L'essere "sensibili", per gli uomini, è carattere o è sintomo di qualche problema?

Discussione iniziata da robs82 il 26-07-2021 - 6 messaggi - 890 Visite

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  1. robs82 robs82 è offline PrincipianteMessaggi 13 Membro dal Mar 2021 #1

    Predefinito L'essere "sensibili", per gli uomini, è carattere o è sintomo di qualche problema?

    E' una domanda che ho iniziato a pormi intorno ai 30 anni, una decina di anni fa.
    Fin dal liceo, era evidente (parlo solo dei ragazzi) che molti già a 14-15 anni avessero un carattere determinato, sicuro di sè, maturo. E poi c'erano gli introversi come me, un po' timidi, un po' inconsapevoli del mondo che c'era intorno. I primi ovviamente vivevano la loro vita, attiravano le ragazze e avevano le prime esperienze in quegli anni, i secondi invece arrancavano e a meno di colpi di **** clamorosi o fattori che li spingessero a auto esaminarsi e cambiare, restavano single per anni e anni.
    Io mi sono "sbloccato" a 25 grazie effettivamente a un enorme colpo di ****, una amica che si era fatta avanti (causandomi tra l'altro una valanga di riflessioni poichè lei era molto bella e avevo capito che potenzialmente se non fosse stato per sta ***** di timidezza avrei potuto essere tranquillamente uno che conquista senza problemi).
    Ma veniamo alla mia domanda. Difficile generalizzare, ma in media quelli che avevano le prime storie così giovani (parlo ovviamente di quelli con cui sono rimasto in contatto fino ai 30 e oltre) intanto riuscivano ad averne altre con estrema facilità anche in futuro. Ma soprattutto riuscivano a ritrovare la voglia di cercare una ragazza passato pochissimo tempo dalla fine delle vecchia storia. Riuscivano a passare periodi di avventure una dopo l'altra senza farsi coinvolgere minimamente dal punto di vista emotivo. Raramente passavano periodi di mesi e mesi a crucciarsi e disperarsi per il non poter vedere più una persona. Riuscivano a frequentarsi per qualche tempo con una ragazza e poi capire dopo settimane o mesi se potevano essere affini e quindi iniziare ufficialmente una storia, o in caso contrario smetterla di vedersi.
    Per gli introversi invece mediamente le cose erano completamente diverse. Parlo ora di me stesso. Un sacco di tempo per trovare qualcuna che mi piacesse (parlo di diversi mesi...ovviamente qui conta il fatto che un estroverso avrà compagnie di amici estroversi e quindi consocerà moltissime ragazze in più, da lì il tempo minore). E per me "che mi piacesse" significava che fin dalle prime parole, dal suo modo di fare, di sorridere, di muoversi, questa ragazza mi faceva perdere completamente la testa. E solo se capitava questo mi decidevo poi a proporle di uscire. Era impossibile per me raccogliere decine di numeri al mese, uscire una sera con una una sera con l'altra e poi "scegliere". Se la mia mente era occupata con una, tutte le mie energie mentali e sentimentali erano per lei. Poi, moltissimo tempo per dimenticarla nel caso le cose fossero andate male. Ma anche solo in seguito ad un rifiuto al secondo appuntamento. Un'infinità di tempo per dimenticare invece le ragazze con cui sono stato. Con una ci sono rimasto sotto per almeno due anni, che sono stati davvero un periodo buio della mia vita.
    Ecco, tutto questo per arrivare alla mia domanda...Una volta accettavo questo. Pensavo e va bè sono nato così, sono molto sensibile, avrò molte meno ragazze degli estroversi super brillanti ma probabilmente con ragazze altrettanto sensibili, non certo come alcune classiche "fighette" un po' snob che sapendo di poter avere tutto passano da un ragazzo all'altro come se fossero scarpe. E forse con una ragazza sensibile la storia è anche molto più bella e profonda. Ora invece sto valutando tutto da un altro punto di vista. Mi pare che la normalità per un ragazzo debba proprio essere la sicurezza, l'autostima, il saperci fare. E che la sensibilità e introversione siano invece solo delle devianze causate da cattiva educazione da parte delle famiglia, sfortuna di non aver avuto un bel gruppo al liceo (anni fondamentali) e quindi non aver avuto l'occasione di uscire, fare weekend, feste, parlare e confrontarsi con coetanei e capire come va il mondo. E forse, altro pensiero, la sensibilità è anche causata proprio dal fatto di aver avuto poche storie. Io stesso anche se rimango uno sensibile che vuole innamorarsi davvero, noto che storia dopo storia ho lasciato sempre un po' più da parte la sensibilità e ho dato molto più peso a questioni materiali come il sesso, anche nella fase di approccio
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  2. L'avatar di Avatar64

    Avatar64 Avatar64 è offline JuniorMessaggi 1,979 Membro dal Jun 2021
    Località Italia
    #2

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    Robs,
    francamente con tutti i 3d che apri, non capisco dove vuoi andare a parare.
    Mi sembra che anche in questo 3d riproponi gli stessi argomenti degli altri!
    Non è assolutamente vero che la sensibilità e l’introversione siano devianze e che ti possano precludere la possibilità di conoscere la donna della tua vita.
    Penso, invece, che è il piangersi addosso, il lamentarsi continuo, il farsi le seghe mentali, ciò che ti limita.
    Perciò, su con la vita e cerca di vivere un po’ di più con l’animo del carpem diem, vedrai che vivrai sicuramente meglio e magari ti capiterà pure di conoscere la donna della tua vita 😉.
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    “Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui”(Ezra Pound)
     
  3. L'avatar di Bwndy

    Bwndy Bwndy è offline Super ApprendistaMessaggi 769 Membro dal Oct 2012
    Località Italia
    #3

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    è un thread molto interessante questo.
    Ovviamente parlo in base alla mia esperienza personale: io ho 28 anni, sono decisamente sensibile e maschio. Ho oscillato tra fasi di introversione e chiusura e fasi di estroversione e apertura. Tutt'ora dipende dal periodo in cui sono e molto dall'ambiente in cui mi trovo.
    Concordo quando dici che col passare del tempo è come se l'empatia, più che la sensibilità, diminuissero. Del resto di empatia se ne riceva pochina in questo mondo qui, quindi penso sia una questione di adattamento, forse fa parte della crescita il diventare un po' più cinici, cosa che vedo anche nei miei amici e amiche man mano che gli anni passano.
    Le descrizioni che hai fatto dei rapporti con le ragazze calzano a pennello, anche se ho avuto rapporti da una notte che non mi hanno lasciato niente e che ho dimenticato subito. Quindi dipende anche dal tipo di rapporto che hai avuto e dall'altra persona, quanto ti piaceva, come e per quanto la hai frequentata.
    Posso dire che , dal canto mio, mi fa paura la prospettiva di diventare troppo cinico. Non mi è mai piaciuta l'idea di cambiare ragazze in continuazione. Non me ne frega niente di fare l'elenco delle ragazze con cui sono stato, perchè stai sicuro che la maggior parte sono rapporti vuoti che hanno lasciato poco o niente.
    Ho paura di diventare troppo cinico e di non riuscire ad affezionarmi come prima, di non sentire le cose come prima perchè sono diventato troppo freddo( questo mi spaventa tantissimo).
    Invidio invece le persone meno sensibili per il fatto che ad esempio se si chiude una relazione si riprendono subito, io invece ci metto un sacco di tempo e questo mi pesa.
    Ci sono pro e contro in tutto in definitiva.
    Almeno così la vedo io in questo momento.

    Un ultimo punto anche questo interessante: quando ti riferisci al passato, del non essere uscito la sera, fatto feste. Anche io avevo quel rimpianto un po', poi a 27 anni ho avuto un periodo così per 6 mesi, e secondo me è così: intensità che non provavo da 10 anni almeno, sicuramente esperienze, ma anche tanta falsità, tante bugie, tanto vuoto, rapporti superficiali, persone superficiali. Dopo questo periodo ho notato di essermi decentrato, di aver perso il focus su me stesso le attività che prima portavo avanti e mi facevano stare bene, e soprattutto di essere diventato più freddo, più cinico, diffidente, perchè ne ho viste parecchie di robe assurde, la voglia di fidarti diminuisce.
    Alla fin fine dipende che persona sei e a cosa sei disposto a rinunciare, ma un prezzo da pagare c'è sempre a mio modo di vedere.
    La sensibilità è un dono prezioso per se stessi in primis, sul serio dà la possibilità di essere più felici degli altri, ma rende anche più fragili. La cosa che ho notato e che mi dispiace molto è che ho la sensazione di dovermi proteggere e difendere, da un mondo che mediamente non è molto sensibile e soprattutto non è empatico e che spesso ti vede( me come altri) come un oggetto da usare.
    Ultima modifica di Bwndy; 27-07-2021 alle 00:44
     
  4. L'avatar di fausto62

    fausto62 fausto62 è offline Super SeniorMessaggi 19,963 Membro dal Apr 2018
    Località Stato Pontificio
    #4

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    "Io stesso anche se rimango uno sensibile che vuole innamorarsi davvero, noto che storia dopo storia ho lasciato sempre un po' più da parte la sensibilità e ho dato molto più peso a questioni materiali come il sesso, anche nella fase di approccio"

    ... nasciamo e ci ritroviamo in un mondo ostile perché dopo 9 mesi di vita in sospensione liquida durante i quali non abbiamo nessuno che ci manipola ... appena fuori della passera della mamma veniamo afferrati ... rigirati ... tirati ... spinti ... ... ... capisci quindi che un pò come le lumache ci mettiamo in difesa ritraendoci nel nostro guscio e non sempre abbiamo la possibilità di crescere ed essere educati in un ambiente favorevole che mitighi l'eccesso di permalosità cioè ciò che si definisce genericamente sensibilità ed introversione ...
    ... effettivamente c'è una mancanza educativa nell'ambiente familiare perché i genitori hanno impegni concreti e spesso mancano di empatia quotidiana e delicatezza ... pensano alle necessità materiali primarie e non all'essere dei figli ... una casa ... cibo ... scuola ... e fuori dalle balle prima possibile ... in queste condizioni la sensibilità permalosa che ci fa ritrarre nel guscio in difesa non viene calibrata durante il normale susseguirsi di esperienze ... perché la persona timida ed introversa tende ad evitare i pericoli e le situazioni imbarazzanti perché sconosciute ... e di fatto tutte le nuove esperienze ...
    ... di solito si cerca un esempio adulto o magari anche un fratello o una sorella maggiore ... un insegnante attento ai suoi allievi ... un allenatore o una allenatrice sportiva ... qualcuno che ci possa dare dei paramentri su cui ricalibrare di volta in volta la valutazione della pericolosità dell'ambiente esterno ... se non riusciamo a trovare un esempio concreto restiamo con la sensibilità non calibrata verso l'ambiente esterno di cui ne temeremo sempre i pericoli sconosciuti ...

    ... a me è successo questo e la cosa l'ho razionalizzata anno dopo anno ... con una completa maturazione sentimentale intorno ai 31-32 anni ... nel percorso ho avuto delle persone significative da cui ho ricevuto molto ... che mi hanno dato gli esempi di come forza di carattere e sensibilità possono convivere ... ad es. a 16 anni ho avuto la fortuna di incontrare il maestro di karate che è un artista di fama internazionale ... che ora vive a Milano ma da giovane ha frequentato l'accademia delle belle arti di Perugia ... e dopo ha fatto "carriera" nel mondo artistico ... etc etc
    ... quindi non è negativo essere introversi perché la diffidenza salva la vita spessissimo ... i giovani che muoiono in incidenti stradali appena patentati sono molti mentre chi è più prudente di solito ha piccoli incidenti o nessun incidente ... la stessa cosa è per le relazioni ... stare a guardare per alcuni anni ciò che succede ai precoci evita di mettere in cinta la fidanzatina a 13 anni ... e da introversi riuscire ad aprirsi significa che si è capito che non serve fiducia negli altri per vivere bensì significa che i pericoli che ci arrivano dai comportamenti arbitrari delle altre persone possiamo studiarli e disattivare per cui non serve stare sempre sulla difensiva nel guscio ... serve solo conoscere per anticipare ... raccogliere informazioni osservando e ascoltando il nostro ambiente e le persone che lo popolano ...

    ... durante il percorso di vita che ci porta ad essere adulti non perdiamo sensibilità ... la calibriamo in modo che non sia troppa né poca ... la sensibilità è la garanzia di sopravvivere nell'ambiente in cui si muove ... e ci permette di riconoscere e selezionare le persone tra quelle con cui relazionarci e quelle da tenere distanti perché pericolose ... chi manca di sensibilità considera gli altri come tutti amici e o li sfrutta senza remore o ci becca una sfilata di fregature ...

    ... anche nelle relazioni amicali o sentimentali la sensibilità correttamente calibrata ci permette di selezionare al meglio ... è una risorsa se la conosciamo e discipliniamo bene ... come l'intelligenza ... come l'empatia ... non si può essere 100% empatici con tutti ... spesso l'empatia attira fregature perché di persone apparentemente bisognose ce n'è sempre ... non c'è mai il bianco od il nero ... la sensibilità ci permette di riconoscere le sfumature dei colori e dopo aver definito bene la sfumatura del colore possiamo dar "sfogo" alla nostra empatia ... questo per scongiurare fregature anche relazionali/sentimentali ... il percorso esperienziale che ci porta alla calibrazione della sensibilità non aumenta il cinismo bensì ci permette di essere giusti per l'ambiente in cui viviamo il quotidiano ... è ovvio che se vivo all'Esquilino o a Quarto Oggiaro ... la calibrazione della mia sensibilità sara molto grezza se no sarò la postarella di tutti i bulli e i delinquenti ...

    ... ultima cosa se no sono troppo lungo ... innamorarsi a 40 anni è fuori età perché a 40 anni si deve essere razionali quindi si può unire l'attrazione sessuale all'amore senza farsi sopraffare dalla chimica ormonale adolescenziale dell'innamoramento ... capisco la nostalgia di periodi non pienamente vissuti per timidezza ed introversione ma ai 14-18 anni non si ritorna ma ci si può attrezzare alla grande per vivere l'età del momento ... io vivo la mia realtà di 59enne e non ho nostalgia dei 14-18 anni anche se oggi saprei viverli alla grandissima ... posso e vivo alla grandissima i miei 59 anni ... questo è il trucco ... essere felice perché sono ... e non "potrei essere" ...
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    ... another perspective ...
     
  5. L'avatar di Minsc

    Minsc Minsc è online SeniorMessaggi 11,227 Membro dal Aug 2020
    Località Italia
    #5

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    Bhe fa parte del tuo carattere però un conto è essere timidi quando non c'è confidenza, un altro conto è esserlo sempre. L'ultimo caso non è buono per nessun tipo di relazione , nemmeno per le amicizie. Comunque sinceramente non è vero che le persone timide non hanno possibilità, è una falsità pensarlo se persiste la condizione che ho descritto, cioè che magari non sei sciolto all'inizio ma una volta che conosci una persona si. Non ha senso stare tutta la vita con un bastone nel sedere 😂 e vale anche a parti invertite, una ragazza sempre timida , senza mai iniziativa, senza mai darti affetto cioè diventa una palla pesante
    Gli Dei immortali, di solito, quando vogliono castigare qualcuno per le sue colpe, gli concedono, ogni tanto, maggior fortuna e un certo periodo di impunità, perché abbia a dolersi ancor di più, quando la sorte cambia.
     
  6. Iote Iote è offline ApprendistaMessaggi 220 Membro dal Feb 2021
    Località Italia
    #6

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    Per come la posso vedere io, il problema non é la sensibilità di per sé. Il problema é come la si vive.
    Tutti noi abbiamo una nostra sensibilità, che viviamo in maniera differente. C' é chi da questa si fa angosciare. Chi ne trova ispirazione di vita, chi la reprime, Chi l' accetta. Chi non ci fa neanche caso.... Ecc...
    Nal mio caso l' ho vissuta sempre come un valore aggiunto. Sia la mia che quella degli altri. Per questo mi sono impegnato, e mi impegno per ascoltarla, accettarla, a volte svilupparla e farmene dono.
    Il problema non é la sensibilità, ma come ci si pone difronte a questa.
    Questo, dal mio punto di vista, vale anche per tante altre caratteristiche umane...
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