Nuovo pacchetto sicurezza - Pagina 2

Discussione iniziata da Morgana812 il 08-11-2018 - 20 messaggi - 531 Visite

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  1. Dark_Predator Dark_Predator è offline Ex Utente di Amando.itMessaggi 855 Membro dal Feb 2015 #11

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    Citazione Originariamente Scritto da Morgana812 Visualizza Messaggio
    Hai il mio stesso pensiero. La cosa che mi preoccupa di più è l' eliminazione dell'insegnamento dell'italiano, riducendo le possibilità d'integrarsi.
    Perché adesso che c'è la possibilità dell'insegnamento dell'italiano sono tutti integrati benissimo, vero?


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  2. Dark_Predator Dark_Predator è offline Ex Utente di Amando.itMessaggi 855 Membro dal Feb 2015 #12

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    Comunque fossi un radical-chic sinistroide sarei contento di questo pacchetto sicurezza: tra 10/20 anni, quando i migranti che arrivano ora non saranno minimamente integrati potrò dire "tutta colpa di Salveenee ke allepoka a toltoh i trenthacinkue EUROOOOO!!!!!111!!!!111"
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  3. L'avatar di giulianb

    giulianb giulianb è offline JuniorMessaggi 1,124 Membro dal Mar 2016 #13

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    Citazione Originariamente Scritto da Morgana812 Visualizza Messaggio
    Cosa ne pensate del nuovo pacchetto di sicurezza fatto dal Governo italiano, sopratutto sulla riduzione dei 35 euro, da dare agli immigrati?
    i 35 euro non andavano agli immigrati ma ai proprietari dei centri dove vengono ospitati, agli immigrati venivano dati due euro al giorno
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  4. L'avatar di Morgana812

    Morgana812 Morgana812 è offline PrincipianteMessaggi 162 Membro dal Jan 2017 #14

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    si lo sapevo, ho sbagliato a scrivere il post iniziale, scusate.
     
  5. L'avatar di Morgana812

    Morgana812 Morgana812 è offline PrincipianteMessaggi 162 Membro dal Jan 2017 #15

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    assolutamente no, perché come hanno scritto nei post precedenti, molti immigranti non seguono questi corsi d'italiano. Incentivando però una maggiore partecipazione nell'insegnamento dell'italiano e della nostra cultura occidentale, l'integrazione sarebbe migliore. Non ci dimentichiamo che la maggiore integrazione avviene nelle scuole, grazie ai professori e a persone preparate e affidabili.
     
  6. L'avatar di flair

    flair flair è offline JuniorMessaggi 1,458 Membro dal Jul 2015 #16

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    @Morgana
    @Fausto
    Riporto quello che so a riguardo, per il resto ammetto che non sono molto informata visto che non riesco a leggere - vedere i tg in questo periodo.
    L'insegnamento dell'italiano per stranieri è un servizio gratuito offerto a tutti coloro che, non essendo madre lingua, vogliono impararlo.
    Mi spiegavano che non solo il Comune incentiva questo servizio ma che viene consigliato e, in alcuni casi, è una condizione sine qua non per accedere a determinati aiuti offerti dalla Caritas.
    In questo specifico caso, si è riscontrato che all'interno dei nuclei famigliari stranieri che si rivolgono alla Caritas, nella stragrande maggioranza dei casi, sono solo gli uomini che conoscono l'italiano perchè sono quelli che lavorano. Le mogli non conoscono la nostra lingua e spesso si è verificato il caso che fossero i figli (stiamo parlando di bambini di 8-10 anni) a fare da interpreti ai genitori.
    In questo scenario c'è poco da inventarsi ... per aumentare il numero di partecipanti ... se una persona per indole o cultura non vuole fare determinati sforzi, non puoi obbligarli. La mia amica mi spiegava che nei casi in cui c'era una sorta di obbligo alla frequenza, è stato un disastro ... non c'era interesse e si trattava di mera presenza.

    Detto ciò, sempre nel mio Comune, ci sono dei profughi in attesa di asilo e (sempre in base a ciò che mi raccontavano) non solo c'è stato un forte desiderio di integrazione, la richiesta di frequentare il corso di italiano e di uno di formazione professionale, ma i profughi, sempre in collaborazione con gli assistenti sociali ... addetti del Comune, sono stati protagonisti di serate ed eventi dove hanno fatto conoscere alla popolazione del nostra città la realtà da dove provenivano ed hanno cucinato le ricette tipiche dei loro luoghi.

    Ciò però è possibile se si hanno gli strumenti per attuare simili interventi.
    Nel mio caso stiamo parlando di una città del nord Italia, di un contesto di un certo tipo e non possiamo nasconderci dietro il fatto che, nonostante ci sia un generale problema di sicurezza del nostro territorio, ci sono aree geografiche che soffrono maggiormente.
    Si tratta senza dubbio di un problema strutturale, purtroppo il divario fra le diverse zone è notevole, e non sto parlando solo di economia e gestione territoriale, purtroppo ... non voletemene, esiste un problema molto forte di mentalità.
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  7. L'avatar di flair

    flair flair è offline JuniorMessaggi 1,458 Membro dal Jul 2015 #17

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    Citazione Originariamente Scritto da giulianb Visualizza Messaggio
    i 35 euro non andavano agli immigrati ma ai proprietari dei centri dove vengono ospitati, agli immigrati venivano dati due euro al giorno
    Di cui 1 € per le spese quotidiane e 1 € da accantonare come tesoretto che gli viene riconosciuto nel momento in cui lasceranno la struttura che li ospita.
     
  8. DarkSaga DarkSaga è offline JuniorMessaggi 1,163 Membro dal Sep 2014 #18

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    quindi ora pure la droga è colpa dei neri?
    vediamo:
    1) gli italiani trombano poco -> è colpa dei neri perché hanno il pisellone e rubano le donne
    2) gli italiani non lavorano -> è colpa dei neri perché fanno lavori che gli italiani non farebbero mai, quindi rubano il lavoro agli italiani
    3) gli italiani sono poveri -> è colpa dei neri perché prendono 35 euro al mese (le fonti sono liberoquotidiano.it e i deliri di Feltri, quindi attendibili)
    4) in Italia c'è la droga -> è colpa dei neri, infatti è risaputo che la pianta della coca sia originaria della nigeria e che il papavero da oppio nasce nel ghana

    ma prima che inventassero i neri, quindi circa 10 anni fa, in Italia erano tutti ricchi, nessuno si drogava, trombavano e lavoravano tutti? Mi domando come mai prima dell'invenzione dei neri l'Italia non fosse la prima economia del mondo, secondo il vostro ragionamento sarebbe dovuta essere meglio di Usa, Canada e UK messe insieme.

    il bello è che in tutto questo vi fate andare bene condoni di svariati miliardi e abusi edilizi...mi domando se chi crede veramente a ste cose è semplicemente scemo, è ignorante, oppure entrambe.
     
  9. Dark_Predator Dark_Predator è offline Ex Utente di Amando.itMessaggi 855 Membro dal Feb 2015 #19

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    Citazione Originariamente Scritto da Morgana812 Visualizza Messaggio
    assolutamente no, perché come hanno scritto nei post precedenti, molti immigranti non seguono questi corsi d'italiano. Incentivando però una maggiore partecipazione nell'insegnamento dell'italiano e della nostra cultura occidentale, l'integrazione sarebbe migliore. Non ci dimentichiamo che la maggiore integrazione avviene nelle scuole, grazie ai professori e a persone preparate e affidabili.
    Ma per favore!
    Conosco di persona decine di ragazzi figli di stranieri che nonostante siano nati qui e abbiano fatto le scuole qui non si sono minimamente integrati e non hanno assorbito neanche una virgola dei valori occindentali e adesso sembra che la mancanza di questi corsi di italiano sia la causa di tutti i mali del mondo.
    Ripeto: questo dovrebbe essere un grande giorno per voi di sinistra, per spiegare i problemi relativi all'immigrazione, al tormentone "è tutta colpa di Salvini che semina odio" potete aggiungere "è tutta colpa di Salvini che ha tolto i corsi di italiano"
     
  10. L'avatar di fausto62

    fausto62 fausto62 è offline FriendMessaggi 3,747 Membro dal Apr 2018
    Località Stato Pontificio
    #20

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    Mafia nigeriana: da Palermo a Torino, dall’Europa agli Usa, i “culti” si fanno globali
    La più potente organizzazione criminale africana è presente in ottanta Paesi del mondo, anche a seguito dei flussi delle migrazioni. Controlla a colpi di machete traffico di droga, prostituzione e mercato delle truffe. La guerra tra le gang più potenti, Black Axe ed Eiye, è arrivata tra noi

    La rete criminale arriva in Piemonte, Lombardia, Veneto, Campania (area domiziana), Sicilia (Palermo, in particolare). Regola i conti con pestaggi e aggressioni a colpi di machete, asce, coltelli, bottiglie rotte. Sembrano volgari risse da strade, ma dietro si nasconde una mafia globale, che dalla Nigeria si è sparsa in ottanta Paesi, secondo l’Fbi, conquistando spesso il primato nel traffico di droga – dall’eroina alla cocaina al crack –, nello sfruttamento della prostituzione e nelle truffe economiche, anche ai danni di grandi aziende. E se le gang originarie del Paese più popolato dell’Africa (oltre 190 milioni di abitanti) sono ormai da decenni all’attenzione delle polizie di mezzo mondo – inclusa la nostra Direzione investigativa antimafia che ne ha tracciato la mappa – fino a questo momento la criminalità organizzata nigeriana ha avuto vita abbastanza facile in patria. Forte, come ogni mafia che si rispetti, di salde protezioni politiche.

    “Hanno persone ai massimi livelli governativi che li sostengono sistematicamente, così riescono a sfuggire alle indagini e alle pene più severe quando vengono arrestati”, spiega al Fatto Eric Dumo, reporter di The Punch, uno dei più importanti quotidiani della Nigeria. Anzi, “molti politici assoldano questi gruppi per attaccare gli oppositori, specie nelle competizioni elettorali per le cariche più importanti”, continua. “E anche i criminali trasferiti in altri Paesi hanno appoggi che rendono più difficile un contrasto efficace alla reale minaccia che rappresentano”.

    La criminalità nigeriana è reputata la più potente di tutto il Continente nero, favorita da livelli di corruzione storicamente elevatissimi (nel 2006 la Nigeria’s Economic and Financial Crime Commission stimò che dal 1960 i governi avevano rubato o sprecato 380 miliardi di dollari) e da un boom petrolifero che ha finito per stimolare il crimine più che il benessere della popolazione, come spiega nei suoi scritti Stephen Ellis, scomparso africanista della Vrije Universiteit di Amsterdam. Sull’onda della forte emigrazione dal Paese depredato, dagli anni Ottanta in avanti, il crimine organizzato nigeriano si è globalizzato, un po’ come era accaduto in passato alle italiche Cosa Nostra e ’ndrangheta.

    Nel mare magnum dei gruppi svettano i “culti”, eredi delle confraternite universitarie nate negli anni Settanta, spesso su base religiosa, in particolare evangelico-pentecostale, ma con istanze marxiste e anticolonialiste. Ispirati dall’incolpevole poeta premio Nobel Wole Soyinka, i culti si sono man mano convertiti al crimine, trasformandosi in scontri sanguinosi fuori e dentro gli atenei. Molti giovani laureati, senza alcuna speranza di trovare un impiego adeguato, sono passati direttamente dalle aule ai reati da colletti bianchi: per questa via la criminalità nigeriana ha acquisito un’indiscussa leadership mondiale nelle truffe economiche, le famose 419 scam, dall’articolo del codice penale nigeriano, il 419, che le punisce. Prima con lettere cartacee, poi con l’avvento di Internet attraverso email con promesse di guadagni milionari che a tutti è capitato di ricevere, e che generano profitti milionari sulla pelle di chi ci casca.

    I culti più potenti sono “i Black Axe – conosciuto anche come Neo-Black Movement of Africa – e gli Eiye, insieme ai Buccaneers e i Pirates”, afferma ancora Eric Dumo (il poeta Soyinka era affascinato da L’Isola del tesoro di Robert Stevenson, da qui i tanti nomi pirateschi). “Poi dozzine a livello locale. Anche nel Delta del Niger (dove opera l’Eni, ndr) ci sono gruppi spietati come Dey Bam, Dey Well, Highlanders…”. Uno dei culti, a scanso di equivoci, si è battezzato semplicemente “Mafia”.

    Proprio i Black Axe – fondati all’Università di Benin City nel 1977 e diffusi in tutta la Nigeria – e gli Eiye – originari del Sud-Ovest del Paese e presenti anche nella capitale Lagos – sono i gruppi attivi in Italia, e non da oggi. Le prime condanne per associazione mafiosa risalgono al 2009, a opera del Tribunale di Brescia. A farne le spese furono gli Eiye, accusati soprattutto di tratta di giovanissime connazionali da impiegare nella prostituzione di strada. L’Italia è stato il primo Paese al mondo in cui la mafia nigeriana, già dagli anni Ottanta, ha sperimentato questo business. Un business sulla pelle di ragazzine delle famiglie più povere, generalmente originarie dell’area di Benin City. Le indagini dimostrarono un ferreo controllo sulla locale comunità di immigrati e svelarono la guerra in corso tra i due principali “culti”. Una guerra che sulle strade di Torino andava in scena già dal 2003. Tirando i fili di diversi episodi, i carabinieri capirono che la posta in gioco era il controllo dello spaccio, della prostituzione e degli affari della comunità nella città sabauda. Anche in questo caso, nel 2010 arrivarono le condanne per 416 bis per ben 36 imputati, per lo più Eiye: “mafiosità” confermata in Cassazione. E non fa differenza – scrissero i giudici – se quei gruppi “non intendevano estendere le loro influenze ai cittadini italiani, ma semplicemente nell’ambito della comunità nigeriana”. Sono proprio i connazionali le prime vittime dei “culti”.

    Già dai primi anni 2000, le indagini sulla tratta a Castel Volturno (Caserta) svelarono l’accordo con la camorra, che riceveva un fitto, detto joint, per ogni porzione di marciapiede occupata dalle ragazze. Più recente è invece l’alleanza a Palermo tra Cosa Nostra e Black Axe, come racconta l’articolo nella pagina che segue, e che ilfattoquotidiano.it svelò per primo nel 2015.

    Eiye e Black Axe, scrive la Dia nell’ultima relazione, sono caratterizzati “da una rigida struttura verticistica”, con “capi internazionali, nazionali e locali” che gestiscono autonomamente le attività illecite sui propri territori mantenendo però “contatti operativi con le strutture madri presenti in Nigeria”.

    A livello globale, la mafia nigeriana sta diventando una vera protagonista del traffico di droga, forte di una rete che va dal Sudafrica al Brasile, all’India, agli Stati Uniti. Passando per l’Europa. Proprio l’Italia, insieme a Spagna e Regno Unito, è fra i nodi più importanti.
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