"Cotto" di una ragazza semisconosciuta: per la seconda volta...

Discussione iniziata da DarkHeart il 03-08-2020 - 14 messaggi - 959 Visite

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  1. DarkHeart DarkHeart è offline PrincipianteMessaggi 7 Membro dal Jul 2020 #1

    Predefinito "Cotto" di una ragazza semisconosciuta: per la seconda volta...

    Buongiorno a tutti da un nuovo utente. Da stamattina sto scrivendo e riscrivendo questo post: io, ragazzo 23enne, senza una ragazza in tutta la mia vita, ho vissuto una relazione immaginaria dal 2013 al 2017 (!) conseguente all'infatuazione per una ragazza che avevo conosciuto dal vivo. Dopo alcuni incontri (mai uscite a due, comunque), improvvisamente, ci "rimasi sotto". Soffrivo ogni volta che il dato di realtà confliggeva con la mia storia idealizzata (soffrii come un cane quando scoprii che si era fidanzata, ma anche quando scoprii che, un anno e mezzo dopo, si era lasciata, a dimostrazione di come non mi importasse di provarci con la Lei reale). Non so perchè, ma a fine 2017 mi ritrovai con la mia fissazione dissipata. Forse avevo accumulato tanti elementi della Lei reale (un po' sciocca e vana) che avevano trasformato la mia storia mentale, da rifugio, a involucro inutile fatto di fantasie a cui non credevo più nemmeno io. Stavo benino, niente più ansie, niente più impulso di cercare di carpire informazioni riguardanti la sua vita, niente notti insonni a pensare a lei, a volte tormentandomi e a volte sorridendo, cullato dalle illusioni. Ma la tranquillità, nell'animo sottoscritto, è sempre durata poco. Questo strano sentimento aveva bisogno di un'altra figura su cui scaricarsi: ed ecco, di colpo, la nuova fissazione.

    E' una ragazza che vidi su Instagram a inizio 2017: prima ancora che la precedente idealizzazione svanisse. Nella primavera del 2018, il sentimento poco decifrabile nutrito per questa "nuova ragazza" prese forma e forza. Niente di eclatante ancora, ma memore delle montagne russe emotive provate, per TROPPO tempo (fissarsi su una ragazza che non piace per davvero, per quasi cinque anni...), nella precedente storia d'amore fittizia, mi ero detto: caro DarkHeart, stavolta non devi rimanerci sotto, non ti devi innamorare di dettagli da niente, devi resistere. Eppure la mia vita era scialba, il mio cervello cercava "appigli", pur paranoici. E allora, a poco a poco, crebbe la mia ossessione anche su quest'altra ragazza. E' graziosa, lei: senza la perfezione estetica che, paradossalmente, me la avrebbe resa insignificante. Uno sguardo profondo, un sorriso dolce e sincero, solcato da una malinconia difficilmente decodificabile. Lei è molto diversa da me, ma che importa? Anche il suo ragazzo era molto diverso da me. Volevo vederli uniti, felici insieme. Mi sarei accontentato. Io e lei non ci conosciamo proprio, so che non si possono riconoscere affinità precise, senza una reale conoscenza. (Sì, il succo dei miei problemi dal 2013 a questa parte è racchiuso in queste ultime parole, ma non riesco a trasformare questa consapevolezza in un'impostazione mentale). 2019: la fissazione prosegue. Mi cullo nel pensiero di lei, provo qualcosa che cresce, la vorrei veder dormire, vorrei accarezzarle i capelli. Sessualmente mi capita di pensare a lei, non lo nego, ma sono fugaci attimi svincolati dal mero romanticismo che contraddistingue tutti gli altri pensieri che le dedico.

    2020: noto che qualcosa è successo. Il suo ragazzo storico, con cui stava da tanti anni, non compare più nelle foto di lei. Peggio ancora: i like alle foto di lei si interrompono bruscamente. Ok, mi dico: è successo qualcosa. Passa ancora qualche mese e, brutalmente, scopro la verità: si erano lasciati, e questo credo che lo avessi già capito, sotto sotto. Ma come si erano lasciati? Lei, soffrendoci molto, sentendosi privata di ogni certezza, di ogni convinzione, avevano piano piano fatto i conti con sensazioni sopite, seppellite dopo anni di consuetudine sentimentale... aveva, in altre parole, riscoperto un amore forte, con sensazioni ancestrali di sicurezza, di protezione. Non so come siano andate precisamente le cose, non so se ci sia stato un tradimento precedente alla rottura con il suo fidanzato (ogni angolo della mia mente spera ardentemente di no: mi sentirei devastato peggio di come sono, se fosse così). Fatto sta che lei ha capito che la mancanza di elementi emozionali di novità avevano portato lei a continuare la relazione con quel ragazzo solo per "inerzia", mentre nel frattempo, appunto, si innamorava dell'altro ragazzo. Tutto ciò non va ad interpretazione personale, ve lo posso assicurare: ho letto qua e là, in molteplici "fonti" da social network, che la dinamica vissuta dalla ragazza è esattamente quella che ho descritto. Non credo che successivamente lei si sia messa insieme al "nuovo amore" (che espressione banale... per questo la metto tra virgolette), nonostante io non abbia evidenze che ciò non sia, perlomeno temporaneamente, accaduto. La rottura con il fidanzato con cui stava da anni è sicuramente avvenuta nel dicembre 2019, pochi giorni prima di Natale.

    Ora, quali sono le differenze tra la prima e la seconda idealizzazione che ho descritto? Nella prima ero molto più piccolo (mi pervase tra i 16 e i 20 anni), di conseguenza la mia indole sognatrice era forse meglio sopportata (boh?) e il suo cozzare con la realtà dei fatti era meno doloroso. Ancora: erano gli anni del liceo. Amicizie costruite in cinque anni, interrogazioni e compiti in classe continui, estati passate con vita sociale non proprio ai minimi termini (non sono mai stato l'apoteosi della socialità, ma ora sono decisamente più solitario di allora). C'era una corrente in cui tutto fluiva, passivamente mi lasciavo trascinare... e non andava tutto così male. Studiacchiavo, non ero uno studente modello ma ottenevo risultati discreti/buoni. All'università, la questione è stata completamente diversa: la convinzione che ogni fase della vita, che ogni crisi sarebbe stata transitoria la ho mantenuta, sì: ma quale è stata la differenza? Che non ho più colto dicotomia tra sofferenza e rinascita, felicità. Ho iniziato a concepire le mie ferite come un mero prodromo di ulteriori tagli che la mia psiche, così conservativa e fragile, mi avrebbe inferto. E non ho mai voluto dare voce alle profezie che si autoavverano, ma purtroppo non si è mai avverato nulla di tangibile che potesse quantomeno smentirne qualcuna... sempre e solo vita immaginata, mai vissuta.

    Ok, mi sono "innamorato" di un'idea di ragazza, non di una ragazza che abbia avuto modo di conoscere dal vivo, interagendoci. Sì, ho palesi problematiche nella sfera sentimentale/sessuale che andrebbero appianate (sto già andando da uno psicologo da due anni e mezzo, ma sinora ho ottenuto poco o nulla). Una cosa che avevo pensato è mettermi in contatto con la ragazza di cui mi sono infatuato, per vedere se e come interagisce con me (pretestuose frasi di circostanza, chissà cos'altro). Ma non ci si può prima far investire così violentemente da un sentimento cieco e senza base apparente, e poi tentare di avvicinarsi a lei: mi sentirei completamente travolto, sarebbe emotivamente ingestibile scriverle, già lo sento, sono bloccato. Sento l'ansia montare... Non so veramente cosa fare.

    Nel mare magnum di rimugini, emergono due questioni fondamentali:
    1) trovo emblematico come sia andata a finire la relazione tra questa ragazza e il suo ex storico: un finale soffertissimo per entrambi, un'interruzione brusca per via di sentimenti nei confronti di un altro. Le certezze relazionali della ragazza che vacillano, la crisi che ha dovuto attraversare e da cui, a quanto pare, ancora non è uscita del tutto. Sicuramente la sofferenza che ha provato anche l'ex ragazzo... Dio mio, sento tutto dentro di me. Ho fatto mia la loro storia, ho fatto mio il loro dolore. Sento quelle cose come se le stessi vivendo io. E d'improvviso comprendo come l'unica certezza di un amore solido, stabile e forte quanto si vuole, è quantomeno il forte rischio che possa dissiparsi da un momento all'altro. Volutamente non ho detto "certezza che sia destinato a finire"...
    2) L''immagine della ragazza che ricavo da queste sue vicissitudini: stanotte, ad esempio, ho fantasticato sul come sarebbe stato se lei fosse stata accanto a me, nel letto, per dormire con la tranquillità che solo un legame stretto e dolce allo stesso tempo può regalare. L'ho fatto mentre ripercorrevo mentalmente la storia dell'ultimo suo anno di vita. Ho sofferto come un pazzo, e ho pianto (non piangevo quasi mai, prima di tutto ciò). L'angoscia mi ha attanagliato, mi ha stritolato il cuore. Perchè c'è una cosa che mi sento di affermare: se la prima ragazza che idealizzai era palesemente non adatta a me nella realtà, e quindi idealizzarla era la conditio sine qua non per desiderare di stare con lei, la ragazza per la quale sto male adesso è diversa: la preferisco, nettamente, alla prima. E' molto più profonda, più sensibile, più perspicace. Forse troppo tormentata. Forse, se il mio sentimento nei suoi confronti si è acuito, è proprio perchè ho colto la sua fragilità e, magari con una dose di masochismo, ho investito i miei sentimenti per lei proprio in essa. Se la prima ragazza sicuramente non era "giusta per me", è necessario fare una specifica per questa seconda ragazza: non sembra neanche, totalmente, una "ragazza sbagliata per me". Ma potrei mai stare con una ragazza tanto emotivamente complessa da "dare un benservito", pur soffrendoci parecchio, ad un ragazzo con cui ha intrattenuto una relazione che riteneva "perfetta", anche superato il normale sconvolgimento biochimico dei primi tempi? Potrei anche solo espormi emotivamente, relazionandomici, ad una giovane donna, probabilmente, tormentata e fragile a sua volta?

    Che dire di questo post lungo e gravoso? Sicuramente c'è maldestra poeticità in ciò che scrivo, e non ho una domanda circoscritta da fare. Chiedo solo, a chiunque volesse replicare dopo aver avuto la pazienza di sorbirsi per intero questo lungo post, di commentare liberamente. La domanda, tanto banale e semplice quanto ansiosa di una risposta, che intendo porvi è: come commentereste, anche con la massima schiettezza, il post che ho scritto? Cosa ne pensate? Cosa vi suscita? Quali riflessioni o spunti ritenete utile fornirmi? Un enorme grazie a tutti i lettori, davvero.
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  2. luca9028 luca9028 è online FriendMessaggi 3,564 Membro dal Apr 2020 #2

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    Maronna...che è...un poema ?😁
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  3. DarkHeart DarkHeart è offline PrincipianteMessaggi 7 Membro dal Jul 2020 #3

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    Citazione Originariamente Scritto da luca9028 Visualizza Messaggio
    Maronna...che è...un poema ?😁
    eh sì, avevo addirittura sforato i 10mila caratteri consentiti... nella prolissità, ho anche sintetizzato.
     
  4. L'avatar di Melite

    Melite Melite è offline SeniorMessaggi 8,115 Membro dal Oct 2017 #4

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    Citazione Originariamente Scritto da DarkHeart Visualizza Messaggio
    come commentereste, anche con la massima schiettezza, il post che ho scritto? Cosa ne pensate? Cosa vi suscita? Quali riflessioni o spunti ritenete utile fornirmi? Un enorme grazie a tutti i lettori, davvero.

    A me sei piaciuto. Sei molto profondo, scrivi bene, ti ricordi di frammentare con i capoversi. Hai idea di cosa significhi leggere racconti chilometrici con discutibile punteggiatura, e in blocco unico? Bravo, ce ne fossero.

    Per quanto riguarda la tua situazione, penso che già il fatto che tu ti renda conto di avere un piccolo "problema" è qualcosa. Piuttosto cambierei terapista, se questo non ti aiuta più di tanto.

    Io, nella mia semplicità, ti direi di uscire e di andare a giocare a pallone, o di intraprendere qualsiasi altro tipo di attività che ti consenta di fare squadra e amicizia. Secondo me basterebbe coltivare le cose a livello pratico, terreno, visto che sei molto profondo, troppo, dovresti sforzarti di uscire un po' al di fuori di te stesso e fare delle esperienze in questo "fuori te stesso".

    Le ragazze, le incontrerai strada facendo, magari queste conoscenze si concretizzeranno in una relazione vera, magari soffrirai lo stesso ma almeno questa sofferenza sarà reale, non alimentata dalla tua mente.

    La buona educazione consiste nel nascondere quanto bene pensiamo di noi stessi e quanto male degli altri.

    (Mark Twain)



     
  5. DarkHeart DarkHeart è offline PrincipianteMessaggi 7 Membro dal Jul 2020 #5

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    Citazione Originariamente Scritto da Melite Visualizza Messaggio
    A me sei piaciuto. Sei molto profondo, scrivi bene, ti ricordi di frammentare con i capoversi. Hai idea di cosa significhi leggere racconti chilometrici con discutibile punteggiatura, e in blocco unico? Bravo, ce ne fossero.

    Per quanto riguarda la tua situazione, penso che già il fatto che tu ti renda conto di avere un piccolo "problema" è qualcosa. Piuttosto cambierei terapista, se questo non ti aiuta più di tanto.

    Io, nella mia semplicità, ti direi di uscire e di andare a giocare a pallone, o di intraprendere qualsiasi altro tipo di attività che ti consenta di fare squadra e amicizia. Secondo me basterebbe coltivare le cose a livello pratico, terreno, visto che sei molto profondo, troppo, dovresti sforzarti di uscire un po' al di fuori di te stesso e fare delle esperienze in questo "fuori te stesso".

    Le ragazze, le incontrerai strada facendo, magari queste conoscenze si concretizzeranno in una relazione vera, magari soffrirai lo stesso ma almeno questa sofferenza sarà reale, non alimentata dalla tua mente.
    Ciao, ti ringrazio per la risposta e per avere apprezzato. Sai, circola una massima inflazionata: "rifiutarsi di amare per paura di soffrire è come rifiutarsi di vivere per paura di morire". La mia risposta è sempre stata: "sì, ma quanto fa male vivere?" E' bruttissimo da dire, ma non ho scelto di nascere, non è che se non mi suicido, allora sono contento di vivere. Di conseguenza, la frase "ad effetto" della massima non sortisce l'effetto sperato.

    Questa è la mia più grande paura: dovermi scontrare con sofferenze indicibili, inumane. Passo giornate nella devastazione per "colpa" di fantasticherie con una ragazza che conosco pochissimo o per nulla. Che coltellata sarebbe una rottura con una ragazza che realmente hai baciato, con cui realmente hai fatto l'amore, con cui realmente ti sei sentito completo, finalmente al tuo posto nell'universo? Tremo al solo pensiero di un dolore simile...
     
  6. L'avatar di citronella

    citronella citronella è offline PrincipianteMessaggi 18 Membro dal Jul 2020 #6

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    Quanto ti capisco...
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  7. L'avatar di Melite

    Melite Melite è offline SeniorMessaggi 8,115 Membro dal Oct 2017 #7

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    Citazione Originariamente Scritto da DarkHeart Visualizza Messaggio
    Questa è la mia più grande paura: dovermi scontrare con sofferenze indicibili, inumane.

    E' per questo che dovresti sforzarti di vivere nella realtà, per fortificarti ed essere pronto quando queste sofferenze arriveranno: perché la realtà è molto più cruda, dura, ingiusta, e può riservare sofferenze ben più grandi di una pena d'amore: ci sono le malattie, i lutti, i problemi economici (quelli sono delle grandissime rogne e personalmente li annovero come più gravi rispetto alle pene sentimentali) e chissà quante altre sventure possono capitare ad una persona nel corso della vita.

    Questo tuo rifugiarti nel tuo mondo interiore, se come scrivi è una strategia evitante, è un po' come lo struzzo che mette la testa sotto la sabbia, no? Ma anche se lui non vede, la realtà è sempre là che lo aspetta, quando per respirare dovrà tirare su la testa. Inoltre, in verità lo struzzo non mette la testa sotto la sabbia

    Siccome sei giovane, non hai solo il diritto, ma il DOVERE di vivere la tua gioventù, hai il dovere di goderti questi anni di spensieratezza, perché poi quando sarai più maturo non potrai mai più recuperarli.

    Quindi dovresti davvero fare qualcosa di inusuale, che ti dia una carica, un coraggio per vivere di passione, per le situazioni, per i tuoi hobby, per i tuoi amici, per le persone che ami e che amerai.

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    Ultima modifica di Melite; 04-08-2020 alle 11:12
     
  8. DarkHeart DarkHeart è offline PrincipianteMessaggi 7 Membro dal Jul 2020 #8

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    Citazione Originariamente Scritto da Melite Visualizza Messaggio
    E' per questo che dovresti sforzarti di vivere nella realtà, per fortificarti ed essere pronto quando queste sofferenze arriveranno: perché la realtà è molto più cruda, dura, ingiusta, e può riservare sofferenze ben più grandi di una pena d'amore: ci sono le malattie, i lutti, i problemi economici (quelli sono delle grandissime rogne e personalmente li annovero come più gravi rispetto alle pene sentimentali) e chissà quante altre sventure possono capitare ad una persona nel corso della vita. Questo tuo rifugiarti nel tuo mondo interiore, se come scrivi è una strategia evitante, è un po' come lo struzzo che mette la testa sotto la sabbia, no? Ma anche se lui non vede, la realtà è sempre là che lo aspetta, quando per respirare dovrà tirare su la testa. Inoltre, in verità lo struzzo non mette la testa sotto la sabbia Siccome sei giovane, non hai solo il diritto, ma il DOVERE di vivere la tua gioventù, hai il dovere di goderti questi anni di spensieratezza, perché poi quando sarai più maturo non potrai mai più recuperarli. Quindi dovresti davvero fare qualcosa di inusuale, che ti dia una carica, un coraggio per vivere di passione, per le situazioni, per i tuoi hobby, per i tuoi amici, per le persone che ami e che amerai.
    Spero che ciò che dici, alla lunga, varrà anche per me; ho avuto lutti in famiglia e avuto problemi di salute (ho un rischio elevato di morte improvvisa, per via di problematiche cardiovascolari). Eppure, nei periodi transitori in cui non ho provato forti sofferenze sentimentali, non sono mai neanche lontanamente stato male quanto in periodi come quello in corso...
    Ultima modifica di DarkHeart; 04-08-2020 alle 15:06
     
  9. L'avatar di Melite

    Melite Melite è offline SeniorMessaggi 8,115 Membro dal Oct 2017 #9

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    Io non sono certo una psicologa, però penso che forse, proprio per questo fatto che tendi a vivere in un tuo mondo interiore, è questo che la tua mente alimenta con più intensità. Forse, paradossalmente, i dolori delle situazioni reali li vivi con meno enfasi proprio perché togli loro quell'intensità che viene alimentata altrove.

    Hai degli hobby, delle passioni che ti portano fuori di casa e a contatto con i tuoi coetanei?
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    La buona educazione consiste nel nascondere quanto bene pensiamo di noi stessi e quanto male degli altri.

    (Mark Twain)



     
  10. DarkHeart DarkHeart è offline PrincipianteMessaggi 7 Membro dal Jul 2020 #10

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    Citazione Originariamente Scritto da Melite Visualizza Messaggio
    Io non sono certo una psicologa, però penso che forse, proprio per questo fatto che tendi a vivere in un tuo mondo interiore, è questo che la tua mente alimenta con più intensità. Forse, paradossalmente, i dolori delle situazioni reali li vivi con meno enfasi proprio perché togli loro quell'intensità che viene alimentata altrove.

    Hai degli hobby, delle passioni che ti portano fuori di casa e a contatto con i tuoi coetanei?
    non saprei, ho sofferto tantissimo quando una mia amica non concordava con me sull'effettiva pericolosità del Covid, tanto per fare un esempio tra i tanti. la mia amica esiste in carne ed ossa, la conversazione la avemmo realmente... ma io mi sentii proprio abbandonato, ideologicamente prima e "fisicamente" poi (lei aveva interrotto bruscamente la discussione, mostrando una grande stizza). passai quasi 24 ore d'inferno (meditavo di troncare il mio pluriennale rapporto con lei e di andare da qualche parte in una sorta di "eremitaggio") per quello stupidissimo motivo, finchè lei mi scrisse una cosetta qualsiasi con implicito intento riappacificatore, e di colpo mi sentii "euforico" (non esagero: è come se la tua squadra del cuore segnasse all'ultimo minuto in una partita decisiva) per questa avvenuta ricucitura.

    mi sento maledettamente in balia delle emozioni, e già si nota una cosa: volevo abbandonare io (la mia casa, la mia amicizia con lei) solo perchè temevo di essere mal voluto, un giorno magari anche rifiutato ed "escluso", dall'altro! (la mia amica, nella fattispecie). questa stessa paura dell'abbandono si rivede - proiettata - nell'esperienza, altamente traumatizzante, delle ragazze oggetto delle mie ossessioni quando queste lasciano il loro fidanzato...

    hobby? ne ho pochini, quando ne ho tendono ad essere piuttosto assorbenti. la stragrande maggioranza dei coetanei che conosco io tratta con superficialità ed egocentrismo imbarazzanti gli argomenti dei loro "discorsi". sinceramente non mi trovo particolarmente bene, ho poi singoli amici con cui si può sia ridere e scherzare che confrontarsi e relazionarsi con cognizione di causa, con pregnanza (senza scadere nella gravosità, tanto cara alle persone volutamente sole)... ma loro non formano un gruppo, e con loro è raro svolgere attività "distraenti" specifiche all'infuori del vedersi di tanto in tanto in qualche bar o da qualche altra parte, ecco.