Effetto serra - Effetto guerra

Discussione iniziata da flair il 16-02-2020 - 35 messaggi - 2143 Visite

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  1. L'avatar di flair

    flair flair è offline FriendMessaggi 3,313 Membro dal Jul 2015
    Località Ruttalia - Flairburg
    #1

    Predefinito Effetto serra - Effetto guerra

    Effetto serra - Effetto guerra è il titolo di un libro molto interessante e scorrevole che ho appena finito di leggere.
    Riporto qui l'introduzione che mette in evidenza il fatto che i problemi sociali attuali siano legati strettamente fra loro, nonostante vengano trattati a compartimenti stagni.


    Tutti percepiamo un’insicurezza crescente. L’attualità rigurgita conflitti e attentati; prendere un aereo ci sottopone a un calvario di controlli - ci siamo rapidamente dimenticati di quando non era così - e ci pensiamo due volte prima di raggiungere certe mete turistiche un tempo comuni; i luoghi pubblici sono presidiati dalle forze di sicurezza come non accadeva da molti anni, e strane guerre - conflitti che ci sarebbero parsi dei tutto improbabili appena dieci anni fa, sembrano sorgere dal nulla. Ci siamo pure dimenticati che, solo vent' anni fa, espressioni come «guerra di religione» o «scontro di civiltà» sarebbero parse un riferimento libresco a un Medioevo superato dalla storia. Contemporaneamente, nuove ondate migratorie aprono scenari a cui non eravamo preparati, e paiono il preludio a esodi di interi popoli. Se osserviamo le aree ove questi sommovimenti si originano - per poi espandersi e colpire altre regioni - hanno tutte qualcosa in comune: il clima che cambia mette a dura prova le società fragili.
    Sarebbe difficile tracciare una precisa concatenazione di cause ed effetti fra il riscaldamento globale e i singoli eventi che ci hanno traumatizzato ultimamente, i recenti attentati in Europa a Parigi, Nizza, Bruxelles, Berlino, Manchester, Londra, ad esempio - c'entrano qualcosa col clima? E quel particolare barcone di rifugiati siriani? Difficile dirlo, ma una cosa è ormai considerata certa: il clima che cambia ha giocato una parte determinante nel provocare il crogiolo di disagi, violenze e fanatismi in cui tutti questi eventi hanno radici.
    Il clima sta cambiando dappertutto e le sue conseguenze sulla pace, la stabilità e la sicurezza riguardano l'intero pianeta: certi scenari che esamineremo non promettono nulla di buono in Asia o in America Latina. Tuttavia, le crisi aperte e più chiaramente crescenti nel breve termine convergono per cerchi concentrici sul Mediterraneo e, nel bel mezzo del nostro mare, trovano un punto focale in un'Italia che si distende come un ponte fra la sua sponda meridionale e l'Europa.
    Non siamo i soli a dover fronteggiare il problema: la coesione europea ha vacillato con l'arrivo di circa un milione e mezzo di migranti, sia sulla rotta mediterranea che su quella balcanica. Ma proiezioni inquietanti - discutibili perché nessuno ha la sfera di cristallo, però di fonti autorevoli come le Nazioni Unite - considerano possibile per le sole cause ambientali l'esodo di 200 milioni di persone entro il 2050. In tutto questo, l'Italia è in prima linea: lo sanno bene a Lampedusa.
    Dobbiamo prepararci e integrare il rischio climatico non solo nella gestione del territorio italiano, ma anche nelle nostre scelte geopolitiche.
    […]
    In quest' ottica, (la soluzione) non sono certamente i muri, che somiglierebbero al coperchio di una pentola a pressione sotto cui continuerà a bruciare il fuoco finché non esplode. Al contrario, si tratta di spegnere il fornello: prepararci assieme, paesi ricchi e poveri, vicini e lontani, a gestire in modo cooperativo dei territori che devono poter continuare a sfamare i popoli e a dare una speranza per il futuro anche sotto un clima che cambia. Paradossalmente, i rischi di un clima impazzito potrebbero così trasformarsi in un'operazione di pace, integrazione e giustizia di portata inedita.

    Introduzione al libro “Effetto serra – Effetto guerra” di Grammenos Mastrojeni e Antonello Pasini

    Grammenos Mastrojeni
    Diplomatico italiano. Coordinatore per l’ambiente della Cooperazione allo Sviluppo, partcipa ai negoziati internazionali sul clima, terre, biodiversità, acque e oceani.

    Antonello Pasini
    Fisico climatologo del CNR. Vicepresidente della Società italiana per le scienze del clima.







    NB: NO pro o contro destra o sinista, NO è colpa di tizio o di caio, NO a termini come italioti, itadioti, o altri termini da bar.
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  2. L'avatar di CaosCalmo

    CaosCalmo CaosCalmo è online FriendMessaggi 3,697 Membro dal Dec 2017
    Località .Ruttalia
    #2

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    La cosa è talmente semplice che solo chi è in mala fede e comunque ha interessi speculativi propri, continua a negare la situazione...

    Poi vabbe' ci sono anche gli ignoranti per scelta come ad esempio certi giornalistoni più avvezzi ormai a maneggiare la bottiglia di grappa che la penna...

    Di fatto è come se in una casa con molte stanze, alcune..., molto velocemente diventassero via via inagibili..., ovvio che chi ci abita cercherebbe una sistemazione altrove...

    E questo non può creare che nuove crisi, conflitti e diseguaglianze...
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    “La volgarità di un'idea si misura dal suo bisogno di proselitismo.”
    Mario Andrea Rigoni
     
  3. PINASO PINASO è offline Super FriendMessaggi 6,574 Membro dal Feb 2015
    Località Tra fiume Po e fiume Arno, ad est del meridiano di Alessandria e ad ovest del meridiano di Bologna
    #3

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    Io non ho mai viaggiato in aereo prima dell'11 settembre, quindi non so.
    Benvenuti, vedrete che vi troverete bene su questo forum, tranne se siete : doppi nick, fake, troll, utenti già bannati in passato e a chi vota nei sondaggi senza aver mai scritto messaggi. Diffidate da chi vuole mettere zizzania tra gli utenti spu***doli in pubblico invece di cercare di chiarire in privato e fidatevi di chi mette il cuore nelle attività online ...Chi ha piacere a comunicare con me ascolti me
     
  4. L'avatar di xochimilco89

    xochimilco89 xochimilco89 è offline JuniorMessaggi 1,819 Membro dal May 2011 #4

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    Discussione molto interessante Flair, è un peccato sia stata ignorata così.
    Non ho letto il libro, e non saprei quantificare quanto le varie migrazioni dipendano dal cambiamento climatico, trovo forzato però attribuire ad esso gli attentati citati.
    Detto questo lo sviluppo che abbiamo avuto sino ad ora è stato possibile solo grazie presenza di petrolio abbondate e facili da estrarre (e quindi poco costoso), cosa che sta venendo meno per questo si è arrivati allo sfruttamento dell'estrazione dello shale oil e delle sabbie bituminose.
    Le fonti rinnovabili non costituiscono assolutamente un alternativa, primo perché il petrolio serve anche da materia prima, secondo perché dipendono sempre dalle fonti fossili in quanto discontinue e terzo perché nel caso di fotovoltaico ed eolico sono dipendenti anche dalla disponibilità delle terre rare.
    La demografia è altrettanto sfavorevole, se (seguendo le considerazioni del libro) i migranti si spostano in occidente prima o poi ne adotteranno anche lo stile di vita aggravando ulteriormente il problema.
    A livello globale la popolazione è in crescita e tolta la Cina non c'è stato alcun paese che abbia mai neppure proposto di controllare la crescita della popolazione ( anche perché svantaggioso a livello economico nel medio lungo termine).
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    I'm doing it for the lulz!
     
  5. L'avatar di flair

    flair flair è offline FriendMessaggi 3,313 Membro dal Jul 2015
    Località Ruttalia - Flairburg
    #5

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    In realtà sapevo perfettamente che la discussione non avrebbe riscosso successo per una serie di motivi, nonostante ciò ci ho provato lo stesso

    Guarda il sito Adelphi (.de), si tratta di un think tank tedesco che si occupa dello studio del clima e dell’ambiente. Il G7 gli ha commissionato un’indagine e i risultati sono evidenziati in una mappa che trovi cercando all’interno del sito “ecc-factbook”. In questo factbook si trovano ben 79 conflitti che questo centro studi ha ricondotto a cause climatiche.
    Per quanto riguarda la questione terrorismo, l’introduzione pone alcune domande a cui il libro risponde, in modo approfondito, dal punto di vista del clima tangendo appena la questione politica che non è oggetto del libro. Ciò su cui pone l’accento è quello che normalmente chiamiamo “effetto farfalla” percui sfruttamento errato delle risorse -> cambiamento climatico -> insicurezza alimentare -> disequilibri sociali.
    I disequilibri sociali portano le fasce deboli ad essere soggiogate dai “boss locali” che, diventando sempre più potenti, arrivano a sfidare e sovvertire i governi e via di scorrendo oppure a migrare per trovare maggiore sicurezza e stabilità.
    Percui, al di la dei grandi numeri, forse la soluzione migliore è quella di il partire dal piccolo per farlo diventare grande, percui la tutela delle piccole imprese familiari, della biodiversità, la riscoperta di tradizioni e soprattutto l’istruzione per tutti, maschi e femmine.

    Per quanto riguarda la dipendenza dal petrolio, sappiamo benissimo tutti che uno dei motivi per cui gli USA hanno scatenato la seconda guerra del golfo, destabilizzando un’intera area geografica, è proprio il petrolio, visto che l’Iraq è la seconda nazione al mondo per giacimenti (e il quinto è l’Iran) e l'Arabia Saudita (il primo), storico alleato USA, all’epoca dei fatti era attraversato da diverse tensioni sociali causate dalla crisi economica pertanto, questa instabilità, faceva temere per i futuri approvvigionamenti di greggio.
     
  6. L'avatar di Tristaldo

    Tristaldo Tristaldo è offline JuniorMessaggi 1,675 Membro dal Apr 2017 #6

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    Non conosco il libro ma conosco uno dei due autori, Antonello Pasini.
    In questi giorni mi sono chiesto quanto ci costerebbe una consistente riduzione dei gas serra, visto che siamo stati in qualche modo costretti a farlo, con la conseguenza che molti lamentano grandi sacrifici se non la perdita di fatturato o del proprio lavoro. Capisco che stiamo parlando di due cose molto diverse, ma purtroppo l'economia è ancora troppo strettamente legata ai combustibili fossili e se guardiamo la classifica degli stati per emissioni di CO2 troviamo in cima alla lista le più grandi economie mondiali o le più grandi economie emergenti. Ci sono però esempi virtuosi come quelli degli stati europei, ma soprattutto della Svezia, che ci mostrano come sarebbe possibile percorrere questa strada. Il mio timore è che l'economia "green" diventi un lusso da paesi ricchi e che alla fine il nostro contributo difronte alla produzione mondiale sia insignificante.
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    Date parole al vostro amore se non volete che il vostro cuore si spezzi! (William Shakespeare)
     
  7. L'avatar di fausto62

    fausto62 fausto62 è online Super SeniorMessaggi 17,882 Membro dal Apr 2018
    Località Stato Pontificio
    #7

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    ... se volete che il thread non venga ignorato dalle star del forum ... almeno una volta dovete nominare Salvini ... no Salvini no party ...
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    ... another perspective ...
     
  8. L'avatar di Azzy

    Azzy Azzy è offline Super FriendMessaggi 7,423 Membro dal Dec 2015 #8

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    Io non sono sicura che tutto dipenda dal clima. È come se volessimo trovare che ne so, una correlazione tra l'effetto serra e il maggior numero di donne che lavorano. Nel corso degli anni è aumentato l'effetto serra e sono diminuite le casalinghe. Che correlazio e ci potrà essere? Direi nessuna. A me pare piuttosto che l'effetto serra, come l'instabilità sociale e tanti altri problemi siano una conseguenza dell'industrializzazione, del cambiamento degli stili di vita, delle maggiori capacità di sopravvivenza del genere umano, grazie al "benessere". Un finto benessere che non ha impedito un'esplosione demografica in paesi arretrati socialmente e culturalmente. Un "benessere" per modo di dire che, dove manca un reale progresso, ha portato a sovraffollamento e maggiore povertà, quindi flussi migratori, quindi ulteriore destabilizzazione. Non può esistere (biologocamente diciamo, lungi da me qualsiasi considerazione politica) una parte del mondo grassa e ricca e una parte affamata che contribuisce all'opulenza della prima. Non c'è equilibrio e prima o poi la pentola a pressione esplode. Questo virus e questa pandemia sono già un twntativo della natura di tornare all'equilibrio, tanto che proviene dalla Cina, tot miliardi di persone, condizioni igieniche precarie e arretratezza culturale. Vediamo i risultati. Mondiali.
    Che poco hanno a che vedere con il clima.
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  9. L'avatar di Tristaldo

    Tristaldo Tristaldo è offline JuniorMessaggi 1,675 Membro dal Apr 2017 #9

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    Infatti, nei sistemi complessi è molto difficile, se non impossibile, stabilire delle causalità sulla base delle correlazioni. Si dice sempre "correlation is not causation". È molto facile peraltro che un qualsiasi squilibrio in qualche parte produca un effetto cascata provocando effetti di notevoli proporzioni e a volte paradossali dall'altra, ma ne hai già parlato citando l'effetto farfalla; non è prevedibile e neppure a posteriori è facile, o piuttosto impossibile, riconoscerne la causa scatenante.
    Si possono però individuare degli elementi fondamentali dei sistemi, per esempio è possibile stabilire che se le persone adoperano il derivati del petrolio in vari ambiti e per diversi utilizzi e questo utilizzo risulta favorire il fitness, allora un aumento della popolazione dovrebbe portare ad un aumento del consumo di petrolio, anche se è difficile prevedere di quanto. Ancora, se il nostro pianeta potrà fornire 200 miliardi di litri di acqua potabile al giorno, significa che ogni persona ne avrà 25 litri al giorno (che non è sufficiente) e se la popolazione aumenterà allora ve ne sarà una disponibilità ancora minore. Ecco, su questi semplici calcoli è possibile imbastire un qualche ragionamento, come ad esempio quale tipo di agricoltura sia più sostenibile, che richiede meno acqua e meno emissioni. In effetti sono tutti temi molto intriganti a cui dovremmo sinceramente pensare.
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    Date parole al vostro amore se non volete che il vostro cuore si spezzi! (William Shakespeare)
     
  10. L'avatar di flair

    flair flair è offline FriendMessaggi 3,313 Membro dal Jul 2015
    Località Ruttalia - Flairburg
    #10

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    Al di la della questione "dipendenza dal petrolio" ed ignorando la correlazione - causa, nel vostro piccolo attuate dei comportamenti o avete delle abitudini "responsabili"?