Perchè le anoressiche rifiutano l'aiuto e l'amore che gli si "offre"

Discussione iniziata da ek6791 il 24-03-2011 - 43 messaggi - 19651 Visite

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  1. ek6791 ek6791 è offline PrincipianteMessaggi 29 Membro dal Mar 2011 #1

    Predefinito Perchè le anoressiche rifiutano l'aiuto e l'amore che gli si "offre"

    Ciao. Lo so che i motivi psicologici per cui si cade nell'anoressia possono essere molteplici...ognuna/o ha una sua storia nell'infanzia, un trama che ha vissuto, una situazione famigliare non facile...Leggendo in molti forum ho però notato che molte volte chi si trova in questa terribile malattia chiede ed ha solo un disperato bisogno d'amore e di comprensione. Ma non capisco il meccanismo psicologico. Vi spiego meglio. Sono stato fidanzato per quasi 2 anni con una ragazza anoressica (all'inizio notavo sintomi e atteggiamenti della malattia, poi con il tempo è andata peggiorando finchè non mi ha lasciato) a cui penso di avere sempre dato il mio sostegno, venivo incontro ai suoi tempi ed esigenze, le ho sempre dimostrato il mio amore dicendole che le ero vicino e che per qualsiasi cosa poteva contare su di me, ne ero innamorato perso e penso di averglielo sempre dimostrato. Ma dalla sua parte c'era quasi sempre freddezza, diceva che non aveva bisogno di nessuno, che non voleva il mio sostegno, che nell'amore non crede...logicamente capivo che le sue frasi derivavano dalla malattia...ma è qui che non capisco il meccanismo...se l'anoressica ha un intenso bisogno di amore (che io volevo dargli, io non l'avrei mai lasciata, anzi la vorrei ancora al mio fianco) come mai poi lo rifiutano da chi glielo "offre" con tutto il cuore, sia da parte di amici che da fidanzati...? Non so se ho spiegato bene i miei dubbi...grazie in anticipo. Ciao ciao


     
  2. L'avatar di Youlia

    Youlia Youlia è offline ApprendistaMessaggi 212 Membro dal Feb 2011 #2

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    Paura. Paura di soffrire. Perchè l'amore può essere eterno, ma può anche non esserlo. La persona che dà amore può venire a mancare per molti motivi. E allora si ricade nella sofferenza, anzi, si sta ancora peggio. Allora si preferice non esporsi. L'anoressia è una fortezza. E' un riparo, dà sicurezza, protegge dal male che esiste nel mondo, anche quello solo ipotetico o potenziale. A volte è assurdo mettere le mani avanti, soprattutto quando il rischio è minimo. Ma è necessario farlo. L'equilibrio di un'anoressica è veramente precario, basta poco per farla crollare totalmente, già solo il rischio del crollo fa male e fa paura. Allora ci si mostra forti, si dimostra di non aver bisogno di sostegno e amore (anche se invece è quello che cerchiamo, ma non lo ammetteremmo mai!), ci si chiude in questo bastione che ci tiene al sicuro dall'esterno, che rende tutto ovattato (il dolore, ma anche le cose belle, per cui riusciamo a rimbalzare la sofferenza, ma rimbalza anche la gioia), ma che con l'impressione della protezione ci distrugge lentamente, così lentamente che spesso non ci rendiamo conto che è distruttivo. O se anche ce ne rendessimo conto, il nostro ragionamento prevede un convinto "preferisco farmi del male da sola, piuttosto che farmene fare dagli altri, perchè con gli altri spesso non riesco ad arrabbiarmi, non riesco ad avercela, con me stessa sì, per cui se mi fanno male gli altri non riuscirei a punirli, se mi faccio male da sola ci riesco benissimo". Più ci si fa male e più si sta male. E' un circolo. Ma la causa prima è riconosciuta in noi stesse, ed è più facile soffrire a causa propria che non a causa di altri.
     
  3. ek6791 ek6791 è offline PrincipianteMessaggi 29 Membro dal Mar 2011 #3

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    Grazie...ho capito il meccanismo. Ma secondo te è meglio se continuo a farle sentire la mia vicinanza anche solo con semplici sms o è meglio che la lascio "tranquilla" senza metterle ulteriore pressione? Inoltre ha scoperto che ero in contatto con sua mamma per avere sue notizie...si è arrabbiata tantissimo e adesso è sparita del tutto! Immagino che anche questa sia una reazione dovuta alla malattie, ma magari anche il solo sapere che ho pensieri per lei, che le voglio bene...può darle un pò di forza? O secondo te è tutto inutile? Non so più cosa fare...di lasciarla al suo destino tagliando tutti i contatti non me la sento...vorrei fare qualcosa anche se so che è una goccia nell'oceano. Consigli?
     
  4. L'avatar di Youlia

    Youlia Youlia è offline ApprendistaMessaggi 212 Membro dal Feb 2011 #4

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    La reazione che ha avuto non è dovuta solo alla malattia, a mio parere, perchè io in vita mia ho reagito in quel modo ancora prima di ammalarmi, perchè non sopporto che la gente faccia qualcosa che riguarda ME alle MIE SPALLE, a prescindere che sia una cosa che riguarda l'anoressia oppure no. Probabilmente per lei è uguale, probabilmente avrebbe reagito così anche se avessi contattato sua madre per chiederle se alla ragazza era passato il raffreddore.
    Per il resto, nessun consiglio particolare. Ci sono molte cose che ci accomunano, ma restiamo comunque persone diverse. Io ho accettato di avere accanto un ragazzo, non solo ora che sto cercando di guarire (cosa che non riesco a fare, che è ancora molto lontana), ma anche prima nel culmine del male. Io l'ho accettato, ma soprattutto lui ha accettato di stare con una persona malata, sapendo che non avrebbe potuto dire dopo due mesi che era stanco e che non ne voleva sapere più. Io gli ho detto di pensarci bene, gli ho dato tempo, perchè l'amore può non essere eterno, ma chi vuole stare accanto a un'anoressica deve mettersi in testa che non si può mollare dopo poco, ma che ci vuole forza, costanza, coerenza e pazienza. Comunque, lei non è detto che accetti qualcuno accanto. Se per natura è più asociale di quanto lo sono io, ho più bisogno di solitudine, non accetterà nessuno, o lo accetterà con mooooolte riserve. E se tu vuoi starle accanto DAVVERO devi accettarlo. Se pensi di non riuscire a sostenere le sue assenze, i suoi scleri, la sua rabbia, la sua autodistruzione, allora ti consiglio di mollare subito, di lasciarla stare fin da ora. Mollare tra uno, due o sei mesi sarebbe troppo deleterio per lei.
     
  5. evitante evitante è offline PrincipianteMessaggi 36 Membro dal Mar 2011
    Località Nord Italia
    #5

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    Ai motivi che ha ben spiegato Youlia aggiungo: controllo.

    Il bisogno assoluto e pressante di assoggettare tutto ciò che sta loro intorno al loro costante e minuzioso controllo. A cominciare dagli stimoli basilari, la fame e il bisogno di essere amati, i più difficili da piegare. Non possono permettersi di perdere anche per un solo attimo il controllo sul proprio corpo e sulle proprie emozioni. Di conseguenza l'amore, pur disperatamente desiderato come il cibo, deve essere negato. Assaggiare anche un solo boccone d'amore sarebbe il primo passo verso il cedimento, l'abbandono e porterebbe alla perdita del controllo su se stessi.

    Talvolta questo si manifesta con il tentativo di controllare non solo il proprio personale regime alimentare ma anche quello dei conviventi. Non di rado le anoressiche sono ottime cuoche ed "impongono" ai familiari, con vari ricatti affettivi, di consumare quanto da loro cucinato. Il rifiuto a farlo può provocare anche reazioni aggressive.

    Poi la volontà di controllo è solo uno dei fattori che concorrono alla malattia e la percentuale in cui si manifesta varia notevolemente da individuo ad individuo. Tratti di metodicità, precisione, perfezionismo, ipercontrollo, sono comunque spesso presenti in chi soffre di anoressia.
    UnluckyStarr likes this.
     
  6. ek6791 ek6791 è offline PrincipianteMessaggi 29 Membro dal Mar 2011 #6

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    Grazie per le risposte che mi avete dato...non è facile capire i meccanismi che "regolano" questa malattia. Anche con tutta la buona volontà che uno ci mette per cercare di capire, dare affetto e non farle sentire "accerchiate" non è sempre facile "incassare" reazioni che ci fanno stare male e ci sembrano incomprensibili. Leggere queste testimonianze serve a chi si trova vicino ad una persona malata a analizzare in modo diverso le reazioni e evitare di commettere errori che possono peggiorare ancora la situazione psicologica...l'unica cosa che voglio è che la mia ormai ex fidanzata guarisca, voglio darle un sostegno almeno come amico...se avete altri consigli da darmi...
    Per Youlia: innanzitutto grazie per la risposta...volevo solo spiegarmi meglio: io non ho voluto tramare alle spalle di nessuno, semplicemente anche la mamma aveva bisogno di sostegno e ci siamo incontrati io e qualche amica per vedere se era possibile fare qualcosa per aiutarla...le abbiamo dato gli indirizzi di qualche centro dca perchè a noi era più facile trovarlo grazie a internet. Inoltre, visto che dopo aver affrontato il problema direttamente con lei si è negata e non rispondeva più, ogni tanto chiamavo la mamma per sapere come stava...tutto qui. Tu cosa avresti fatto se avessi avuto un'amica/o in queste condizioni di salute...vederlo soffrire, spegnersi piano piano...avresti cercato di fare qualcosa, di avere sue notizie...o lo avresti lasciato al suo destino. Io tutto quello che ho fatto (magari anche qualche sbaglio, ma non è facile sapere come muoversi) l'ho fatto con le migliori intenzioni e a fin di bene, solo per amore della mia amica. O solo migliori quelle persone che abbandonano un'amica nelle difficoltà? L'unico mio desiderio è che lei guarisca, perchè è una persona speciale e non si merita questo. Come posso fare per "riallacciare" contatti?
     
  7. evitante evitante è offline PrincipianteMessaggi 36 Membro dal Mar 2011
    Località Nord Italia
    #7

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    Mi sento di consigliarti una lettura, se non la conosci già: "Questo corpo non è mio" di Anna Salvo, edito da Mondadori. E' scritto da una nota psicanalista che si è dedicata alla cura di questo tipo di sofferenza. Non vi troverai consigli pratici ma a me è stato di aiuto.
     
  8. ek6791 ek6791 è offline PrincipianteMessaggi 29 Membro dal Mar 2011 #8

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    Grazie...proverò a leggerlo. Ciao a presto
     
  9. L'avatar di Youlia

    Youlia Youlia è offline ApprendistaMessaggi 212 Membro dal Feb 2011 #9

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    @ evitante: hai fatto una precisazione molto giusta. La parola "controllo" è molto calzante in questi casi. Ma spesso il bisogno di controllo consegue proprio alla paura di soffrire. Si controlla tutto per evitare al massimo che il male possa giungere a noi. E' un meccanismo di autodifesa.

    @ ek6791: sono del tutto convinta che tu non abbia voluto tramare alle spalle di nessuno. Nè tu, nè le amiche, nè la madre. Ma credimi, non so se in una situazione analoga avrei contattato i genitori di una persona che sta male. Credo che tu debba ancora capire che i genitori, per un'anoressica, sono il "nemico" più temibile. E ti spiego perchè. Quando riusciamo a razionalizzare, ci rendiamo conto che i nostri genitori ci amano, sono preoccupati e che quello che fanno lo fanno per questi due motivi. Ma purtroppo la razionalità troppo spesso ci abbandona (motivo per cui crediamo di poter campare d'aria o al massimo con qualche succo di frutta o qualche pezzo di verdura), è prerogativa di chi è afflitto da questo male vedere le cose in modo totalmente diverso da come stanno in realtà. Quindi vediamo i nostri genitori come nemici, perchè loro ci sono e ci saranno sempre. Gli amici si possono abbandonare, il ragazzo si può lasciare, i conoscenti si possono evitare, ma i genitori ci saranno sempre e comunque, sono le persone che non si staccheranno mai da noi e soprattutto sono quelli con cui siamo in qualche modo obbligati ad avere contatti (e questo vale per tutti i figli!), sono quelli che ci possono "sorvegliare" maggiormente, quelli che per primi ci vorranno portare in un centro di cura, quelli che arrivati a un certo punto esploderanno per il dolore con la conseguenza di non riuscire più a tenersi tutto dentro, sono quelli che vorranno parlare chiaro, sono quelli che vorranno sapere come stanno realmente le cose e lo esigeranno spesso con ricatti affettivi, anche se involontari. Ma noi prima di tutto non ci sentiamo malate, soprattutto all'inizio, e poi, anche se ci rendiamo conto che qualcosa non va, siamo troppo prese dalla nostra irrazionalità e dal nostro bisogno di "sentirci bene" (cosa che comunque non accade, perchè anche dimagrendo fino a ridurci solo ossa non ci sentiremmo bene) da mettere quello avanti a ogni altra cosa, e vogliamo che nessuno ci ostacoli. Per questo mentiamo. Mentiamo appunto principalmente ai genitori, proprio per paura di quella sorveglianza e di quei ricatti morali che faranno nei nostri confronti, e poi mentiamo agli amici (ammesso che ce ne sia ancora qualcuno al quale abbiamo permesso di "restare"), SOPRATTUTTO se questi sono in contatto con mamma e papà, perchè il rischio è che qualcosa sfugga dalla loro bocca e arrivi alle orecchie di quei "nemici numero 1". Per questo io, pensandoci, se mi fossi trovata in una situazione analoga, non avrei contattato i suoi genitori. Amici sì, avrei chiesto a qualche amico in comune se l'aveva sentita e se sapeva come stava, ma i genitori proprio no. Il rischio per te e le altre amiche è che ora lei vi veda "schierati" dalla parte dei suoi, non dalla sua, motivo in più per allontanarvi ulteriormente. Non voglio farti la ramanzina, non lo è, sto solo cercando di spiegarti come ragioniamo in questi casi, certamente siamo diverse, ma questi meccanismi mentali si assomigliano nella maggior parte dei casi. Ripeto, so che quello che hai fatto non lo hai fatto con cattiveria, ma anzi con affetto, ma purtroppo non è stato positivo, per lei. Si sentirà ancora più sola e quel che è peggio è che si convincerà ancora di più di aver fatto bene ad allontanare tutti. Inoltre, capisco bene che anche sua mamma stia male, ma sinceramente, non è sua mamma che rischia. Ora sua mamma deve solo essere forte, se non ce la fa da sola può rivolgersi a dei gruppi di supporto per genitori di ragazzi malati di anoressia, ma non può e non deve rivolgersi agli amici della figlia, se la vuole salvare e se desidera che ad almeno una persona sia permesso restarle accanto.
    Concludo dicendoti che per riallacciare i rapporti posso solo consigliarti di provare ogni tanto a mandarle un sms o a contattarla tipo su MSN, ma se non risponde non insistere, non tartassarla tutti i giorni e, soprattutto, se ti risponde male e ti manda a quel paese non offenderti o comunque non farle notare che lo sei. So bene che non è giusto, perchè la malattia non autorizza a fare gli ******i gratuitamente, ma allo stato attuale delle cose, per la legge dell'anoressia, quello che ha sbagliato sei tu, per cui una contro-reazione a una sua reazione rischia davvero di mandare tutto a farsi benedire. Poi, se riuscirai, piano piano, a riprendere un po' di rapporto con lei, quando starà un po' meglio, avrai tutto il tempo per farla riflettere sulle sue reazioni. Ma non è questo il momento più adatto.
    Ultima modifica di Youlia; 27-03-2011 alle 15:47
     
  10. ek6791 ek6791 è offline PrincipianteMessaggi 29 Membro dal Mar 2011 #10

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    Youlia grazie mille per la spiegazione...avessi saputo prima dei ragionamenti e le reazioni che avrebbe comportato in lei mi sarei mosso diversamente...avrei dovuto informarmi prima in qualche forum come ho fatto adesso, ma purtroppo ormai il danno è fatto. Per quanto riguarda il fatto delle sue reazioni aggressive è una cosa che avevo imparato ad accettare quando ancora stavamo insieme...avevo capito che non era tranquilla psicologicamente e il suo nervosismo era dovuto alla malattia e per questo non le "rinfacciavo" niente. Proverò a mandarle qualche messaggio carino e conciliante ogni tanto sperando prima o poi in una sua risposta...voglio solo farle capire che le voglio un bene immenso, che la penso e anche se non posso più starle vicino fisicamente lo so almeno col pensiero...spero che migliori e abbia la forza di riprendere le cure che ha interrotto. Grazie ancora...in bocca al lupo anche a te...anch'io ho bisogno di sostegno e mi fa bene confrontarmi con qualcuno, magari ci sentiamo ogni tanto sul forum. Ciao buona serata
     
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