Poesie di diversi autori - Pagina 19

Discussione iniziata da Favolak il 14-02-2008 - 183 messaggi - 18426 Visite

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  1. L'avatar di norge

    norge norge è offline MasterMessaggi 30,307 Membro dal Jan 2019 #181

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    L’infinito
    Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
    E questa siepe, che da tanta parte
    Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
    Ma sedendo e mirando, interminati
    Spazi di là da quella, e sovrumani
    Silenzi, e profondissima quiete
    Io nel pensier mi fingo; ove per poco
    Il cor non si spaura. E come il vento
    Odo stormir tra queste piante, io quello
    Infinito silenzio a questa voce
    Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
    E le morte stagioni, e la presente
    E viva, e il suon di lei. Così tra questa
    Immensità s’annega il pensier mio:
    E il naufragar m’è dolce in questo mare.

    – Giacomo Leopardi –
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    " Non parlare mai di Amore e Pace: un Uomo ci ha provato e lo hanno crocefisso !" ( Jim Morrison)


    " Gli animali non si preoccupano del Paradiso o dell'Inferno. Nemmeno io, forse è per questo che andiamo d'accordo. " ( Charles Bukowski)
     
  2. L'avatar di norge

    norge norge è offline MasterMessaggi 30,307 Membro dal Jan 2019 #182

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    L’uomo e il mare
    (Charles Baudelaire)


    Uomo libero, amerai sempre il mare!
    Il mare è il tuo specchio: contempli la tua anima
    Nel volgersi infinito delle sue onde,
    E il tuo spirito non è un abisso meno amaro.
    Ti piace tuffarti nel seno della tua immagine;
    L’accarezzi con gli occhi e con le braccia e il tuo cuore
    Si distrae a volte dal suo battito
    Al rumore di questa distesa indomita e selvaggia.
    Siete entrambi tenebrosi e discreti:
    Uomo, nulla ha mai sondato il fondo dei tuoi abissi,
    O mare, nulla conosce le tue intime ricchezze
    Tanto siete gelosi di conservare i vostri segreti!
    E tuttavia ecco che da innumerevoli secoli
    Vi combattete senza pietà né rimorsi,
    Talmente amate la carneficina e la morte,
    O eterni rivali, o fratelli implacabili!



    La ballata del vecchio marinaio
    (Samuel Taylor Coleridge)


    La vagante luna ascendeva in cielo
    e non si fermava mai:
    dolcemente saliva, saliva
    in compagnia di una o due stelle –
    I suoi raggi illusori davano aspetto di una distesa bianca
    brina d’aprile a quel mare putrido e ribollente;
    ma dove si rifletteva la grande ombra della nave,
    l’acqua incantata ardeva
    in un monotono e orribile color rosso.
    Al di là di quell’ombra,
    io vedevo i serpi di mare:
    si muovevano a gruppi di un lucente candore,
    e quando si alzavano a fior d’acqua, la magica luce
    si rifrangeva in candidi fiocchi spioventi.
    Nell’ombra della nave,
    guardavo ammirando la ricchezza dei loro colori:
    blu, verde-lucidi, nero-vellutati,
    si attorcigliavano e nuotavano; e ovunque movessero
    era uno scintillio di fuochi d’oro.
    O felici creature viventi! Nessuna lingua
    può esprimere la loro bellezza:
    e una sorgente d’amore scaturì dal mio cuore,
    e istintivamente li benedissi:
    certo il mio buon Santo ebbe allora pietà di me,
    e io inconsciamente li benedissi.
    Nel momento stesso potei pregare;
    e allora dal mio collo libero
    l’Albatro cadde, e affondò
    come piombo nel mare.
    " Non parlare mai di Amore e Pace: un Uomo ci ha provato e lo hanno crocefisso !" ( Jim Morrison)


    " Gli animali non si preoccupano del Paradiso o dell'Inferno. Nemmeno io, forse è per questo che andiamo d'accordo. " ( Charles Bukowski)
     
  3. L'avatar di Antasia

    Antasia Antasia è offline JuniorMessaggi 1,358 Membro dal Sep 2020 #183

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    Senza di te tornavo, come ebbro,
    non più capace d’esser solo, a sera
    quando le stanche nuvole dileguano
    nel buio incerto.

    Mille volte son stato così solo
    dacché son vivo, e mille uguali sere
    m’hanno oscurato agli occhi l’erba, i monti
    le campagne, le nuvole.

    Solo nel giorno, e poi dentro il silenzio
    della fatale sera. Ed ora, ebbro,
    torno senza di te, e al mio fianco
    c’è solo l’ombra.

    E mi sarai lontano mille volte,
    e poi, per sempre. Io non so frenare
    quest’angoscia che monta dentro al seno;
    essere solo.


    Pier Paolo Pasolini

    "Chi disse preferisco avere fortuna che talento, percepì l'essenza della vita. La gente ha paura di ammettere quanto conti la fortuna nella vita. Terrorizza pensare che sia così fuori controllo."

    "Non posso farci nulla: l'idea dell'infinito mi tormenta."

    "Nell'impossibilità di poterci vedere chiaro, almeno vediamo chiaramente le oscurità."