Culle vuote per le figlie del baby boom

Discussione iniziata da mario70to il 29-04-2011 - 16 messaggi - 2050 Visite

  1. L'avatar di mario70to

    mario70to mario70to è offline BannedMessaggi 2,558 Membro dal Jan 2011
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    #1

    Predefinito Culle vuote per le figlie del baby boom

    Volevo sentire l'opinione femminile rispetto a questo tema spesso non considerato ma comunque importante, basti pensare che 1/4 delle donne di 46 anni non ha avuto figli ed il tasso di natalità è una dei piu bassi d'Europa, per colpa anche di scarse/nulle politiche tese ad incentivare la famiglia/i figli.
    Tutto questo si riflette sul paese, con un invecchiamento della popolazione tra i piu alti al mondo ed effetti drammatici in tutti i sensi per il paese ( dalle pensioni alla scarsità di manodopera giovane al disgregamento delle famiglie ecc... ), vi metto l'articolo da cui ho tratto lo spunto della discussione:

    " È quanto moltissime donne toccano con mano nella vita di ogni giorno: in Italia è più difficile che altrove conciliare lavoro e famiglia. Pochi investimenti sulle famiglie, quasi inesistente flessibilità sul lavoro. Ma nel monito che è arrivato oggi dall’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) attraverso il suo rapporto sulle politiche familiari dove riassume i dati più significativi della situazione dei Paesi più sviluppati e che vede l’Italia agli ultimi posti in classifica, c’è qualcosa che deve far riflettere.

    Il 24% delle donne nate nel 1965 non ha figli, contro il 10% della vicina Francia.

    Si tratta di quasi un quarto delle 46enni di oggi. Le figlie del baby boom. Le donne che hanno studiato, si sono laureate, hanno cercato un posto nel mondo del lavoro. Perché è questo che sostiene l’Ocse: che in Italia la mancanza di strumenti di conciliazione tra lavoro e famiglia fa sì che le donne siano costrette a scegliere: o il lavoro o la famiglia. Un conto è la libera scelta, un conto la “scelta obbligata”.

    Non so se c’entri qualcosa, ma nel leggere questi dati a me viene in mente per associazione di idee quanto sta accadendo in questi mesi nella nostra economia dove la Francia – Paese molto vicino per cultura all’Italia ma assai lontano per politiche per la famiglia – sta colonizzando (così in molti osservatori sottolineano) le imprese italiane. Comprando marchi del lusso come Bulgari, come ha fatto il colosso di Bernard Arnault, Lvmh, poche settimane fa; o dell’alimentare come Parmalat che in questi giorni è sotto Opa (Offerta pubblica di acquisto) da parte della francese Lactalis. Sarà solo il frutto di avere un sistema-Paese così forte come hanno i cugini d’Oltralpe e come sempre si dice?

    E’ possibile che sia un’estensione eccessiva del ragionamento. Certo non è equivocabile ciò che dice l’Ocse. E cioè che in Italia ci sono sia i più bassi tassi di natalità (1,4 figli per donna, dato peraltro influenzato dalle famiglie degli stranieri in Italia che fanno un maggior numero di figli) sia uno dei più bassi tassi di occupazione femminile (48% contro una media Ocse del 59% e il 60% che era stato fissato dagli Obiettivi di Lisbona entro l’ormai passato 2010).

    C’è, insomma – dice l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico – necessità di più politiche che permettano di conciliare famiglia e lavoro. L’Italia – ricorda infatti il rapporto – destina alle famiglie con bambini solo l’1,4% del Pil (Prodotto interno lordo, l’indicatore della ricchezza di un Paese) rispetto al 2,2% della media Ocse. “Il problema dell’Italia – si legge nel capitolo del rapporto dedicato al nostro Paese – è che il lavoro retribuito è in contrasto con l’avere figli, mentre il lavoro dei genitori è una chiave per ridurre la povertà”.

    Che fare? A parte politiche di spesa che difficilmente si riescono a intravvedere in questo periodo, un suggerimento si ricava da un altro dato interessante del rapporto Ocse: ”Meno del 50% delle aziende con 10 o più dipendenti offrono opzioni a tempo flessibile e il 60% dei lavoratori non ha controllo sui propri orari di lavoro”. Dunque, in primo luogo flessibilità di orario. Una soluzione che richiede un cambiamento culturale ma che è sostanzialmente a costo zero. Altrimenti si è costretti a ripiegare sul part time che non sempre però le imprese concedono, che in Italia è una caratteristica femminile (sono pochi gli uomini in part time, il 7 contro il 31% delle donne) e che quasi sempre in azienda vuol dire mettere una croce sul proprio avanzamento professionale.

    Se, invece, si potesse immaginare una vera politica per la famiglia (per “le” famiglie, quali esse che siano) a cosa si dovrebbe pensare? Da tempo sono convinta che per come è fatta l’Italia – lunga e stretta, con forti differenze al proprio interno (non solo tra Nord e Sud ma tra grandi città e piccoli centri) – la leva su cui agire sia il fisco. Un anno fa Corriere Economia, supplemento del Corriere della sera che esce il lunedì, ha commissionato a tre docenti dell’Università Bocconi uno studio ad hoc. La nostra idea è che utilizzando il fisco si possano far entrare molte donne nel mercato del lavoro, aumentando il Pil e – come ci dice l’Ocse - diminuendo la povertà delle famiglie e dei bambini soprattutto. Bene, il risultato è stato che utilizzando le detrazioni fiscali, con una spesa massima di 5 miliardi di euro (meno di un terzo di quanto si spenda oggi per mantenere in vita le Province) lo Stato potrebbe aiutare tutti i genitori che lavorano ad avere cura dei loro bambini sotto i 3 anni, permettendo l’ ingresso di migliaia di donne nel mondo del lavoro, facendo emergere occupazione in nero, creando un nuovo mercato dei servizi alla famiglia. E trasferendo 500 euro per ciascun bambino sotto i 3 anni lo Stato spenderebbe un massimo di 7,1 miliardi di euro.

    Quali sono secondo voi le politiche veramente necessarie? "

    link: Culle vuote per le figlie del baby boom | La ventisettesima ora


     
  2. charlotte79 charlotte79 è offline BannedMessaggi 9,091 Membro dal Jan 2010 #2

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    purtroppo è una triste realtà che sicuramente ha le sue motivazioni nella difficoltà non solo del conciliare lavoro e famiglia, ma nella discriminazione che la soxcietà aitaliana attua nei confrotni della maternità.
    ma ci sono anche altri motivi...altre cose...
     
  3. L'avatar di mario70to

    mario70to mario70to è offline BannedMessaggi 2,558 Membro dal Jan 2011
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    #3

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    L'articolo prendeva come esempio la Francia, che sotto molti aspetti è comparabile con l'Italia, e mostrava come avendo politiche famigliari/per i figli di tutt'altro livello sia riuscita a risollevare la natalità e di molto.

    Penso che, fondamentalmente, a chi comanda non gli interessa che le italiane facciano piu figli e non vogliono spendere un euro per questo, se c'è bisogno di manodopera o giovani fanno entrare piu immigrati e risolvono il problema.

    Cosa intendi con altri motivi ed altre cose? A me il problema principale mi sembra questo.....
     
  4. charlotte79 charlotte79 è offline BannedMessaggi 9,091 Membro dal Jan 2010 #4

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    diciamo che c'è auna mentalità ancora molto idietro in italia riguardo a certe cose.
    se vai nella sezione dei disoccupati riguardo a certe discussioni puoi vederne un esempio...la francia in questo è davvero molto più avanti, ma non solo la francia, anche altri paesi...e sono anche quelli dove tutto funziona meglo, guarda un po'.
    altre motivazioni intendo crisi economica, precariato, cause sociali su larga scala...
     
  5. L'avatar di mario70to

    mario70to mario70to è offline BannedMessaggi 2,558 Membro dal Jan 2011
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    #5

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    secondo me piu che di mentalità " indietro " si può parlare di una società piu " indietro ", infatti come dici giustamente te, nei paesi che hanno politiche migliori ( ci vuol poco ) per le famiglie/i figli son anche piu avanzati anche sotto molti altri aspetti sociali.

    Il fatto è che li si son volute fare certe cose e modernizzare in modo adeguato il paese qua invece i governanti sostanzialmente se ne fregano e anduamo avanti cosi, salvo poi pagarne le conseguenze.

    Le altre cose che dici son vere ma comunque sono elementi comuni a tutti i paesi, quindi non credo che la differenza la facciano loro.
     
  6. L'avatar di mario70to

    mario70to mario70to è offline BannedMessaggi 2,558 Membro dal Jan 2011
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    #6

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    mi sembra che l'indice di natalità in italia sia di 1,4 ed in Francia 2,1. Questo per rendere piu o meno l'idea.
     
  7. L'avatar di mario70to

    mario70to mario70to è offline BannedMessaggi 2,558 Membro dal Jan 2011
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    #7

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    aggiungo: mi sembra che 2,1 siano il minimo che consente un ricambio delle popolazione, insomma che si mantenga costante; se è inferiore la popolazione è destinata a declinare se è maggiore ad aumentare
     
  8. L'avatar di Marla_Singer

    Marla_Singer Marla_Singer è offline FriendMessaggi 3,394 Membro dal Apr 2010
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    #8

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    Il mio pensiero in pillole:

    1. non è solo una problema economico, da un punto di vista "culturale" l'ideale della maternità è andato via via svalutandosi, non rappresentando più per molte donne l'apice per la realizzazione del sé. Se fino a qualche decennio fa una donna poteva esprimersi al meglio soltanto tra le mura domestiche come moglie e madre, oggi potenzialmente non è più così. Sicuramente influiranno anche le politiche economiche sfavorevoli, ma non dimentichiamo che nel corso dei secoli i figli sono stati messi al mondo in condizioni peggiori di quelle attuali, non ultimo il secolo scorso che ha visto due guerre mondiali. Quindi fare un discorso del genere senza prendere in considerazione l'aumento delle donne che NON VOGLIONO figli mi sembra una leggerezza. Non voglio sminuire il fattore economico, vorrei solo introdurne un altro che ritengo ugualmente rilevante nell'analisi di questo fenomeno.

    2. Mario7oto, recentemente ha aperto anche un post sui genitori che riempiono ogni secondo del tempo libero dei figli con una pletora di attività extra scolastiche, credo si possa fare un parallelo tra le due discussioni: ha senso mettere al mondo dei figli per vederli a cena e metterli a dormire? Avere figli per mantenere alto il numero degli italiani? Francamente a me sembra un discorso da ventennio fascista.

    3. su questo povero pianeta siamo più di 6 miliardi, abitante più abitante meno, il tasso di natalità mi sembra l'ultimo dei problemi. Come razza umana sicuramente non corriamo il rischio di estinguerci a breve e quantomeno di sicuro non per scarsità di nascite. Consideriamo poi che nel corso dei milioni di anni che ha la Terra, molte popolazioni si sono estinte, senza che per questo il fluire degli eventi si arrestasse e il mondo finisse. Quindi sinceramente non credo che il mondo sentirebbe la mancanza di questo popolo. A me personalmente non interessa che le italiane facciano più figli.

    4. concludo con un'osservazione: visto che nell'analisi vengono presi in considerazione solo i fattori "ambientali", che senso ha postare il discorso nella sezione Psicologia, visto che non c'è nessun riferimento ad un punto di vista psicologico? Così com'è esposta è più una discussione da Attualità...
    "Il colore degli occhi castani di Marla è quello di un animale riscaldato in una fornace e lasciato cadere nell'acqua fredda. La chiamano vulcanizzazione o galvanizzazione o tempratura""Fight Club" -C. Palahniuk-

    http://mrsmacabrette.wordpress.com/
     
  9. L'avatar di mario70to

    mario70to mario70to è offline BannedMessaggi 2,558 Membro dal Jan 2011
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    #9

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    Rispondo ai 4 punti di Marla:

    1) Quello che dici non è propriamente esatto, ci sono donne che non vogliono fare figli perchè questo per loro non vuoldire piu realizzarsi avendo altre cose come la carriera ecc..., è vero.

    Ma sono veramente una piccolissima parte, le donne degli altri paesi ( es. Francia ) come mai fanno molti piu figli? Forse le donne francesi non vogliono avere una vita lavorativa appagante? Rinunciano alla carriera piu che le donne italiane?
    Forse pensano che la maternità e i fornelli significhino la completa realizzazzione di se?
    Io penso proprio di no, tanto è vero che per quanto riguarda questi temi sociali sono molto piu avanti di noi e l'occupazione femminile che hanno è molto piu alta della nostra, come anche le donne che occupano posti di potere/di rilievo.

    E' semplicemente perchè le donne son maggiormente assistite e al governo interessa mettere nelle migliori condizioni possibili le donne che vogliono fare figli, ed infatti questo si vede nei risultati; oltretutto tieni conto di un altro elemento molto importante: nella società moderna maggiore è il tasso di libertà/occupazione femminile ( ovvero donne che lavorano e fanno carriera ) maggiore è il tasso di natalità, fatto che smentisce quanto tu dici.

    2) Per la mia visione delle cose i figli devono esser lasciati liberi di fare, le attività scolastiche sono un bene; ricorda una cosa: i figli non sono una tua proprietà solo perchè gli hai messi al mondo, la miglior cosa che puoi fare è dargli tutto il sostegno ed esser pronto a consigliargli ( visto che si premuse tu genitore abbia piu esperienza ) se ne hanno bisogno, ma lasciargli andare per la loro strada e rendergli autonomi.

    3)Beh se non ti interessa che l'Italia sparisca questa è una tua opinione personale, io non la penso cosi; tanto è vero che per sopperire alla mancanza di nascite e alla mancanza di manodopera siamo dovuti andare a prendere gli immigrati con tutti i problemi sociali e di vario tipo che questo comporta.
    Ed in futurò sarà sempre peggio, il fatto che magari a te questi problemi non ti interessano probabilmente perchè non ci hai avuto mai niente a che fare non è detto che sia sempre cosi, questi son temi drammatici che toccano tutti prima o poi.

    4) Molto semplice, perchè volevo sentire i pareri femminili ed anche in termini psicologici e non solo sociali, e i fatti hanno detto che ho agito bene.
    Sia tu che Charlotte avete introdotto degli elementi di tipo psicologico che arricchiscono la discussione.
     
  10. charlotte79 charlotte79 è offline BannedMessaggi 9,091 Membro dal Jan 2010 #10

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    scusate se uso la vosrra discussione per un mio personale OT: se una discussione viene sposata e non ti viene comunicato dove come si fa a trovarla?
     
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