La convivenza mi genera ansia e irascibilità - Pagina 2

Discussione iniziata da GoHardOrGoHome il 06-07-2020 - 15 messaggi - 1198 Visite

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  1. L'avatar di sakura985

    sakura985 sakura985 è offline Super FriendMessaggi 6,301 Membro dal Mar 2017 #11

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    Citazione Originariamente Scritto da Baal Visualizza Messaggio
    Non sei fatto per convivere, ma hai deciso di forzare la cosa perché probabilmente lo vedi come un passaggio obbligatorio in una relazione. Ti suggerirei di accettare il fatto di non essere portato per la convivenza e rinunciarci. Non è una cosa così anomala come pensi.
    Concordo. Non credo ci sia molto da psicanalizzare, semplicemente quando si ha un animo solitario si necessita di avere i propri spazi.

    La soluzione è una relazione da non conviventi, ma i figli mi sa che sarebbero da evitare, perché puoi decidere, con la compagna, di impostare una relazione che non preveda la convivenza, ma con i figli non funziona così.


    Non si vede bene che col cuore, l'essenziale è invisibile agli occhi. (Antoine de Saint-Exupéry)
     
  2. rob221 rob221 è offline ApprendistaMessaggi 428 Membro dal Jun 2020 #12

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    Sarebbe un peccato rinunciare alla famiglia per questo limite.
    Io proverei con una terapia del tipo cognitivo comportamentale. Forse non hai bisogno di uno scavo psicologico, quanto di lavorare sul rapporto tra emozioni e comportamento.
     
  3. L'avatar di fantasticonov

    fantasticonov fantasticonov è offline JuniorMessaggi 1,602 Membro dal Jan 2020 #13

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    Citazione Originariamente Scritto da GoHardOrGoHome Visualizza Messaggio




    Questa è Aimè sto scoprendo che la convivenza non è proprio per me. Ma a questo punto mi chiedo: come potrei avere dei figli e crescere la "famiglia"? Sarebbe alquanto difficile stando lontano... far subire ad un mio eventuale figlio lo stesso trattamento che ho subito io (abbandono, solitudine, tristezza).



    Si hai centrato il punto, lei è consapevole di tutto e desidera aiutarmi ma dall'altro lato non vorrei più arrabbiarmi con lei, quindi con l'interruzione della convivenza vorrei darle almeno una pausa dai miei modi.
    Non è obbligatorio né convivere né tantomeno, in un mondo sovrappopolato, avere figli. Certo che trovare a chi va bene una relazione del genere non è facile, specie senza nemmeno la convivenza.
     
  4. L'avatar di GoHardOrGoHome

    GoHardOrGoHome GoHardOrGoHome è offline PrincipianteMessaggi 81 Membro dal Jul 2016
    Località Cerignola
    #14

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    Diciamo che al momento non ho intenzione di avere figli, non sarei un buon padre e secondo me devo ancora maturare sotto quel profilo (anche se ho 28 anni ho sempre avuto bisogno di più tempo rispetto agli altri per qualsiasi cosa). Tuttavia uno ci pensa anche in ottica di porsi degli obiettivi di miglioramento personale.

    Citazione Originariamente Scritto da rob221 Visualizza Messaggio
    Sarebbe un peccato rinunciare alla famiglia per questo limite.
    Io proverei con una terapia del tipo cognitivo comportamentale. Forse non hai bisogno di uno scavo psicologico, quanto di lavorare sul rapporto tra emozioni e comportamento.
    Mi ritengo fin troppo sensibile sul versante emotivo, quindi seguire un percorso del genere potrebbe sicuramente aiutarmi. Ti ringrazio per il suggerimento
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  5. L'avatar di erik555

    erik555 erik555 è offline Super FriendMessaggi 5,554 Membro dal Oct 2012
    Località una grande città in mezzo alla pianura
    #15

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    Quando si arriva a questi livelli di nevrosi, ostilità eccetera significa che qualcosa va male prima in sé stessi e poi nella coppia. Se te ne fossi accorto prima, e se davvero avresti voluto fare qualcosa forse e dico forse non avresti compromesso un rapporto che grosso modo sembrava funzionare. Ma ora è tardi e quand’anche tu cominciassi una psicoterapia ti ci vorrà del tempo prima di recuperare stabilità e un buon atteggiamento. Ma è il caso che tu cominci il prima possibile poiché il discorso dell’abbandono e della territorialità è fondamentale
    La vita di coppia è infatti basata sull’altruismo, la generostà l’aiuto,il supporto la condivisione e l’accettazione dell’altro in modo gratuito senza attendersi nessuna ricompensa tranne ovviamente la felicità ed il benessere del partner
    Quando modi di essere e abitudini o piccoli difetti dell’altro diventano insopportabili significa che l’amore è passato...o non c’e mai stato.
    Inoltre devi fare i conti con te stesso: non c’e nessun obbligo sociale né morale di convivere o creare una famiglia: se tu hai consapevolezza di vivere meglio da solo così è ed è quello il tuo destino e sbaglieresti a forzare la tua natura in un rapporto che non durerebbe o creerebbe solo due persone infelici.
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