Il mito del Gender Wage Gap

Discussione iniziata da Baal il 24-04-2020 - 77 messaggi - 5626 Visite

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  1. L'avatar di Baal

    Baal Baal è offline JuniorMessaggi 1,414 Membro dal Aug 2019 #1

    Predefinito Il mito del Gender Wage Gap

    • I NUMERI


    I numeri reali del wage gap sono molto difficili da reperire, perché ogni fonte tende a tirare acqua al proprio mulino. I dati ufficiali ISTAT parlano di un gap nel 2017 del 7,4%, in diminuzione rispetto al 8,8% del 2014.
    Sembrerebbe che, effettivamente, un gender wage gap esista davvero. La maggior parte delle persone si ferma a questi numeri e ne ricava un’idea parziale, senza però andare ad approfondire l’argomento. Cosa che tenterò di fare da qui in poi.


    • LE VARIABILI


    Alla fine dei rapporti dell’ISTAT si trova sempre un’appendice che spiega la metodologia adottata per lo studio. Per le differenze di reddito tra generi, ad esempio, vengono prese in considerazione due variabili: reddito lordo annuo e ore di lavoro. Dividendo il reddito per le ore di lavoro, si ottiene il reddito all’ora. Viene poi inserita la terza variabile: il genere. Si fa una media dei redditi orari femminili e maschili, mettendo a confronto il risultato.


    • LE VARIABILI ESCLUSE


    Abbiamo detto che i calcoli ISTAT prendono in considerazione ore di lavoro e genere. Dal confronto delle due variabili risulta che, per un’ora di lavoro, una donna è pagata in media meno di un uomo.
    Il problema di questo tipo di statistica è che le variabili che influenzano il livello di reddito sono molteplici, mentre lo studio ne considera solamente due.
    Altre possibili variabili che influenzano il reddito sono: posizione geografica, intensità della mansione, pericolosità della mansione, capacità di contrattazione individuali, network sociale, disponibilità a fare straordinari/lavorare a chiamata, posizione lavorativa, attitudini personali, skill, ecc.


    • L'AGREEABLENESS


    Gli studi socio-psicologici tendono a creare delle macro-categorie per identificare le personalità degli individui. La categoria “Agreeable” è una di queste. I tratti della persona Agreeable (d’ora in poi: A) sono, tra gli altri, compassione, gentilezza, attitudine ad aiutare, modestia, bisogno di socialità. Un individuo in questa categoria ha difficoltà a gestire il conflitto con gli altri, il rifiuto e l’ostilità.
    I tratti della persona Disagreeable (d’ora in poi: D) sono opposti.
    In una contrattazione, l’individuo A penserà all’altro più che a sé stesso. Il risultato migliore l quale ambisce è un guadagno di 50/50. L’individuo D penserà al proprio interesse. Un guadagno di 50/50 è il minimo accettabile, ma punterà più in alto. Il vantaggio dell’essere un A è che generalmente si piace agli altri e si sta bene in un team, lo svantaggio è che non si è bravi a fare i propri interessi.
    É stato dimostrato che l’agreeableness è un fattore che incide negativamente sul livello salariale. A, infatti, non chiede aumenti, non contratta in fase di assunzione, non è aggressivo né competitivo. Vuole piacere a tutti e odia il conflitto.
    Che c’entra tutto questo col gender gap?
    Gli stessi studi hanno dimostrato come l’Agreeableness sia una personalità mediamente più presente nel genere femminile.
    Tenetelo a mente leggendo i punti successivi.



    • POSIZIONE LAVORATIVA, FLESSIBILITA D'ORARIO CAPACITA COMPETITIVE E CONTRATTAZIONE. LE QUOTE ROSA.


    Uno dei fattori che incide sul gender gap è il fatto che le posizioni più remunerative sono spesso occupate da uomini.
    Partiamo da un presupposto importante: il fine ultimo dell’azienda è il conseguimento di un profitto. Non l’agenda politica, non la lotta sociale. Il profitto.

    Le aziende hanno bisogno di un buon motivo per assumere, per dare aumenti e per promuovere, perché tutte queste decisioni significano costi maggiori. L’individuo deve, in fase di contrattazione, convincere il capo che lui ha ciò che serve all’azienda e che pagarlo per mettere a disposizione le sue abilità sia un vantaggio per l’azienda stessa.
    Essendo le posizioni manageriali costose, esse saranno poche e molto ambite, quindi la competizione per raggiungerle sarà molto dura. Bisognerà lavorare di più, essere disposti a straordinari e trasferte. Per forza di cose, a farne le spese sono il tempo libero, la vita sociale, la famiglia. Le stesse persone che si trovano già ai livelli alti, tenderanno a fare ostruzionismo per ostacolare nuovi arrivi, perché potenziali concorrenti. Tutto questo avviene indipendentemente dal genere.
    Ora, ripensate agli individui A e D. Chi se la caverà meglio in un contesto del genere?

    Sia in politica che in alcuni settori economici, sono state introdotte le quote rosa. Una certa percentuale di assunti deve necessariamente essere di genere femminile.
    Questa è, per definizione, una discriminazione di genere e una pratica anti-meritocratica. Un’azienda, in qualunque settore operi, per essere competitiva ha bisogno delle capacità del proprio personale. Ne consegue che l’unico metro di giudizio dovrebbero essere le capacità dell’individuo, non il genere.
    La quota rosa è dannosa per l’azienda, che viene obbligata a assumere con criteri diversi da quelli che utilizzerebbe nel mercato libero, ma anche per le donne stesse.
    Con la quota rosa, il legislatore dice alla donna: “tu non sei in grado di raggiungere quella posizione da sola, per cui ti ci metto io d’ufficio”. Sapete per quale altra categoria viene incentivata (e a volte obbligata, ad esempio nel settore pubblico) l’assunzione? I disabili.



    • INTENSITA/PERICOLOSITA DEL LAVORO


    I lavori usuranti e pericolosi sono generalmente meglio retribuiti, per compensare i rischi e le difficoltà. Questi lavori sono quasi esclusiva maschile, sia per la componente fisica, che per la maggiore propensione al rischio.


    • LA SCELTA


    Quando i paesi nordici hanno introdotto la loro attuale legislazione ultra-liberale, si sono premurati di fornire la massima libertà di opportunità e scelta per tutti. Si è visto che, in piena libertà, le donne hanno scelto in maggioranza professioni come infermiera e insegnante, mentre gli uomini si sono concentrati su ambiti come ingegneria e scienza. Le prime sono professioni meno remunerative delle seconde.

    Ricordate le attitudini di A e D?
    A quanto pare sono le attitudini e le inclinazioni naturali di uomo e donna a veicolare le scelte di carriera. Non il patriarcato.
    Questo è un grafico sulla scelta delle facoltà universitarie, divisa per genere:





    Inutile ribadire come le professioni legate a una laurea in economia e ingegneria siano generalmente meglio remunerate di quelle compatibili con una laurea in lingue e culture moderne o lettere e filosofia.
    Ricordo che la remunerazione della professione è frutto della produttività del settore, non di decisioni arbitrarie. Il calciatore guadagna tanto perché lavora in un settore che fa circolare grandi quantità di denaro.



    • CONCLUSIONI


    Il gender gap, per definizione, è una differenza salariale legata solamente al genere. Questo fenomeno, non solo non esiste nella realtà, ma non ha nemmeno senso come concetto astratto.
    Quello che esiste è un gap salariale tra persone, un gap che deriva da attitudini, capacità, personalità e scelte.


    Il mito del gender wage gap: https://forum.amando.it/mito-gender-wage-gap-147666/
     
  2. L'avatar di Alberich

    Alberich Alberich è offline SeniorMessaggi 11,620 Membro dal Jul 2009 #2

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    Molto interessante come post.
    Sopratutto perchè ora ho una definizione per la mia personalità: Agreeableness.
    "L'inverno del nostro scontento si è mutato in una calda estate di gloria grazie
    a questo sole di York"

    "Un cavallo! Un cavallo! Il mio regno per un cavallo!"
     
  3. L'avatar di Dedelind

    Dedelind Dedelind è offline JuniorMessaggi 1,373 Membro dal Apr 2017
    Località Come fu che Masuccio Salernitano fuggendo con le brache in mano riuscì a conservarlo sano
    #3

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    Gender Wage Gap ? Cos'è, una divinità celtica ?
    IsoldaCoeurDAnge likes this.
    Wandi, Maslow, Spettrale...servirono il forum, celebravano il Bene. Declamiamo i loro nomi con orgoglio, e ricordiamoli, gonfi di cordoglio.


     
  4. L'avatar di fausto62

    fausto62 fausto62 è offline Super SeniorMessaggi 18,613 Membro dal Apr 2018
    Località Stato Pontificio
    #4

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    ... qualsiasi imprenditore è a conoscenza del fatto che non ci sono differenze salariali con contratti regolari secondo legge ... mentre nel truffaldino e nel sommerso esiste e come se esiste ... ma non credo che sia documentabile ... io avevo assunto programmatori di ambedue i sessi e con le stesse mansioni ... a parità di ore lavorate percepivano lo stesso stipendio ... poi avevamo una segretaria che guadagnava di meno ed un venditore che guadagnava di più ... è facile fare i conti ... se si è avvezzi alla calcolatrice e li si vuole fare ...
    LedZ likes this.
    ... another perspective ...
     
  5. L'avatar di Tony59

    Tony59 Tony59 è offline SeniorMessaggi 8,626 Membro dal Dec 2010
    Località Anywhere I can stay, I have no fear to go away. No need to mind, where people are of your own kind.
    #5

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    Io non ho letto - ancora - tutto il post di Baal.
    Da parecchi anni...sento parlare di questa disuguaglianza, che credevo giuridicamente superata. In realta'...lo e' davvero.
    Una mia collega donna, che abbia la mia stessa anzianita' e grado, ha uno stipendio non diverso dal mio.

    Queste statistiche ci danno un'immagine distorta...anche se, in un certo modo, non mentono.
    Una volta parlavo di cio', infastidito, con una collega coetanea da poco tempo 'esodata', sindacalista di lunga esperienza. Le dissi questo mio argomento detto, di inquadramento sindacale.
    Lei, ridendo e come l'avesse sentito anche da altri o se lo immaginasse, rispose che era vero. Aggiunse, pero', che il riferimento e' alle donne, per esempio, che prendono aspettativa per maternita', alle occasioni mancate di carriera di molte, anche per motivi cosi'...
    Puo' essere che siano, di fatto, al femminile, anche impieghi meno retribuiti, meno sicuri, intesi ad interim. Ci credo, pero' poco: una tale ipotesi era sempre meno vera gia' negli anni Ottanta.
    PINASO likes this.
    Notte nel bosco e sul fiume
     
  6. L'avatar di Tony59

    Tony59 Tony59 è offline SeniorMessaggi 8,626 Membro dal Dec 2010
    Località Anywhere I can stay, I have no fear to go away. No need to mind, where people are of your own kind.
    #6

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    Citazione Originariamente Scritto da Dedelind Visualizza Messaggio
    Gender Wage Gap ? Cos'è, una divinità celtica ?
    OT, s'intende
    Dato il tuo avatar...pensavo invece che tu immaginassi una divinita' della prateria..
    Per altro, mi no so mai gnente...
    Notte nel bosco e sul fiume
     
  7. L'avatar di MonacoFrigido

    MonacoFrigido MonacoFrigido è offline SeniorMessaggi 12,509 Membro dal Jun 2016
    Località A nord-est rispetto a PINASO
    #7

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    Io ho sempre inteso che il gender gap riguardasse la differenza di stipendio tra uomo e donna a parità di mansione, mentre da questo thread pare che riguardi la differenza di stipendi generica tra uomini e donne.
    È ovvio che un uomo che dirige un'azienda guadagni di più di una donna che fa l'insegnante di asilo (e spero che questo nessuno lo voglia mettere in discussione).
    Non sarebbe ovvio invece se un uomo che fa l'insegnante d'asilo guadagnasse più di quella donna che fa lo stesso lavoro, nello stesso asilo, con la stessa anzianità.
    Quindi bisognerebbe capire esattamente cosa si intende per gender gap.
    Melite, Gershwin and petitenoir like this.
    FIÈ ALLO SCILIAR
     
  8. L'avatar di flair

    flair flair è offline FriendMessaggi 3,313 Membro dal Jul 2015
    Località Ruttalia - Flairburg
    #8

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    Scusa Baal,
    ma non ho capito quale è la direzione che deve seguire i nostri interventi.
     
  9. L'avatar di Tony59

    Tony59 Tony59 è offline SeniorMessaggi 8,626 Membro dal Dec 2010
    Località Anywhere I can stay, I have no fear to go away. No need to mind, where people are of your own kind.
    #9

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    L'unica cosa su cui non sono d'accordo, con Baal, e' sulla...differenza di attitudini tra uomo e donna.
    Se certe scelte caratterizzano prevalentemente un genere o un altro, e', a mio modo di vedere, un fatto culturale tramandato. Gli uomini sono, prevalentemente meglio orientati su cio' che e' utile o meglio remunerativo. Le donne fanno meglio cio' che a loro piace, trovano bello o interessante. Cio' detto - di massima. Puo' derivare da un'atavica idea - anche se non piu' come un tempo, che competa all'uomo la responsabilita' del sostentamento familiare, almeno in prevalenza.
    Cio' detto, sapendo di tutte le variabili e di tutte le varianti.
    PINASO likes this.
    Notte nel bosco e sul fiume
     
  10. L'avatar di Tony59

    Tony59 Tony59 è offline SeniorMessaggi 8,626 Membro dal Dec 2010
    Località Anywhere I can stay, I have no fear to go away. No need to mind, where people are of your own kind.
    #10

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    Concordo sulla perplessita' di flair. Ma forse anche Baal intende aprire l'argomento con l'intento di lasciarlo giudicare, prevalentemente, a noi.

    Per i motivi che abbiamo gia' visto....e' falso, pero' e' vero o viceversa....mi sono spesso chiesto anch'io a quale scopo si parli dell'argomento, mediante radio, TV, web e giornali; cosa si voglia intendere, in conclusione.
    Notte nel bosco e sul fiume