Lavoro e felicità si escludono per forza a vicenda? - Pagina 2

Discussione iniziata da miss.brightside il 19-03-2018 - 19 messaggi - 2276 Visite

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  1. L'avatar di flair

    flair flair è offline JuniorMessaggi 1,696 Membro dal Jul 2015 #11

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    [...] Con il Work Design lavoriamo sulla riattivazione e abilitazione delle persone in cerca di lavoro, maleoccupate o demotivate, portatrici di capitale umano disperso. [...] Con il Work Design impari a creare e gestire un progetto: quello della tua professionalità. Creare un progetto significa anzitutto imparare ad ascoltare ed osservare, a comprendere il contesto nel quale vuoi farlo nascere e a cogliere le domande che esprime rispondendo ad esso con una proposta di valore: l’idea. E poi imparare a giocare con quell’idea, confrontarla, trasformarla in qualcosa di reale trovando e coordinando risorse, sperimentarla, modificarla, testarla, scoprire cosa funziona e cosa no, ridisegnarla.[cit.]

    Ho letto quello che hai scritto nella sezione di grafica, e credo che se la tua intenzione è quella di intraprendere una professione così diversa da quella che svolgi ora e per la quale ti sei preparata per tanti anni, dovresti impostare in modo serio il tuo percorso di preparazione e non frequentare corsi privati, che immagino siano quelli semestrali o full immersion che costano un botto.
    Frequentando un corso di 6 mesi o 1 anno non sarai mai preparata come una professionista che ha affrontato in modo completo il percorso, d'altra parte non credo che una persona che ha frequentato un corso veloce di lingue possa considerarsi interprete.


    Ultima modifica di flair; 21-03-2018 alle 12:57
     
  2. Sousuke Sousuke è offline BannedMessaggi 53,606 Membro dal Jun 2015
    Località Gallarate - Padania
    #12

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    @flair

    mi sembra molta retorica; se bastasse saper gestire le risorse, rielaborare e progettare a quest'ora la maggior parte dei ricchi sarebbero poveri, e viceversa
     
  3. Sousuke Sousuke è offline BannedMessaggi 53,606 Membro dal Jun 2015
    Località Gallarate - Padania
    #13

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    Citazione Originariamente Scritto da miss.brightside Visualizza Messaggio
    Ho visitato il sito, sembra interessante ma non sono riuscita a capire in concreto cosa faccia
    in concreto nulla, infatti; ma a nessuno frega cosa si fa nel concreto, ma quanto valore ha quello che si fa anche se inutile

    ricordati sempre che gran parte dell'economia è basata sull'immagine e non tratti effettivi, del prodotto o delle persone

    il cinema appunto, si diceva
    Ultima modifica di Sousuke; 30-03-2018 alle 17:43
     
  4. L'avatar di Sensei

    Sensei Sensei è offline Super FriendMessaggi 6,040 Membro dal Nov 2009
    Località Italia
    #14

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    Per rimanere all'essenza del tema iniziale, sono convinto anche io che un lavoro che renda "felici" andandoci esista: io mi sento così tutte le mattine, e mi piace questa sensazione.
    flair likes this.
     
  5. Sousuke Sousuke è offline BannedMessaggi 53,606 Membro dal Jun 2015
    Località Gallarate - Padania
    #15

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    bisogna vedere anche quali siano le indoli delle persone, e di che lavoro si tratta

    per sentirsi felici al lavoro
     
  6. L'avatar di Joey91919

    Joey91919 Joey91919 è offline PrincipianteMessaggi 125 Membro dal Aug 2016 #16

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    Ciao,
    io mi sono laureata da 7 mesi, stesso tuo corso di studi e stesse lingue. Insegnamento a parte. non so quale mondo ti permetta di affrontare una laurea in lingue. Io ho appurato che é tutto e niente e che l'unica occupazione possibile sia (per l'appunto) l'area commerciale delle aziende o in alternativa, il ruolo di responsabile back office.
    Detto questo sai cos'ho fatto io? La cameriera (una settimana lavorando per la gloria e due retribuite con un surplus di 30h non retribuite). Trattamento da parte del datore, pessimo! Mi facevano dispetti ogni giorno e se c'era qualcosa che non andava davano la colpa a me. Altri tre mesi di colloqui senza seguito e l'altro giorno mi hanno chiamato da una gelateria a cui avevo lasciato il CV tra gennaio e febbraio. Vedremo.
    Chiunque incontri mi dice ''eh no, cerca un lavoro in linea con gli studi che hai fatto''....peccato che con lingue non si può, con lingue devi avere un piano B, specialmente con una triennale.

    L'unico spiraglio di luce lo vedo nel mondo dell'editoria e delle traduzioni ( parentesi: ho un parente che vende prodotti su QVC e mi dice che li cercano molte traduttrici in simultanea -.-''' e io...non sono MEDIATRICE!! Per esserlo c'è da frequantare altri corsi) o comunque in settori più da ''dietro le quinte'', dove non debba necessariamente controllare io tutto l'operato,ma bensì, collaborare....anche senza riceverne i meriti. Come dire, mi piacerebbe che il mio operato possa essere messo in funzione di altri, però ripeto, l'insegnamento non fa per me.

    Perdonami una domanda: in Spagna che genere di lavoro hai fatto? Qui in Italia, non ha mai trovato niente di ''simile''?


    Ah! Mi é venuta un'idea....potremmo sempre fare le travelblogger. In fin dei conti, le lingue servono a quello!
     
  7. applexx applexx è offline PrincipianteMessaggi 111 Membro dal Aug 2012 #17

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    Citazione Originariamente Scritto da Sousuke Visualizza Messaggio
    bisogna vedere anche quali siano le indoli delle persone, e di che lavoro si tratta

    per sentirsi felici al lavoro
    Esatto. A meno che a lavoro qualcuno non ti umili verbalmente o fisicamente oppure le risorse sono ridotte al minimo per cui non ti sono date le condizioni base per lavorare (eg. hai un lavoro di ufficio e non hai una sedia/tavolo/computer, lavori con temperarure medie di 10 °C/35 °C). Allora ovvio che in questi casi felicità e lavoro sono inconciliabili.
    Pero' tutto il resto è abbastanza comune e capita spesso: colleghi arrivisti, il dover imparare tutto da soli, periodi di noia, periodi in cui lavori per 12-15 ore ma ne sei pagata 8, il capo che spinge per avere da te l'impossibile in poche ore, il dover lavorare i weekend, non prendere ferie da piu' di un anno. Non credo esista un lavoro in cui non trovi neppure uno di questi "problemi". Per cui un motivo per lamentarsi c'è sempre. Nessuno ti ferma di andare via, anzi è un bene perchè il diciamo "porsi nuove sfide" fa parte del processo di crescita, ma tieni a mente che la felicità nel tuo lavoro molto spesso viene da te, non dal lavoro stesso.
     
  8. soloperunavolta soloperunavolta è offline PrincipianteMessaggi 1 Membro dal Nov 2018 #18

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    Ciao,
    A distanza di qualche mese ero curiosa di sapere che decisione sei riuscita a prendere?
    Ho 29 anni e mi trovo nella tua stessa situazione di apatia.
    Lavoro da 9 anni nell’azienda di famiglia, terminati gli studi il paese era in vera crisi cosicché non riuscendo a trovare lavoro accontentai mio padre lavorando da lui come “aiuto”. L’aiuto che dovevo fare ha fatto sì che ho iniziato a volere fortemente la mia indipendenza economica, così mi sono fermata. A 22 anni me ne vado di casa a causa di screzi familiari/lavorativi e resto in affitto(fino ad oggi).
    In azienda inzio come jolly, come sostituzioni, come affiancamenti fino a che dopo un paio di anni volevo avere un mio ruolo.
    E Così ho fatto! guardata malissimo da tutti i colleghi perché ovviamente ero la “figlia del capo”, ottengo il mio ruolo e dimostro di esser in grado di gestirmi da sola.
    All’inizio era faticoso , nessun collega voleva insegnarmi, quasi come si sentissero offesi dalla mia fermezza, e così occupavo molto tempo anche per stupidate. Ad oggi invece il mio lavoro è diventato meccanico e mi sento in colpa a lavorare così poco, i miei colleghi pensano che mi lamento e basta ma io mi trovo in una situazione difficile perché da una parte ho un lavoro che non mi soddisfa e dall’altra parte ho anche mio padre.
    Mettici che anche io come te ho il ragazzo che abita lontano e vorremmo andare a convivere (condizionata dal pensiero di mio padre che per la vita è al lavoro e quindi non posso allontanarmi) .
    sono satura
    Poi che faccio vado via da mio padre per fare l’impiegata in un altro posto solo per allontanarmi da quella situazione. Poi tu immaginati le mie pause pranzo con i miei genitori, non stacco mai.
    Non vedo spazio per me lì dentro.
    Però poi penso, mi fa comodo
    Se non trovo niente? Se non va bene la convivenza? Come faccio a ripagarmi l’affitto?
    Però ecco io non ce la faccio più a lavorare 1
    Ora effettiva al giorno per 8 ore al giorno
    Però il cambiamento mi spaventa.
     
  9. miss.brightside miss.brightside è offline PrincipianteMessaggi 37 Membro dal Apr 2017 #19

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    Ciao soloperunavolta,

    Ti rispondo volentieri per farti sapere come si è evoluta la situazione, ma premetto già che non ho avuto il coraggio di cambiare nulla.
    Ad agosto mi stava per scadere il contratto, mi hanno fatto un rinnovo di 6 mesi dopo che ho fatto emergere tutti i problemi che avevo con le Risorse Umane dell'azienda.
    A novembre 2018 se ne va un mio collega, mi viene riversato tutto il suo lavoro addosso... unica cosa positiva e che mi ha reso FELICISSIMA (per poco)! Ho iniziato ad avere le giornate piene, imparando cose nuove (ovviamente tutto da sola e sgomitando) e provando a dimostrare a colleghi e capo che non sono una deficiente. In concomitanza con questo evento sono andata a vivere con il mio ragazzo, abbiamo preso la famosa casa in affitto, vincendo anche un contributo di 150€ al mese che ci aiuta nell'affitto: spendiamo quindi 450€ invece di 600€. La distanza casa-lavoro (ricordo: 1 ora di macchina, 2 a/r), inizia a farsi sempre più pesante, considerato che adesso mi capita di fare straordinari (che non incidono minimamente sul mio stipendio), arrivo a casa sfinita. E vivendo da soli, con tutto quello che c'è da fare e vorrei fare in casa, è veramente difficile. Il mio stipendio non mi basta per arrivare a fine mese, fortunatamente ho messo dei soldi da parte col tempo, ma piano piano sono sempre meno. Gran parte dei soldi mi parte per le spese dell'auto. STO LAVORANDO PER PERMETTERMI DI LAVORARE QUI.
    E' allucinante. Mi hanno pure fatto l'indeterminato, senza aumento di livello nonostante nel frattempo le mie competenze siano molto cresciute, le mie responsabilità siano aumentate così come la mia importanza nel lavoro di ufficio (se prima la mia dipartita non avrebbe creato scompiglio, adesso se me ne andassi lascerei un buco non indifferente!). Il clima in ufficio che si respira è da matti.
    Spero tu abbia avuto più coraggio di me, chiudersi in un'azienda di famiglia credo sia un altro gran casino da cui è difficile uscire.

    Io continuo a cercare un lavoro più vicino a casa, e magari con uno stipendio anche decente (ma dato che eliminerei il viaggio andrebbe bene anche lo stesso stipendio). Capisco che c'è chi non se lo può neanche pagare un affitto, ma io riesco a pagare solo quello e NIENT'ALTRO. Non posso fare vacanze, vado a mangiare una pizza una volta al mese, shopping abolito, scanso l'idea di un figlio perché non saprei come mantenerlo, figuriamoci un eventuale matrimonio, dovrei prenderci un mutuo. Vorrei formarmi in altro, come già detto, ma non ci sono corsi serali nella mia città (non parlo di corsi gratuiti, neanche a pagamento). Comunque apprezzo il fatto di potermi permettere la vita in casa col mio ragazzo, che è l'unica cosa che mi rende felice al momento. Cerca di fare anche tu quello che ti rende felice, anche se sappi che qualche sacrificio in un modo o nell'altro dovrai sempre farlo!

    In bocca al lupo!
     
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