Il matrimonio del mio migliore amico.

Discussione iniziata da Miao85 il 23-08-2016 - 123 messaggi - 7962 Visite

Like Tree148Likes
  1. L'avatar di Miao85

    Miao85 Miao85 è offline JuniorMessaggi 1,616 Membro dal Apr 2014 #1

    Predefinito Il matrimonio del mio migliore amico.

    Mi spiace. Sarà un topic lunghissimo. Perché il dono della sintesi non mi appartiene, e perché è necessario un quadro generale il più approfondito possibile.
    E ancor di più mi spiace mettere in piazza fatti che non mi riguardano (almeno direttamente), ma sono in sincera, profonda difficoltà, e ho davvero bisogno di pareri spassionati.

    Io e P ci conosciamo sui banchi di scuola 17 anni fa. Ci detestiamo: siamo i due caratteri "forti" della classe, i leader, è istintiva competizione. Ma dura una settimana, perché poi cominciamo a volerci bene, tanto bene. E non abbiamo mai smesso negli ultimi 17 anni.
    P è il mio migliore amico. P è mio fratello. P è un figlio per mia mamma, io sono una figlia per i suoi. Ci siamo sempre stati l'una per l'altro e viceversa, ci siamo sostenuti, stimati, brontolati. Ci siamo detti di tutto, sinceri, sfacciati, consapevoli che con un'amicizia come la nostra si possa fare: si possa dirsi tutto, perché sappiamo che lo diciamo nel bene dell'altro, e l'altro mai ne dubiterà.
    Ci siamo accompagnati da vicino e da lontano, senza mai un'ambiguità. Abbiamo conosciuto i rispettivi partner e ne siamo diventati sinceri amici. Ci siamo detti "quello/a non fa per te, ma se sei felice, lo sono anch'io". Ci siamo consolati, ci siamo anche delusi, e poi ci siamo sempre capiti.
    E quando poco meno di tre anni fa mi ha detto "ho conosciuto la donna della mia vita", mi sono emozionata e commossa per lui. E quando due anni fa mi ha detto: "la voglio sposare: aiutami a scegliere l'anello, sei la mia testimone di nozze!" mi sono sciolta. Non poteva riconoscere la nostra amicizia in modo più pieno, scegliendomi ancora a fianco a lui nel suo giorno più importante, nella sua scelta più importante.

    P. è un ragazzo allegro, socievole e carismatico. Vispo e un po' furbetto, "terrone" nel bene e nel male (concedetemelo, lo dico con tutto l'affetto di cui sono capace!), contraddittorio, come tutti (energico ma anche pigrissimo, spendaccione ma a tratti tirchio, spartano ma amante di brand e oggetti di lusso). Da sempre gran lavoratore (viene da una famiglia che si è fatta "da sola" e per cui la "rivalsa sociale" avviene anche e soprattutto tramite un pochino di ostentazione) sta realizzando una carriera eccezionale (ha già superato colleghi con anche 15 anni più di lui!). Nel lavoro è preciso, maniacale, ambizioso, estremamente lucido. E anche grazie al lavoro, si è ritrovato a vivere in quel "bel mondo" a cui la sua famiglia ha sempre ambito.
    Pur non essendo un "bamboccione" - è uscito di casa giovanissimo e gira il mondo ormai da 8 anni - è legatissimo ai genitori, con un rapporto, per i miei canoni, al limite dell'ossessivo. Sua madre è il punto di riferimento assoluto tale da essere un vero e proprio ago della bilancia anche nelle sue relazioni: le ragazze che non ricevevano il suo bollino d'approvazione avevano in ogni caso vita breve con lui.

    P si è innamorato di B nel giro di tre giorni. In comune l'ambiente lavorativo (lei in questo ha saputo supportarlo e comprenderlo come nessuna prima), certi hobbies, la passione per la "bella vita", il profondo legame con la famiglia d'origine.
    P e B vivono in armonia per due anni, passati in giro per il mondo per lavoro, una vita ovattata, una specie di "vacanza perenne" fatta di lussi, posti stupendi, comfort assoluti e privilegi.
    Poi...

    Poi, complice la loro lontananza, io vedo B solo tre volte nel corso di quei due anni: lei è schiva, estremamente riservata al punto da sembrare sfuggente, sembra "fredda", composta, educatissima, ma a tratti caustica e pungente. L'impressione non è delle migliori, ma sospendo il giudizio perché credo nella scelta di P.
    Così quando a primavera mi dicono che passeranno l'estate in Toscana, nella località di mare dove entrambi abbiamo la casa, mi entusiasmo. Mi entusiasmo perché avrò modo di passare tanto tempo con P, come non succede da oltre un lustro, ma soprattutto perché potrò conoscere un po' meglio B e, spero, diventarle amica.
    Arriva l'estate, ci spostiamo tutti al mare. Passiamo molto tempo insieme, quasi sempre in gruppo. Ci vuole tempo per "scioglierci" ma alla lunga FUNZIONA. Tanto che una sera propongo a B un'uscita io e lei da sole: ci divertiamo, ci confrontiamo, e lei mi piace, tanto! Finiamo la cena abbracciate, entrambe commosse, felici! Sono incredibilmente sollevata, e finalmente mi sento serena.

    MA. La mattina dopo ci prendiamo del tempo anche io e P. Facciamo alcune commissioni insieme e parliamo, tanto, troppo.
    Già ai primi di luglio mi aveva accennato alcune problematiche, ma non avevamo approfondito: le avevo archiviate come le paturnie di chi sta per sposarsi.
    Invece P snocciola tutto, una in fila al'altra: litigano in continuazione, sono tesi, nervosi. Lei non gli è più complice come un tempo sul lavoro (non lavorano nello stesso ambito, solo nello stesso contesto), anzi a tratti lo mette in sincera difficoltà con scelte inappropriate. E alle di lui rimostranze fa spallucce.
    Da quando sono tornati a vivere in Italia è finito l'effetto vacanza: vivono in una casa grande ed impegnativa, che lei non sa e non vuole gestire. Premetto: lui è un casalingo mancato (ama cucinare, fare le faccende, è attento all'ordine e alla pulizia). Ma lei lavora con "orario d'ufficio", 8 ore e sempre quelle. Lui lavora anche 14 ore al giorno, e si aspetterebbe, quando torna a casa, che B avesse almeno fatto la spesa, o steso i vestiti che lui la mattina ha messo in lavatrice.
    Invece lei non muove un dito. Se lui esce da lavoro alle 22, deve andare a fare la spesa. Torna a casa, e deve rifare la lavatrice perché ormai i panni hanno tirato l'umido e maleodorano. Lei non è capace neanche di sparecchiare: quando finiscono di cenare (con quel che lui ha cucinato alle 23), B aspetta che un maggiordomo immaginario le metta i piatti in lavastoviglie. Su questo è una lotta continua e quotidiana e, pare, in mesi non hanno trovato un punto di incontro né di comunicazione.
    Per concludere il quadro, la loro vita sessuale è praticamente azzerata da otto mesi a questa parte. Non che P ne soffra poi molto, è il primo ad essersi "spento" a causa di queste continue tensioni.

    Io allibisco, sbianco, mi manca quasi il fiato. Avevo annusato qualcosa, ma non immaginavo: pensavo fossero solo stressati dalla preparazione del matrimonio (assai impegnativo di per sé, a maggior ragione perché organizzato "a distanza") e invece...
    E invece pare che non siano disposti al dialogo, che ognuno sia arroccato sulle proprie posizioni, che ogni discussione finisca con fastidiosi e vicendevoli rinfacci, che la polemica sia sempre latente, che passino di malumore in malcontento. (Riporto le sue parole pressoché esatte!)
    E poi, la fatidica domanda: "Miao, ma faccio bene a sposarmi?".
    E io non ho saputo rispondere.

    Qualche giorno fa P mi chiama, mi dice che il finesettimana prima del matrimonio sarà solo. Che ha un po' paura, che vorrebbe lo raggiungessi nella città in cui vive per stargli vicino. Ha bisogno di me.
    Così compro il biglietto aereo e fra qualche settimana sarò da lui. 6 giorni prima del suo matrimonio.
    Ma cosa fare? Cosa dire?
    Dovrei dirgli che sta sbagliando? Che non appena la vita ha smesso di essere una "vacanza" per loro, e si sono calati nella realtà, sono scoppiati? Che questo mi spaventa e mi sembra una pessima premessa? Che forse hanno affrettato troppo i tempi? Che odio vederlo così deluso da loro come coppia?
    L'onestà che gli devo come più cara dei suoi amici me lo imporrebbe.
    Ma so anche che la sposerà in ogni caso. La sposerà perché è troppo tardi; la sposerà perché la sua famiglia (sua madre in testa) lo vuole; la sposerà perché altrimenti dovrebbe licenziarsi; la sposerà perché a sei giorni dalla data quel matrimonio salta, non lo puoi "solo" rimandare.
    E io non sono certa di voler ricoprire il ruolo di quella che ha fomentato i suoi dubbi, di quella che gli ha detto di scappare, di quella che non ha creduto nella sua scelta. So che la sposerebbe, e non me lo perdonerebbe, e lo perderei.

    Sono triste, combattuta, sconcertata, dubbiosa e, di fatto, paralizzata.
    Un consiglio, ve ne prego!


    Bakko and 0cchineri like this.
    Ultima modifica di Miao85; 22-08-2016 alle 23:21
     
  2. NeverGiveUp94 NeverGiveUp94 è offline SeniorMessaggi 11,358 Membro dal Oct 2015 #2

    Predefinito

    Credevo che fosse la classica storia che finisce con i due migliori amici si scoprono amanti e poi si sposano. Peccato.
    Detto questo, sinceramente io direi di far saltare tutto perchè una coppia che parte con questi presupposti non arriva manco a due anni di matrimonio. Ma una curiosità: le cose sono cominciate ad andare male prima che lui chiedesse la mano di lei o dopo? Se sono cominciate prima di chiedere la mano...perchè ha deciso di sposarsi?
    Miao85, Memetchi95, Eirwen and 3 others like this.
    “Guardo al futuro con l’inguaribile ottimismo di un dodo”
     
  3. L'avatar di Black_Knight

    Black_Knight Black_Knight è offline Super FriendMessaggi 5,361 Membro dal May 2015
    Località Regno delle nebbie
    #3

    Predefinito

    Miao, sii amica fino in fondo, costi quello che costi...anche se non ti darà retta, glielo devi dire che sta per fare una colossale catzata.
    Miao85, Memetchi95, Eirwen and 4 others like this.
     
  4. L'avatar di onde

    onde onde è offline Super ApprendistaMessaggi 546 Membro dal Mar 2014 #4

    Predefinito

    secondo me devi dirglielo, poi la scelta spetterà sempre a lui, ma se sei vera amica hai a questo punto il dovere di dirgli di non sposarti.
    Puoi iniziare la parte fondamentale del discorso con "sono una persona a te molto legata e in quanto tale sento il dovere di farti il seguente discorso e ti prego ascoltami con molta attenzione... " e poi saprai tu che parole dire.
    Ma se lo pensi devi assolutamente dirglielo e fargli capire che si può fermare il matrimonio in qualunque momento precedente il si, che è una scelta personale e non sindacabile da chiunque altro.
     
  5. L'avatar di Miao85

    Miao85 Miao85 è offline JuniorMessaggi 1,616 Membro dal Apr 2014 #5

    Predefinito

    @ never:
    Lui le ha chiesto di sposarla dopo 8 mesi di storia. E si sposeranno a circa due anni dalla proposta (causa trasferte di lavoro, altrimenti lo avrebbero fatto anche prima).
    Sono in grisi da circa nove mesi, da quando sono finite le trasferte in giro per il mondo (fatte di vita in resort di lusso - donna delle pulizie tutti i giorni, pasti sempre fuori in ristoranti stellati, spa e piscina in "casa" ecc - autista privato, viaggi fantastici, periodo formativo sul lavoro e quindi meno impegnativo ecc.).
    Ultima modifica di Miao85; 22-08-2016 alle 23:30
     
  6. NeverGiveUp94 NeverGiveUp94 è offline SeniorMessaggi 11,358 Membro dal Oct 2015 #6

    Predefinito

    Coppia nata assai male, non hanno avuto la prova del nove della convivenza, sia in bene che in male(con tutto ciò che ne consegue). Appena hanno cominciato la vita da coppia(ovvero convivenza) sono subito emerse difficoltà insormontabili e per quanto mi riguarda...è una coppia che è pressochè finita. Va avanti per inerzia e/o per volere di altri.
    Mi permetto di dire che chiedere la mano dopo 8 mesi di storia mi sembra francamente esagerato, ma forse ho un pensiero "too old".

    E' una coppia viziata dal lusso e dalla mobilità, al ritorno "sulla terra" hanno immediatamente perso la battaglia contro la quotidianità.
    Miao85 and Eirwen like this.
    Ultima modifica di NeverGiveUp94; 22-08-2016 alle 23:37
     
  7. L'avatar di DieSchoneMuellerin

    DieSchoneMuellerin DieSchoneMuellerin è offline Super ApprendistaMessaggi 549 Membro dal Feb 2015
    Località Bologna
    #7

    Predefinito

    Insomma...pacchia finita si torna alla realtà...credo sia il caso di dargli uno scossone
    Miao85 likes this.
    Hätt ich tausend Arme zu rühren!
    Könnt ich brausend die Räder führen!
    Könnt ich wehen durch alle Haine!

    Könnt ich drehen alle Steine!
    Dass die schöne Müllerin
    Merkte meinen treuen Sinn!

    Wilhelm Müller

     
  8. L'avatar di Miao85

    Miao85 Miao85 è offline JuniorMessaggi 1,616 Membro dal Apr 2014 #8

    Predefinito

    Anzitutto ringrazio tutti per i vostri contributi, e ringrazio preventivamente anche chi volesse ancora rispondermi. Mi rendo conto che il mio sia un pippone assurdo, e voi siete quasi segli eroi anche solo per averlo portato a fine (senza svenire o cadere in un sonno profondissimo!).

    Vi giuro che questa situazione mi sta togliendo il sonno.
    E torno a chiedermi: dato che la sposerà COMUNQUE, ha senso dirgli quel che penso? A che scopo? Non ambisco certo a potergli dire "te l'avevo detto"...
    Sono certa di rischiare la nostra amicizia. Così come sono certa che la mia opinione sia per lui la più importante dopo quella della famiglia, ma non in grado di spostarlo. Non in questo momento. Forse se mi avesse parlato qualche mese fa...
    Non sarebbe più sensato tenermi su toni e argomenti molto più moderati e poterci essere? Esserci se e quando scoppieranno, intendo, e lui avrà davvero bisogno di me?
    Davvero, sono fra due fuochi. So che sarebbe giusto dirgli quel che credo e che temo. Ma mi sembra un vero e proprio harakiri, a maggior ragione perché so che non potrò fare la differenza...

    Scusatemi, devo sembrarvi ridicola e probabilmente lo sono.
    Ma la coscienza morde, il cervello pulsa, il cuore accelera. Non so davvero se ciò che è "giusto", in questo caso, sia anche la cosa migliore da fare.
    Ultima modifica di Miao85; 22-08-2016 alle 23:55
     
  9. L'avatar di Azadeh

    Azadeh Azadeh è offline JuniorMessaggi 2,260 Membro dal Aug 2015 #9

    Predefinito

    Lui si è confidato con te perché sei la sua migliore amica... bella responsabilità.
    Tu digli quello che ti senti con il cuore di dirgli... un'amica lo farebbe.
    Ma un'amica ti permette anche di sbagliare... sempre che di errore si tratti.
    Io sono assolutamente dell'idea che i consigli non sono graditi se non espressamente richiesti... soprattutto quando si tratta della MIA coppia.
    Ad ogni modo, lui te lo ha chiesto... è tuo dovere amicale darglielo subito il parere non tra 6 mesi.
    Conosco gente che si è lasciata sull'altare senza pentimenti.
    Ci sono abissi in cui la maggior parte degli esseri umani non osa scendere.Sono gli inferni della nostra vita istintiva, il viaggio nei nostri incubi necessario per rinascere.Anais Nin
     
  10. roma_amor roma_amor è offline JuniorMessaggi 1,704 Membro dal Dec 2015 #10

    Predefinito

    lui ti piace?
     
Questo sito Web utilizza "cookie" a fini statistici e per la navigazione nonché cookie di terze parti. Continuando la navigazione su questo sito, ritornandovi in seguito, cliccando sui link al suo interno o anche facendo scrolling dichiari pertanto di acconsentire al loro utilizzo. [Cookie Policy]   [OK]