"Cotto" di una ragazza semisconosciuta: per la seconda volta... - Pagina 2

Discussione iniziata da DarkHeart il 03-08-2020 - 21 messaggi - 1747 Visite

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  1. L'avatar di Melite

    Melite Melite è offline SeniorMessaggi 10,996 Membro dal Oct 2017 #11

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    mi sento maledettamente in balia delle emozioni
    Evidentemente sei una persona estremamente sensibile, ma si può imparare a gestire le proprie emozioni, sia eventualmente con un aiuto professionale, sia con la maturità e l'esperienza. Per questo è importante che tu faccia queste esperienze, devi interagire col mondo e con le persone perché così impari. Anche dalla sofferenza si impara, perché soffri una volta, soffri due, tre, quattro, poi cominci a valutare di cambiare comportamento.

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    volevo abbandonare io (la mia casa, la mia amicizia con lei) solo perchè temevo di essere mal voluto
    Ed hai visto invece che era un timore del tutto infondato, lei per prima ha voluto portare la pace.

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    questa stessa paura dell'abbandono si rivede - proiettata - nell'esperienza, altamente traumatizzante, delle ragazze oggetto delle mie ossessioni quando queste lasciano il loro fidanzato...
    Dovresti sforzati, davvero, di frequentare persone reali, non dico solo ragazze, ma ragazzi e ragazze, in contesti neutri, così puoi conoscere piano piano e vivere davvero le relazioni. Anche quando andranno male, è lo stesso, tanto stai comunque male, meglio stare male per cose vere, non pensi?

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    la stragrande maggioranza dei coetanei che conosco io tratta con superficialità ed egocentrismo imbarazzanti gli argomenti dei loro "discorsi".
    Questo è vero, ma non penso che siano tutti tutti così, magari ti basterebbe cambiare ambiente. Se non provi e sperimenti non potrai mai trovare persone a te affini...

    A 23 anni puoi trovare un hobby diverso che ti porti fuori di casa, o magari potresti fare qualche corso, che ne so, imparare a suonare uno strumento musicale, andare a giocare a tennis, fare volontariato in canile... sicuramente ci sarà qualcosa che ti piacerebbe fare e che puoi fare, basta solo... farlo!
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    La buona educazione consiste nel nascondere quanto bene pensiamo di noi stessi e quanto male degli altri.

    (Mark Twain)



     
  2. DarkHeart DarkHeart è offline PrincipianteMessaggi 13 Membro dal Jul 2020 #12

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    Citazione Originariamente Scritto da Melite Visualizza Messaggio
    Evidentemente sei una persona estremamente sensibile, ma si può imparare a gestire le proprie emozioni, sia eventualmente con un aiuto professionale, sia con la maturità e l'esperienza. Per questo è importante che tu faccia queste esperienze, devi interagire col mondo e con le persone perché così impari. Anche dalla sofferenza si impara, perché soffri una volta, soffri due, tre, quattro, poi cominci a valutare di cambiare comportamento.



    Ed hai visto invece che era un timore del tutto infondato, lei per prima ha voluto portare la pace.



    Dovresti sforzati, davvero, di frequentare persone reali, non dico solo ragazze, ma ragazzi e ragazze, in contesti neutri, così puoi conoscere piano piano e vivere davvero le relazioni. Anche quando andranno male, è lo stesso, tanto stai comunque male, meglio stare male per cose vere, non pensi?



    Questo è vero, ma non penso che siano tutti tutti così, magari ti basterebbe cambiare ambiente. Se non provi e sperimenti non potrai mai trovare persone a te affini...

    A 23 anni puoi trovare un hobby diverso che ti porti fuori di casa, o magari potresti fare qualche corso, che ne so, imparare a suonare uno strumento musicale, andare a giocare a tennis, fare volontariato in canile... sicuramente ci sarà qualcosa che ti piacerebbe fare e che puoi fare, basta solo... farlo!
    infatti ho specificato "coetanei che conosco io": intendo che li conosco bene, non semplicemente che sono al corrente della loro esistenza (tra questi ultimi si annovera gente molto più interessante, altrochè!).

    io comunque non ero così: mi sono aperto ad una serie di sentimenti che prima non avevo mai sperimentato con questa forza. è da quando è iniziata l'università, o da poco dopo, che attacco a piangere in determinate giornate buie, che provo una certa euforia quando scopro di essere sollevato da certe incombenze che temevo o da certi avvenimenti che credevo potessero accadere. non ero assolutamente "estremamente sensibile", come invece sono ultimamente (e come tu giustamente hai detto). boh, davvero, non so che dire...
     
  3. L'avatar di Melite

    Melite Melite è offline SeniorMessaggi 10,996 Membro dal Oct 2017 #13

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    non ero assolutamente "estremamente sensibile", come invece sono ultimamente
    Allora una possibile spiegazione è che può esserci stato qualche evento scatenante che ti ha fatto diventare così. Forse il tuo problema di salute, ipotizzo. Comunque sono certa che come sei cambiato in questo senso, puoi tornare a cambiare nell'altro. Forse adesso sei un po' sfiduciato, ma se trovi un aiuto, che sia lo psicologo, che sia la tua famiglia, i tuoi amici più cari, il dedicarti a qualcosa che ti piace o magari anche a lavorare, sicuramente riuscirai a vedere un po' più positivamente la vita, e di conseguenza sarai anche in grado anche di ridimensionare l'importanza che ora attribuisci ad alcuni eventi. L'unica cosa che non devi fare, secondo me, è stare fermo, a volte fare senza tanto pensare è la cura, soprattutto alla tua età, dove credimi, puoi anche permetterti il lusso di fare degli errori.
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    La buona educazione consiste nel nascondere quanto bene pensiamo di noi stessi e quanto male degli altri.

    (Mark Twain)



     
  4. DarkHeart DarkHeart è offline PrincipianteMessaggi 13 Membro dal Jul 2020 #14

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    Citazione Originariamente Scritto da Melite Visualizza Messaggio
    Allora una possibile spiegazione è che può esserci stato qualche evento scatenante che ti ha fatto diventare così. Forse il tuo problema di salute, ipotizzo. Comunque sono certa che come sei cambiato in questo senso, puoi tornare a cambiare nell'altro. Forse adesso sei un po' sfiduciato, ma se trovi un aiuto, che sia lo psicologo, che sia la tua famiglia, i tuoi amici più cari, il dedicarti a qualcosa che ti piace o magari anche a lavorare, sicuramente riuscirai a vedere un po' più positivamente la vita, e di conseguenza sarai anche in grado anche di ridimensionare l'importanza che ora attribuisci ad alcuni eventi. L'unica cosa che non devi fare, secondo me, è stare fermo, a volte fare senza tanto pensare è la cura, soprattutto alla tua età, dove credimi, puoi anche permetterti il lusso di fare degli errori.
    Non saprei, sono un insieme di cose: tanti eventi che hanno concorso a stabilire che non è vero che "tutto passa" se non ci si dà da fare in qualche modo; che, in un ipotetico domani, la determinazione e il coraggio non pioveranno giù dal cielo. All'università non puoi permetterti di studiare solo gli ultimi giorni: l'esame non ti andrà bene, inutile sperarci. Le idealizzazioni verso le ragazze tornano ciclicamente: non c'è verso di uscirne, se non si è pro attivi. Non si va a dormire con l'idea che il giorno successivo si starà meglio per puro riassetto dei processi biochimici del cervello. Ecco, tutte queste consapevolezze (giunte per mezzo di esperienze specifiche: fallimenti universitari, continuo ritorno di pensieri ossessivi, ecc.) mi hanno fatto male e mi hanno fatto sentire un povero illuso idiota. Se questa consapevolezza è il primo passo per prendere la propria vita in mano, è al contempo l'attestazione della perigliosità dei contesti di vita che stanno all'infuori della mia psiche e delle mie elucubrazioni. Tutto questo mi fa paura. Tanta paura. Una paura abissale, oppressiva, invalidante.
     
  5. DarkHeart DarkHeart è offline PrincipianteMessaggi 13 Membro dal Jul 2020 #15

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    Dopo quasi 10 mesi non è cambiato nulla. Vita piatta e deprimente. Con l'università sono impantanato e non riesco a sbloccarmi, ciò è al contempo causa e conseguenza della mia frustrazione generale. Ho provato a vedere se ci fossero centri di aggregazione giovanile nelle mie zone, possibilmente escludendo ritrovi di tipo religioso, ma non ho trovato nulla. Spesso vengo cercato da vecchi amici delle superiori, simpatici e che mi vogliono bene, per carità, ma mai una volta che si parli di qualcosa di diverso dal "questa è una gran figa, me la farei" e altre stupidate tipo spettegolare su gente a caso e fare altre battute (almeno ci fosse dell'ironia, invece no, è tutto grezzo e becero). Ogni tanto mi piace uscire con uno solo di questi miei amici alla volta, lì le cose diventano più belle e si può dialogare con un pelo di profondità in più, ma poi tutto finisce lì.

    Queste condizioni di contorno sono il substrato da cui si dipanano le relazioni immaginarie di cui ho parlato in questo thread, fin dal post di apertura. Non voglio attribuirle esclusivamente alla "noia esistenziale", ma tutti i miei disagi credo siano interconnessi in qualche modo. E la psicoterapia non mi sta sortendo effetti concreti (sono in cura da uno psicoanalista freudiano che è pieno di recensioni positive... non ottenere benefici dal rapporto terapeutico mi fa sentire quindi come "lo sbagliato" di turno e peggiora molto le cose).
     
  6. Treemax Treemax è offline Super ApprendistaMessaggi 862 Membro dal Apr 2018
    Località Italia
    #16

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    Ciao Dark, ho letto velocemente poi rileggo con piu calma, tuttavia vorrei condividere alcune cose.
    La cosa che distingue chi riesce, chi ha "successo" è il coraggio di passare all'azione.
    Permettimi di spiegare quelle due parole successo e coraggio.
    Successo inteso come piccola anche piccolissima vittoria personale, cioè ti sei dato un obiettivo che all'inizio può essere piccolo e portarlo a termine, in qualsiasi campo.
    Cio che distingue chi ha coraggio da chi ha paura è che chi ha coraggio affronta la paura e va avanti. Ecco ti esorto ad intraprendere dei piccoli passi in avanti con coraggio.
    Anche io come te sono una persona sensibile e per me rappresentava un problema, grazie al mio percorso interiore ho imparato che quella sensibilità non era un ostacolo. Adesso è una mia alleata che mi permette di "sentire" le altre persone, accoglierli e comprenderli.
    Per quanto riguarda la psicolterapia io sceglierei un indirizzo cognitivo comportamentale in quanto è incentrato sul tuo sentire nel qui ed ora. Anche io nel passato andai da un professionista ma il primo non mi piaceva affatto, mi documentai e capii che l indirizzo che ti ho citato è il piu efficace in molte cose, non tutti gli indirizzi vanno bene per tutto. In ogni caso dopo 6 mesi lasciai, perché sentivo che non stavo andando dove volevo e la vera svolta l ho avuta quando con l aiuto di una persona competente sono entrato dentro di me, li è cominciata la vera svolta, le cose sono cambiate totalmente. Lasciai andare la timidezza, la mia sensibilità divento' una mia alleata, compresi chi sono e dove sto andando, imparai a mettermi al timone della mia vita, ho imparato ad amarmi ed apprezzarmi e tutto questo viene percepito all'esterno. Un esempio? Due settimane fa mi trovavo all'estero per lavoro, una domenica mattina, decisi di andare a fare colazione in un bel posticino caratteristico con un'atmosfera bellissima. L'unico neo che devi fare mezz'ora di fila. Davanti a me c'era una ragazza di colore, una bella ragazza, mi sono rivolto a lei e abbiamo iniziato a chiacchierare per piu' di mezz'ora. Lei era sola, poi è arrivato il suo turno ed è entrata. Si è seduta al tavolo che ora sono distanziati e si era isolata con delle cuffie. Quando è arrivato il mio turno mi sono seduto ho fatto colazione e mentre la consumavo lei è uscita salutandomi. Quando ho chiesto il contola cameriera mi ha detto" tutto ok, la ragazza con cui chiacchieravi ha pagato anche per te e mi ha detto" sono stata molto bene a parlare con lui vorrei offrirgli la colazione".
    Io li per li ci sono rimasto male perche volevo ringraziarla, poi mi sono sentito felice per il bel gesto. Di queste cose me ne capitano con una certa frequenza, spesso le persone dei perfetti/e sconosciuti/e per stada mi salutano.
    La psicoterapia spesso ti compensa, il percorso interiore a livello emozionale è piu forte tuttavia ti guarisce, vai alla radice del problema. Se ti interessa scrivimi in privato che ti fornisco delle indicazioni.
    Ho l'idea che ti nutri di dolore, ho questa impressione leggendo i tuoi messaggi.
    Puoi fare molto lavoro anche da solo. Sei giovane non stare nel tuo mondo sei tu che fai la differenza nella tua vita.
    Vedi la cosa piu eclatante che quando cambi tu cambiano le persone intorno a te, persone che non mi facevano bene si sono allontanate e ne sono entrate altre con cui sono piu in sintonia.
    angeloazzurro63 and DarkHeart like this.
     
  7. Iote Iote è offline PrincipianteMessaggi 165 Membro dal Feb 2021
    Località Italia
    #17

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    Io direi, piú che maldestra poeticità, angosciante dissociazione dalla realtà.
    In questo tuo post parli di un film infinito, un film che ti gira nella mente, un film che (tiro a indovinare) non ti dispiace neanche troppo vivere e riproporre.
    Parli creandoti, a torto o a ragione, situazioni, giudizi, opinioni, analisi, addirittura stati emozionali e sentimentali di persone che a malapena sai qual è il suono della loro voce.
    Alla fine di tutto, dei mille discorsi che si possono fare, delle mille fantasie, del filosofare e autoanalizzarsi, cosa rimane?
    L' esempio e la scelta, ecco cosa rimane.
    La vita, quella che tu chiami reale, é fatta di esempio e scelte.
    Sinceramente non ho capito quali sono le tue scelte, e cosa fai per applicarle coerentemente.
    Sinceramente non ho capito quale esempio trarre dal tuo discorso, se non quello fantasioso e passivo, dal tuo comportamento.
    Fare di te ciò che vuoi, che é ben diverso da fare ciò che vuoi.... Questo é il mio consiglio, la riflessione che ti lascio, anche se non richiesta....
    .... Naturalmente bisogna riflettere bene su cosa si vuole di se.
    .... e vivi la vita toccandola Cristo santo!!!! ....
    Andare dallo psicologo serve ad arrivare a questo, cercando di capire a cuore aperto, il perché dei nostri comportamenti.
    Andare dall' psicologo serve solo se lo si fa come dono a noi stessi. Altrimenti é inutile.
    Scusami per i troppi giudizi che ti ho dato, non richiesti. Ti faccio un grosso in bocca al lupo.
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  8. DarkHeart DarkHeart è offline PrincipianteMessaggi 13 Membro dal Jul 2020 #18

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    @Iote hai perfettamente ragione, la cosa che più mi spiazza è che di fronte al tuo messaggio, sicuramente intriso di verità, non ho risonanza emotiva e non riesco a trarre conclusioni applicabili nel concreto. Ciò è molto brutto e denota come la gabbia di pensieri in cui ricado come in un loop supera ormai troppo qualsiasi slancio vitale nel quotidiano, nel vero, nel vissuto e non nel mero pensato. C'è davvero qualcosa che rischia di non funzionare mai più, in me. Sì lo so, ennesimo messaggio depresso, ennesima autocommiserazione, ma non riesco a superare questo stato inconcludente e tetro, e non so più cosa fare...
    Ultima modifica di DarkHeart; 15-06-2021 alle 16:06
     
  9. Iote Iote è offline PrincipianteMessaggi 165 Membro dal Feb 2021
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    #19

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    Citazione Originariamente Scritto da DarkHeart Visualizza Messaggio
    @Iote hai perfettamente ragione, la cosa che più mi spiazza è che di fronte al tuo messaggio, sicuramente intriso di verità, non ho risonanza emotiva e non riesco a trarre conclusioni applicabili nel concreto. Ciò è molto brutto e denota come la gabbia di pensieri in cui ricado come in un loop supera ormai troppo qualsiasi slancio vitale nel quotidiano, nel vero, nel vissuto e non nel mero pensato. C'è davvero qualcosa che rischia di non funzionare mai più, in me. Sì lo so, ennesimo messaggio depresso, ennesima autocommiserazione, ma non riesco a superare questo stato inconcludente e tetro, e non so più cosa fare...
    Scusami, guarda che l' ottimismo per la vita non é mica una cosa con la quale si nasce.L' ottimismo per la vita é una visione che ci si crea, alla quale ci si allena. A volte in partenza adoperando anche tecniche prestabilite. Purtroppo funziona cosí anche per il pessimismo.Noi siamo ciò che facciamo e ciò che pensiamo.Io ho 45 anni. Ho imparato una cosa nella vita. Siamo bravissimi ad autoalimentarci.Se una persona, per esempio, si lamenta o giudica, ogni volta che dirà tale cosa, tale cosa rientrerà nella sua mente e si fisserà ancora in maniera piú radicata.Smettere di lamentarsi, per esempio, é uno dei primi passi verso una visione ottimistica della vita.Il primo periodo bisognerà anche imporselo, ma poi col tempo la mancanza di lamentela espressa, farà sì che questa diventi assente anche nella nostra psiche.Sono tecniche da adoperare, perché sono sistemi che si autoalimentano.Tu, palesemente ai miei occhi, stai alimentando un pessimismo che probabilmente credi ti appartenga. Quando invece te lo sei creato e te lo crei per tua volontà.La rabbia, la lamentela, la tristezza ecc.. sono sempre una scelta.L' ottimismo é una visione.Sono sicuro che sei abbastanza intelligente per capire ciò.Se pensi che una visione cosí sia ingannevole poco male. Quello a cui ti invito è pensare al fatto che siamo esseri umani. Noi percepiamo il mondo, non siamo computer che lo vedono tutti con la stessa razionalità matematica. Anche ciò che noi definiamo realtà e razionalità, su molti argomenti varia da individuo a individuo. Noi percepiamo, e spesso decidiamo cosa percepire del e dal mondo, da noi stessi e dagli altri. È forse piú ingannevole allora crearsi una visione ottimistica della vità? Se vuoi puoi migliorare i tuoi rapporti sociali leggendo e informandotii di PNL.Poi inizia con piccole tecniche per migliorare la tue visione e percezione della vita. Ti sorprenderai di come, nel cambiare la visione si cambia anche noi.Se vuoi.... Altrimenti niente.Ciao, di nuovo in bocca al lupo.
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  10. L'avatar di citronella

    citronella citronella è offline PrincipianteMessaggi 25 Membro dal Jul 2020 #20

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    Citazione Originariamente Scritto da DarkHeart Visualizza Messaggio
    Dopo quasi 10 mesi non è cambiato nulla. Vita piatta e deprimente. Con l'università sono impantanato e non riesco a sbloccarmi, ciò è al contempo causa e conseguenza della mia frustrazione generale. Ho provato a vedere se ci fossero centri di aggregazione giovanile nelle mie zone, possibilmente escludendo ritrovi di tipo religioso, ma non ho trovato nulla. Spesso vengo cercato da vecchi amici delle superiori, simpatici e che mi vogliono bene, per carità, ma mai una volta che si parli di qualcosa di diverso dal "questa è una gran figa, me la farei" e altre stupidate tipo spettegolare su gente a caso e fare altre battute (almeno ci fosse dell'ironia, invece no, è tutto grezzo e becero). Ogni tanto mi piace uscire con uno solo di questi miei amici alla volta, lì le cose diventano più belle e si può dialogare con un pelo di profondità in più, ma poi tutto finisce lì.

    Queste condizioni di contorno sono il substrato da cui si dipanano le relazioni immaginarie di cui ho parlato in questo thread, fin dal post di apertura. Non voglio attribuirle esclusivamente alla "noia esistenziale", ma tutti i miei disagi credo siano interconnessi in qualche modo. E la psicoterapia non mi sta sortendo effetti concreti (sono in cura da uno psicoanalista freudiano che è pieno di recensioni positive... non ottenere benefici dal rapporto terapeutico mi fa sentire quindi come "lo sbagliato" di turno e peggiora molto le cose).
    Anch'io mi trovo come te, ancora, in questo stato mentale (dovrebbe essere disturbo da fantasia compulsivo). Io credo che la causa possa essere una sorta di disinteressamento che si prova nei confronti della realtà vera e propria o comunque considerare questa noiosa o poco appetibile. In più forse anche paura di affrontarla...
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