Aperitivo con amici

Discussione iniziata da PlayMusic95 il 24-08-2018 - 9 messaggi - 1415 Visite

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  1. L'avatar di PlayMusic95

    PlayMusic95 PlayMusic95 è offline PrincipianteMessaggi 64 Membro dal Aug 2018 #1

    Predefinito Aperitivo con amici

    Buonasera a tutti raga, questa giornata sono andato a prendere un aperitivo con dei miei amici, andando contro i miei stili di vita un pò abitudinari dato che solitamente non esco molto ma da un pò di tempo sto realizzando l'idea di mettermi un pò più in gioco e di uscire un pò dalla mia confort zone e di fare tutto ciò che mi spaventa, cercando di dire si a tutto, perché solo cosi si è in grado di crescere e di migliorarsi dando una smossa alla propria vita (da settembre mi sono promesso di iscrivermi in palestra, di mettermi alla guida dato che ho la patente ma ancora non mi ci metto a guidare, insomma cercherò di lavorare ancora di più sulla mia autostima...)
    Sin dai tempi delle medie, sono sempre stato una persona abbastanza timida e insicura pure a giudizio dei professori (anche se la moda di affibbiare delle ''etichette'' a delle persone e valutarle sulla base di alcune caratteristiche comportamentali credo sia piuttosto riduttiva e superficiale dato che non siamo oggetti in serie da vendere. Ogni persona ha delle proprie sfumature caratteriali. Perché bisogna giudicare sulla base di semplici reazioni senza conoscere quali sono le cause che spingono un individuo a comportarsi in un certo modo?! Questo significa conoscere una persona, conoscere le cause di certi modi di fare. Tutti sono cosi bravi a giudicare gli altri ma poi non sono in grado di giudicare mai sé stessi o di mostrarsi per ciò che realmente sono . Inoltre se si pensa a giudicare una persona timida, di certo non la aiutiamo a farla sentire a suo agio dicendoglielo ma, a maggior ragione, non faremo altro che accrescere ancora più il suo imbarazzo).
    La vita è un percorso dove ognuno deve smussare alcuni suoi difetti e migliorarsi sempre più ma questo non potrebbe succedere senza giudicare adottando la filosofia del ''vivi e lascia vivere'', pensando ognuno a sé stesso?
    Come dicevo, questo mio passato mi ha sempre causato un pò di problemi perché ovviamente gli amici tendevano ad emarginarti, a prenderti un pò in giro proprio perché magari in un gruppo, quando capitava di vedersi, eri quello che si esponeva un pò di meno, che faceva meno battute sugli altri, che non usciva, che non aveva esperienza con le ragazze e che quindi poco interessante e che non ha nulla da raccontare ecc.
    Questi giudizi a lungo andare, come potete immaginare, hanno condizionato la mia personalità dal momento che quando sono in casa, e quindi nel mio ambiente, mi sento molto più sicuro rispetto a quando sono fuori (qui è come se mi sentissi costantemente ''sotto i riflettori'' e come se avessi sempre paura di sbagliare o di agire, questo avvolte lo si percepisce anche con la mia postura credo, non riesco ad essere sciolto come quando sono a casa).
    Questa storia passata sto cercando di lasciarmela alle spalle anche perché adesso sono un ragazzo di 23 anni con un pò di maturità in più: ho una vita nuova, amici nuovi, conosciuti in un contesto parrocchiale, che conosce anche mia sorella e con i quali usciamo di volta in volta. Devo dire che con loro mi sento abbastanza bene anche se a volte tendo a dare loro alcuni rifuti quando vogliono uscire, questo perché ho sempre paura che le mie paure del passato possano riemergere nel presente e quindi rivenire giudicato, ecc. Inoltre queste mie paure vengono ampliate anche dai commenti dei miei genitori che alle volte, presi dai problemi della routine, scaricano su di te il proprio stress urlandoti contro di uscire più spesso, di mettersi in gioco sentimentalmente e a livello di amicizie che è arrivato il momento di farlo ecc. Alcune volte riesco a passarci su ma altre volte diventano quasi insopportabili perché in effetti so la verità cioè so di non mettermi spesso in gioco (è solo nell'ultimo periodo che sto cercando di farlo e di riprendere in mano la mia vita) ma anche loro sanno il fatto che ho paura ad espormi perché ho avuto un passato un pò tormentato (sappiamo gli anni di liceo come possono essere duri per persone un pò più insicure) ed inoltre loro non ti aiutano nemmeno a migliorarti ma giudicano solo.
    Oggi ad esempio, come ho già detto, sono andato a prendermi un aperitivo con i miei nuovi amici e tutto è andato bene, ho interagito in alcuni momenti, nonostante la mia timidezza, però ad un certo punto è come se mi sentissi osservato ed estraniato quando si trattano alcuni temi in una conversazione (questo perché penso direttamente al fatto che loro mi reputano timido dal momento in cui non dico nulla. Inoltre questa idea se la sono già fatta dal primo giorno che sono entrato in questo nuovo contesto pur senza conoscermi ancora ma guardandomi solo da lontano. Ma dico io quanta superficialità c'è?! però non è che prendono in giro o meno, come gli amici di liceo facevano anzi sembrano rispettare i miei modi di fare e di essere, tra l'altro sono persone legate ad un contesto religioso quindi abbastanza tranquillo) e non so cosa dire ed ho paura che questo mio stato d'animo possa venir percepito anche all'esterno.
    Per cui questi momenti di imbarazzo, molto spesso, cerco di superarli con dei sorrisini dato che ho paura che, se rimango in silenzio (come spesso accade), possa essere giudicato immaturo e timido (oggi ad esempio una mia amica ha portato anche una sua amica che non conosciamo e proprio quest'ultima, quando ci siamo alzati tutti dal tavolo, mi pare abbia detto, anche se non sono proprio sicuro, ''...è un bravo ragazzo'' (adesso non so se si stava riferendo a me o all'altro mio amico, che però è molto più estroverso rispetto a me, io penso che ce l'avesse con me però non ne sono sicuro perché non so in merito a cosa questa ragazza se ne sia uscita con questa espressione parlando con la mia amica). Pur non dicendolo con un tono negativo e di critica ma spontaneo e positivo, ammetto che, nel caso ce l'avesse avuta con me, la cosa mi infastidisce proprio perché conosco il mio passato e sto cercando di rialzarmi e buttarmelo alle spalle ma sembra che a volte le persone continuano a farsi la stessa idea di me cosi come l'avevano in passato quindi c'è una lotta continua tra i residui del mio passato e la mia nuova forza di volontà che mi sta spingendo ad affrontare qualsiasi situazione perché mi sto convincendo dell'idea che, nel bene o nel male, la gente avrà sempre un qualcosa da ridire e nessuno si potrà sottrarre dal giudizio altrui
    Io mi apprezzo per ciò che sono ma solo quando sono da solo e con i miei spazi mentre non ci riesco appena metto piede fuori casa: sono un ragazzo abbastanza carino ed alto, studioso e volenteroso che va all'università, con molte passioni (come l'astronomia, la musica, il disegno, i videogiochi ,ecc), sono timido, sensibile e rispettoso verso il prossimo, che sa quanto può dare ad una ragazza e che sa essere dolce al punto da trattarla quasi da principessa facendola sentire la più speciale in questo mondo almeno per lui (ma spesso sembra che anche alle ragazze ciò non importa perché preferiscono il ragazzo sfacciato a quello insicuro e con poca esperienza).
    Non nego che vengono dei momenti in cui i giudizi delle persone mi pesano (so che questo è un fatto dovuto ad una mancanza di autostima) e mi fanno sentire inopportuno facendo crollare i miei sforzi dato che le persone ti guardano sempre con un certo sorrisino come se fossi un pò bambino e come se certi valori non contassero più, anzi addirittura fossero negativi e tutti stessero più avanti e fossero più maturi rispetto a te.
    Inoltre anche voi avete dei momenti in cui nelle conversazioni avete dei cali di autostima e rimanete in silenzio perché non sapete cosa dire? Come li gestite questi momenti? Avete altri consigli in generale, magari proprio di persone che sono o che erano timide e insicure?
    In attesa di risposte, vi ringrazio anticipatamente. Questo forum lo trovo uno strumento potentissimo dato che si riescono a condividere le proprie paure con persone sconosciute in maniera molto più semplice (ovviamente sarebbe quasi impossibile fare lo stesso con persone conosciute dato che le persone non sono pronte ad accettarti per ciò che sei...dobbiamo tutti fingere di essere perfetti e senza paure in questo mondo). E' incredibile vedere, già nel momento in cui si scrive, che le paure e le preoccupazioni vengano subito ridimensionate.
    Il trucco sta solo nello giocare ''a carte scoperte'' mostrandosi per ciò che si è (il che posso garantire che non sempre è facile farlo dato che la stragrande maggioranza è abituata a lavarsi più facce la mattina ma non è una loro colpa, so che il più delle volte si è costretti a farlo)


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  2. L'avatar di Maggiolo

    Maggiolo Maggiolo è offline FriendMessaggi 3,192 Membro dal Feb 2013
    Località Milano
    #2

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    Ciao,

    anch'io sono sempre stato timido, poi, via via, con il passare degli anni (ho passato i 40..), lo sono diventato via via di meno..
    Ricordo che in certe circostanze la mia timidezza mi ha portato a vivere delle situazioni in cui la sensazione di disagio arrivava fino a bloccarmi.
    Ovviamente l'essere più o meno timido dipende dal luogo in cui ci si trova, dalle circostanze in cui ci si trova, dalle persone con cui ci si confronta e se con queste ci si trova a proprio agio.
    La prima cosa da fare è proprio questa, quando è possibile, cercarsi delle persone che ti mettano a proprio agio.
    Poi cercare di essere sé stessi: se ci si sente di intervenire in un discorso lo si fa, altrimenti si passa oltre.
    Io credo che si possa convivere tranquillamente con la propria timidezza, sempre che questa timidezza non diventi eccessiva, quella timidezza che ti blocca, che ti paralizza.
    Quindi, se posso darti un consiglio, prima di tutto devi accettare te stesso e come sei fatto, poi, pian piano, lavorare sul tuo carattere, e facendo via via un passo alla volta, come appunto, può essere un aperitivo, per accettare via via sfide più grandi; e pian piano la tua "confort zone" si amplierà.
    E ricorda che nessuno è perfetto, e che tutti, chi più e chi meno, hanno le proprie paure.
    Pian piano imparerai a pensare di meno, e ad agire di più, soprattutto, a vivere di più..
    Spero dia vere reso l'idea, e, in qualche modo, di esserti stato utile..
    Buona serata
     
  3. L'avatar di ler7624

    ler7624 ler7624 è offline PrincipianteMessaggi 168 Membro dal Aug 2018 #3

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    Ciao PlayMusic95,
    sottoscrivo quanto scritto da Maggiolo. Aggiungo che è facile che ci si senta estraniati quando la discussione, chiamiamola in questo modo, affronta argomenti per i quali non abbiamo alcun interesse o scade nel puro pettegolezzo, magari riferito a ignoti. Quando ci si trova in uno di questi contesti ci si sente fuori posto, è normale, ma tutto sta a capire se lo si è davvero: prova a mettere sul tavolo un argomento che ti interessa, magari partendo da una notizia di attualità, da un passo di un libro che stai leggendo, da un evento che hai vissuto. Se sarai fortunato ti legherai meglio ai tuoi amici, se non sarai fortunato passerai per quello che ha anche altri interessi: non mi pare un gran rischio .
    Ti sconsiglio solo di aspettarti che qualcuno abbia voglia di scavare sotto la superficie della tua anima alla ricerca del tesoro nascosto, quanto meno devi mettere il messaggio in bottiglia perché scavare costa fatica e impegno, senza garanzia di successo. Pertanto se la fanciulla assisa al tuo tavolo avesse velleità da cercatrice di tesori e profanatrice di ricchi sepolcri...falle trovare la bottiglia con la mappa e lascia circolare la voce che quando si parla di ricchi sepolcri la profanazione non è peccato!

    Auguri.
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  4. L'avatar di PlayMusic95

    PlayMusic95 PlayMusic95 è offline PrincipianteMessaggi 64 Membro dal Aug 2018 #4

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    @Maggiolo
    Ciao, anch'io sono sempre stato timido, poi, via via, con il passare degli anni (ho passato i 40..), lo sono diventato via via di meno...........Spero dia vere reso l'idea, e, in qualche modo, di esserti stato utile..Buona serata



    Ciao e intanto grazie per la risposta, è proprio quello che ho intenzione di fare, pensare di agire di più e pensare di meno. Fino a qualche mese fa sono rimasto immobile e apatico ma adesso non so chi mi stia dando la forza per mettermi in gioco e per vivere nuove esperienze, superando i propri limiti, forse proprio me stesso (dato che non posso contare molto sugli altri) dato che, come ho gia scritto, alla fine sono un ragazzo come tutti gli altri, sicuramente con qualche esperienze in meno (non ho mai avuto una ragazza, non ho mai frequentato discoteche dato che non uscivo) ma non si è mai troppo tardi per rimettersi i pista,l'importante è capirlo, ora che si abbia 40 anni o che se ne abbia 23 o anche di meno...non dobbiamo mai competere con nessuno dato che tutti operano col proprio "fuso orario". Banalmente si può trovare fra 10 anni una ragazza e sposarsi dopo un anno perché c'è un feeling enorme ed invece chi la trova subito ma poi si sposa dopo 30 anni perché non ragazzi esce a capire se è la donna giusta ed adatta alla sua vita. Dobbiamo cominciare a capire che la vita è un percorso ed ognuno prima o poi giungerà al traguardo nonostante le proprie difficoltà


    MODERAZIONE: Quote eccessivo, leggere regolamento, grazie

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    Ultima modifica di Bakko; 27-08-2018 alle 09:01
     
  5. L'avatar di PlayMusic95

    PlayMusic95 PlayMusic95 è offline PrincipianteMessaggi 64 Membro dal Aug 2018 #5

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    @ler7624
    Ciao PlayMusic95, sottoscrivo quanto scritto da Maggiolo. A.............Auguri.


    Ciao e grazie per la tua attenzione, cosa intendi dire quando ricorre alla metafora della bottiglia e del tesoro? Tuttavia credo che l'unico tesoro prezioso siamo noi stessi perché, nonostante le difficoltà e gli ostacoli, solo noi abbiamo il potere di cambiare le cose cercando di raggirare le difficoltà.
    Ultima modifica di Bakko; 27-08-2018 alle 09:03 Motivo: Quote eccessivo e non necessario, leggere cortesemente il regolamento. Grazie
     
  6. L'avatar di ler7624

    ler7624 ler7624 è offline PrincipianteMessaggi 168 Membro dal Aug 2018 #6

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    Ciao PlayMusic95, ti chiedo scusa se l'ho presa troppo alla lontana. Comunque volevo dire proprio quanto scrivi: il tesoro è ciascuna persona nella sua completezza, un luogo dove ci sono di pregi e difetti, alcuni immediatamente visibili, altri invece non immediatamente percepibili perché sono dentro la scatola cranica o sotto i vestiti, alla stessa maniera di un tesoro sotterrato in un gran campo. È faticoso affrontare ogni nuova situazione da capo, quindi si usano dei modelli preconfezionati, delle etichette, dei pregiudizi, a volte funzionano e a volte no. Per dare a qualcuna la possibilità di conoscerti devi parlarle e non solo del tempo atmosferico (a meno che non abbia studiato meteorologia); se hai difficoltà a rompere il ghiaccio direttamente (in Timidopoli il tempo è sempre molto freddo), prova a farglielo sapere per altra via. Alcuni anni or sono mi capitò di non sapere come fare a conoscere l'amica di una compagna di corso di cui non sapevo assolutamente nulla e che aveva fatto una sola apparizione fugace; le spifferai tutto chiedendole un piccolo aiuto...lei si mise a ridere fragorosamente e poco dopo le telefonò combinando un appuntamento.
    Concludendo, bisogna scrivere il messaggio e, se non si può consegnarlo di persona, almeno si prova a farglielo arrivare, anche se bisogna scolarsi una bottiglia intera solo perché serve il contenitore!
    In bocca al lupo.
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  7. L'avatar di PlayMusic95

    PlayMusic95 PlayMusic95 è offline PrincipianteMessaggi 64 Membro dal Aug 2018 #7

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    Inoltre spesso, nonostante la mia forza di volontà che mi spinge a mettere di più in gioco, ho come l'impressione di vivere una ''solitudine sociale'', mi sembra di essere solo tra 1000 persone, come se nessuno fosse capace di ascoltarti e di capire le tue difficoltà e magari aiutarti.
    Sembra che se non sei tu a chiedere degli altri, gli altri non chiedono di te. Non nego però che, anche se il vento non mi è favorevole, mi sono promesso di pensare più a me, a ciò che mi piace fare e di strafegarmene di tutta questa superficialità. Gente che ti dice di stare accanto ma si affeziona solo alla tua ''immagine apparente'', poi se non gli vai più a genio, è disposta a dimenticarsi subito di te.
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  8. L'avatar di ler7624

    ler7624 ler7624 è offline PrincipianteMessaggi 168 Membro dal Aug 2018 #8

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    Lieto di leggere le tue promesse!

    Tieni conto però che ciascuno ha i suoi problemi, piccoli problemi quotidiani, piccoli problemi comuni, piccoli rispetto alle grandi difficoltà della vita fiaccata dalla povertà, infinitesimi rispetto alle grandi difficoltà di una vita segnata dalla malattia. Eppure a ciascuno di noi queste piccole difficoltà possono apparire gigantesche, titaniche in confronto all'assoluta fortuna e normalità degli "altri". Dice il proverbio che l'erba del vicino è sempre più verde...una sorta di daltonismo sociale?
    Mettiti per un attimo nei panni di Tizio, tormentato come te, anche se non lo da a vedere: se percepisce la tua sofferenza non vorrà farsi coinvolgere, non vorrà farsi turbare. Paradossalmente Tizio aiuta gli anziani ad attraversare, aiuta una mamma a movimentare il passeggino dall'autobus...assapora il profumo delle buone azioni e gusta il sapore delle cose facili.
    Incomprensibile? Forse no: se percepisce un disagio più articolato, che gli porterebbe via più tempo, che forse trova anche insignificante perché gli "altri" stanno sempre meglio, non approfondisce; più facile frequentare persone da cui si percepisce sicurezza.
    Ti ripeto poi che approfondire è molto faticoso e può risultare irritante, si scopre spesso di avere convinzioni approssimative, a volte convincimenti del tutto inventati che non reggono alla prova della realtà...mi ricordo di un tale di Atene che aveva la fissa dell'approfondimento e finì che gli offrirono un drink di cicuta.


    Sono sicuro che da quando avrai la forza interiore di stare da solo ti ritroverai sempre in compagnia.
    Buona fortuna.
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  9. L'avatar di PlayMusic95

    PlayMusic95 PlayMusic95 è offline PrincipianteMessaggi 64 Membro dal Aug 2018 #9

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    Ti ringrazio. Hai assolutissimamente ragione quando dici che i nostri problemi quotidiani (disagi sociali, esclusioni, problemi nei confronti degli altri che magari ci creiamo solo nella nostra testa ecc.) sono piccolissimi rispetto a chi ha malattie e magari problemi che non si possono appunto risolvere. In virtù di questo, credo di poterne uscire dato che i miei, nonostante mi hanno creato disagio finora, non siano dei veri problemi. Dopotutto, nonostante i giudizi ed i pareri negativi delle persone, che possono essere anche più o meno giusti per l'amor di Dio, ma la nostra ''sostanza'' non cambia ed inoltre tutti abbiamo aspetti del nostro carattere da smussare, tutti abbiamo difetti, e tutti dobbiamo affrontare delle battaglie contro i nostri demoni interiori dato che nessuno è perfetto ed ognuno può avere i suoi pregi ed i suoi difetti ma credo siano anche questi a costruire la nostra unicità.
    Purtroppo ci sono persone che criticano i difetti altrui (evidentemente sanno vedere meglio quelli altrui) e persone che non lo fanno ma non significa che le prime non li abbiano anzi, credo che il criticare gli altri, sia un meccanismo per celare i propri.
    Ci sarà sempre qualcuno più bravo in qualcosa ma non dobbiamo mai demordere e perdere di vista la nostra meta, la vita è un percorso e prevede anche delle difficoltà, degli ostacoli che sono tali solo perché crediamo di non poterli superare. Dopotutto pensare di vivere una vita senza ostacoli, sarebbe una vera noia
    Però è anche vero che le persone, avendo problemi come dici tu, spesso ritrovano ''una forza spirituale'' avvicinandosi a persone più sicure di sé però è anche vero che bisognerebbe che tutti noi ci ascoltassimo un pò di più e ci tendessimo la mano, in tal modo i ''problemi'' apparirebbero molto più banali.
    Saluti
     
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