Al parchetto - Pagina 21

Discussione iniziata da Erosadaiventi il 12-11-2020 - 247 messaggi - 36278 Visite

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  1. Erosadaiventi Erosadaiventi è offline BannedMessaggi 106 Membro dal Sep 2020 #201

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    Dopo le gelide mani di Burian, sulla parte del mio viso lasciata scoperta dallo scaldacollo, dalla mascherina e dal berretto, si sono posate quelle tiepide di questo sole dal profumo di primavera.

    Qualche gialla primula, una viola, una torpida lucertola stesa tra le pietre.

    Ma quello che oggi ha attirato la mia attenzione è il corpo dei ragazzi che fanno calestenic. Oggi si sono spogliati più del solito, non so se siano gli ormoni, lo sforzo, il sole particolarmente caldo per il periodo, ma sono lì a torso nudo con in bella mostra i loro muscoli da discoboli.
    Ad un certo punto uno di loro, con la scusa del mio cane, si è avvicinato per attaccare bottone. Stava a distanza con la mano davanti alla bocca vedendomi tesa all'indietro. Mi ha chiesto se volessi fare anch'io qualche facile esercizio, che mi faceva vedere come fare... Ho declinato.

    Non ci fosse stato il covid forse si, ci sarei andata in mezzo a loro. Lì fra uno stuolo di baldi giovani, come la Raffa tra i suoi boys, a farmi sollevare verso il cielo da tutte quelle forti braccia.

    Oddio che stupidaggini vado a pensare... E mentre rido fra di me, nascosta dalla mascherina, getto loro un ultimo sguardo prima di alzarmi e andarmene via. Le paperelle mi aspettano prima che ne ne torni a casa.


     
  2. L'avatar di CaosCalmo

    CaosCalmo CaosCalmo è offline FriendMessaggi 4,756 Membro dal Dec 2017 #202

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    Citazione Originariamente Scritto da Erosadaiventi Visualizza Messaggio
    Caos calmo ,Ho letto con partecipazione la tua prosa, con i ricordi di infanzia tutti presi ad affacciarsi qui davanti ai miei occhi.
    Ciao Erosadaiventi già i ricordi...
    Ed è una cosa strana, perchè più passa il tempo più si fanno vividi riaffiorando alla memoria quelli di quando eri bambino e ti sembra di poterli toccare.
    Chissà, forse è il sentiero della vita che vuole riportarti da dove sei partito...






    LUCCIOLE

    E arrivò il giorno della partenza dei miei genitori.
    Sarebbero partiti il giorno dopo per tornare nella grande città, lasciandomi in campagna per l’estate, nella casa di pietra ricoperta di edera, con le mie vecchie zie…

    La sera prima della partenza, mio padre nel salutarmi, mi regalò un vaso di vetro, di quelli che venivano usati per riporre la conserva di pomodoro. Dentro il vaso, chiuso da un tappo su cui c’erano dei piccoli forellini, c’erano dei piccoli insetti alati, più lunghi e snelli di semplici mosche.
    Erano lucciole.

    Si avvicinava il periodo della raccolta del grano e come tutti gli anni, di giorno, i campi si coloravano del giallo delle spighe e del rosso dei papaveri selvatici; di notte, di migliaia di piccole luci che si muovevano leggere con traiettorie che la mia mente da bambino non riusciva a comprendere.
    Ero piccolo, le lucciole scendevano dalla collina, attraversavano il grande cortile, come onde del mare, si infrangevano sulle pietre della casa per poi come spuma dorata sparire oltre la siepe e tuffarsi verso il prato ed il piccolo torrente di acqua sorgiva che lo attraversava. Nel buio che precedeva la vera notte io allungavo la mia piccola mano per prenderle, ma le mie dita non trovavano mai niente, attirate dalla luce trovavano solo l’aria, mentre la lucciola ormai si era spostata più in là.
    “Tieni Caos, sono per te. Con la loro luce ti terranno compagnia, per farti sentire meno solo la sera, mentre siamo lontani”.
    Me lo disse mio padre insieme a tante altre cose che oggi non ricordo più. Io rimasi lì, dopo che se ne era andato, affacciato alla finestra a guardare le evoluzioni dei pipistrelli nel cielo della sera.
    Nel vaso si iniziavano a vedere il luccichio delle lucciole, ma le loro luci erano fioche quasi malate, non erano le luci allegre e brillanti che mi ricordavo.

    Era notte, quando uscii dalla mia stanza.
    Chiusi gli occhi per qualche secondo per abituarmi all'oscurità della casa e scesi scalzo la ripida scala di pietra, il vaso di vetro stretto al petto attento a non fare rumore.

    Nel cortile l’aria era dolce e calda, mi sfiorava la pelle come una carezza.
    La luna illuminava i miei passi, in lontananza un cane abbaiava.
    I ciottoli di fiume del cortile erano ancora caldi e mi solleticavano i piedi.
    Superai la siepe arrivai sotto al ciliegio e lì mi sedetti su uno sgabello ricavato dal tronco di quercia.
    Guardai ancora una volta le lucciole nel vaso, poi aprii il coperchio e le lasciai uscire.

    Nessuna volò via.
    Si sparpagliarono nell'erba intorno ai mie piedi che rimasero fermi, per paura di calpestarle.
    Fu solo dopo qualche minuto che vidi la prima volare via.
    Le altre come se si fossero svegliate all'improvviso la seguirono disegnando rapide scie luminose nella notte.

    Ricordo che seguii la loro luce che fluttuava nel buio fino a vederle sparire giù verso il torrente e anche dopo che erano scomparse le loro scie luminose restarono ancora a lungo dentro di me insieme ad un grande senso di pace.

    Ancora oggi mi piace pensare, che fu in quel preciso momento che imparai che non ha molto senso e che non è giusto tenere qualcuno legato a te, solo per non farlo andar via.


    CaosCalmo

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    “La volgarità di un'idea si misura dal suo bisogno di proselitismo.”
    Mario Andrea Rigoni
     
  3. SbagliataSempre SbagliataSempre è offline PrincipianteMessaggi 25 Membro dal Feb 2021 #203

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    Citazione Originariamente Scritto da stella.luna Visualizza Messaggio
    Magari è proprio il senso di solitudine che vivi nel tuo rapporto di coppia che ti porta a cogliere sguardi di altri uomini , a dargli attenzione , non c è nulla di male , sei una donna e come tale hai bisogno di attenzioni . Attenzioni che ritrovi negli occhi magnetici di un uomo che incontri al parco , viviti quei momenti e non giudicarti 😉
    Bravissima
     
  4. Erosadaiventi Erosadaiventi è offline BannedMessaggi 106 Membro dal Sep 2020 #204

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    UNA GITA FUORI PORTA E DENTRO I RICORDI

    Risalendo gli stretti tornanti di questo parco in salita, mi torna in mente quando, con mia madre ormai stanca per la malattia, ci si fermava a ogni curva per farle riprender fiato. Per lei era sfida di vita riuscire ad arrivare alla Casina Rosa con le sue gambe e a nulla servivano le mie esortazioni a lasciar perdere e tornare indietro.

    Oggi ho cambiato parco, come mia madre allora, mi sono fatta coraggio e ho sfidato le mie paure, l'autostrada, le auto... il passato.
    La mia cucciola tira il guinzaglio come volesse fuggire e perdersi nell'ignoto dell'al di là delle Colonne d'Ercole, per lei che ha vissuto solo canile e quartiere tutto è hic sunt leones.

    Oggi tutto è silente tra gli alberi e le chiazze di prato, tra i tavoli di legno e le giostrine dei bimbi. Poco più in là c'è la Casina Rosa, la semplice casetta che Guido abbandonò per tornare in città perché le moto dei cafoni disturbavano il suo bisogno di quiete. Mia madre, indicandola, mi diceva "non devi credere che i ricchi siano felici, anche i ricchi piangono" e rideva per avermi citato la soap opera che, da bambina, tanto detestavo...
    Vedi, mi diceva sbrigativamente, lì viveva un ricco che non fu mai felice, che si sentì rifiutato da tutti e che nel suo ultimo istante ci fu un bacio sul suo capo da parte della sua fedele compagna di una vita, la "ragazza dall'occhio nero"…

    La mia cucciola si è sdraiata qui a fianco a me che sto seduta su un tronco caduto, non è abituata ai terreni scoscesi e si è stancata per troppo impeto. Penso a mia madre che mi chiese che nel suo ultimo istante potesse esserci un mio bacio e che invece se ne andò mentre dormivo al suo fianco.

    Ma ora basta, mi attende più in sù un laghetto, poco più di uno stagno, dove cercare di specchiarmi e vedere tra il riflesso degli alberi, un po' di me stessa...
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  5. Erosadaiventi Erosadaiventi è offline BannedMessaggi 106 Membro dal Sep 2020 #205

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    Un giochino rivolto a tutti...
    Chi indovina dove sono in questo momento?
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  6. L'avatar di Minsc

    Minsc Minsc è online SeniorMessaggi 12,808 Membro dal Aug 2020
    Località Italia
    #206

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    Vicino la casina rosa? o nel piccolo stagno
    Sono proprio innamorato, perché io me la sono vista lì davanti. la guardavo e non mi usciva neanche una parola.
    Ma come? Non le hai parlato?
    Quasi niente. Cioè, la guardavo e m’innamoravo.


    Chi ride al cinema non guarisce dalla lebbra, ma per un'ora e mezza (o due) non ci pensa
     
  7. Erosadaiventi Erosadaiventi è offline BannedMessaggi 106 Membro dal Sep 2020 #207

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    Ma no, io intendevo un'altra cosa 😂 intendevo il nome della località dove stavo. Adesso parto che torno a casa.
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  8. L'avatar di CaosCalmo

    CaosCalmo CaosCalmo è offline FriendMessaggi 4,756 Membro dal Dec 2017 #208

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    Erosadaiventi...

    Quando hai citato "La ragazza dall'occhio nero", mi hai riportato alla mente le parole di un mio caro e vecchio maestro e le tante discussioni avute con lui parlando di poesia e del difficile mestiere di scrivere restando uomo onesto.

    Mi diceva che sono pochissimi quelli che ci riescono.
    Il Guido che citi nel tuo racconto era uno di quei pochi che mi portava ad esempio.


    "Tutto è inutile. Ho lavorato senza mai un risultato; ho oziato, la mia vita si è svolta nella identica maniera. Ho pregato, non ho ottenuto nulla; ho bestemmiato, non ho ottenuto nulla. Sono stato egoista sino a dimenticarmi dell'esistenza degli altri; nulla è cambiato né in me né intorno a me. Ho amato, sino a dimenticarmi di me stesso; nulla è cambiato né in me né intorno a me. Ho fatto qualche poco di bene, non sono stato compensato; ho fatto del male, non sono stato punito."

    Guido Morselli




    “La volgarità di un'idea si misura dal suo bisogno di proselitismo.”
    Mario Andrea Rigoni
     
  9. L'avatar di Minsc

    Minsc Minsc è online SeniorMessaggi 12,808 Membro dal Aug 2020
    Località Italia
    #209

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    Citazione Originariamente Scritto da Erosadaiventi Visualizza Messaggio
    Ma no, io intendevo un'altra cosa 😂 intendevo il nome della località dove stavo. Adesso parto che torno a casa.
    Perdona la mia ignoranza 😁
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    Sono proprio innamorato, perché io me la sono vista lì davanti. la guardavo e non mi usciva neanche una parola.
    Ma come? Non le hai parlato?
    Quasi niente. Cioè, la guardavo e m’innamoravo.


    Chi ride al cinema non guarisce dalla lebbra, ma per un'ora e mezza (o due) non ci pensa
     
  10. L'avatar di Soldatojoker

    Soldatojoker Soldatojoker è offline FriendMessaggi 4,504 Membro dal Nov 2019 #210

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    Cioè... Ma... Erosadaiventi... Ma chi cac chio sei???? Cioè, non lo so... Tirarmi fuori dal cilindro Guido Morselli è più stupefacente di un gioco di prestigio... Cioè, tu veramente stavi al Parco Morselli? Proprio ieri ci sono passato. No, non ci credo 😲
    Quando sarò vecchio mi pentirò dei miei peccati... non commessi