Giornata violenza contro le donne

Discussione iniziata da Berlin__ il 26-11-2020 - 57 messaggi - 2564 Visite

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  1. L'avatar di Berlin__

    Berlin__ Berlin__ è offline Super FriendMessaggi 5,438 Membro dal Jul 2018
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    #1

    Predefinito Giornata violenza contro le donne

    Silvana De Mari, 2 dicembre 2019:

    "E anche quest’anno la giornata dedicata alla violenza contro le donne è passata. Ho aspettato un paio di giorni a scrivere questo articolo per avere il tempo di fare tutte le verifiche. Qualcuno dei
    big l’ha nominata la parola sharia? Nessuno ha nominato la parola sharia. Certo: perché la sharia
    non è violenza contro le donne: è una forma di affetto, un po’ brusco certo, ma comunque affetto.

    Ci sono le opinioni: le opinioni possono essere condivise o essere non condivise. Le opinioni

    possono essere giuste o possono essere sbagliate, e decenza e prudenza ci dicono che in una società libera, ma anche saggia, tutte le opinioni dovrebbero poter circolare, anche perché un’opinione visibilmente “sbagliata”, francamente contro intuitiva, come quella che il sole stia fermo e la terra giri intorno, fino a un certo tempo sono buffe e poi salta fuori che sono vere.

    E poi ci sono i fatti. I fatti sono fatti. Se sulle opinioni possiamo discutere, sui fatti no. Un fatto può essere trovato magnifico da qualcuno e orrendo da un altro, lo stesso fatto è festa nazionale per una nazione e lutto nazionale per un’altra, ma un fatto è un fatto. Un fatto non può essere sotto censura, nessuno può punire o minacciare chi lo sta raccontando. E se qualcuno è minacciato o punito per aver riferito un fatto, allora vuol dire che non solo la libertà di parola è saltata, ma anche quella di autodifesa. Se ti hanno fatto saltare la libertà di parola, è perché devi stare zitto e buono, legato e anestetizzato, mentre ti fanno danni. Potete studiare la storia , potete verificare su internet, o, meglio ancora, su un vero libro di storia, visto che al momento i libri di storia esistono ancora, che la maggior parte delle fonti riporta che il Profeta Maometto, ha sposato una bambina di 7 anni, la sua terza moglie e la più amata, anche se ci assicurano che per avvicinarsi a lei abbia aspettato i suoi 9 anni. Per questo motivo nell’islam sposare una bambina è permesso e criticare questa usanza è vietato. Il Gran Bretagna patria del diritto ogni anno saltano fuori innumerevoli casi di spose bambine, ma proprio bimbe, otto o nove anni, che vanno a scuola e si siedono sui banche nascondendo il dolore di una deflorazione troppo precoce sotto la divisa scolastica uguale a quella portata nella scuola di Harry Potter. La seconda legge reintrodotta da Komehini in Iran fu

    l’abbassamento dell’età matrimoniabile in una donna a 13 anni ulteriormente abbassabile da un

    tribunale a 11, la prima legge invece fu la reintroduzione della lapidazione.

    Che Maometto reintroduca la lapidazione dell’adultera dopo che Cristo la aveva abolita e che quindi da sette secoli nessuno applicava più, è un altro fatto.

    La lapidazione è inelegante e sgradevole, il viso della donna di riempie di sangue, ecchimosi,

    bruttissime fratture scomposte ed esposte e questa è un’opinione. Che l’Iran dove le donne vengono lapidate faccia parte della Commissione ONU sui diritti della donne è un fatto. Che l’Arabia Saudita che anche ha questa abitudine di prendere a sassate le signore, con le ossa che si spaccano e le fratture scomposte che spuntano, sia nella commissione ONU per i diritti umani è un altro fatto, e da qui possiamo tirare fuori quella che onestamente è un’opinione, che all’ONU delle donna, dei loro corpi martoriati, delle loro vite distrutte, delle loro morti fatte da ineleganti ossa frantumate, importi meno di zero.

    Noi cafoni bifolchi con la passione del complottismo, possiamo anche sospettare dal basso del
    nostro complottismo, e questa quindi è un’altra opinione, che tutto questo infinito parlare della
    violenza contro le donne fatta da gente che riconosce ad Arabia Saudita e Iran il titolo di campioni nella difesa dei diritti dell’umanità in generale e delle donne in particolare, debba servire ad altro.

    Facciamo due conti, in Italia ci sono 130 “femminicidi “ l’anno. I maschi ammazzati da uomini o da donne sono circa 400. I suicidi sono circa 4000, di cui 800 donne e 3200 maschi. La nostra

    impressione è che l’emergenza sia il suicidio del maschio bianco, suicidio che ha due fondamentali cause: il disastro economico, la solitudine.


    Perché il me too è più grave della lapidazione? L’impressione di noi bifolchi è che una lunga serie di signore, dalla De Beauvoir alla Butler stia vendendo l’odio per il maschio e la famiglia come “contrasto alla violenza di genere”, ma perché l’ONU zampetta e saltella dietro questi evidenti isterismi? Perché occorre abbattere il maschio bianco per invaderne il territorio, occorre

    colpevolizzarlo per rendere tollerabile la presenza di enormi masse di maschi di etnia e religione

    diversa che in piccole percentuali, meno del 10 % della popolazione, compiono la metà degli stupri, la metà dal punto di vista numerico, ma fatti con la ferocia totale dello stupro di gruppo e dello stupro etnico. Occorre devirilizzare i maschi, rendere una colpa il testosterone per poter mettere una ragazzina smembrata in due trolley senza manifestazioni di piazza.

    Quindi questa giornata non è una burla. È qualcosa di molto peggio. Rende le donne occidentali un gruppo etnico, come gli ebrei o gli armeni. Non siamo un gruppo etnico, siamola parte femminile della specie umana e gli uomini ne sono la parte maschile. Nella civiltà occidentale le donne portano i gioielli, l’uomo si inginocchia davanti alla donna e, soprattutto, le donne vivono più degli uomini. I gruppi veramente perseguitati vivono meno dei persecutori. Le donne dell’occidente erano le uniche, grazie al cristianesimo ad avere ottenuto dignità e onore: dopo Cristo l’adultera non può più essere lapidata, se la figura della Madonna domina nelle chiese la donna non può più essere disonorata. Ma noi ci siamo lasciate convincere da calibri come la De Beauvoir, e la Butler, rispettivamente una ex collaborazionista della repubblica di Vichi firmataria del Manifesto in difesa della pedofilia nel 1977 e una tizia che si sveglia al mattino e non sa se è maschio o femmina, che i nostri uomini non erano i nostri unici magnifici alleati, ma il nostro nemico. In cambio del vittimismo, abbiamo amplificato le colpe dei nostri uomini, così che fossero castrati socialmente, e così abbiamo disarmato la società giudaico cristiana, l’unica che ha dato valore alla donne e alla libertà. E questa non è un’opinione: è un dannato fatto.

    E ora facciamoci insegnare il rispetto per le donne dall’Iran, e il cerchio sarà chiuso."

    (to be continued)
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  2. Gershwin Gershwin è offline SeniorMessaggi 14,626 Membro dal Jan 2013
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    #2

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    Applausi a scena aperta, giù il cappello.
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    Ducatista Fashionista!
     
  3. L'avatar di Berlin__

    Berlin__ Berlin__ è offline Super FriendMessaggi 5,438 Membro dal Jul 2018
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    #3

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    10 giugno 2019, Silvana De Mari:

    "La grande tragedia della tristezza del postmoderno, la tristezza opaca in cui viviamo , l’autoaggressione, l’alcol puro bevuto a canna, il maledetto spinello, la metaafetamina, il tagliarsi, l’odiarsi hanno tra le loro radici la frattura della natura e della storia. La natura afferma che i maschi vogliono le femmine e le femmine i maschi e che entrambi vogliono una discendenza. La storia ha creato il matrimonio perché tutto questo sia possibile.

    Matrimonio viene da madre, mammifero da mammella, tutto girava attorno alla donna, tutta la società era costruita per permettere alla donna di diventare madre. Uomini e donne sono profondamente diversi, se così non fosse non sarebbero spinti gli uni verso le altre, non avrebbero bisogno di essere completati da un corpo e da una mente diversi.

    Parliamo di violenza contro le donne. Solo violenza occidentale, su lapidazione e infibulazione tutti zitti, altrimenti pare brutto, e solo violenza sulle donne nate. Di quelle non nate non è stato detto niente. Grazie alla banalizzazione dell’aborto, grazie alla possibilità di uccidere un grumo di cellule che diventerà la nostra discendenza nel nostro ventre, l’aborto è stato banalizzato, è stato normalizzato, una bella cosa, un diritto. La Cina e l’India hanno approfittato. Non è stata solo un’imposizione maschile, della parte più ignobile e oscena del maschile, è stata anche una conquista femminile, diciamocela questa verità, nessuna vuole diventare madre di una femmina in Cina e India se si può scegliere. La politica del figlio unico e la tragica usanza della dote hanno fatto questo scempio.

    Mancano 60 milioni di bambine in Cina, 60 milioni di aborti fatti dopo che l’ecografia è stata in grado di stabilire il sesso, un aborto fatto su un ammasso di cellule bello grosso, in grado di sentire il dolore e l’orrore della propria morte.

    In India le cliniche hanno scritto sui cartelloni per risparmiare 1000 rupie ora ( di ecografia ed eventuale aborto) ne spenderai 20000 ( la dote) tra 20 anni. Mancano 40 milioni di bambine in India, che sommate e quelle cinesi fanno 100 milioni di bambine, il più grande sterminio della storia.
    Questo è femminicidio: l’esatta definizione di femminicidio, uccisa solo in quanto femmina. La parola quindi deve indicare questo inaudito sterminio.

    Nel marzo del 2012 ha fatto molto scalpore un dato rivelato da Ritanna Armeni, secondo la quale la violenza sulle donne “è la prima causa di morte in tutta Europa per le donne tra i 16 e i 44 anni”.
    Un paio di mesi dopo Barbara Spinelli, sul Corriere della Sera, aveva fatto una rivelazione simile: “La prima causa di uccisione [morte] nel mondo delle donne tra i 16 e i 44 anni è l’omicidio (da parte di persone conosciute)”.
    Nel giugno dello stesso anno è intervenuta sul tema Rashida Manjoo, special rapporteur dell’ONU sulla violenza contro le donne, secondo la quale “[…] in Italia la violenza domestica è la prima causa di morte per le donne fra i 16 e i 44 anni di età”.

    A queste affermazioni se ne sono aggiunte innumerevoli altre.
    La signora Boldrini parla di strage continua e appende drappi rossi.
    La signora Cirinnà ha affermato a un corso di aggiornamento dell’ordine dei giornalisti ( settembre 2016) che padre e madre sono uno stereotipo e un pregiudizio e ha aggiunto che le donne assassinate da un uomo sono più numerose di quelle morte di cancro ( 77000).

    Dio , in cui credo profondamente, mi dia testimonianza del fatto che la mia stima per le capacità cognitive delle suddette signore non è eccelsa, ma nemmeno loro possono credere alla veridicità di questi numeri.

    Per coloro che si siano persi le puntate precedenti le donne assassinate ogni anno sono circa 130, gli uomini assassinati 400, gli uomini suicidi circa 3200.

    Le donne suicide sono circa 800 e il suicidio è doppio nelle donne sole.
    L’emergenza di questo paese quindi è il suicidio, dovuto alla spaventosa situazione economica che strangola la gente, che obbliga uomini perbene a essere disoccupati, donne che vorrebbero essere madri a non osare farlo, famiglie a perdere la casa per pignoramento, imprenditori costretti a fallire per eccesso di crediti, anziani a cercare qualcosa nei cassonetti.

    A sempre più pratiche mediche è stato tolto il carattere di gratuità..

    L’emergenza è il suicidio di un paese morto, assassinato e venduto che sta chiaramente morendo senza un futuro.

    Perché hanno dicono numeri strani?
    Perché si sono tutti inventati che l’emergenza è il femminicidio e i medici obiettori?
    Per distrarre l’attenzione dal suicidio, dalla disperazione, dall’impossibilità di vivere, dai 12 miliardi di euro spesi in un’accoglienza indiscriminata che sta causando disastri e morti in mare, certo, ma non è solo questo.

    Un regime per poter diventare in tutto e per tutto dittatoriale , anche a fronte di un’ancora apparenza di democrazia elettiva, deve scardinare di un popolo il passato e l’istituzione familiare.

    Contro il femminicidio la vera sfida è il cambiamento culturale, hanno affermato i geni: quindi la nostra cultura non va bene, va cambiata, la scuola, gli insegnanti, persone che eseguono le circolari del ministero spiegheranno il maschile e il femminile: l’etica dei figli amministrata dallo stato, mi viene la nausea solo a scriverlo.

    Quella che deve saltare è l’istituzione familiare, gli uomini che amano le donne, le donne che amano gli uomini.
    Una volta saltata la famiglia un popolo diventa spazzatura, lo zerbino.

    La vera violenza contro le donne è il suicidio loro e quello dei loro uomini.
    La vera violenza contro le donne è una tassazione talmente atroce che impedisce di diventare madri.
    La vera violenza contro le donne è la disoccupazione dei loro uomini.
    La vera violenza contro le donne sono i miserabili 4 mesi di congedo per maternità, il dover tornare al lavoro quando il piccolo ha 4 mesi e ha un disperato bisogno di mamma.
    La vera violenza contro le donne è la pornografia, la vera violenza contro le donne è la mostruosa nauseante filiazione che sfrutta l’utero delle donne, i loro ovuli, il loro dolore, a volte la loro morte.

    Giù le mani dai nostri uomini.
    Giù le mani dalle nostre famiglie.
    Giù le mani dai nostri figli."
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  4. liz23 liz23 è offline JuniorMessaggi 1,739 Membro dal Jan 2013 #4

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    Il fatto che esistano anche altri problemi non esclude l'esistenza del problema violenza contro le donne. (Tra l'altro, grazie a dio, non tutte le donne vittime di violenza muoiono)
    Il voler sminuire a tutti i costi questo problema non vi fa onore.

    Poi sul fatto che la giornata x dedicata al problema non abbia alcun senso sono d'accordo.
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  5. L'avatar di Berlin__

    Berlin__ Berlin__ è offline Super FriendMessaggi 5,438 Membro dal Jul 2018
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    #5

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    il punto non è sminuire qualcosa. O meglio, cosi ragionando, poichè esistono anche le violenze nei confronti dei bambini, dei gay, delle lesbiche, degli immigrati, degli animali, di chi si suicida, dell'economia, in alcuni casi anche come pura numerosità sono molto maggiori di quello di cui si sta parlando, in realtà è questa giornata a sminuire tutte le altre forme di violenza.
    Si può fare una giornata contro la violenza in generale ? il problema è che ha meno appeal, perchè troppo generica. E' meno inclusiva e coinvolgente di questa.
     
  6. L'avatar di petitenoir

    petitenoir petitenoir è offline Super FriendMessaggi 6,835 Membro dal Sep 2015
    Località Italia
    #6

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    Io trovo che la stessa presenza di una giornata contro la violenza sulle donne (come la stessa festa della donna) sminuisca soprattutto la donna e la violenza sulle donne.
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    Non andartene docile in quella buona notte. Infuria, infuria, contro il morire della luce.
     
  7. L'avatar di Pitonessa

    Pitonessa Pitonessa è offline MasterMessaggi 30,178 Membro dal Aug 2013
    Località Torino
    #7

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    Femminicidio, un termine che leggiamo, viviamo, pronunciamo purtroppo con grande frequenza ma che non deve mai assuefarci, sapendo che le vittime non sono numeri ma donne, persone e che il dolore non finisce se non dopo un lungo percorso.
    C'è poi una violenza fatta di parole, pressioni, umiliazioni e intimidazioni e colpevolizzazioni che è entrata nella nostra quotidianità - per strada, a casa, al lavoro, sui social media - e nessuna può dirsi al riparo, una violenza che può essere subdola, talmente reiterata da neppure farci più caso (le espressioni sessite al lavoro, ad esempio). La conseguenza di questo linguaggio 'comune' è una forma di violenza psicologica che danneggia fortemente, giorno dopo giorno, l’autostima delle donne. Le parole hanno il potere anche di rafforzare certi pregiudizi e giustificare comportamenti aggressivi. Sono infatti proprio i modi di parlare, spesso radicati in vari pregiudizi, a diventare modi di pensare e vanno combattuti, eliminati, devono essere l'obiettivo di una battaglia culturale da compiere tutti, quotidianamente, non pensando che sia una piccola cosa. E' una prima rivoluzione culturale da fare insieme, uomini e donne (si anche le donne perchè a volte certe espressioni di routine, certe frasi fatte le sentiamo pronunciare persino dalle donne).
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    .........Si vive una volta sola, ma se lo fai bene, una volta sola è abbastanza

    Mae West
     
  8. L'avatar di rabe

    rabe rabe è offline MasterMessaggi 29,698 Membro dal Aug 2010 #8

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    La signora De Mari scrive meravigliosamente ed é molto abile a combinare i fatti in maniera convincente.
    Riesce a piazzare le sue idee di antiabortista omofobica con una certa eleganza. Certo, fossimo ai tempi delle crociate, avrebbe un futuro luminoso.

    Vi ricordo che la stessa signora é contraria anche alla masturbazione, perché non fa bene e considera l'omosessualitá una malattia.
    Campionessa
    Megatorneo Panamandiano
    Covid - 19

    Muta il destino lentamente,

    ad un'ora precipita.




    (U.Saba)
     
  9. L'avatar di fausto62

    fausto62 fausto62 è offline Super SeniorMessaggi 15,748 Membro dal Apr 2018
    Località Stato Pontificio
    #9

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    ... di solito ... quando leggo riesco a discernere nonostante io faccia parte del genere mononeurone ... ma comunque grazie Rabe ...
    ... another perspective ...
     
  10. L'avatar di rabe

    rabe rabe è offline MasterMessaggi 29,698 Membro dal Aug 2010 #10

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    Non ti é piaciuto il mio post, Fausto?
    Campionessa
    Megatorneo Panamandiano
    Covid - 19

    Muta il destino lentamente,

    ad un'ora precipita.




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