    Io sto soffrendo veramente. Mentre all'inizio ho sopportato senza tanti problemi, ormai sono spaventata, irritata, e sto soffrendo particolarmente il non poter avere la libertà di toccare, abbracciare, anche i soliti amici a cui voglio bene, con cui non ci vediamo più, ci siamo limitati a sentirci sempre. Avrei voglia di uscire, stare in mezzo alla gente, poter avere la possibilità di conoscere persone, di poter accettare un appuntamento, vorrei limonare con un uomo!
    Questa via di mezzo poi la trovo più snervante, che non una completa chiusura. Almeno finché non c'è un vaccino, vorrei che chiudessero le scuole soltanto, non i negozi dove in realtà il rischio di contagio è minimo. Ogni giorno convivo col terrore dei miei figli che vanno a scuola. Si può dire che non abbiamo vissuto un'estate, che l'angoscia non ci molla, e mi sento serena solo in casa.
    La cattiveria ha due genitori: l'ignoranza e la sofferenza.