La favola di Cenerentola

Discussione iniziata da magamaghella74 il 24-02-2019 - 2 messaggi - 509 Visite

  1. L'avatar di magamaghella74

    magamaghella74 magamaghella74 è offline FriendMessaggi 4,118 Membro dal Sep 2017
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    #1

    Predefinito La favola di Cenerentola

    io non ho figlie ( sono solo zia di due bellissimi nipotini maschi, che ovviamente cercherò di istruire al culto fascista ). Ma non divaghiamo. In questo post mi rivolgerò prevalentemente alle mamme di bambine femmine. So che ancora oggi viene propinata alle piccole fanciulle la favola di Cenerentola ( o altri racconti similari ) inculcando così nella loro testa l' inconsistente e inutile morale contenuta in quella favola, ovvero che la bontà verrà sempre premiata. Come noi adulti ben sappiamo, questa è una colossale caz.....ta. E anche i bambini ( ma sopratutto le bambine ) lo devono capire, questo al fine di poter poi sopravvivere al meglio nel mondo reale una volta diventati adulti.


    Cosa insegna, in sostanza, il mito di Cenerentola? che SUBENDO SOPRUSI giorno dopo giorno da parte di tre befane racchie, e svolgendo per loro conto lavori umili faticosi e squalificanti, alla fine la sorte ti premierà per una sorta di legge della giustizia, facendoti incontrare il principe azzurro che vuole sposare guardacaso proprio te, e la fata magica che trasforma le zucche in macchine sportive. Ovviamente noi adulti sappiamo che nella realtà non funziona quasi mai così, e che a guidare la Ferrari sarà quasi certamente qualche figlio ( o figlia ) di buona donna.
    Non che guidare la Ferrari sia indispensabile, va bene anche un' auto modesta, non è questo il punto. Cercate di seguirmi.


    IL PUNTO FONDAMENTALE E' LA LIBERTA'.


    Alle bambine cui si racconta la favola di Cenerentola, viene insegnato a non essere libere, viene insegnato che accettando una vita frustrante, sempre e solo al servizio degli altri, alla fine il bene e il giusto trionferanno e lei avrà la sua bella gratificazione.
    Andrebbe invece detto a queste bambine che tutto ciò non è vero, che facendo le sguattere ebeti e obbedienti non potranno che terminare la loro vita in una condizione altrettanto triste, che così vivendo si precluderanno esperienze interessanti e sopratutto non incontreranno mai e poi mai un uomo interessante che dimostrerà loro rispetto e ammirazione, perchè le percepirà come creature troppo deboli.


    La favola che andrebbe invece raccontata alle bambine è quella dell' Amazzone Guerriera, che chiameremo MISS TARANTOLA. Miss tarantola è affascinante ma carismatica e determinata, non si fa mettere i piedi in testa da nessuno, domina saggiamente sui suoi seguaci, ha una folta schiera di troll e folletti che eseguono prontamente i suoi ordini, e con il suo uomo/fidanzato ( un combattente degno del suo livello ) ha un rapporto alla pari. Combatte le ingiustizie ma lo fa con metodi duri e intransigenti ma sopratutto con la forza lucente della ragione. Lei è "tarantola" nel senso che allunga in tutte le direzioni i suoi tentacoli correttivi. E poi Miss Tarantola ha buon gusto nel vestire, non andrebbe mai in giro abbigliata di cenci, come la sfigata Cenerentola.


    La favola di Cenerentola sembra del tutto innocua, persino istruttiva, ma in realtà fa danni incalcolabili alle bambine, insegna loro a dover sopportare inutili sofferenze e a sperare nell' aiuto di un salvatore ( il principe azzurro ) invece di imparare a contare su se stesse per cavarsi dai guai. Insomma, è un indottrinamento patriarcale bello e buono, di cui la donna deve necessariamente e definitivamente liberarsi.


    Perciò mamme, oggi stesso fate un grande dono alle vostre piccole e deliziose figlie, dite loro senza mezzi termini che la favola di Cenerentola è un' emerita s..........ta, e che devono dimenticarsela. Sostituitela con la favola di Miss Tarantola.








    Se devi uccidermi fallo con classe.
     
  2. L'avatar di norge

    norge norge è offline FriendMessaggi 2,573 Membro dal Jan 2019 #2

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    In Germania c'è la versione "cenetentolo" che in seguito diventa re. Aschenputtel è il titolo della versione della fiaba dei fratelli Grimm.
    Non sto a dilungarmi, ma se ti interessano questi generi ti consiglio questo libro di Bruno Bettelheim: " Il mondo di incanto-uso , importanza e significati psicoanalitico delle fiabe"
     
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