La mia prima volta

Discussione iniziata da Hannibal__Lecter il 27-09-2020 - 21 messaggi - 867 Visite

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  1. L'avatar di Hannibal__Lecter

    Hannibal__Lecter Hannibal__Lecter è offline JuniorMessaggi 1,871 Membro dal Aug 2020 #1

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    F. non era il mio migliore amico (quello era un altro e ne ho parlato in un altro thread), ma gli volevo bene, anche se non ci vedevamo molto. Lui aveva un anno più di me ed era già andato all'Università, in un'altra città, quando io frequentavo ancora l'ultimo anno di liceo.
    L'anno prima era successo un fatto molto brutto: lui, che già era orfano di padre, aveva perso anche la madre dopo una breve malattia. Gli ero stato vicino, per quanto potevo, e, per la prima volta in vita mia, avevo capito quanto poteva essere dolorosa la vita.
    Finito il liceo, dopo l'estate, ero partito per l'Università anche io.
    Con F. ci rivedemmo durante le vacanze di Natale: non eravamo soliti passarle insieme, ma (anche questo l'ho spiegato in un altro thread) io ero in rotta con il mio migliore amico e non volevo frequentare, quel Natale, la mia vecchia comitiva, per cui mi ero avvicinato a F. ed avevo cominciato ad uscire insieme ai suoi (pochi) amici.
    Tra questi c'era anche T., sua sorella.
    Io l'avevo già vista, di sfuggita, qualche anno prima, quando era ancora poco più di una bambina, paffutella e francamente sgraziata (così mi era sembrata). Adesso aveva 17 anni e mezzo, poco meno della mia età, e mi appariva trasformata, completamente diversa: una bella ragazza, alta, con tutte le "forme" al posto giusto.
    Mi ero accorto subito che l'avevo colpito: anzi, che mi stava letteralmente mangiando con gli occhi.
    Ne fui ovviamente lusingato, ma non avrei mai pensato che le cose sarebbero andate così velocemente. Fu subito dopo Natale: durante una passeggiata, gli altri ragazzi della compagnia erano andati avanti e noi eravamo rimasti indietro, chiacchierando del più e del meno. Ad un certo punto mi disse che era stanca e mi chiese di sederci su una panchina (eravamo in un giardinetto pubblico). Dopo pochi minuti, si alzò, si sedette sulle mie ginocchia a gambe divaricate, mi mise le braccia sul collo, e mi baciò. Con passione, con veemenza, quasi con violenza, sembrava volesse divorarmi.
    Io ero quasi atterrito: non avevo esperienza, non ero praticamente mai stato insieme ad una ragazza. Sì, durante i primi mesi all'università avevo cominciato a flirtare con un paio di compagne di studi, ma, insomma, niente di che, non mi ero mai spinto "oltre" un certo punto. E, soprattutto, non avevo mai avuto vicino una ragazza così "calda". Lei, me lo raccontò dopo, aveva già avuto altri ragazzi, e si vedeva benissimo che era molto più "disinvolta" di me.
    Non vedendoci arrivare, intanto, gli altri ragazzi erano tornati indietro e ci avevano "colti sul fatto": ci si misero attorno e ci fecero un applauso (stile "Il Tempo Delle Mele", per chi ha visto il film ).
    E così eravamo "ufficialmente" fidanzati
    Adesso, con la consapevolezza che solo la maturità riesce a dare, mi rendo conto che quel modo così veemente di chiedere e dare amore era una reazione alla sua situazione: T. era cresciuta in fretta, troppo in fretta. Era rimasta sola, aveva perso la madre e suo fratello era fuori casa quasi tutto l'anno. Viveva con la nonna, una vecchia megera oggettivamente orripilante: aveva FAME d'amore, fame di riceverlo e di darlo: una fame ossessiva, insaziabile.
    Ma allora non capivo, non potevo capire, e l'unica cosa che vedevo era una bella, ragazza che, insperabilmente, aveva deciso di mettersi con me.
    Dopo due giorni passati a limonare furiosamente ovunque fosse possibile, T. mi diede il colpo di grazia: "Voglio fare l'amore con te", mi disse...


    Fare l'amore?.. E chi l'aveva mai fatto?... E poi, dove avremmo potuto farlo, mica potevo chiedere ai miei di lasciarci casa così, all'improvviso.
    "Facciamolo in macchina", mi soccorse lei.
    Neanche quello era facile, però: avevo la patente da pochissimi mesi e, peraltro, essendo partito per l'Università, non avevo quasi mai guidato senza istruttore a fianco. Come glielo spiegavo a mio padre?
    Mi feci coraggio e mi inventai una scusa assurda, così finalmente ebbi in mano le chiavi dell'auto. Naturalmente mio padre non mi diede la sua, ma la vecchissima Fiat Ritmo che, qualche volta, usava mia madre.
    Col cuore che mi batteva forte, andai a prendere T. e cercai un luogo isolato. Non ero esperto, ero emozionantissimo, così andai a finire in un posto squallidissimo, vicino ad uno sfasciacarrozze.
    Appena fermi, lei mi si buttò subito addosso, iniziando a cavalcarmi.
    Io, un po' per l'emozione, la paura, l'inesperienza ed il freddo cane che faceva (era la fine di dicembre), beh, come dire... non riuscii a "quagliare"...
    Dopo un po', vista la situazione, lei si fermò e mi guardò interrogativa.. Io, a quel punto, trattenendo le lacrime per la vergogna, confessai: ero vergine, non avevo mai fatto l'amore ed in quel momento ero così confuso che non avrei saputo neanche da dove iniziare.
    Avrei voluto sprofondare.
    Sarebbe bastata una sua parola sbagliata, magari una risata, per farmi precipitare in un vortice di disperazione da cui non mi avrebbero più salvato neanche anni di psicoterapia....
    Invece lei fu dolcissima: mi sorrise, mi tranquillizzò, rimanemmo un po' di tempo vicini vicini a scaldarci a vicenda e poi, sempre delicatamente e dolcemente, mi "aiutò" a riprendermi. Non ci volle molto: questa volta fui io a mettermi su di lei e, magicamente, come in una bellissima canzone di Dalla:


    "Sopra all'auto scalcinata
    Al margine di un campo
    .........
    Dove due ragazzi senza tempo
    Fanno l'amore"


    Fu come stappare una bottiglia di spumante: dopo tutto venne facile, semplice, lineare, come se non avessi mai fatto altro nella vita. Facemmo l'amore un'altra volta, e poi un'altra ancora... Tornai a casa tardissimo ma felice, leggero come se camminassi sulle nuvole.
    Anche il giorno dopo mi inventai una scusa per prendere la macchina, ma già il terzo giorno non ce ne fu bisogno: quando mio padre, un grande, mi porse le chiavi dicendomi "sta' attento", si capiva perfettamente che non mi stava parlando solo del traffico.
    Per togliere ogni dubbio, il giorno dopo insieme alle chiavi mi fece trovare direttamente sul mio comodino anche una scatola di preservativi... L'ho già detto che era un grande, mio papà?...
    Trascorsi tutti gli altri giorni di vacanze a fare l'amore, più e più volte al giorno, come solo a quell'età è possibile fare.
    Ma poi arrivò l'Epifania: dovevo tornare all'Università. Ci lasciammo in lacrime, tutti e due, promettendoci amore eterno. Sapevamo che ci saremmo rivisti solo a Pasqua, ma in quel momento non sembrava un problema, niente sembrava un problema.
    Cominciò una relazione a distanza, con i mezzi di allora: niente telefonino (nella stanzetta che occupavo, in realtà, non avevo neanche il telefono fisso, quello a gettoni delle cabine telefoniche era il mio unico mezzo di comunicazione), niente whatsapp, niente social, solo le lettere,scritte a mano: le vecchie lettere da imbucare nella cassetta della posta e da aspettare ogni mattina, col cuore in gola, quando arrivava il postino.


    Tre mesi lontani: troppi per la mia età. Già alla fine di febbraio avevo un'altra ragazza, una mia compagna di corso. Avrei potuto tenerlo per me e mantenere ambedue le relazioni, in epoca "analogica" nessuno lo avrebbe scoperto. Ma si vede che pure a 19 anni non avevo lo "spirito dell'amandino traditore"...
    Presi immediatamente carta e penna: non avrei potuto continuare a scriverle e telefonarle fingendo un amore che non provavo più. Le scrissi una lunga lettera, cercando di essere il più delicato possibile ma, allo stesso tempo, anche il più onesto possibile, descrivendo ciò che mi era capitato.
    Lei non mi rispose.
    A Pasqua, andai a trovarla a casa di sua nonna, volevo spiegarmi di persona. Lei non c'era, e neanche F., il fratello, erano andati a passare le vacanze pasquali dall'altra nonna, in un'altra città.
    Capii che non era un caso, e che non voleva più vedermi, l'avevo ferita troppo.
    Arrivò l'estate e buona parte la passai sui libri, volevo finire subito gli esami del primo anno, e così feci. Poi due settimane a Parigi (il "viaggio della maturità" che non avevo potuto fare l'anno precedente).
    Quando, alla fine di agosto, tornai a casa per un ultimo scampolo di vacanze, provai ancora a cercarla a casa della nonna. Lei era già partita, con F., doveva cominciare anche lei l'Università.
    Ed è stato così che la prima donna della mia vita, quella a cui devo molto, non l'ho più vista né ho più saputo nulla di lei.
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    "​Vorrei che potessimo parlare più a lungo, ma sto per avere un vecchio amico per cena"
     
  2. L'avatar di Antasia

    Antasia Antasia è offline ApprendistaMessaggi 402 Membro dal Sep 2020 #2

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    @Hannibal
    Grazie per aver condiviso questo ricordo con noi.
    È apprezzabile questa volontà di raccontare delle parti di sè.
    Io ad esempio non ci riuscirei, non sono il tipo che ama molto raccontare di sè.
    E purtroppo non riesco a guardare al passato e ai ricordi con tranquillità, mi ci devo ancora riconciliare. Guardo a quegli anni con un po’ di rimpianto, e se potessi tornare indietro, li avrei probabilmente vissuti diversamente
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    Ultima modifica di Antasia; 28-09-2020 alle 10:08
     
  3. L'avatar di Hannibal__Lecter

    Hannibal__Lecter Hannibal__Lecter è offline JuniorMessaggi 1,871 Membro dal Aug 2020 #3

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    Citazione Originariamente Scritto da Antasia Visualizza Messaggio
    @Hannibal
    Grazie per aver condiviso questo ricordo con noi.
    È apprezzabile questa volontà di raccontare delle parti di sè.
    Io ad esempio non ci riuscirei, non sono il tipo che ama molto raccontare di sè.
    E purtroppo non riesco a guardare al passato e ai ricordi con tranquillità, mi ci devo ancora riconciliare. Guardo a quegli anni con un po’ di rimpianto, e se potessi tornare indietro, li avrei probabilmente vissuti diversamente
    Io ho 45 anni, queste sono vicende di 27 anni fa, un'altra vita, per questo ne parlo con tranquillità e tanta tenerezza.
    Altra cosa il mio passato prossimo ed il mio presente, di quello non riuscirei a parlare facilmente neanche io.
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    "​Vorrei che potessimo parlare più a lungo, ma sto per avere un vecchio amico per cena"
     
  4. rob221 rob221 è offline Super ApprendistaMessaggi 802 Membro dal Jun 2020 #4

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    Hannibal, qua mi sembra che non sia il caso di andarla a ricercare. 27 anni sono tanti, ma mai abbastanza perché una donna dimentichi!
     
  5. L'avatar di Hannibal__Lecter

    Hannibal__Lecter Hannibal__Lecter è offline JuniorMessaggi 1,871 Membro dal Aug 2020 #5

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    Citazione Originariamente Scritto da rob221 Visualizza Messaggio
    Hannibal, qua mi sembra che non sia il caso di andarla a ricercare. 27 anni sono tanti, ma mai abbastanza perché una donna dimentichi!
    No, non ci penso proprio, sporcherei quel ricordo.. E poi, per dirle cosa?
    In realtà dovrei chiederle ancora scusa, non è che mi sia comportato benissimo..
    Ma dopo 27 anni (sarà sposata, con figli anche grandi, probabilmente) sarebbe ridicolo.


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  6. L'avatar di fausto62

    fausto62 fausto62 è offline SeniorMessaggi 14,146 Membro dal Apr 2018
    Località Stato Pontificio
    #6

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    Accipicchia Hanny ...
    ... hai scaricato la tua prima ragazza ... colei che ti stra-sverginò ... con l'equivalente di un messaggino di oggi ... ma nemmanco una telefonata hai avuto l'ardire di farle ... da te non me lo sarei mai aspettato ...
    ... per aggingere solo che 27 anni sono un soffio ... per le donne che ... ricordano sempre tutto e quando meno te l'aspetti ti ritrovano ... e sì se ti ritrovano ... e quando ti ritrovano ... meglio non trovarsi lì dove ti ritrovano ...
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    2020 . . . bi.sex.stile ... sex.stile ... stile ... bi bi ...
     
  7. L'avatar di Hannibal__Lecter

    Hannibal__Lecter Hannibal__Lecter è offline JuniorMessaggi 1,871 Membro dal Aug 2020 #7

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    Citazione Originariamente Scritto da fausto62 Visualizza Messaggio
    Accipicchia Hanny ...
    ... hai scaricato la tua prima ragazza ... colei che ti stra-sverginò ... con l'equivalente di un messaggino di oggi ... ma nemmanco una telefonata hai avuto l'ardire di farle ... da te non me lo sarei mai aspettato ...
    ... per aggingere solo che 27 anni sono un soffio ... per le donne che ... ricordano sempre tutto e quando meno te l'aspetti ti ritrovano ... e sì se ti ritrovano ... e quando ti ritrovano ... meglio non trovarsi lì dove ti ritrovano ...
    Fausto, quale onore! Non pensavo avresti mai perso il tuo tempo a leggere una delle mie noiosissime storie sentimentali
    Mi fa piacere.


    "​Vorrei che potessimo parlare più a lungo, ma sto per avere un vecchio amico per cena"
     
  8. rob221 rob221 è offline Super ApprendistaMessaggi 802 Membro dal Jun 2020 #8

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    Più che scusa, dovresti dirle grazie per la bellezza che ti ha regalato, ma non mi arrischierei comunque. In ogni caso, non hai fatto niente di male, anzi, la ricordi con tenerezza.
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  9. L'avatar di Hannibal__Lecter

    Hannibal__Lecter Hannibal__Lecter è offline JuniorMessaggi 1,871 Membro dal Aug 2020 #9

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    Citazione Originariamente Scritto da rob221 Visualizza Messaggio
    Più che scusa, dovresti dirle grazie per la bellezza che ti ha regalato, ma non mi arrischierei comunque. In ogni caso, non hai fatto niente di male, anzi, la ricordi con tenerezza.
    L'ho lasciata, dopo appena due mesi che ci eravamo ripromessi amore eterno.
    Lo so, eravamo due ragazzi ed è normale che a quell'età questo possa accadere... Ciononostante penso di averla ferita, lei era veramente "presa" da me, persino troppo.
    Peraltro, questo non l'ho raccontato, in realtà successivamente un amico comune mi aveva detto che era stata malissimo. Un po' di rimorso ce l'ho avuto.
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  10. L'avatar di Mielezenzero

    Mielezenzero Mielezenzero è offline Super FriendMessaggi 5,012 Membro dal May 2017 #10

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    😭
    Sono in preciclo, non mi far frignare.eddai..
    Certo che però potevi aspettare e dirglielo di persona eh😑

    Comunque sono sicura che anche lei, dopo aver superato la delusione, avrà conservato un piacevole ricordo della vostra storia.
    A quell' età è sempre tutto così intenso.
     

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