Un’avventura

Discussione iniziata da erik555 il 16-08-2020 - 1 messaggio - 151 Visite

  1. erik555 erik555 è offline BannedMessaggi 5,614 Membro dal Oct 2012
    Località una grande città in mezzo alla pianura
    #1

    Predefinito Un’avventura

    Di ritorno dal lavoro il collega riabbracciò la sua alta e polposa nuova ragazza e Bertrand li salutò, beati loro! Non c’era neanche da indovinare come avrebbero trascorso la serata.
    Però anche Bertrand aveva appetito e si recò in un piccola rosticceria che conosceva, annidata fra le viuzze attorno alla stazione, era poco frequentata e perciò gli piaceva.
    E c’era una nuova giovane addetta, una ricciolina castana minuta e cordiale. Alla fine Bertrand suo malgrado, incoraggiato dalle buone frittelle di ceci e dalla birra fredda le chiese “ che fate a fine turno?”
    “ niente in particolare, perché?”
    “ sapete di essere davvero carina?”
    “me lo dicono in tanti, ma poi mi ignorano...sarà perché sono un chiodino..”
    “avete dei bei fianchi, però...”
    La ragazza rise “lo dice anche mia madre...ma al giorno d’oggi i fianchi non rappresentano più un atout..”
    “vi accompagnereste ad un cuore solitario di ritorno da una faticosa trasferta?”
    “in teoria non rappresentereste il mio tipo...”
    “devo ammettere di non rappresentare il tipo per l’intero genere femminile...” sospirò Bertrand
    “ma anche se fosse il contrario vi direi ugualmente di no poichè io ho già un fidanzato...”
    “almeno voi un cuore l’avete conquistato...”
    “ no, badate che è un po’ come per voi.. se voi non rappresentate il tipo che piace ad una donna io non rappresento ‘la ragazza per stare insieme’ e il mio ragazzo è l’unico che finora abbia promesso di cuore di tenermi...finora ha onorato il proponimento...sarei matta a giocarmela io stessa questa per me rara possibilità d’una relazione”
    “Ah ma rimarrebbe un piccolo minuscolo segreto fra noi ...”
    “Minuscolo o no” ribadì la ragazza “...finora non ho avuto alcun segreto da nascondere..”
    “e se vi offrissi un regalo?”
    “ ma oh..” arrossì lei “non sono quel generi donna ...” se ne andò ma non era inviperita, anzi ogni tanto lo sbirciava e tornò di li a poco
    “ contorno di insalatina fresca...offre la casa.. altrimenti si butta..”
    “ grazie...”
    “ e per favore smettetela di guardarmi come il mio fratellino quando fa i capricci, se resisto alle sue lusinghe e tentativi di manipolazione posso reggere anche i vostri ” Bertrand sorrise e scosse il capo e si mise a mangiare l’insalata
    La ragazza portò un’altra birra “ mezza la offre la casa...lasciate il bicchiere mezzo colmo per me..siete così disperato da implorare una camerierina insignificante?”
    Bertrand sorrise e disse “ avete qualcosa...siete qualcosa...e mi piacete da morire”
    “ gne gne..ci sapete fare con le parole...e..in linea teorica quanto varrebbe il mio...diciamo...tempo?”
    “ hmm...ho in tasca centoventi ....“
    Per tutta risposta la ragazza gli portò una rivista aperta sulla pubblicità di un emporio di moda con l’immagine di un tubino nero e un completo di biancheria intima il tutto per centocinquanta .
    Bertrand osservó la pubblicità, sorrise, prese la rivista e la riportò al bancone “grazie per la rivista, sono davvero bei capi...questo è il ticket per il pranzo più una piccola mancia...e ora non mi resta che passare dallo sportello elettronico...”
    “ io devo attendere il turno..il collega sarà qui a momenti... il tempo di passargli le consegne e rivestirmi e potete attendermi in piazza..”


    Nel suo giacchino trapuntato, calze trasparenti, pantaloncini di alcantara e scarpette da tempo libero lei appariva come la ragazza della porta accanto: minuta, truccata sobriamente forse con un’espressione un po’ tesa e il respiro un po’ affrettato “badate, non farò nulla di fuorivia...”
    “ io vorrei solo avervi vicino”
    “ non vi sarò affettivamente vicina”
    “ lo dite con rammarico..e già questo mi garba..”
    “ ve l’ho detto...mi ricordate il mio fratellino...non saprei arrabbiarmi con lui ...perciò..non approfittatene”
    “ avrai il tuo regalo...”
    “ e non mi lanciate quelle occhiate golose...la gente che ci guarda penserà di tutto..”
    “d’accordo..” sorrise Bertrand
    Nell’alloggio lei parve tranquillizzarsi e rasserenarsi “è più grande del mio ” disse meravigliata
    “Sei già indipendente?”
    “Condivido un bilocale con altre due ragazze, una coetanea l’altra più grande”
    “andate d’accordo?”
    “Fortunatamente finora si, sono entrambe tranquille, educate, ordinate e pulite...come me...”
    “ devi andare in bagno?”
    “ vorrei prima vedere i quattrini”
    “ certo eccoli qui...”
    “ no, non li voglio adesso..”
    “Ok, li metto sotto quel fermacarte.. uscendo li prenderai..” ulteriormente tranquillizzata la ragazza si recò in bagno e chiuse e Bertrand disse dalla porta “ hai trovato le pianelle monouso e la salvietta pulita?”
    “ si, grazie!” gridò di rimando lei
    La ragazza avvolta nella salvietta sembrava ancora più minuta ed esile e Bertrand le andò incontro, ma lei lo fermò, poi si lasciò circondare la vita “bentrovata” disse lui
    “ sarai dolce? prometti!”
    “sissignora, prometto!” Lei ridacchiò e lo premiò con un bacio a fior di labbra. Senza salvietta in camera mostrò i suoi bei fianchi e un didietro femminile, delle ghiandole piccole e sode, appena capezzolute sul torace magro e Bertrand riservò loro molte attenzioni e succhiate facendola un po’ schermire, poi tuttavia la ragazza si addolcì e rise “ma ti piacciono proprio!” lui le accarezzò il vello del pube e la sentì muoversi “questo mi piace di più ...”
    “ piano” ammonì lei,
    Bertrand affondó leggermente il medio nella vulva ma lei si ritrasse “no..”
    “ altri baci? “
    “ si” pochi secondi dopo l’ingresso era meravigliosamente accessibile e fu lei a pendere il cuscino che dispose sotto alle reni e a offrire il suo sesso dicendogli “ non metterci una vita e vieni fuori”
    Una volta presa però lei mugolava dimenandosi piano e stringendosi a lui Bertrand vedendo l’espressione di lei fu incoraggiato a continuare e a prendersela comoda e dopo spinte leggere e profonde finì per venire dentro, però lei non disse nulla, anzi accarezzandogli il dorso e rispondendo ai suoi baci, pigramente , dolcemente, dopo un po’ disse:
    “ dovrei sentirmi usata...”
    “ no”
    “ infatti, non mi sento così”
    lui le sorrise e lei gli disse
    “ sei dolce, cullami ancora un poco”
    “ tutto ciò che vuoi”
    Rimasero uniti e abbracciati per un po’ finché lei sospirò “ dovrei andare”
    “ bene “ disse lui sollevandosi e liberandola , lei si rimirò e si tastò la vulva “ sei venuto proprio tutto...”
    “non ce l’ho fatta”
    “ se ne avevi” disse lei raccogliendo un po’ di secreti fra le dita.
    “ cerco un fazzolettino” disse lui
    “ lascia” disse lei coprendosi la vulva “ cercherò di non gocciolare in giro” disse alzandosi e dirigendosi in bagno dove lui la raggiunse poco dopo intenta a sciacquarsi “ come va?”
    “ come deve andare” sorrise lei.
    Poi si era asciugata e vestita “ e tu ? Sembri mogio”
    “ è il vederti andare via”
    “ ma va'” disse lei andando ad abbracciarlo “ ma se hai avuto tutto e subito”
    “ beh, si” ammise lui
    “ e allora ?”
    “ vorrei rivederti...”
    “ no-o”
    “ d’accordo”
    ...............

    “chi non muore..”

    “si rivede” disse lei sorridendogli “sto partendo, fine del lavoro”
    “oh mio Dio, perché?”
    “ beghe interne dei soci...ero l’ultima arrivata, dunque sacrificabile....”
    “ e ora?”
    “ un breve rientro a casa dei miei, dato che non potevo più pagarmi la stanza, poi in montagna, dove è già cominciata la saison, ho due indirizzi di alberghi dove sono già stata”
    “ il tuo ragazzo?”
    “ piantato...stavolta mi sono stufata io per prima , strano ma vero”
    “ ma qualche ragione particolare?”
    “ti ricordi quell’abito? sì, proprio quell’abito, il mio ragazzo ha cominciato col dire che avrebbe voluto regalarmelo lui, ma lui deve mettere via i soldi, poi ha detto che non ero decente, che non gli piaceva e pensare che l’ ho comprato per piacergli di più, così siamo andati a una festa lui controvoglia e io con una estrema voglia di divertirmi e quella sera ho conosciuto un uomo...al quale invece piaceva da matti come ero abbigliata, giorni dopo ci siamo rivisti e siamo stati assieme e ho detto ‘ciao’ al mio ragazzo”
    “e?”
    “ beh anche con l’uomo è finita subito, era sposato, pensa un po’, ma non sono per nulla pentita ora, sebbene abbia un po’ sofferto.”
    “ e io?”
    “ e tu sei tu, orsacchiotto” rise lei “sono certa che ci rivedremo...fatti sentire...”