Il pensionato - Guccini

Discussione iniziata da Abbracciosilente il 26-07-2018 - 2 messaggi - 563 Visite

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  • 1 Post By Abbracciosilente
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    Abbracciosilente Abbracciosilente è offline PrincipianteMessaggi 15 Membro dal Jul 2018
    Località Campania
    #1

    Predefinito Il pensionato - Guccini

    Il Pensionato

    Lo sento da oltre il muro che ogni suono fa passare,
    l' odore quasi povero di roba da mangiare,
    lo vedo nella luce che anch' io mi ricordo bene
    di lampadina fioca, quella da trenta candele,
    fra mobili che non hanno mai visto altri splendori,
    giornali vecchi ed angoli di polvere e di odori,
    fra i suoni usati e strani dei suoi riti quotidiani:
    mangiare, sgomberare, poi lavare piatti e mani.

    Lo sento quando torno stanco e tardi alla mattina
    aprire la persiana, tirare la tendina
    e mentre sto fumando ancora un'altra sigaretta,
    andar piano, in pantofole, verso il giorno che lo aspetta
    e poi lo incontro ancora quando viene l' ora mia,
    mi dà un piacere assurdo la sua antica cortesia:
    "Buon giorno, professore. Come sta la sua signora?
    E i gatti? E questo tempo che non si rimette ancora..."

    Mi dice cento volte fra la rete dei giardini
    di una sua gatta morta, di una lite coi vicini
    e mi racconta piano, col suo tono un po' sommesso,
    di quando lui e Bologna eran più giovani di adesso...

    Io ascolto e i miei pensieri corron dietro alla sua vita,
    a tutti i volti visti dalla lampadina antica,
    a quell' odore solito di polvere e di muffa,
    a tutte le minestre riscaldate sulla stufa,
    a quel tic-tac di sveglia che enfatizza ogni secondo,
    a come da quel posto si può mai vedere il mondo,
    a un' esistenza andata in tanti giorni uguali e duri,
    a come anche la storia sia passata fra quei muri...

    Io ascolto e non capisco e tutto attorno mi stupisce
    la vita, com'è fatta e come uno la gestisce
    e i mille modi e i tempi, poi le possibilità,
    le scelte, i cambiamenti, il fato, le necessità
    e ancora mi domando se sia stato mai felice,
    se un dubbio l' ebbe mai, se solo oggi si assopisce,
    se un dubbio l' abbia avuto poche volte oppure spesso,
    se è stato sufficiente sopravvivere a se stesso...

    Ma poi mi accorgo che probabilmente è solo un tarlo
    di uno che ha tanto tempo ed anche il lusso di sprecarlo:
    non posso o non so dir per niente se peggiore sia,
    a conti fatti, la sua solitudine o la mia...

    Diremo forse un giorno: "Ma se stava così bene..."
    Avrà il marmo con l' angelo che spezza le catene
    coi soldi risparmiati un po' perchè non si sa mai,
    un po' per abitudine: "eh, son sempre pronti i guai" .
    Vedremo visi nuovi, voci dai sorrisi spenti:
    "Piacere", "E' mio", "Son lieto", "Eravate suoi parenti?"
    E a poco a poco andrà via dalla nostra mente piena:
    soltanto un' impressione che ricorderemo appena...
    viola18 likes this.


     
  2. viola18 viola18 è offline PrincipianteMessaggi 1 Membro dal Jul 2018 #2

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    molto bella