perchè fa paura ammettere l'importanza dei soldi e della bellezza? - Pagina 6

Discussione iniziata da michelino123 il 23-09-2019 - 51 messaggi - 2336 Visite

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    Citazione Originariamente Scritto da michelino123 Visualizza Messaggio
    è un ragionamento molto semplice e fantasioso: facciamo finta che prendete tutti i mesi la cifra 1.500 euro netti, nel mese di ottobre trovate una tassa in più con scritto -100€ chiamata "aiuto poveri" e ne prendete 1.400.
    da quello che mi avete raccontato, se i soldi non sono fondamentali per essere felici perchè l'importante è la salute,
    vuol dire che non avrete nessun problema ad accettare questa cosa, giusto? mica vi cambiano la vita 100 euro in meno e di sicuro
    se fino a 1 mese fa eravate sereni e tranquilli, cosa volete che siano 100 euro in meno. anche nei prossimi mesi sarete sereni allo stesso modo anzi, è una buona cosa verso il prossimo.
    confermate? oppure un po' vi darebbe fastidio?
    1.500,00€ al mese è un reddito da sopravvivenza in una città media occidentale, in un thread dove l'argomento è "la paura di ammettere che i soldi e la bellezza sono importanti" ... che ti si può rispondere?
    Per stare in linea con il discorso che proponi si deve considerare un reddito da "ricco" (benestante), diciamo 30.000,00€ netti al mese. Ora si possono andare a considerare i 100,00€ di nuova tassa per il sostentamento dei poveri (o del clero).

    I ricchi veri in Italia sono l' 1,2%, non proprio quei milioni di lavoratori che hanno un reddito mensile netto di 1.500,00€, ma nel tuo ragionamento fantastico tutto può funzionare.

    La bellezza deve esserci alla nascita mentre alla nascita si è nudi, senza nulla per cui tutto è possibile in fatto di soldi. Anche nascere in una famiglia ricca non è una garanzia immodificabile visto che la ricchezza si può dilapidare. L'unica realtà che ti può assicurare ricchezza è acquisire la capacità/abilità di produrre.

    Lavorando di fantasia, ci si può immaginare la realtà di qualche centinaia di migliaia di anni fa quando la nostra civiltà non esisteva e i soldi non servivano. L'uomo e la donna dovevano formarsi per riuscire a sopravvivere nel loro ambiente, portare al massimo livello capacità ed abilità. Prestare attenzione al proprio habitat per sfuggire ai pericoli e contemporaneamente sfruttarne anche la più piccola possibilità per sopravvivere. Tutto questo era tramandato dai genitori e dai componenti del gruppo. I figli avevano cura di migliorare e tramandare a loro volta, era la loro personale ricchezza, la capacita di sopravvivere, di vivere.
    Traslando ai nostri giorni è valida la stessa cosa salvo per un particolare: i nostri genitori non ci forniscono la necessaria educazione per saper vivere, non ce l'hanno la capacità di saper vivere e le cose si evolvono artificiosamente a velocità incontrollata per cui non si riesce ad acquisire la preparazione necessaria per sopravvivere dignitosamente.
    Quindi l'importanza della ricchezza non la vedo, vedo necessaria l'importanza di comprendere noi stessi e le nostre necessità che quasi sempre sono legate alla capacità di gestire relazioni sociali attive.
    Non darei importanza al mezzo di scambio di beni e servizi che sono i soldi, darei importanza allo sviluppo dell'abilità di produrre beni e servizi da scambiare.
    In questo momento in Italia questo non è compreso, si guarda al mezzo di scambio dandogli un valore che non ha, invece di sviluppare l'abilità di produrre.


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