Dolorosissimo epilogo di una relazione con un narcisista patologico

Discussione iniziata da maddyX il 11-07-2018 - 6 messaggi - 490 Visite

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  1. maddyX maddyX è offline PrincipianteMessaggi 4 Membro dal Jul 2018 #1

    Predefinito Dolorosissimo epilogo di una relazione con un narcisista patologico

    Ciao a tutti, sono qui per condividere con voi la mia storia, la storia di un amore mai corrisposto per un uomo meschino come pochi .
    Ho conosciuto questa persona tre anni fa. Dopo una breve frequentazione, le nostre strade si sono separate. Lui ha immediatamente iniziato una nuova storia, ha convissuto con un'altra persona per un paio di anni e ha combinato un mare di guai, cadendo nuovamente nei problemi legali che lo accompagnano dall'adolescenza. Poi più o meno un anno fa, le nostre strade si sono incrociate di nuovo. Mi sembrava un inequivocabile segno del destino, un ritorno che avevo atteso tanto. Ero rimasta molto legata al suo ricordo e il nuovo incontro con lui mi sembrava un sogno realizzato. Lui, in tutta la sua incapacità di amare e con tutta la sua abilità manipolatoria, è riuscito a convincermi che ero sempre stata la donna della sua vita, che aveva sempre sperato di ritrovarmi e che questa volta sarebbe stato per sempre. Mi ha apertamente parlato di tutti i suoi problemi legati ad abuso di sostanze e condotte violente ed io, completamente cieca davanti all'evidenza, complici le sue dolcezze e premurosità, mi ero convinta che episodi di quel tipo non si sarebbero mai più ripetuti, che lui aveva imparato la lezione ed era cambiato. Da subito mi ha adulata, corteggiata. Mi riempiva di attenzioni, carinerie. Era affettuoso e tenero e si preoccupava costantemente per me. Io ero estasiata e mi sentivo speciale, amata. E lui sì, diceva di amarmi come non aveva mai amato nessun'altra. Ha cominciato a parlare di convivenza, figli e matrimonio. Mi diceva che ero la sua vita, che impazziva d'amore per me ed io mi sono perdutamente innamorata di lui. Già dopo poche settimane aveva cominciato a bere, ubriacarsi, a manifestarsi aggressivo e irascibile in famiglia e incolpava i suoi familiari, dicendo che i suoi scatti d'ira erano causati dall'oppressione che esercitavano su di lui, che lui era cambiato e che loro continuavano a criticarlo quotidianamente per il suo passato. Mi diceva che in casa con loro non poteva rimanerci, che stava cadendo in depressione per la mia distanza e per le loro continue critiche. Mi diceva che aveva bisogno di me, della mia vicinanza fisica e del mio sostegno psicologico. Che la sua felicità era tutta nel svegliarsi accanto a me ogni mattina. Accompagnava questo a frasi minacciose in cui dichiarava la fine del nostro rapporto, qualora non avessi immediatamente deciso di prendere casa con lui. Lui ovviamente non aveva i soldi per potersi permettere una casa, non poteva coprire le spese cauzionali per avviare un contratto d'affitto, quindi senza il mio supporto, non avrebbe mai potuto prendere casa ed essere libero dai continui litigi con sua madre. Io continuavo a non essere convinta completamente e allora ha fatto in modo che perdessi la mia casa, creando disordine, scompiglio e caos nel mio condominio, presentandosi nel cuore della notte, ubriaco e sotto l'effetto di sostanze, sotto casa mia. Il suo comportamento ha portato i condomini a chiedere il mio allontanamento dal condominio. Con molta difficoltà sono riuscita a quitare la tempesta e ottenere che potessi rimanere nel condominio. Non soddisfatto allora, lui ha ripetuto il copione, facendomi allontanare definitivamente dalla mia casa. A quel punto non avevo altra chance che prendere casa con lui. Mi ha manipolata a tal punto da convincermi a licenziarmi per cercare un nuovo lavoro nei pressi della città dove lui lavorava e ad aiutarlo economicamente a prendere quella benedetta casa. Dopo pochissime settimane di convivenza, ha iniziato a bere, a presentarsi a casa in uno stato pietoso, ubriaco, delirante, aggressivo. Oltre alle sbronze, ha cominciato a sottopormi ad una violenza psicologica sempre più pesante, limitando la mia libertà di espressione e azione in casa. Ho cominciato dapprima a ricevere indifferenza, silenzi, privazioni affettive, per arrivare poi a costanti, ripetute, immancabili critiche su tutto ciò che facessi e non facessi. Le sue continue privazioni, le sue continue accuse, le critiche incessanti, il suo ubriacarsi, il suo attaccamento all'alcol, la sua spietata paranoia, mi hanno portato al crollo psicologico. Della persona combattiva, solare, determinata e sorridente che ero, non ne rimaneva nulla. Vivevo la mia giornata in un baratro nero di dolore, angoscia e solitudine. Mi risuonavano nelle orecchie le sue continue accuse e critiche, avevo perso l'appetito, la motivazione a fare qualunque cosa. Mi aveva distrutto l'autostima, convincendomi che non sapessi fare nulla, che non meritassi neppure un abbraccio, tanto che dovevo letteralmente chiedergli miseramente di darmi un po' di affetto, anche solo un bacio o una carezza.Avevo smesso di prendermi cura di me, di andare in palestra, di dedicarmi ai miei hobby, di vedere gente. Piangevo tutti i giorni, ma non riuscivo a staccarmi da lui perchè alternava questo incubo a momenti di affetto e premura, Era stato talmente bravo a manipolarmi da farmi credere che un altro meglio di lui non lo avrei mai trovato, che la colpa di tutto era mia, che ero io sbagliata. Una notte poi l'ha combinata grossa. Era talmente ubriaco da aver creato uno scompiglio colossale nel paese, nel cuore della notte, arrivando ad aggredirmi fisicamente in modo violento. Ho chiamato i carabinieri e dopo pochi giorni sono andata via. Da allora non l'ho più visto. Inizialmente mi sentivo disperata, mi sembrava di vivere un lutto terribile, la sua perdita mi sembrava insuperabile. Poi una mattina mi sono svegliata, dopo aver ricevuto una consulenza in un centro antiviolenza, dopo aver parlato con una psicologa e i carabinieri e grazie alla vicinanza dei miei splendidi amici e parenti, mi sono resa conto all'istante di chi davvero avevo avuto vicino. Una persona priva di empatia ed emozioni, un manipolatore senza scrupoli, una persona algida e calcolatrice. Una persona incapace di amare, disturbata e senza scrupoli. Ho perso il lavoro e la casa, lui si è tenuto l'appartamento e ha compiuto la sua missione. Ma io ho ritrovato la gioia di vivere, ho ritrovato il piacere di passare del tempo con le persone che mi amano davvero. Ho riscoperto la bellezza della normalità, in famiglia e con gli amici. Ho ritrovato la libertà di essere felice.
    Ho deciso di raccontarvi la mia storia perché sarà utile a dare la speranza a qualcuno e la forza di ritrovare la felicità.


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  2. da87 da87 è offline PrincipianteMessaggi 24 Membro dal Jun 2018 #2

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    Ho trovato toccante la tua storia.
    Immagino solo in piccola parte la sofferenza, anche la paura per cercare di uscirne.
    Complimenti per esserci riuscita e per aver ripreso in mano la tua vita.
    Non è amore secondo me se c'è violenza, se ci sono imposizioni, se c'è questo continuo tentativo di manipolazione.
    Spero comunque che non ti abbia tolto fiducia verso l'amore in generale ma non credo sia successo vista la tua ritrovata libertà di essere felice.
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  3. L'avatar di giulianb

    giulianb giulianb è offline Super ApprendistaMessaggi 963 Membro dal Mar 2016 #3

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    maddy ti sono vicino, lui è un narcisista al limite della psicopatia e, per quanto sia stato devastante, questo ti ha portato a scoprirlo subito. Esistono soggetti meno malati ma non per questo meno deleteri, soprattutto perchè ci si può continuare ad illudere per anni e anni.
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  4. maddyX maddyX è offline PrincipianteMessaggi 4 Membro dal Jul 2018 #4

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    Vi ringrazio tanto. Alterno momenti di lucidità, in cui mi pare tutto cristallino e rivivo i momenti di sofferenza acuta, lacrime e disperazione, a momenti di confusione mentale e senso di colpa. Nei momenti di senso di colpa, come questo, mi giudico e mi accuso.Mi sento responsabile di tutto ciò che è successo e mi resta difficile capire se sia stata io responsabile di tutto o meno. Informandomi sulla manipolazione affettiva e la violenza psicologica, ho scoperto che questo senso di smarrimento e ottundimento mentale sono tipici di chi ha subito l'abuso psicologico. Tuttavia, mi sembra di essere caduta in un labirinto di dubbi, senza uscita. Lui mi ha sempre accusato di essere troppo sensibile e che di non essere capace di ignorare la sua freddezza, i suoi silenzi, le sue critiche continue su ogni azione fatta o non fatta da me. Diceva che ero troppo fragile e poi mi diceva che ero troppo arrogante e che mi credevo meglio degli altri, che ero troppo insicura e poi che ero troppo piena di me stessa, poi mi diceva che ero troppo sensibile per affrontare il mondo, che mi avrebbe quindi schiacciato, e psicolabile. Proprio queste descrizioni contraddittorie sulla mia personalità, da parte sua, mi hanno indotta a consultare una psicologa e chiedere una diagnosi, visto che ero stata convinta di essere io la pazza e a consultare un centro antiviolenza.. La psicologa non mi ha diagnosticato nessun problema mentale di quelli che lui mi aveva convinto di avere e mi ha detto di prendermi del tempo per elaborare quanto accaduto e iniziare una terapia per superare il trauma fra un mesetto, qualora da sola sentissi di non riuscirci. A volte non riesco a capire cosa sia successo, sembrava la persona più innamorata del mondo. I suoi gesti sembravano sinceri. Le sue attenzioni erano continue. Diceva che ero la sua vita, parlava di matrimonio e figli. Poi piano piano ha cominciato a negarsi, a non darmi più affetto, ad essere sempre in silenzio e impassibile davanti al disagio che mi stava creando. Tutto questo mi generava sofferenza, pianti, senso di solitudine. Lui innescava in me un meccanismo di patimento interiore e lo alimentava provocandomi ogni qualvolta che mi vedeva piangere, per poi tornare trionfante da me come se nulla fosse, a salvarmi dalla mia tristezza con un improvviso slancio di amore. Io ora sono tornata ad una vita normale, esco, mi dedico ai miei hobby, alla mia crescita professionale, mi sono reintegrata nella rete di amicizie da cui mi ero lentamente allontanata, ho preso un gatto, leggo e mi prendo nuovamente cura di me stessa, ma il profondo disagio che mi ha lasciato questa storia, quello ci metterà un po' a sparire.
    Qualcuno o qualcuna ha vissuto qualcosa di simile?
    Ultima modifica di maddyX; 13-07-2018 alle 01:11
     
  5. maddyX maddyX è offline PrincipianteMessaggi 4 Membro dal Jul 2018 #5

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    Per fortuna continuo a credere che l'amore vero esista. Purtroppo ha minato la mia autostima e dovrò riconquistare la fiducia in me stessa per potermi fidare di qualcun'altro ma ci lavorerò su.
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  6. L'avatar di Sare99

    Sare99 Sare99 è offline PrincipianteMessaggi 22 Membro dal Jul 2018 #6

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    La forza nel ritrovare la felicità è ciò che conta. Son contenta per te. Un giorno ce la farò anche io
     
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