Dedicata... - Pagina 13

Discussione iniziata da CaosCalmo il 14-02-2018 - 162 messaggi - 32394 Visite

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  1. L'avatar di CaosCalmo

    CaosCalmo CaosCalmo è offline FriendMessaggi 4,525 Membro dal Dec 2017 #121

    Predefinito Caramelle…




    Perché a volte, accettare caramelle da uno sconosciuto, non è peccato.


    Tiziana 49 anni, un marito e due figli ormai ventenni, da qualche tempo si svegliava provando una strana inquietudine che riaffiorava puntualmente durante il giorno.
    Eppure aveva sempre trovato soddisfacente la sua vita e quando ripensava al tempo trascorso, i momenti di luce sovrastavano abbondantemente fin quasi a dissolverli, i rari momenti d’ombra.

    All’inizio aveva dato la colpa ai sintomi via via, sempre più evidenti della menopausa ma c’era anche altro. C’erano giorni in cui guardandosi la mattina allo specchio non si riconosceva più. Non che si vedesse così invecchiata, Tiziana era ancora una donna molto bella e curata, semplicemente c’era qualcosa nell’espressione del suo viso, un’ombra invisibile a tutti, tranne che a lei che vedeva ingrandirsi ogni giorno insieme ad un velo di ansia e malinconia.
    Ad un tratto la cognizione del tempo che passa a cui non aveva fatto mai caso era cambiata e tutto le sembrava corresse troppo in fretta.
    I giorni, le settimane i mesi volavano via senza lasciare niente di importante da ricordare. In alcuni momenti Tiziana arrivava a concentrarsi sul suono della sua voce o sull’acuto ticchettio dei suoi tacchi camminando per strada, solo per avere la conferma di essere reale e non un fantasma.

    Le sue giornate da diverso tempo passavano tutte una uguale all’altra.
    Ogni mattina dal lunedì al venerdì e qualche volta anche al sabato lavorava nella segreteria scolastica di un liceo di Milano molto importante, poi tornava a casa, si riposava, sistemava un po’ la casa, leggeva, guardava un po’ di tv, faceva qualche telefonata alle amiche o ai suoi anziani genitori ed era già ora di mettersi in cucina per preparare la cena.

    Prima che i due figli si trasferissero lontano da casa, per seguire gli studi universitari, era tutto molto diverso. Per casa c’era sempre un bel movimento di ragazzi e allegria, a volte si litigava ma almeno ci si sentiva vivi. Anche in cucina non si divertiva più.
    A Tiziana cucinare era sempre piaciuto. Le piaceva improvvisare ma anche sfidare la sua abilità su ricette molto complesse. Oltre ad essere abbonata ad un paio di riviste di cucina gourmet, aveva anche frequentato due o tre corsi di cucina in una importante scuola di Milano, dove le era capitato di incontrare persone famose come quella volta in cui si ritrovò ai fornelli a friggere frittelle di carnevale, fianco a fianco con David e Victoria Beckham ai tempi in cui giocava nel Milan.

    Adesso cucinare per se stessa e il marito non le dava più nessuna soddisfazione, a parte che lui era un uomo molto abitudinario e poco propenso alle novità.
    Nonostante fossero passati diversi anni, non riusciva ancora a dimenticare e perdonargli quella volta in cui ai suoi mini soufflé di verdure con fonduta di reblochon e su cui aveva lavorato per ore, preferì una semplice michetta col salame.
    Lui era così, non lo faceva per cattiveria, era semplicemente un uomo quadrato, molto diverso da quando lo aveva conosciuto e le aveva fatto una corte serrata portandola in posti romantici in giro per il mondo e per lei ogni sera inventava storie fantastiche.

    Ecco, forse un pizzico di fantasia e imprevedibilità nella sua vita era la cosa che più le mancava. Non che lui non fosse attento e devoto. A volte ancora riusciva a stupirla quando ad esempio tornava a casa da uno dei suoi viaggi portando con se proprio quelle scarpe o quel vestito, che Tiziana aveva visto nella vetrina di un negozio o su quella rivista di moda e che segretamente aveva desiderato.
    A parte questo, lei era arrivata alla semplice conclusione che suo marito sembrava talmente soddisfatto della sua vita da non sentire il benché minimo bisogno di cambiare niente, come se non esistesse nulla di nuovo che valesse la fatica di essere provato.


    Tiziana da qualche mese, aveva scoperto un piacevole passatempo.
    Tutto era iniziato un pomeriggio durante le festività natalizie.
    In quel periodo la presenza dei due figli a casa la rendeva molto felice.
    Un giorno parlando con il più piccolo accennò con un velo di tristezza al fatto che presto li avrebbe nuovamente visti partire, lasciandola di nuovo sola.
    Lorenzo oltre a rincuorarla ebbe l’idea di scaricare sul nuovo cellulare che le avevano regalato, un po’ di app con cui avrebbe potuto messaggiarli, telefonare e video chiamare quando voleva, e qualche giochino di quelli da giocare in rete da soli o sfidando altri giocatori.

    Tiziana che non era mai stata molto tecnologica e fino ad allora si era sempre accontentata di telefonare con il suo vecchio ma affidabile Nokia. Ci mise un po’ a capire tutto ma nel giro di poche ore, grazie alla pazienza del figlio, riuscì a imparare quello che le serviva per iniziare a muoversi con una certa autonomia.
    Quel pomeriggio le aveva fatto particolarmente piacere il modo con cui Lorenzo, le avesse spiegato di come la rete potesse essere anche pericolosa, di come fosse meglio evitare di fornire ad estranei dati personali, di come evitare di cliccare su pagine e annunci che promettevano vincite milionarie. In qualche modo le era sembrato di tornare bambina e di dover imparare tutto da capo, ma questa volta con uno dei suoi figli nel ruolo del genitore attento e premuroso.

    Tra tutti i giochi che Lorenzo le aveva scaricato, il suo preferito era un gioco di parole che prevedeva di gareggiare con un'altra persona di cui vedeva apparire solo il nome o un nick e che consisteva nel trovare il maggior numero di parole nascoste in uno schema pieno di lettere che sembravano messe lì a casaccio.

    Da qualche tempo le era sembrato di notare che appena si collegava a quella app per giocare, nel pomeriggio ma soprattutto alla sera, mentre era sul divano a guardare qualche film col marito, film che di solito sceglieva lui e che lei finiva per guardare con la coda dell’occhio, si ritrovava a sfidare più volte lo stesso giocatore “Luca”.
    Tiziana era davvero diventata brava. Ormai erano in pochi quelli che riuscivano a batterla, Luca era uno di quelli, anche se a volte aveva avuto l’impressione che in alcune partite l’avesse fatta vincere di proposito.

    Una sera mentre tutto scorreva placidamente come sempre, suo marito era intento a guardare il solito film di spionaggio e ammazzatine e lei giocava a parole intrecciate, nella parte inferiore dello schermo le si aprì un piccola finestrella con un messaggio:

    - Luca chiede se può mandarti un messaggio.
    Per accettare premi SI. Per negare premi NO.

    Tiziana rimase stupita. Ormai aveva fatto una discreta pratica con le app di messaggistica che usava regolarmente per tenersi in contatto con i suoi figli e con qualche amica, ma che quella applicazione di gioco si potesse anche usare per inviare e ricevere messaggi proprio non lo sapeva.

    La finestra con il messaggio intanto continuava a lampeggiare.
    Le sembrava di avere in mano al posto del telefono il lampeggiante impazzito di una ambulanza. Forse fu solo per spegnerlo e farlo smettere che premette quasi senza pensare uno dei due tasti.

    Il tasto SI.


    “La volgarità di un'idea si misura dal suo bisogno di proselitismo.”
    Mario Andrea Rigoni
     
  2. L'avatar di CaosCalmo

    CaosCalmo CaosCalmo è offline FriendMessaggi 4,525 Membro dal Dec 2017 #122

    Predefinito

    Tiziana, ha fretta di tornare a casa è in ritardo. Di solito non lo è mai.
    Di solito non ha imprevisti e a casa non c’è niente o nessuno che l’aspetti.
    Tutto oggi sembra cospirare contro di lei.
    Quell’ultima comunicazione che il dirigente scolastico le aveva chiesto di inviare mentre era già pronta per uscire.
    Il traffico più intenso del solito, i semafori che al suo arrivo diventavano tutti rossi.
    L’ascensore fuori servizio e le chiavi di casa che non si trovano nella borsetta.

    E’ appena entrata, giusto il tempo di richiudersi la porta a chiave alle spalle e fare qualche passo verso il corridoio che il telefono comincia a lampeggiare.
    Tiziana è confusa.
    E’ la prima volta e non sa cosa aspettarsi a dire il vero non sa neppure come e perché ha accettato la proposta di Luca.

    Luca che non ha mai visto.
    Luca che ha 26 anni e frequenta il Politecnico a pochi chilometri da casa sua.
    Luca che quando lei preme il tasto verde sul telefono, è già nudo.
    Luca appoggiato alla tastiera del letto, con gli addominali e i pettorali che sembrano disegnati a carboncino.
    Luca con i capelli lunghi e gli occhi grandi e neri.
    Luca con quel lieve accenno di barba su un viso ancora da ragazzo.
    Luca con il c a z z o grosso e duro già da uomo fatto.

    Tiziana che indossa ancora gli abiti dell’ufficio.
    Tiziana che si è sistemata sul divano del soggiorno con una luce soffusa alle spalle.
    Tiziana che la camera da letto non le sembrava appropriata
    Tiziana un po’ in controluce per mitigare e nascondere i segni del tempo.

    Luca è una parete verde acqua, con foto e poster appesi.
    Luca è lenzuola stropicciate colorate a fumetti.
    Tiziana è una parete bianco panna, anonima.
    Tiziana è un divano in alcantara e una litografia di Mondrian alle sue spalle.

    Non servono parole o istruzioni.

    Tiziana si toglie la giacca e si sbottona lentamente la camicetta.
    Luca la guarda, afferra il c a z z o e inizia a masturbarsi.
    Tiziana arrossisce imbarazzata, sente che è così ma non può vedersi, l’unica cosa che vede e a cui pensa è il lento e ipnotico movimento della mano di Luca che sale e scende su quella grossa asta di carne. La pelle che si tende e si ritira scoprendo il glande bagnato, lucido e di un rosa più carico quasi color porpora.
    Tiziana che sposta lo sguardo negli occhi di lui.
    Luca e i suoi occhi neri, intensi, con la stessa luce di un cucciolo curioso, bramoso di placare la fame.
    Un cucciolo che cerca il capezzolo della madre da succhiare.
    Luca che ha le unghie delle dita smangiucchiate ma polsi larghi e forti da uomo.

    Tiziana si è aperta la camicia, con la mano solleva i seni liberandoli dalla loro prigione.
    Lentamente. Prima uno e poi l’altro.
    Tiziana ha giurato che il seno sarà l'unica cosa che mostrerà a Luca.
    Tiziana e i suoi seni grandi e tondi ancora belli. Seni nudi, dalla pelle diafana e le areole in rilievo dal tono ambrato che diventa sempre più scuro avvicinandosi ai capezzoli sempre più duri.
    Tiziana che non resiste alla voglia di stringerli forte tra indice e pollice.

    Luca la guarda toccarsi. Ferma la mano poi riprende ad accarezzarsi più forte.
    Tiziana non prova più alcun imbarazzo. Si sente leggera in testa e liquida tra le gambe.
    Se solo lui ora le parlasse, potrebbe chiederle qualsiasi cosa.
    Tiziana è stupita, curiosa e grata di poter assistere a quella evoluzione.
    La metamorfosi di un ragazzo che per lei si trasforma in uomo.

    Luca ora è un uomo che sta ansimando
    Luca che respira sempre più velocemente
    Luca che abbassa stupito lo sguardo sul suo c a z z o pulsante.
    Luca che chiude gli occhi mentre schizzi bianchi e potenti gli rigano il petto.
    Luca che si abbandona. Il c a z z o ancora duro in primissimo piano e il torace che si alza e si abbassa in cerca di un equilibrio a fare da sfondo.
    Luca che si risolleva e poi passa una mano aperta sulla testa per sistemarsi i capelli.

    Luca che è ritornato ragazzo.
    Luca che guarda grato Tiziana e le regala il suo sorriso più bello.
    Tiziana che è ritornata ragazza.
    Tiziana che guarda grata Luca e gli regala il suo sorriso più bello.

    Tiziana e Luca che nell’attimo di quel sorriso,
    provano lo stesso pensiero, lo stesso desiderio:

    voglia di caramelle…


    CaosCalmo
    “La volgarità di un'idea si misura dal suo bisogno di proselitismo.”
    Mario Andrea Rigoni
     
  3. L'avatar di Mielezenzero

    Mielezenzero Mielezenzero è offline SeniorMessaggi 9,370 Membro dal May 2017 #123

    Predefinito

    Questa tremenda e dolce inquietudine, tra una caramella e l'altra..
    CaosCalmo and rabe like this.
     
  4. ilgiocatoreocculto ilgiocatoreocculto è offline Super ApprendistaMessaggi 504 Membro dal Dec 2020 #124

    Predefinito

    @CaosCalmo

    Oddio, come dicevo giorni fa ad un'amica, ci sono un po' troppi giallisti e si scrivono un po' troppi gialli oggi in Italia e non tutti mi paiono degni di Simenon o di Cornell Woolrich. Se ci fai caso, molte trame fanno piangere (non mi riferisco agli autori che hai citato, anzi , fossero tutti come loro). La mia idea in proposito è tutto questo sia un po' lo specchio della crisi della narrativa in Italia, che evidentemente dopo gente come Calvino e Sciascia non ha più nulla di particolarmente alto e profondo da dire. Opinione personale, eh....Notti e nebbie è un capolavoro, così come La donna della domenica di Fruttero e Lucentini e i romanzi di Scerbanenco; io poi un posto nella parte alta della classifica lo riserverei pure per Olivieri e il suo Commissario Ambrosio e per il Commissario Bordelli di Marco Vichi . Come vedi, sto citando in massima parte giallisti italiani anni sessanta-settanta (quando i giallisti italiani si contavano sulle punte delle dita) , quelli odierni in genere non mi entusiasmano particolarmente. Di Lucarelli adoro i romanzi del Commissario De Luca, quelli dell'Ispettore Coliandro (mix inimitabile di ironia, umorismo e noir) e la Grazia Negri di Un giorno dopo l'altro (un capolavoro) . Comunque, due ipotetiche statue nel mio giardino al momento le erigerei soltanto per Sua Maestà Henning Mankell (Wallander Uber Alles) e per il Durrenmatt de La promessa.
    Ultima modifica di ilgiocatoreocculto; 23-01-2021 alle 15:43
     
  5. Lally11 Lally11 è offline Super ApprendistaMessaggi 751 Membro dal Feb 2018 #125
     
  6. L'avatar di CaosCalmo

    CaosCalmo CaosCalmo è offline FriendMessaggi 4,525 Membro dal Dec 2017 #126

    Predefinito




    Lungo il viaggio
    e anche noioso
    arriviamo affaticati
    le valigie son pesanti e i vestiti stropicciati.

    Meno male
    eccoci qua, in un albergo illuminato
    una stanza c'è per noi
    noi che abbiam tanto viaggiato.

    So tutto
    di questi posti ormai
    e il freddo so
    di questa chiave in mano a me.

    E ti prepari ad abitare
    questa stanza come fosse
    una casa
    e io che aspetto
    mentre metti nei cassetti
    la tua roba e anche la mia
    e al di l della finestra
    c'è una luna strepitosa
    che ci guarda con tristezza.

    Luna di marmellata per noi due
    che abbiamo casa e figli tutti e due
    ma abbiam sorriso senza alcun pudore
    all'idea di un ultimo amore.


    Paolo Conte
    Lally11, prada93, rob221 and 1 others like this.
    Ultima modifica di CaosCalmo; 10-02-2021 alle 09:44
     
  7. Lally11 Lally11 è offline Super ApprendistaMessaggi 751 Membro dal Feb 2018 #127

    Predefinito

    Grazie Caosss per la" traduzione "..
    Mi è sembrata una splendida canzone per due amanti.
    Anche se non capisco ancora, perché a dedicarmela è stato il mio migliore amico.
    Un fratello, anche lui ristoratore single e senza figli!!
    Bellissima comunque!!
     
  8. L'avatar di cavalletto

    cavalletto cavalletto è offline Super FriendMessaggi 6,481 Membro dal Dec 2016
    Località sei di Cinisello se...
    #128

    Predefinito

    Perché ti vuole trombare. 🙃
    Non usare 7 parole dove ne bastano 4.
     
  9. L'avatar di CaosCalmo

    CaosCalmo CaosCalmo è offline FriendMessaggi 4,525 Membro dal Dec 2017 #129

    Predefinito

    Lally figurati...
    grazie a te. Hai ragione, in questa stanza ci sta benissimo, racconta più di mille thread.
    “La volgarità di un'idea si misura dal suo bisogno di proselitismo.”
    Mario Andrea Rigoni
     
  10. L'avatar di CaosCalmo

    CaosCalmo CaosCalmo è offline FriendMessaggi 4,525 Membro dal Dec 2017 #130

    Predefinito Le storie di ieri...




    E stamattina mi son trovato lì a pensarti
    che non succedeva da un sacco
    e intanto che guardavo il bollitore
    nella speranza che la mia attenzione
    velocizzasse il processo fisico
    che porta l'acqua dallo stato cheto
    a far glù glù,
    mi sono ritrovato lì a pensarti
    che non so se te l'ho detto
    era un sacco
    che non mi succedeva.

    E mentre l'acqua non bolliva
    mi domandavo, chissà lei che cosa fa?
    Chissà che dice?
    E a chi?
    Si bacia con qualcuno?
    Ci fa all'amore?
    Che cosa legge?
    C'è una persona a cui lei vuole bene più di tutte?
    Ha un gatto?
    Mi pensa mai mentre prepara il tè?
    Come li porterà i capelli?
    Saranno corti come li ricordo io?
    In questi giorni freddi c'è qualcuno che la scalda?

    E l'acqua continuava a non bollire
    e io avevo in bocca un gusto
    come di topo morto
    che un topo io, mica l'ho mai assaggiato
    si fa per dire
    dovuto, il gusto, all'importante quantità
    di vodka e salatini assunti ieri notte
    per sopravvivere ai pericoli
    dei quali continuo a contornarmi
    sprezzante ed incosciente.

    Sì, bevo ancora molto
    non fumo più
    friggo con moderazione
    assumo peso
    scrivo parecchio
    ed ogni tanto mi esce
    qualcosa di piuttosto ganzo
    anche se mica tutti si trovano d'accordo
    e poi
    alle volte
    ti penso
    ancora
    mentre che mi preparo un tè.

    Ed è una vita strana questa
    ne converrai con me
    incontrarsi
    fare all'amore assieme
    stare un gran bene
    e poi come d'incanto
    diventa tutto un vaffanc u l o.

    Di tutto quest'amore
    di tutti questi occhi dentro gli occhi
    e dei sospiri, dei sussurri e baci
    che ci rimane?
    un quasi niente
    un mazzo di poesie
    un bollitore arrugginito

    una mattina di dicembre
    ed una tazza di malinconia bollente...

    Guido Catalano


    ...dicono che "i poeti sono brutte creature,

    e ogni volta che parlano è una truffa"
    a volte però ci azzeccano di brutto...

    CaosCalmo




    “La volgarità di un'idea si misura dal suo bisogno di proselitismo.”
    Mario Andrea Rigoni