Forse è questo il problema delle relazioni odierne? - Pagina 4

Discussione iniziata da Andry_93 il 13-09-2018 - 88 messaggi - 5687 Visite

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  1. L'avatar di Spettrale

    Spettrale Spettrale è offline Super SeniorMessaggi 22,007 Membro dal Oct 2007
    Località dove capita
    #31

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    Non lo cosiderei un fenomeno
    si tratta del percorso normale della nostra vita ..
    Le delusioni e le amarezze fanno parte del pacchetto ..come le responsabilità .
    Tralatro le cose negative ..accrescono il nostro bagaglio ..
    Fidati!


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    Ricordati di... dimenticarmi.....Like??! Ma anche no!Wow
     
  2. roma_amor roma_amor è offline JuniorMessaggi 1,704 Membro dal Dec 2015 #32

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    Citazione Originariamente Scritto da Andry_93 Visualizza Messaggio
    Ma il problema è proprio questo, infatti è l'argomento centrale del topic. Il fatto è: come combattere questo fenomeno? Come non rimanerne delusi?
    abbiamo capito che il problema deriva dall'ampia scelta di alternative, le meno interessanti verranno sempre scartate.

    la soluzione? non c'è una soluzione.
    bisogna diventare l'alternativa migliore
    però la sfida sarà sempre a favore delle donne.

    in una coppia di solito è l'uomo la parte debole perchè facilmente sostituibile.
    in caso di separazione, la donna troverebbe nuovi pretendenti subito, l'uomo no
    quindi è condizionato da questa cosa.

    io so che quando esco una donna, devo essere perfetto e non posso permettermi errori perchè in caso di rifiuto, lei uscirebbe con un altro dopo 1 settimana e io invece dopo 3 mesi.
     
  3. L'avatar di Spettrale

    Spettrale Spettrale è offline Super SeniorMessaggi 22,007 Membro dal Oct 2007
    Località dove capita
    #33

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    Vabbe' ..ci sono pure 7 donne a disposizione di un uomo..dai

    abbiamo dei vantaggi anche noi

    Solo che non ho capito se tutte e 7 insieme ..
    oppure una alla volta

    Nel primo caso sono indietro di 3
    C@xx0
    Ah ah ah
    Ricordati di... dimenticarmi.....Like??! Ma anche no!Wow
     
  4. L'avatar di fausto62

    fausto62 fausto62 è offline Super FriendMessaggi 7,973 Membro dal Apr 2018
    Località Stato Pontificio
    #34

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    Andry, sarò breve:

    ripeto quello che dico quando si trattano questi argomenti: si nasce soli e si muore soli. Questo significa che, una volta tagliato il cordone ombelicale, non abbiamo possibilità di altre "connessioni" fisiche effettive, anche la penetrazione uomo-donna non è propriamente uno scambio di "nutrienti" materiali, spero di essere stato chiaro.
    Da questo concetto si può capire l'errore che si fa quando si parla di amicizia ed amore.

    Come dici giustamente, "ho imparato (e sto imparando) a saper stare bene con me stesso, nel senso che trovo il meglio delle cose anche in solitaria, non ho necessario bisogno di compagnia.". Aggiungo o puntualizzo: da soli si impara a comprendere se stessi, l'essere uomo a prescindere ed ad esprimerlo con il carattere.

    Faccio un esempio forte: l'uomo ha una spinta innata alla crudeltà, è l'unico animale insieme alla tigre che uccide senza motivo. Molti dicono, quindi, che l'uomo ha dentro la propensione alla guerra e ciò che succede nel mondo lo dimostra.
    Non credo, invece, che l'uomo abbia la crudeltà ed il conflitto innati dentro, ma, credo, che siano una risposta ad una mancanza di consapevolezza in un'organizzazione sociale condizionante. "L'uomo è un animale sociale per necessità", questa verità ci guida alla risposta: nel momento che il vivere in un'organizzazione sociale "necessaria" schiaccia l'identità dell'uomo (solo), si perdono i riferimenti e si arriva al conflitto: manca la crescita del singolo, che garantisce la libertà di non dipendere, a vantaggio ("necessario") della comunità. L'uomo non è in quanto componente del gruppo, ma è in qualità dell'anima (sola).

    L'uomo ai nostri giorni non sa stare bene con se stesso perché deve sacrificarsi per il bene della comunità! Da qui le relazioni che prevedono solo convenienza (necessaria).

    L'amicizia e l'amore esistono nel riconoscersi, non nello scambiare qualcosa (lo scambio è espressione della convenienza). Io amo e questa mia condizione mi fa sentire se mia moglie mi ama o non mi ama. L'amore è uno stato d'essere. Non cerco lo scambio, è qualcosa che va da me verso l'esterno, ma non per forza deve essere ricambiato, non amiamo solo se ricambiati, amiamo perché sappiamo amare noi stessi, "stare bene con me stesso" significa che ti ami. "trovo il meglio delle cose anche in solitaria" significa che sei capace di fare il tuo bene, importantissimo per poter fare il bene degli altri.

    L'amicizia è l'amore senza sesso, senza fine riproduttivo, senza il fine di generare nuova vita.

    Concludo, "ci rimango male ogni volta che qualcuno di punto in bianco prende e sparisce", hai capito molto ma ti devi ancora decondizionare, la tua frase esprime un condizionamento. Ti aspetti uno scambio, ti cerco e mi aspetto che anche tu mi cerchi. Non funziona così, l'amicizia è un riconoscimento tra esseri, tra 10.000 ne riconosci uno o due come amici, che hanno compreso se stessi; quelli che di solito sono chiamati amici, come dice inconsapevolmente Spettry, son delle persone con cui si attiva un rapporto di convenienza: ti dò qualcosa perché mi aspetto che tu mi renda qualcosa, è un accordo tacito che, quando viene disatteso ci fa indispettire e ci delude e rischia di farci sentire inadeguati. Nell'amicizia vera non ci si aspetta lo scambio: tu "emetti" la tua amicizia, l'altro "emette" la sua ed entrambi siete immersi in questa atmosfera che non cessa mai, nemmeno qundo siete lontani, e così per l'amore per una donna.

    Az.zo, ma quanto ho scritto? Troppa roba, a mo basta.

    PS: non fare l'errore di pensare che sono pacifista, visto quello che scrivo. Sono pacifico, ma non pacifista.
    Ma è un altro discorso.
    Andry_93 and flashcar like this.

    Belli dentro si nasce ... ed io lo nacqui!


     
  5. mantainer mantainer è offline JuniorMessaggi 2,061 Membro dal Oct 2014 #35

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    Citazione Originariamente Scritto da Andry_93 Visualizza Messaggio
    A qualche mese dalla mia ultima rottura, e vedendo un pò in giro come vanno le relazioni degli altri (amici e conoscenti), mi domando: e se il problema delle relazioni odierne fosse la facilità con cui possiamo essere sostituiti? "Se rompessi con lui/lei e sai quanto ci metto a trovarne un altro/a?". Più passa il tempo, e sempre più spesso noto come manchi il dialogo, la voglia di impegnarsi seriamente, di chiarire quando qualcosa non va. Finchè il giocattolo va bene, tutto ok, siamo felici e soddisfatti, ma appena il giocattolo si crepa un minimo o ha qualche problema, non si cerca di aggiustarlo, lo si butta e si passa al prossimo.
    Mi riferisco, estendendo il discorso, anche alle relazioni di amicizia, non solo quelle d'amore. (Amici che si comportano come tali quando li cerchi e li fai divertire, ma appena chiedi loro di farsi vivi più spesso, di essere magari loro a cercare te, spariscono nel nulla)
    Tutto ciò ha senso o è sempre stato così e quindi sono io che maturando con l'età ho acquisito una maggiore capacità di riflessione riguardo questi argomenti?

    Vorrei sapere i vostri pareri a riguardo
    Complimenti per la riflessione. Ancor più se sei un 93. Hai detto bene. Oggi più di ieri viviamo in un' epoca in cui si scambia amicizia e amore con la semplice frequentazione
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  6. L'avatar di Andry_93

    Andry_93 Andry_93 è offline ApprendistaMessaggi 228 Membro dal Oct 2008
    Località Lazio
    #36

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    Citazione Originariamente Scritto da fausto62 Visualizza Messaggio
    Andry, sarò breve:

    ripeto quello che dico quando si trattano questi argomenti: si nasce soli e si muore soli. Questo significa che, una volta tagliato il cordone ombelicale, non abbiamo possibilità di altre "connessioni" fisiche effettive, anche la penetrazione uomo-donna non è propriamente uno scambio di "nutrienti" materiali, spero di essere stato chiaro.
    Da questo concetto si può capire l'errore che si fa quando si parla di amicizia ed amore.

    Come dici giustamente, "ho imparato (e sto imparando) a saper stare bene con me stesso, nel senso che trovo il meglio delle cose anche in solitaria, non ho necessario bisogno di compagnia.". Aggiungo o puntualizzo: da soli si impara a comprendere se stessi, l'essere uomo a prescindere ed ad esprimerlo con il carattere.

    Faccio un esempio forte: l'uomo ha una spinta innata alla crudeltà, è l'unico animale insieme alla tigre che uccide senza motivo. Molti dicono, quindi, che l'uomo ha dentro la propensione alla guerra e ciò che succede nel mondo lo dimostra.
    Non credo, invece, che l'uomo abbia la crudeltà ed il conflitto innati dentro, ma, credo, che siano una risposta ad una mancanza di consapevolezza in un'organizzazione sociale condizionante. "L'uomo è un animale sociale per necessità", questa verità ci guida alla risposta: nel momento che il vivere in un'organizzazione sociale "necessaria" schiaccia l'identità dell'uomo (solo), si perdono i riferimenti e si arriva al conflitto: manca la crescita del singolo, che garantisce la libertà di non dipendere, a vantaggio ("necessario") della comunità. L'uomo non è in quanto componente del gruppo, ma è in qualità dell'anima (sola).

    L'uomo ai nostri giorni non sa stare bene con se stesso perché deve sacrificarsi per il bene della comunità! Da qui le relazioni che prevedono solo convenienza (necessaria).

    L'amicizia e l'amore esistono nel riconoscersi, non nello scambiare qualcosa (lo scambio è espressione della convenienza). Io amo e questa mia condizione mi fa sentire se mia moglie mi ama o non mi ama. L'amore è uno stato d'essere. Non cerco lo scambio, è qualcosa che va da me verso l'esterno, ma non per forza deve essere ricambiato, non amiamo solo se ricambiati, amiamo perché sappiamo amare noi stessi, "stare bene con me stesso" significa che ti ami. "trovo il meglio delle cose anche in solitaria" significa che sei capace di fare il tuo bene, importantissimo per poter fare il bene degli altri.

    L'amicizia è l'amore senza sesso, senza fine riproduttivo, senza il fine di generare nuova vita.

    Concludo, "ci rimango male ogni volta che qualcuno di punto in bianco prende e sparisce", hai capito molto ma ti devi ancora decondizionare, la tua frase esprime un condizionamento. Ti aspetti uno scambio, ti cerco e mi aspetto che anche tu mi cerchi. Non funziona così, l'amicizia è un riconoscimento tra esseri, tra 10.000 ne riconosci uno o due come amici, che hanno compreso se stessi; quelli che di solito sono chiamati amici, come dice inconsapevolmente Spettry, son delle persone con cui si attiva un rapporto di convenienza: ti dò qualcosa perché mi aspetto che tu mi renda qualcosa, è un accordo tacito che, quando viene disatteso ci fa indispettire e ci delude e rischia di farci sentire inadeguati. Nell'amicizia vera non ci si aspetta lo scambio: tu "emetti" la tua amicizia, l'altro "emette" la sua ed entrambi siete immersi in questa atmosfera che non cessa mai, nemmeno qundo siete lontani, e così per l'amore per una donna.

    Az.zo, ma quanto ho scritto? Troppa roba, a mo basta.

    PS: non fare l'errore di pensare che sono pacifista, visto quello che scrivo. Sono pacifico, ma non pacifista.
    Ma è un altro discorso.
    Ho riletto la tua risposta un paio di volte per essere sicuro di averla assimilata correttamente (almeno spero), e volevo concentrarmi sulla questione relativa ai rapporti di convenienza, dove io do qualcosa a te e mi aspetto qualcosa in cambio. Concettualmente hai perfettamente ragione, non si devono fare le cose per avere un ritorno personale, e infatti non è il mio caso. Nel senso, quando decido di aiutare un amico, lo faccio perchè ci tengo, non perchè mi aspetto qualcosa indietro, però chiaramente mi ferisce il fatto che mentre io ci sono stato per lui, lui non ci sia stato per me. A questo punto uno potrebbe pensare che inconsciamente io abbia agito per un mio tornaconto personale (=mi aspettavo qualcosa indietro), però non è così, te lo assicuro. Ciò che mi ferisce e mi crea disagio è il PERCHè non ci sia stato per me quando ero io ad averne bisogno: sono un cattivo amico? mi sono comportato male in qualche occasione? Sono le domande che mi pongo ricorrentemente, perchè penso "l'ho aiutato, ci sono stato e tutto il resto, che motivo ha di comportarsi cosi male con me?". Ora, non so se può rientrare nella categoria da te descritta, però a primo impatto mi sembrerebbe un pò diverso.

    L'unico caso in cui pretendo qualcosa indietro è quando io ti porto rispetto. Sembra una cosa mafiosa, però se io porto rispetto a te, in quel caso pretendo che tu porti rispetto a me, perchè l'educazione viene prima di tutto (così mi è stato insegnato).

    Citazione Originariamente Scritto da mantainer Visualizza Messaggio
    Complimenti per la riflessione. Ancor più se sei un 93. Hai detto bene. Oggi più di ieri viviamo in un' epoca in cui si scambia amicizia e amore con la semplice frequentazione
    Si, sono del '93 e ti ringrazio per il complimento, però come già detto qualche post fa, saranno anche ottime riflessioni, ma mi hanno portato più disagi che altro. Come dicevo, forse era meglio essere come gli altri miei coetanei e campare più tranquillo.
    ragazzobds likes this.
     
  7. L'avatar di fausto62

    fausto62 fausto62 è offline Super FriendMessaggi 7,973 Membro dal Apr 2018
    Località Stato Pontificio
    #37

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    Andry,
    sei fuori strada sul pensare di sapere quello che per il tuo amico è normale: tu credi che per lui l'amicizia è bidirezionale, ma non è così. Questa cosa l'ho sperimentata qualche decina di volte, facevo cose a parenti, amici e conoscenti e non ricevevo nemmeno un sorriso di graditudine, come se il mondo, e quindi anche io, dovesse fare quello che necessitavano a gratisse ed anche in fretta. Poi, a posto, soddisfatto io, soddisfatti tutti! Anche io come te ci rimanevo male. Ad un certo punto mi sono adirato tantissimo con me stesso, ci tenevo all'amicizia e, come te, al rispetto, ma erano senza significato per gli altri. A seguito di quell'arrabbiatura, in realtà una vera crisi interiore, ho capito che l'amiciza per convenienza è assurda, non è amicizia, quindi mi sono messo a filtrare le situazioni: se mi facevano stare bene, le facevo, partecipavo, se non avevano valore o mi facevano sentire a disagio, rifiutavo. Sono migliorato moltissimo, gli amici sono rimasti due, ma veri amici, tutti gli altri sono conoscenti. Inutile dire che adesso mi cercano, visto che come si dice dalle mie parti, "non gli porto più l'acqua con le orecchie"!

    Il rispetto è qualcosa che si dimostra a seguito di una buona educazione. Ma è rarissimo ad oggi il rispetto, io non me lo aspetto più dagli altri, infatti sono un convinto sostenitore del deterrente.
    Ho educato i miei figli al rispetto, in famiglia, ma ho detto loro che fuori casa possono fare come vogliono.

    Altra errore che fai: le tue buone riflessioni ti debbono servire per vivere bene con te stesso. Quando vivi in rapporto con gli altri, ad eccetto dei veri amici, devi essere camaleontico, cambi in funzione di ciò che devi fare e con chi lo devi fare. Non ha senso essere pacifista con i violenti, onesto con i ladri, educato con i maleducati, ... Le tue conquiste spirituali sono tue, nemmeno la tua ragazza o in futuro, tua moglie, probabilmente, le prenderà in considerazione. I disagi li limiti non esternandole. Se ti dico quello che ho compreso, scoppia un casino qui come in tutti i posti. Allora, è materiale interiore.
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    Ultima modifica di fausto62; 03-10-2018 alle 23:29
     
  8. mantainer mantainer è offline JuniorMessaggi 2,061 Membro dal Oct 2014 #38

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    Citazione Originariamente Scritto da Andry_93 Visualizza Messaggio
    Si, sono del '93 e ti ringrazio per il complimento, però come già detto qualche post fa, saranno anche ottime riflessioni, ma mi hanno portato più disagi che altro. Come dicevo, forse era meglio essere come gli altri miei coetanei e campare più tranquillo.
    Secondo te se ti comportavi come gli altri saresti campato più tranquillo? Non credo. Se non vivi per come sei fatto non starai mai bene.Non ti preoccupare degli altri e vivi per come sei fatto.
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  9. L'avatar di Andry_93

    Andry_93 Andry_93 è offline ApprendistaMessaggi 228 Membro dal Oct 2008
    Località Lazio
    #39

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    Citazione Originariamente Scritto da fausto62 Visualizza Messaggio
    Andry,
    sei fuori strada sul pensare di sapere quello che per il tuo amico è normale: tu credi che per lui l'amicizia è bidirezionale, ma non è così. Questa cosa l'ho sperimentata qualche decina di volte, facevo cose a parenti, amici e conoscenti e non ricevevo nemmeno un sorriso di graditudine, come se il mondo, e quindi anche io, dovesse fare quello che necessitavano a gratisse ed anche in fretta. Poi, a posto, soddisfatto io, soddisfatti tutti! Anche io come te ci rimanevo male.
    Torniamo all'argomento centrale del post. Ovvero, la gente si comporta così perchè siamo facilmente sostituibili (non è bidirezionale perchè non è conveniente che lo sia). Potremmo usare l'esempio dell'auto in leasing: oggi che è possibile questa cosa, e supponendo che sia perfetta in ogni suo aspetto (la sto usando solo come termine d'esempio, sicuramente avrà le sue fregature ma non è questo il luogo per discuterne), perchè accontentarsi della stessa auto, magari funzionante, perfetta, senza problemi, quando possiamo cambiarne una ogni mese? Mi dirai che potrebbe esserci il rischio che la nuova auto non ti soddisfi. Vero, basta aspettare fino al prossimo mese e ritentare la fortuna, cercando all'infinito il nuovo che magari ci vada bene, quando ciò che ti andava bene l'avevi sin dall'inizio (l'auto iniziale). Spero che l'esempio sia abbastanza calzante.

    Citazione Originariamente Scritto da mantainer Visualizza Messaggio
    Secondo te se ti comportavi come gli altri saresti campato più tranquillo? Non credo. Se non vivi per come sei fatto non starai mai bene.Non ti preoccupare degli altri e vivi per come sei fatto.
    Da una parte hai ragione tu, nel senso che se fingessi di essere un'altra persona non funzionerebbe, mi starebbe stretta come vita. Io intendevo dire di essere come gli altri, che a quanto pare tali problemi non se li pongono, nemmeno lontanamente. Vivono le loro vite, chi va, chi viene, non danno importanza a persone, sentimenti e situazioni. Oggi è così, domani chi lo sa. Potrei riassumere che vivendo nell'ignoranza vivono 100 volte meglio. Perlomeno è quello che danno a vedere, poi si potrebbe dibattere sul fatto che non sia tutto rose e fiori e che siano bravi attori, ma non saprei e non si potrebbe nemmeno dimostrare credo.
     
  10. L'avatar di Andry_93

    Andry_93 Andry_93 è offline ApprendistaMessaggi 228 Membro dal Oct 2008
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    #40

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    Citazione Originariamente Scritto da fausto62 Visualizza Messaggio
    A seguito di quell'arrabbiatura, in realtà una vera crisi interiore, ho capito che l'amiciza per convenienza è assurda, non è amicizia, quindi mi sono messo a filtrare le situazioni: se mi facevano stare bene, le facevo, partecipavo, se non avevano valore o mi facevano sentire a disagio, rifiutavo. Sono migliorato moltissimo, gli amici sono rimasti due, ma veri amici, tutti gli altri sono conoscenti. Inutile dire che adesso mi cercano, visto che come si dice dalle mie parti, "non gli porto più l'acqua con le orecchie"!

    Il rispetto è qualcosa che si dimostra a seguito di una buona educazione. Ma è rarissimo ad oggi il rispetto, io non me lo aspetto più dagli altri, infatti sono un convinto sostenitore del deterrente.
    Ho educato i miei figli al rispetto, in famiglia, ma ho detto loro che fuori casa possono fare come vogliono.

    Altra errore che fai: le tue buone riflessioni ti debbono servire per vivere bene con te stesso. Quando vivi in rapporto con gli altri, ad eccetto dei veri amici, devi essere camaleontico, cambi in funzione di ciò che devi fare e con chi lo devi fare. Non ha senso essere pacifista con i violenti, onesto con i ladri, educato con i maleducati, ... Le tue conquiste spirituali sono tue, nemmeno la tua ragazza o in futuro, tua moglie, probabilmente, le prenderà in considerazione. I disagi li limiti non esternandole. Se ti dico quello che ho compreso, scoppia un casino qui come in tutti i posti. Allora, è materiale interiore.
    Vero che le riflessioni servono a me come mio miglioramento personale, però quello che intendevo dire, forse un pò ironicamente, è che queste riflessioni, che come detto altri non si fanno, mi hanno portato solo problemi, intesi come "crisi" interiori ad esempio, o anche il semplice essere qui a dovermi sfogare con qualcuno per cercare di capire come gira il mondo. Altri, che tali riflessioni non le fanno, che vivono nell'ignoranza, stanno tutto sommato benissimo con se stessi.

    Inoltre, purtroppo non riesco ad essere come dici tu "camaleontico", o perlomeno non come vorrei, da un lato perchè mi viene spontaneo essere in un determinato modo, e quindi fingere non mi renderebbe credibile, dall'altro perchè penso che magari se quello è stato maleducato con me è per qualcosa che ho fatto. Non dico che sia così, però prima di capirlo ho bisogno di tempo, quindi alla fine magari passano due-tre giorni e di certo non posso ritirare fuori questo o quell'argomento dopo giorni. Fortunatamente, in merito a questo secondo "punto" sono migliorato, sono arrivato a capire dopo una profonda riflessione su me stesso e su quanto capitatomi recentemente, che perlopiù non è colpa mia come mi si voleva far credere (o meglio, avrò le mie colpe ma di sicuro moooolto minori rispetto ad altri, gli stessi che però le loro responsabilità non sono in grado di prendersele, ma pretendono che io lo faccia). Resta però il primo "punto", ovvero quello dell'essere uscito così di fabbrica, non saprei cosa fare onestamente!
     
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