La mia storia zen

Discussione iniziata da IsoldaCoeurDAnge il 12-04-2021 - 9 messaggi - 360 Visite

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  1. IsoldaCoeurDAnge IsoldaCoeurDAnge è offline SeniorMessaggi 11,886 Membro dal Aug 2017
    Località Francia
    #1

    Predefinito La mia storia zen

    [B]L'albero e il bambinoC’era una volta un albero che amava un bambino.Il bambino veniva a visitarlo tutti i giorni.Raccoglieva le sue foglie con le quali intrecciava delle corone per giocare al re della foresta. Si arrampicava sul suo tronco e dondolava attaccato ai suoi rami.Mangiava i suoi frutti e poi, insieme, giocavano a nascondino.Quando era stanco, il bambino si addormentava all’ombra dell’albero, mentre le fronde gli cantavano la ninna-nanna.Il bambino amava l’albero con tutto il suo piccolo cuore. L’albero era felice.Ma il tempo passò e il bambino crebbe.Ora che il bambino era grande, l’albero rimaneva spesso solo.Un giorno il bambino venne a vedere l’albero e l’albero gli disse: “Avvicinati, bambino mio, arrampicati sul mio tronco e fai l’altalena con i miei rami, mangia i miei frutti, gioca alla mia ombra e sii felice”.Voglio dei soldi“Sono troppo grande per arrampicarmi sugli alberi e per giocare”, disse il bambino.“Io voglio comprarmi delle cose e divertirmi. Voglio dei soldi. Puoi darmi dei soldi?”“Mi dispiace”, rispose l’albero, “ma io non ho dei soldi. Ho solo foglie e frutti. Prendi i miei frutti, bambino mio, va a venderli in citta’. Cosi’ avrai dei soldi e sarai felice”.Allora il bambino si arrampico’ sull’albero, raccolse tutti i frutti e li portò via.E l’albero fu felice.Voglio una casaMa il bambino rimase molto tempo senza ritornare…. E l’albero divenne triste.Poi un giorno il bambino torno’; l’albero tremo’ di gioia e disse:“Avvicinati bambino mio, arrampicati sul mio tronco e fai l’altalena con i miei rami e sii felice”.“Ho troppo da fare e non ho tempo di arrampicarmi sugli alberi”, rispose il bambino, “Voglio una casa che mi ripari”, continuo’ “Voglio una moglie e voglio dei bambini, ho dunque bisogno di una casa. Puoi darmi una casa?”.“Io non ho una casa”, disse l’albero: “La mia casa e’ il bosco, ma tu puoi tagliare i miei rami e costruirti una casa. Allora sarai felice”.Il bambino taglio tutti i rami e li porto’ via per costruirsi una casa.E l’albero fu felice.Voglio una barca per fuggirePer molto tempo il bambino non venne. Quando torno’, l’albero era cosi’ felice che riusciva a mala pena a parlare.“Avvicinati, bambino mio”, mormoro’, “vieni a giocare”.“Sono troppo vecchio e troppo triste per giocare” disse il bambino.“Voglio una barca per fuggire lontano di qui. Tu puoi darmi una barca?”.“Taglia il mio tronco e fatti una barca”, disse l’albero: “Cosi’ potrai andartene ed essere felice”. Allora il bambino taglio’ il tronco e si fece una barca per fuggire.E l’albero fu felice….ma non del tutto.Voglio riposareMolto tempo dopo, il bambino tornò ancora.“Mi dispiace, bambino mio”, disse l’albero “ma non resta piu’ niente da donarti… Non ho piu’ frutti”. “I miei denti sono troppo deboli per dei frutti”, disse il bambino. “Non ho piu’ rami”, continuo’ l’albero “non puoi piu’ dondolarti”..“Sono troppo vecchio per dondolarmi sui rami”, disse il bambino. “Non ho piu’ tronco”, disse l’albero. “Non puoi piu’ arrampicarti”. “Sono troppo stanco per arrampicarmi”, disse il bambino. “Sono desolato”, sospiro’ l’albero. “Vorrei tanto donarti qualcosa….ma non ho piu’ niente. Sono solo un vecchio ceppo. Mi rincresce tanto….”.“Non ho piu’ bisogno di molto, ormai”, disse il bambino. “Solo un posticino tranquillo per sedermi e riposarmi. Mi sento molto stanco”.“Ebbene”, disse l’albero, raddrizzandosi quanto poteva “ebbene, un vecchio ceppo e quel che ci vuole per sedersi e riposarsi. Avvicinati, bambino mio, siediti, Siediti e riposati”.Così fece il bambino.E l’albero fu felice.
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  2. IsoldaCoeurDAnge IsoldaCoeurDAnge è offline SeniorMessaggi 11,886 Membro dal Aug 2017
    Località Francia
    #2

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    È cosi anche nella vita:alcuni fanno l'albero e con generosità e cuore aperto,danno tutto,mentre altri fanno il bambino capriccioso e tutto chiedono e mai sono contenti di quello che ricevono.

    Sono sempre infelici ed insodisfatti ed avrebbero bisogno di una barca ,di una barca per fuggire nel mondo, lontani,pensando che abbandonnerano cosi i loro malesseri.
    Ma il malessere lo porti nel cuore con te anche al fine mondo e non è andando lontano che trovi la felicità.
    Essa ,la felicità ,la crei ovunque sei e con quello che hai.

    Se la tua mente è senza tempeste,basta poco per essere felice e la tua vita l'apprezzi con occhi diversi.

    Impari ad amare la semplicità di un abbraccio,il sorriso di un bambino sulla strada,il sole che ha riscaldato oggi il mondo,gli odori del bosco e delle erbe,il fatto che ti si riempono i polmoni di aria fresca,che cammini verso delle metà più o meno raggiungibili,che sei vivo,che il tuo cuore batte ancora emozionato o che speri.

    Speri in un giorno meraviglioso,con un mondo che non sia in tempesta e sempre alla ricerca di qualcosa effimero e lontano speri che il mondo si svegli una mattina e veda tutta la primavera in fiore e si rallegri di quello che Dio gli ha donato per essere felice!
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  3. L'avatar di rabe

    rabe rabe è offline MasterMessaggi 29,937 Membro dal Aug 2010 #3

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    Shel SIlverstein é stato davvero un grande poeta.
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    Campionessa
    Megatorneo Panamandiano
    Covid - 19

    Muta il destino lentamente,

    ad un'ora precipita.




    (U.Saba)
     
  4. IsoldaCoeurDAnge IsoldaCoeurDAnge è offline SeniorMessaggi 11,886 Membro dal Aug 2017
    Località Francia
    #4

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    IL FILO ROSSO DEL DESTINO – LEGGENDA GIAPPONESE

    “Wei desiderava sposarsi ed avere una grande famiglia poiché orfano fin da piccolo e solo da sempre, ma nonostante tutto non riusciva a trovare la sua anima gemella.
    Un giorno, durante un viaggio incontrò sui gradini di un tempio un anziano, appoggiato con la schiena ad un enorme sacco mentre consultava un libro; era il Dio dei matrimoni, ed interpellato da Wei che aveva molto interesse nel conoscere il proprio destino, gli disse che sua moglie ora era una bimba di 3 anni, e che avrebbe dovuto attendere altri 14 anni prima di conoscerla.

    Wei deluso chiese cosa contenesse il sacco, e l’uomo rispose che lì dentro c’era del filo rosso che serviva per legare mariti e mogli.
    Quel filo è invisibile, lunghissimo ed indistruttibile perchè impossibile da tagliare, per cui una volta che due persone sono legate tra loro saranno destinate a trovarsi!

    Wei pensando di sfuggire al Destino ordinò quindi al suo servo di uccidere quella bambina, e una volta trovata questi la pugnalò con un coltello, riuscendo però solo a ferirla sulla fronte.
    Wei intanto continuò la sua vita, e non smise mai di cercare l’amore…


    Solo 14 anni dopo finalmente, conobbe una bellissima ragazza diciassettenne proveniente da una famiglia agiata e subito la sposò. La ragazza aveva sempre una pezzuola sulla fronte e Wei dopo qualche anno, incuriosito dal fatto che non se la togliesse nemmeno per lavarsi, Le chiese il motivo; in quel momento venne quindi a sapere che quando sua moglie aveva 3 anni fu accoltellata da un uomo e le rimase una cicatrice sulla fronte che Le provocava ora non poca vergogna.

    Wei a quel punto ricordò l’incontro con il Dio dei matrimoni e l’ordine impartito al suo servo di uccidere quella bambina; confidò a sua moglie di essere stato lui a commissionare quel brutto episodio spiegandoLe i motivi che l’avevano spinto a farlo e dopo quel racconto, nonostante tutto, si amarono più di prima e vissero sereni e felici per sempre ♥️“

    Una leggenda che ci insegna che, quello che è destinato a ciascuno, prima o poi arriva nella propria vita.

    Tutti siamo collegati da un filo rosso che può percorrere tante strade, sfiorare altri fili rossi, ma il legame rimarrà per sempre fra le persone collegate.

    di Nunzia Bruno
     
  5. IsoldaCoeurDAnge IsoldaCoeurDAnge è offline SeniorMessaggi 11,886 Membro dal Aug 2017
    Località Francia
    #5

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    “Il saggio”

    Si narra che in un regno antico vivesse un uomo conosciuto ovunque per la sua saggezza. All’inizio egli dava consigli solo ai suoi familiari e agli amici più cari. La sua fama, tuttavia, crebbe a tal punto che lo stesso sovrano iniziò a chiamarlo spesso al suo cospetto per chiedergli consiglio.

    Ogni giorno giungevano molte persone per ricevere i suoi preziosi consigli. Tuttavia, il saggio notò che varie persone si recavano ogni settimana e gli raccontavano sempre gli stessi problemi, quindi ricevevano sempre lo stesso consiglio, ma non lo mettevano in pratica. Era un circolo vizioso.

    Un giorno il saggio riunì tutte quelle persone che chiedevano spesso consiglio. Allora raccontò loro una barzelletta molto divertente, tanto che quasi tutti scoppiarono a ridere. Dopo aver aspettato un po’, raccontò di nuovo la stessa barzelletta. Continuò a raccontarla per tre ore.

    Alla fine erano tutti sfiniti. Dunque il saggio disse loro: “Perché non potete ridere tante volte della stessa barzelletta ma potete piangere migliaia di volte per lo stesso problema?”.
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  6. IsoldaCoeurDAnge IsoldaCoeurDAnge è offline SeniorMessaggi 11,886 Membro dal Aug 2017
    Località Francia
    #6

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    LA LEZIONE DELLA FARFALLA

    Un giorno, apparve un piccolo buco in un bozzolo; un uomo che passava per caso, si mise a
    guardare la farfalla che per varie ore, si sforzava per uscire da quel piccolo buco.
    Dopo molto tempo, sembrava che essa si fosse arresa ed il buco fosse sempre della stessa
    dimensione. Sembrava che la farfalla ormai avesse fatto tutto quello che poteva, e che non
    avesse più la possibilità di fare niente altro. Allora l’uomo decise di aiutare la farfalla: prese un temperino ed aprì il bozzolo.La farfalla uscì immediatamente. Però il suo corpo era piccolo e rattrappito e le sue ali erano poco sviluppate e si muovevano a stento. L’uomo continuò ad osservare perché sperava che, da un momento all’altro, le ali della farfalla si aprissero e fossero capaci di sostenere il corpo, e che essa cominciasse a volare. Non successe nulla! In quanto, la farfalla passò il resto della sua esistenza trascinandosi per terra con un corpo rattrappito e con le ali poco sviluppate.Non fu mai capace di volare. Ciò che quell’uomo, con il suo gesto di gentilezza e con l’intenzione di aiutare non capiva, era che passare per lo stretto buco del bozzolo era lo sforzo necessario affinché la farfalla potesse trasmettere il fluido del suo corpo alle sue ali, così che essa potesse volare.
    Era la forma con cui Dio la faceva crescere e sviluppare.
    A volte, lo sforzo é esattamente ciò di cui abbiamo bisogno nella nostra vita.
    Se Dio ci permettesse di vivere la nostra esistenza senza incontrare nessun ostacolo, saremmo limitati. Non potremmo essere così forti come siamo. Non potremmo mai volare.
    Chiesi la forza…e Dio mi ha dato le difficoltà per farmi forte. Chiesi la sapienza… e Dio mi ha dato problemi da risolvere. Chiesi la prosperità… e Dio mi ha dato cervello e muscoli per lavorare. Chiesi di poter volare… e Dio mi ha dato ostacoli da superare.
    Chiesi l’amore… e Dio mi ha dato persone con problemi da poter aiutare. Chiesi favori… e Dio mi ha dato opportunità.
    Non ho ricevuto niente di quello che chiesi…
    Però ho ricevuto tutto quello di cui avevo bisogno.
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  7. IsoldaCoeurDAnge IsoldaCoeurDAnge è offline SeniorMessaggi 11,886 Membro dal Aug 2017
    Località Francia
    #7

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    "Gli 84 problemi della Vita"

    A un certo punto della sua vita, Buddha si fermò per qualche tempo in un villaggio. Tutti volevano parlare con il grande saggio e ottenere da lui consigli illuminanti. Tra questi, c’era anche un contadino noto per lamentarsi continuamente di quanto la sua vita fosse problematica.

    Quando arrivò al cospetto di Buddha, iniziò a elencare tutto ciò che non andava: il maltempo gli rovinava i raccolti, sua moglie era troppo critica nei suoi confronti, i suoi figli non gli mostravano alcuna gratitudine e, come se non bastasse, i suoi vicini erano rumorosi e parlavano alle sue spalle.

    Dopo aver terminato la lunga lista di lamentele, il contadino chiese a Buddha una soluzione, un modo per risolvere i suoi problemi.

    “Non posso aiutarti”, disse il Buddha. “Ogni essere umano ha tanti problemi, per la precisione 83 problemi. Così è la vita e io non posso farci niente. E sappi che anche se lavori duramente e riesci a risolverne alcuni, non riuscirai mai a risolverli tutti“.

    L’uomo, risentito, iniziò a inveire: “Ma allora a cosa servono i suoi insegnamenti di cui tutti parlano?”

    Buddha rispose così: “Forse i miei insegnamenti non servono per risolvere i tuoi 83 problemi ma potrebbero servirti a risolvere l’84esimo problema“.

    “E quale sarebbe?”

    “L’84esimo problema della tua vita è che non vuoi accettare il fatto che avrai sempre problemi“😊.
     
  8. IsoldaCoeurDAnge IsoldaCoeurDAnge è offline SeniorMessaggi 11,886 Membro dal Aug 2017
    Località Francia
    #8

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    Questo insegnamento sugli 84 problemi della vita e su come possiamo essere più sereni nella nostra quotidianeità ci regala molti spunti di riflessione.

    I problemi nella vita ci saranno sempre, non possiamo farci molto. Ci sono problemi che possiamo risolvere e problemi per i quali non possiamo fare nulla. Ma l’unica vera cosa su cui abbiamo il controllo siamo noi stessi.

    Possiamo decidere di rassegnarci e lamentarci continuamente oppure possiamo prendere atto che la vita presenterà sempre delle difficoltà ma che la differenza tra una persona felice e una infelice è la disposizione d’animo con la quale si affrontano le situazioni.

    Ognuno di noi custodisce dentro di sé un rifugio sicuro, un luogo di pace. Così come un fiore al centro dell’occhio del ciclone rimane impassibile e splendente mentre tutto intorno a lui viene sconvolto dall’impetuoso vento degli eventi, così noi possiamo trovare dentro noi stessi quella saldezza e disposizione d’animo che ci permette di accettare le circostanze con equanimità e coraggio.
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  9. IsoldaCoeurDAnge IsoldaCoeurDAnge è offline SeniorMessaggi 11,886 Membro dal Aug 2017
    Località Francia
    #9

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    "Qual è la parte più importante del nostro corpo? "

    Quando ero ragazzina, mia madre mi chiese quale fosse la parte più importante del corpo.
    Mi piaceva moltissimo ascoltare musica, come ai miei amici del resto.
    Sul momento pensai che l’udito fosse molto importante per gli esseri umani, così risposi:

    “Le orecchie.”
    “Alcune persone sono sorde, eppure vivono felicemente!” rispose mia madre.
    Dopo qualche tempo, mia madre mi rifece la stessa domanda:
    “Qual è la parte più importante del corpo umano?”
    Io intanto ci avevo pensato e credevo di avere la risposta giusta:
    “Vedere è meraviglioso ed è molto importante per tutti, quindi… gli occhi.”
    Lei mi guardò e disse:

    “Molti sono ciechi e se la cavano benissimo!”
    Pensavo che fosse solo una specie di gioco tra me e mia madre.
    Poi però un giorno, tristissimo per me, morì mio nonno.
    Era una persona molto importante per me.
    L’amavo tantissimo.
    Ero distrutta dal dolore.
    Quel giorno mia madre mi disse:
    “Oggi è il giorno giusto perché tu possa capire la risposta alla domanda.
    La parte più importante del corpo sono le spalle!”
    Sorpresa, dissi:

    “Perché sostengono la testa?”
    “No!” rispose mia madre, “Perché su di esse possono appoggiare la testa gli amici o le persone care quando piangono.
    Tutti abbiamo bisogno di una spalla su cui piangere in alcuni momenti della nostra vita.”
    Quella volta scoprii quale fosse la parte più importante del mio corpo, perché in quel momento, quella che aveva bisogno di una spalla su cui piangere ero io.