Le parole per descriverlo

Discussione iniziata da Irina il 17-02-2011 - 5 messaggi - 1405 Visite

  1. L'avatar di Irina

    Irina Irina è offline FriendMessaggi 2,616 Membro dal Jan 2008
    Località Italia
    #1

    Predefinito Le parole per descriverlo

    Non so se a voi capiti, ma ho notato che tanto mi vien facile descrivere sentimenti quali la rabbia, la frustrazione, il dubbio, il dolore, di un rapporto infelice, quanto mi sembra impossibile descrivere un amore felice.

    Sto facendo questa riflessione, ora che il mio rapporto penso sia all'apice (O forse l'apice deve ancora arrivare? In realtà è un costante crescendo di benessere e arricchimento), perché provo l'impulso almeno dieci volte al giorno di raccontarlo, non importa a chi, a chiunque abbia orecchie e tempo per lasciarsi tediare (Sì, proprio come la ragazzina che, in teoria, avrei smesso di essere da molti anni), e pure non ci riesco. Come se mancassero le parole giuste, che invece sono così numerose e descrittive e dettagliate quando si tratta di dolore e sofferenza, come una carenza linguistica. Come se dire "Sono serena, sto bene", banalizzasse il concetto e non rendesse affatto giustizia a quello che sto ricevendo da lui.

    Tra l'altro io svolgo una professione legata al concetto di scrittura, e stando così bene mi sembra mi manchi l'ispirazione, quella giusta dose di tormento e insonnia e caffeina che muove le mie dita su una tastiera, così mi sembra di lavorare male, vorrei cestinare ogni cosa che scrivo (Ma ho delle scadenze, e alla fine butto lì qualcosa, "Un brutto lavoro, banale", finisco per descriverlo), e invece mi dicono che non ho mai scritto meglio di così.
    Forse dal mio punto di (S)vista sondare il dolore, al limite la rabbia, è di gran lunga più intrigante che lasciarsi andare al godimento di un momento felice, il buio più attraente della luce, e del resto "L'inferno" di Dante non riscuote forse, meritatamente, sempre più successo del banale "Paradiso"?

    Succede lo stesso anche a voi? Come se il raggiungimento di una piena serenità amorosa vi legasse all'imbarazzo linguistico, e pur colmi della voglia di condividerlo vi riuscisse, se non impossibile, quantomeno estremamente difficile?


    NON APPROVO CIÒ CHE DICI, MA DIFENDERÒ ALLA MORTE IL TUO DIRITTO DI DIRLO
    Chi dice ciò che vuole deve aspettarsi in risposta ciò che non vuole. (Euripide)

    Molti si vantano di dire sempre quello che pensano. Pochi si vergognano di pensare quello che dicono.

    Quando dico "io" intendo una cosa assolutamente unica, da non essere confusa con nessun'altra
     
  2. L'avatar di rabe

    rabe rabe è offline MasterMessaggi 30,575 Membro dal Aug 2010 #2

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    Sicuramente é piú facile sondare e riempire i vuoti, che descrivere e delineare il pieno.

    L'estasi ha qualcosa di fermo anche nella parola.

    Il dolore e il problema si indagano per risolverli e (forse) eliminarli; chi di noi vuole risolvere il benessere, l'amore e la gioia? Siamo impegnati a goderne, non abbiamo tempo di analizzarli, giustamente concentrati su noi stessi per accogliere l'altro.

    Forse é proprio qui l'ostacolo alla scrittura, non si riesce a razionalizzare ció che ci riempe di sentimento ed emotivitá. Quando tutto é passato, é probabilmente possibile raccontare delle tracce, degli indizi; ma prima e durante é molto difficile. Non c'è parola che basti, bisognerebbe reinventare un vocabolario per ognuno di noi per descrivere l'arcobaleno di emozioni e sensazioni che ci attraversano, e ci cambiano, spesso in meglio.
     
  3. L'avatar di Irina

    Irina Irina è offline FriendMessaggi 2,616 Membro dal Jan 2008
    Località Italia
    #3

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    I sentimenti negativi sono invece così facili da descrivere, così d'impatto!
    Quando parlo del mio atavico disagio esistenziale, posso ben dire "C'è un buco nero al centro di me, che alla fine inghiotte tutto" ed anche se è una sensazione, ne posso dare l'esatta portata. Quando stavo male per una rottura, potevo dire "E' come stare nelle sabbie mobili: continuo ad affondare, e lotto, chiedendomi se non sarebbe più semplice lasciarmi risucchiare da quel nulla, verso nessun luogo". Ora cosa posso dire? E' come... cosa? Come qualcosa che ha valore solo per me, e che non saprò mai spiegare.
    Posso spiegare che ho deciso di seguire un consiglio forumistico, e smettere di pensare, e che ha funzionato, ma quanto questo sia importante lo può capire solo chi mi conosce bene, e vedrà ancora solo uno scorcio poco significcativo di come mi senta.

    La pienezza non suscita empatia, il dolore sì: forse perché conosciamo meglio il dolore?

    Io sto cambiando, e vedo in lui sguardi che non conosco, gesti che non mi sono famigliari, nuovi. E' strano ma è come se sentissi che, più che non voler perdere lui, non vorrei perdere questa nuova me stessa: mi è simpatica, mi piace, ci convivo meglio.
    NON APPROVO CIÒ CHE DICI, MA DIFENDERÒ ALLA MORTE IL TUO DIRITTO DI DIRLO
    Chi dice ciò che vuole deve aspettarsi in risposta ciò che non vuole. (Euripide)

    Molti si vantano di dire sempre quello che pensano. Pochi si vergognano di pensare quello che dicono.

    Quando dico "io" intendo una cosa assolutamente unica, da non essere confusa con nessun'altra
     
  4. L'avatar di rabe

    rabe rabe è offline MasterMessaggi 30,575 Membro dal Aug 2010 #4

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    I sentimenti positivi ci rendono unici, perché ritroviamo noi stessi nella nostra identitá, e, secondo me, in quanti tali indescrivibili.

    Puoi spiegare che é inspiegabile, che é solo sperimentabile, che é ad un certo punto di un percorso. Puoi spiegare che ha a che fare con te, la tua esperienza, la tua maturazione, ed é indescrivibile in quanto diverso per ognuno di noi.

    È come essere al centro del proprio mondo senza sentire il bisogno di muoversi, é come essere sazi nel modo giusto, é come il sapore in bocca che non chiama altro, é come le lenzuola fresche quando la luce entra dalle persiane, é come quando apri una nuova scatola di colori, é come quando hai davanti un foglio vergine che attende la tua parola, é come il rumore degli sci sulla neve.

    Non puoi descrivere, puoi evocare e sperare che chi ti ascolta o legge, abbia provato qualcosa del genere o si ricordi di un istante della sua vita in cui l'ha provato e sappia a sua volta evocare ció come un profumo. Si chiama anche poesia
    Ultima modifica di rabe; 18-02-2011 alle 12:03
     
  5. Alessandro_V_Isolani Alessandro_V_Isolani è offline Ex Utente di Amando.itMessaggi 969 Membro dal Sep 2010 #5

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    Cara Irina non credo che esista un solo libro degno di essere letto che non parli di dolori, problemi, crisi esistenziali, proprio perchè devono avvicinarsi il più possibile alla vita dei lettori, trarne curiosità ed essere possibilmente credibili. Un ipotetico personaggio o una storia che parla solo di emozioni positive e leggere potrebbe risultare noiosa, banale e autoreferenziale, certo può esserci anche un lieto fine, un “e vissero tutti felici e contenti”, ma la realtà è leggermente diversa, non c'è un e vissero eccetera eccetera proprio perchè non siamo pezzi di carta o di legno, questo è il bello.
    Ti auguro che tu possa sempre arricchirti in tutti i sensi.

    ps. Quando ero bambino (non che adesso non lo sia eh) a chi mi chiedeva cosa vorresti fare da grande rispondevo che volevo fare un film dove regnava la bellezza, la felicità, l'amicizia e l'amore e che tutti fossero ricchi e felici. Questo film non ha mai visto la luce ma il bello è provarci, stupirsi e istupidirsi.
    Ultima modifica di Alessandro_V_Isolani; 19-02-2011 alle 09:44