Non chiedo nulla di strano o no?

Discussione iniziata da francesco983 il 20-09-2021 - 146 messaggi - 8863 Visite

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  1. L'avatar di francesco983

    francesco983 francesco983 è offline FriendMessaggi 3,165 Membro dal Oct 2019
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    #1

    Predefinito Non chiedo nulla di strano o no?

    Come qualcuno ricorderà mi sono sposato qualche mese fa. Già convivevamo.
    Tra di noi va bene, ovvie scaramucce, ma non ho alcun dubbio sulla nostra relazione.

    C'è un problema... il suo lavoro. Che non c'è e non sembra intenzionata a darsi da fare quanto serve.

    Ci siamo conosciuti che lei studiava all'università e per me non c'era nessun problema. Avevamo poche spese, sapevo della situazione e coprivo io eventuali spese extra.
    L'università è finita ed è andata avanti con alcuni espedienti, tra cui un contratto di lavoro che le ho fatto ottenere sempre io, ed in cui semplicemente a lavoro nemmeno doveva andare,,, le accreditavano direttamente lo stipendio sul cc. Una volta sarebbe durato anni, adesso sono tempi difficili e non c'è stato un rinnovo.

    Sostanzialmente lei si è impegnata nel mandare una serie di domande e concorsi per lavori in altre città.
    Non ha provato a cercare lavoro da dipendente qui dove viviamo (francamente su questo non le do tortissimo, dato che la maggior parte dei lavori sono sottopagati e sfruttati all'inverosimile.
    Ha provato un lavoro in proprio, ma pur con un consistente supporto da parte mia non è riuscita minimante ad ingranare (ma nemmeno alla lontana).
    L'unico lavoro che lei effettivamente fa è dare una mano nella mia attività, dai primi mesi in cui siamo iniziati ad uscire, le ho insegnato qualcosina e adesso ha già anni di esperienza alle spalle, sono lavori che comunque dovrei dare a qualcuno e quindi a me va bene far fare a lei (e pagarla). Il problema è che mi da sempre l'impressione di impegnarsi poco, di dedicarci poco tempo, di anteporre troppe cose al lavoro, di volere la vita troppo comoda. Francamente il mio lavoro è tutt'altro che duro a mio parere, le uniche cose antipatiche sono il rapporto con i clienti, il farsi pagare (di cui me ne occupo per intero), gli orari di lavoro lunghissimi (ma lei lavora solo saltuariamente, quindi non gli richiedo tante ore), e gli orari scomodi, capita di finire tardi o di doversi svegliare presto. Ed anche su questo si è spesso rifiutata o lamentata se talvolta doveva svegliarsi presto o stare molte ore fuori casa.

    Io preferirei che lei si trovasse un lavoro di suo gradimento, ma evidentemente per vari motivi non riesce.
    A questo punto se proprio non riesce per me può lavorare da me... però deve impegnarsi di più, inoltre non posso passare le giornate a dirle che deve lavorare, è assurda come cosa.
    Ci tengo a pagarla al 100% del lavoro che fa appunto per farle capire che se lavora così poco non riesce a guadagnare uno stipendio sufficiente.

    Inoltre ci sarebbero altre considerazioni da fare, ovvero che tutta l'attrezzatura che lei usa, l'ho comprata io, se dal suo guadagno dovrei considerare l'ammortamento dell'attrezzatura, ne rimarrebbe una cifra ridicola.

    Personalmente questa estate ho lavorato una media di 70/80 ore a settimana, ho dovuto recuperare i mesi di chiusura, ed in più sto comprando casa.
    Sacrifici e va beh, ma non mi sembra giusto dover lavorare come un matto da mattina a sera, dal lunedi alla domenica, mentre lei fa pochissimo.

    Come detto sto comprando casa, non le ho chiesto nulla per l'anticipo, nulla per i lavori di ristrutturazione (servono un 20/30.000 euro di lavori), però francamente darei per scontato che mettesse qualche migliaio di euro per comprare la camera da letto, ma ovviamente non lavorando non può farlo.

    A metà settembre in piena stagione lavorativa ha preso è se ne è andata dai suoi e l'ho presa malissimo.
    Si era portata il notebook per completare qualche lavoro ma si è dimenticata alcuni accessori per poterlo usare e lì sono andato in bestia, appunto perchè al lavoro non da alcuna importanza, di tutte le cazzatine extra non dimentica mai nulla.

    Francamente ho sempre dato per scontato che in un modo o nell'altro avrebbe lavorato, certo con tutte le difficoltà che ci sono qui, il problema è che invece la sua idea sembra essere, se trovo un posto pubblico ok... ma se devo lavorare davvero sti ca xx i, per me è giusto così.

    Da qui una situazione di astio ed un paio di litigi recenti.

    Il problema sembra risiedere in questa ultima frase, ovvero con gli ultimi accadimenti, mi sono fatto l'idea, abbastanza chiara, che per lei è giusto così.

    Quindi adesso mi ritrovo in una situazione che non riesco a capire come risolvere.


     
  2. rob221 rob221 è offline JuniorMessaggi 2,245 Membro dal Jun 2020 #2

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    No, non chiedi nulla di strano o sbagliato, ognuno deve contribuire al benessere della famiglia e non è bellissimo comunque avere poca voglia di lavorare.
    Però, con il tempo, ci si accorge che le relazioni richiedono molta pazienza e molti compromessi. Se chiedi una cosa per te giusta, ma che rovina il tuo rapporto, devi chiederti se è proprio indispensabile, se non c'è un altro modo per sistemare le cose. In questo caso, potresti chiedere se non possa esserci un altro modo per lei di contribuire al vostro menage familiare.
    Ti sconsiglio, però, di lavorare con lei; siete troppo "freschi", dovete già assestarvi come coppia, figuriamoci se ci mettete le tensioni del lavoro.
    Non scoraggiarti, io mi sono sempre sentita rimproverare per motivi opposti, perchè lavoravo troppo, ma in ogni caso è impossibile che non ci siano motivi di conflitto in una coppia.
     
  3. L'avatar di Ultima

    Ultima Ultima è offline Super ApprendistaMessaggi 969 Membro dal Dec 2020
    Località Italia
    #3

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    Ciao Francesco, considerando che il lavoro non si trova con la semplice intenzione di cercarlo, a mio parere la questione è legata al fatto di cosa fa tua moglie nell'economia generale della famiglia. Può non lavorare, e magari non lavorare mai: questo non è un problema particolare, se le entrate che avete sono sufficienti per il vostro costo della vita.

    Ma deve contribuire in generale al progetto familiare: quindi o gestione del costo della vita (compito arduo e non meno importante che portare a casa i soldi: la liquidità in entrata è importante, ma è di nulla importanza se essa non è sufficiente per arrivare alla fine del mese, e naturalmente il risparmio, in quanto forma naturale di assicurazione contro il rischio del futuro, non ha meno valore), oppure capitalizzazione, cioè tu porti a casa la liquidità mensile, ma i capitali li mette lei.

    A casa dei miei genitori è così: mio padre porta a casa lo stipendio, e mia madre ha 120 000€ in banca. Riguardo casa, io consiglio estrema attenzione: siete in comunione o separazione dei beni? Se siete in comunione, almeno ti eviti un po' di scocciature, ma la proprietà sarà di fatto sua, ma se siete in separazione dei beni...

    Ti racconto quanto è accaduto a casa mia: i miei genitori sono in comunione dei beni, ma la casa è stata comprata prima del matrimonio. Mia madre, col fatto che non è nominalmente proprietaria, si è sempre ritenuta esentata a non contribuire in nessuna maniera per le spese di ristrutturazione dell'immobile e simili, e naturalmente mio padre è stato altrettanto contento di tenersi la proprietà dell'immobile, e mai cointestare.

    Morale della favola, Francesco, io sento puzza di guai: o tua moglie si posiziona in qualche modo nel progetto familiare, cioè capitalizza l'organizzazione familiare oppure fa la "casalinga", termine alquanto inadeguato per intendere qualcuno che si occupa di gestione ed ammortizzamento dei costi domestici*, oppure è divorzio/separazione immediata. Non esagero affatto, purtroppo, Francesco: in un matrimonio l'interesse è dominante, metti da parte sentimenti e sentimentalismi. Tua moglie deve rendersi indispensabile nel vostro progetto familiare: se non ci riesce, al massimo può essere la tua fidanzata, non tua moglie.

    * Cosa vuol dire "ottimizzare i costi domestici"? Beh, più o meno questo: il motto preferito di mio padre è stato sempre "Noi in 25 anni di matrimonio non siamo mai riusciti a mettere da parte una lira". In sostanza, i loro mesi sono finiti in rosso da un bel po': un mese in nero non si è visto da quando sono nata, con tanto di termosifoni spenti per risparmiare e bagni fatti con l'acqua fredda perchè mio padre ha avuto una lunga storia di disoccupazione alle spalle.

    Intorno ai miei 25 anni, mio padre alla fine si stanca di dare i soldi a mia madre, per poi finire lo stipendio nemmeno 20 giorni dopo. Alla fine da a me i soldi per fare spesa. Dopo tre giorni, in cui ho notato un minimo di risparmio, alla fine decido di organizzarmi meglio: faccio una lista di tutto ciò che serve, sia per cibo, che per cura che igene personale, e tramite un foglio excell mi creo una tabella.

    A sinistra, nelle caselle verticali, ciò che bisognava comprare, a destra nelle caselle orizzontali, cinque supermercati relativamente vicini in cui poter comprare quanto serviva: per circa un mese sono andata in giro, supermercato per supermercato a prendere i prezzi e metterli nella mia tabella, e lo stesso facevo pure coi volantini delle offerte dei vari supermercati. Ovviamente l'intento era di comprare quanto serviva dove lo si pagava meno: partivo in macchina, ogni singolo giorno, e facevo spesa per questi 5 supermercati, comprando quello che serviva dove lo si pagava meno.

    Perchè fare la spesa ogni singolo giorno? Perchè ho incominciato a pensare che il proverbiale frigo pieno aumentasse il consumo, o se preferisci, che ci fosse correlazione fra cibo immagazzinato e consumo del cibo: al periodo leggevo "Il metodo Toyota" di Taichi Ohno, e mi colpì molto un suo passaggio sulla questione del magazzino e delle scorte che era da intendersi come un rimasuglio medioevale in tempi moderni. Come nel Giappone medioevale si metteva da parte il riso in attesa dei tempi di carestia imprevisti ed improvvisi, ai tempi la mentalità aziendale tendeva a fare magazzino in attesa di un aumento di domanda improvvisa. Ohno concludeva che questo ragionamento non ha senso, perchè i moderni processi di produzione sono più che in grado di gestire aumenti anche improvvisi di produzione, a differenza del passato: quindi non serve magazzino.

    Nel complesso, poi, i miei genitori mi hanno dato la sensazione, per come e dove sono stati cresciuti, che il carrello pieno ed il frigo pieno significhino benessere e stabilità economica, mentre carrello vuoto e frigo vuoto povertà ed indigenza: idea che porta ovviamente a comprare di più di quanto serva (si tenga a mente che l'essere umano, a sua volta, può essere stato modellato per ragioni evolutive a consumare in maniera proporzionale a quanto ha a disposizione: butta dentro calorie, non si sa mai che domani arrivi la carestia, e fai la fame fino a quando non si sa).

    Poi, mi occupai anche di tenere controllo del flusso monetario: considerando lo stipendio di mio padre, più la pensione di invalidità di mia madre, ed anche i soldi che le nonne, all'epoca entrambe ancora in vita, davano a me ed ai miei genitori, io stimavo circa 2000€ mensili di entrate liquide. Come facevano a sparire 2000€ mensili, ogni singolo mese? Mi sono quindi messa a capire dove andavano i soldi: anche qui, con excell ho creato una piccola rendicontazione del tipo "vitto/alloggio/mantenimento/extra", per capire dove andavano i soldi, e, nel caso, favorire progetti futuri di pianificazione ulteriore (lasciamo perdere questo punto per ora).

    Morale della favola: pieno successo. A fine mese, a pieno regime, dei 1500€ di mio padre 1000€ erano stati risparmiati: ricordo pure di aver spinto i miei genitori per poter aprire un libretto cointestato a nome di tutti e tre dove versare questi. Peraltro il libretto esiste ancora e dovrebbe contenere circa 2000€/2500€: ovviamente tutti soldi frutto delle mie strategie di risparmio.

    ...Vi piacerebbe l'happy end, eh? Purtroppo, se quanto ho detto qui sopra è vero, c'è anche quest'altra parte di verità: in sostanza finimmo a litigi continui. I miei genitori consideravano la mia opera troppo invasiva, e che comunque minava troppi equilibri preesistenti: mia madre, non mettendo più mano sui soldi di mio padre, non poteva usarli per le sue spese personali; e mio padre, non comprendendo nè il motivo nè il vantaggio di avere dei soldi risparmiati a fine mese, temeva un eccessivo peso che io stavo assumendo nella famiglia, eclissando il suo come "breadwinner" della famiglia.

    Naturalmente ai due cialtroni è più interessato di questo che dei soldi risparmiati, o di qualsiasi altra cosa ancora. Quindi, sì, Francesco, fidati: se tua moglie si mette a fare la casalinga più o meno come ho fatto io, stai sicuro che è una valida parte del vostro progetto familiare.
    La vita è una favola: tutto sta nel capirne la morale.
     
  4. L'avatar di Baal

    Baal Baal è offline JuniorMessaggi 1,513 Membro dal Aug 2019 #4

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    Non so perché ma non sono sorpreso.
    Il mito del gender wage gap: https://forum.amando.it/mito-gender-wage-gap-147666/
     
  5. L'avatar di francesco983

    francesco983 francesco983 è offline FriendMessaggi 3,165 Membro dal Oct 2019
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    #5

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    Citazione Originariamente Scritto da rob221 Visualizza Messaggio
    No, non chiedi nulla di strano o sbagliato, ognuno deve contribuire al benessere della famiglia e non è bellissimo comunque avere poca voglia di lavorare.
    Però, con il tempo, ci si accorge che le relazioni richiedono molta pazienza e molti compromessi. Se chiedi una cosa per te giusta, ma che rovina il tuo rapporto, devi chiederti se è proprio indispensabile, se non c'è un altro modo per sistemare le cose. In questo caso, potresti chiedere se non possa esserci un altro modo per lei di contribuire al vostro menage familiare.
    Ti sconsiglio, però, di lavorare con lei; siete troppo "freschi", dovete già assestarvi come coppia, figuriamoci se ci mettete le tensioni del lavoro.
    Non scoraggiarti, io mi sono sempre sentita rimproverare per motivi opposti, perchè lavoravo troppo, ma in ogni caso è impossibile che non ci siano motivi di conflitto in una coppia.
    Secondo me è intanto equo e giusto.
    Perchè io devo rompermi il c lavorando per 2 ed oltre, mentre lei sta a casa a sonnecchiare, riposarsi, truccarsi, andare in palestra e riempire le giornata di nulla?

    Sono 9 anni che faccio questo lavoro (prima ne ho fatti altri) 9 anni di sacrifici assurdi, prima doppio lavoro, nel senso che la mattina facevo un lavoro, la sera questo... e poi quando sono riuscito a farmi un nome altri anni di lavoro a ritmi assurdi, anche 20 ore al giorno in estate.
    Adesso che ho il mio giro di clienti, ho aperto uno studio, sto comprando casa, sarebbe anche giusto che rallentassi un minimo... parlo di lavorare 50 ore a settimana e magari 320/330 giorni l'anno eh, mica di non far nulla.
    Ma se devo guadagnare per due, pagare il mutuo, pagare l'affitto dello studio, la vedo dura...

    Concordo che l'ideale sarebbe che lei si trovasse un lavoro in un altro campo, ma se non ci riesce? che posso fare!
    Io almeno le ho dato un opportunità di guadagnare qualcosa, ma se poi non si impegna?

    La cosa che ha fatto traboccare il vaso sono state 2 frasi, negli ultimi 2 confronti/scontri, in cui lei in sostanza sosteneva fosse giusto così.
    Nella nostra relazione, fino ad ora, l'idea era sempre stata che lavorassimo entrambi.

    Che poi a dirla tutta in casa fa 2 cose in croce, io non ci sono mai, non mangio mai a casa, quando ci sono cucino io. La spesa la faccio spesso io (lei non ha la macchina), ho i miei compiti in casa.
    Inoltre in questo momento, in attesa di terminare l'acquisto ed i lavori di ristrutturazione ,viviamo in un monolocale... non è che deve mandare avanti la reggia di Caserta... 40 metri scarsi di casa.
    Non abbiamo figli, non abbiamo animali, non abbiamo giardini, piante o altro. Inoltre mi ripeto, lei comunque vuole una mano nelle faccende domestiche, non fa affatto tutto lei, ma nemmeno lontanamente.

    Avrebbe tutto il tempo e le possibilità per dedicarsi ad un lavoro, qualunque lei voglia ed è capace di trovare. Oppure di fare quello che ho la possibilità di farle fare.

    Ecco mi ripeto, lei ha sempre voluto dividere i compiti in casa, dicendo che non voleva di certo essere mantenuta e che avrebbe lavorato anche lei, adesso invece sta facendo un discorso completamente diverso. Che lei fa più in casa e quindi devo lavorare solo io.
    E quando passeremo dal monolocale, all'appartamento di 150 mq, come minimo mi chiederà l'aiuto di 2 domestiche full time. Magari dopo 16 ore di lavoro consecutivo perchè lei non vuole lavorare mi tocca pure un fogliettino con tutti i miei compiti casalinghi.

    Nel litigio le ho fatto un esempio di tutte nostre amiche (tutte coppie sposate o conviventi) e tutte lavorano, in alcuni casi anche più dei compagni, solo tra di noi c'è questo squilibrio assurdo.

    Non ho mai chiesto nulla, soldi da parte, che chiedesse soldi ai genitori o altro, quando ci siamo sposati (anche per cause di forza maggiore in piccolo), le spese che non abbiamo sostenuto noi le hanno pagate i miei. Ma evito di addentrarmi in questi discorsi, di cosa fanno gli altri, genitori, parenti, amici, di cosa ha da parte, di immobili di proprietà o rendite, non mi interessa nulla, non gli sto chiedendo nulla. Solo di dedicare un numero sufficiente di ore e di impegno a guadagnarsi uno stipendio in modo da poter collaborare almeno ad alcune spese (l'acquisto della casa, il mutuo, ed i lavori non li ho mai nemmeno nominati).

    Se non lavora come dovrebbe contribuire scusami? spazzando il pavimento una volta in più? 6 euro l'ora e se non riusciamo in 2 chiamo una domestica, mi sembra molto piu' importante portarsi a casa uno stipendio.
    Per dire le pulizie del monolocale attuale in cui siamo entrati per questo breve periodo le ha tassatamente volute dividere in due.
    Quindi il discorso, che comunque a me non piace, a lei la casa, io lavoro... non è vero nemmeno alla lontana.
     
  6. L'avatar di francesco983

    francesco983 francesco983 è offline FriendMessaggi 3,165 Membro dal Oct 2019
    Località Italia
    #6

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    Ultima,i soldi li gestisco molto meglio io...
    Ultima modifica di francesco983; 21-09-2021 alle 02:40
     
  7. L'avatar di petitenoir

    petitenoir petitenoir è offline Super FriendMessaggi 7,452 Membro dal Sep 2015
    Località Italia
    #7

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    Mi ricorda una mia ex amica albanese. Ha sempre fatto lavori saltuari (non sottopagati. Di più) lamentandosi sempre di essere stanca e piena di cose da fare. Dopo il lockdown diceva di non poterne più di stare a casa. Ergo, la faccio inserire dove lavoro io (ufficio. Orario 10-18).Morale della favola: è durata 12 giorni. Entrava alle 11/11.30 e se ne andava alle 16 perché, a suo dire, non riusciva a stare dietro a tutto quello che aveva da fare (cosa a cui all'inizio credevo. Ma dopo avermi detto di essere distrutta per aver passato la domenica a fare 5 lavatrici, ho cominciato a pensare che non avesse voglia di fare una mazza).
    Questo perché il marito ha sempre sopperito a tutto e lei non ha mai avuto bisogno di lavorare. Quindi si è sempre permessa il "lusso" di non adattarsi a cercare nessun tipo di lavoro che non fosse qualcosa di inerente al suo percorso di studi (che è lo stesso di tua moglie e anche mio. Quindi so quanto risicate siano le offerte).
    Mi spiace per te ma le strade non sono molte : o accetti questa situazione o le tagli i viveri e vedi se si da una mossa.
    Non andartene docile in quella buona notte. Infuria, infuria, contro il morire della luce.
     
  8. L'avatar di trale

    trale trale è offline SeniorMessaggi 14,474 Membro dal Feb 2015 #8

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    Penso che in un matrimonio e in un legame d'amore, l'amore e la fiducia, che a mio pare sono essenziali, si vedano anche da come due persone si interfacciano tra di loro riguardo la gestione economica della famiglia.
    Dovresti chiederti quali sono i tuoi timori e dovresti chiederle quali sono i suoi obiettivi.
    La scelta di fare dei lavoretti che non impegnino troppo nell'attesa di trovare un lavoro più soddisfacente da fare fino a 70 anni, è una scelta condivisibile; è quello che cercano di fare molti e a mio parere è giusto perché solo così puoi pensare di specializzarti in un settore e non rischiare un domani di essere anziano e inutile per qualsiasi tipo di lavoro.
    Ma tu ti fidi di lei? Mi sembra di no ed è questo il problema. Quanto alla questione aiuto nel tuo lavoro, ti do perfettamente ragione. Però dovresti affrontare la cosa comunicande subito le scadenze e dicendole che se non riesce a consegnarti una cosa, deve dirtelo prima perché tu ti sei impegnato col cliente. Nel momento in cui lavora per te, non è tua moglie ma un tuo sottoposto. E questo lo puoi dire a lei senza peli sulla lingua.
     
  9. L'avatar di Ultima

    Ultima Ultima è offline Super ApprendistaMessaggi 969 Membro dal Dec 2020
    Località Italia
    #9

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    Ciao Francesco, l'unico consiglio che ti si possa dare allora è il divorzio/separazione: l'aria che tira non è buona.
    La vita è una favola: tutto sta nel capirne la morale.
     
  10. rob221 rob221 è offline JuniorMessaggi 2,245 Membro dal Jun 2020 #10

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    Francesco, non dubitare sulla correttezza di ciò che chiedi. Nessuno può dubitarne.
    Però cerca di pensare che un equilibrio nella coppia, sotto tutti i profili, si deve imparare ad averlo mediante reciproci adattamenti.
    Se, ad esempio, in questo momento è utile che lei lavori per te, cerca di sfruttare questa possibilità, tenendo conto di chi è tua moglie: dalle compiti alla sua portata, con scadenze e indicazioni chiare da seguire e un confronto giornaliero sull'avanzamento dei lavori. Quando le persone lavorano per me, io cerco sempre di capire che attitudini hanno e di impiegarle in coerenza con le loro attitudini. Se sai che più di tot ore non è in grado di fare o non si sveglia presto, trova cose che può fare diversamente.
    per il resto, confrontati con lei, non avere timore di dirle che ti senti stanco, che hai dei progetti per voi in cui lei è importante e è importante il suo aiuto e ricordati che l'aiuto può essere anche "morale", anche avere di fianco chi ti accoglie con un sorriso è un aiuto.