Un ricordo (tra le note di qualche canzone)

Discussione iniziata da Hannibal__Lecter il 17-09-2020 - 17 messaggi - 488 Visite

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  1. L'avatar di Hannibal__Lecter

    Hannibal__Lecter Hannibal__Lecter è online JuniorMessaggi 1,886 Membro dal Aug 2020 #1

    Predefinito Un ricordo (tra le note di qualche canzone)

    R. è stata la prima ragazza che mi ha rubato il cuore. Avevamo 13 anni, primo anno di liceo, primo giorno di scuola.


    "Davanti alla scuola tanta gente, otto e venti, prima campana, "e spegni quella sigaretta", e migliaia di gambe e di occhiali di corsa sulle scale"


    A 14 anni (ma anche a 15, a 16... ) mi vedevo un cesso: corpo informe, voce stridula, muscoli invisibili nonostante tanto sport, pochi peli sul viso e tanti brufoli.


    "Quando t'ho vista arrivare bella così come sei, non mi sembrava possibile che tra tanta gente che tu t'accorgessi di me".


    Ed infatti sono sempre stato convinto che lei non mi vedesse proprio.
    Lei era "la ragazza del primo banco, la più carina", "quella che la dava a tutti, meno che a te" (o almeno così pensavo io).
    Eppure con me lei era gentile, quando mi guardava mi sorrideva sempre, ma io pensavo che lo facesse per pura cortesia, perché eravamo compagni di scuola, niente altro. Che una come lei potesse interessarsi a me, non mi passava neanche per l'anticamera del cervello.
    Per due lunghi anni, sono stato a contemplarla ogni singolo giorno di scuola senza mai avere il coraggio di dirle nulla.
    Poi, verso la fine del secondo anno, un giorno mi chiese se potevo andare a casa sua per ripassare insieme una lezione di matematica.
    La notte prima non chiusi occhio. Suonai il campanello di casa sua col cuore che mi batteva a mille.
    Mi aprì sua madre e mi portò nel salone dove aveva preparato tutto, libri e merenda, poi la chiamò ed uscì.
    Io la vidi scendere le scale che portavano in salone, con dei pantaloncini cortissimi che mettevano in mostra delle gambe stupende (le vedevo allora per la prima volta, a scuola aveva sempre dei vestiti castigatissimi). Aveva sciolto i capelli ed i lunghi boccoli biondi le scendevano sulle spalle mentre un raggio di sole li illuminava creando un effetto di luce incredibile che non potrò mai dimenticare.
    Una apparizione, una dea mi sembrò.
    Mi mancava il fiato, devo essere diventato paonazzo, rosso come un peperone.
    Provammo a studiare, ma io, di solito piuttosto bravo in matematica, non capivo niente, probabilmente non avrei saputo fare due più due.
    Dopo un po', ebbe pietà di me e mi disse che forse era meglio continuare un altro giorno.
    Avrei voluto morire.
    Non ci fu nessun altro giorno, l'anno scolastico finì ed iniziarono delle lunghe vacanze durante le quali non feci altro che sognarla mentre scendeva le scale.
    Alla ripresa, a settembre, la cocente delusione: si era fidanzata con uno più grande, uno che andava dall'Università e la veniva a prendere a scuola con una Golf Cabrio. Io, col mio motorino scassato, comprato di terza mano, avrei voluto sprofondare.
    Fortunatamente l'età mi aiutò, la cotta mi passò ed cominciai a vederla unicamente come una compagna di scuola, una come tutte le altre.


    L'ho rivista più di 15 anni dopo la fine del liceo.
    Mi aveva cercato lei, per un consiglio professionale, mi disse, se avessi potuto, le avrei fatto un piacere se fossi andato a trovarla a casa dei suoi genitori perché provvisoriamente si trovava lì.
    Le dissi che non c'erano problemi e che, comunque, mi avrebbe fatto molto piacere rivederla dopo tanti anni, indipendentemente dal consiglio professionale che mi chiedeva.


    "E correndo mi incontrò lungo le scale, quasi nulla mi sembrò cambiato in lei, la tristezza poi ci avvolse come miele per il tempo scivolato su noi due".


    Il consiglio professionale che mi chiedeva era poca cosa, avrebbe potuto trovarlo facilmente da sola. Passammo quindi a parlare del passato, gli amici in comune, i professori, i vecchi tempi...


    "E le frasi quasi fossimo due vecchi rincorrevan solo il tempo dentro in noi".


    "Ed infine in breve la sua situazione uguale quasi a tanti nostri film"...


    Solo che "come in un libro scritto male", lui non si era ucciso per Natale, ma aveva fatto forse di peggio: era sotto inchiesta per pedofilia!
    Lei ovviamente, saputa la cosa, l'aveva lasciato, aveva preso sua figlia ed era tornata a casa dei suoi, per questo era lì.
    Adesso, me lo disse tranquillamente, era in cura da uno psichiatra per cercare di raccattare i cocci della sua vita.
    La cosa che mi colpì più di tutto era che mentre mi raccontava queste tragedie immani, sorrideva sempre, anzi a volte rideva pure senza motivo. Ho pensato che probabilmente lo psichiatra la stava rimpinzando di farmaci.
    E sicuramente è stato per questo che, ad un certo punto, mi ha raccontato ciò che, altrimenti, non mi avrebbe mai raccontato: è stato quando, per allentare la tensione, le ho ricordato quando ero stato già li, in quella casa, 23 anni prima.
    Ridendo mi ha detto che anche lei aveva un debole per me è che per due anni ha aspettato che facessi la prima mossa... Visto, però, che non mi muovevo, alla fine aveva desistito.
    Fattasi seria, mi disse che nessuno l'aveva mai più guardata come la guardavo io.


    Era troppo: accampando una scusa, le dissi che mi dispiaceva, ma dovevo assolutamente tornarmene a casa.
    Mi ero alzato per andare via, quando arrivò una bambina, sua figlia.
    Il colpo di grazia: muta, pallida, gli occhi bassi, l'angoscia dipinta sul viso.
    Me ne andai col dubbio se stesse così per lo shock subito, o perché quel b.a.s.t.a.r.d.o. di suo padre aveva indirizzato anche su di lei le sue oscene attenzioni!


    Non ho più cercato R., né lei ha cercato me. Non ci siamo più visti.




    "​Vorrei che potessimo parlare più a lungo, ma sto per avere un vecchio amico per cena"
     
  2. L'avatar di Hannibal__Lecter

    Hannibal__Lecter Hannibal__Lecter è online JuniorMessaggi 1,886 Membro dal Aug 2020 #2

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    Questo thread, ne sono sicuro, piacerà molto al mio amico SoldatoJoker...
    Ca22aro un po' più di me, ma in fondo poeta, come, e forse più, di me.


    "​Vorrei che potessimo parlare più a lungo, ma sto per avere un vecchio amico per cena"
     
  3. L'avatar di Hannibal__Lecter

    Hannibal__Lecter Hannibal__Lecter è online JuniorMessaggi 1,886 Membro dal Aug 2020 #3

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    M. è stata, invece, la prima ragazza a cui ho fatto una "dichiarazione" vera e propria. È stato un po' più tardi, quasi a 16 anni, dopo che avevo appena superato la cotta per R.
    Lei stava da sempre nella mia comitiva, ed era la ragazza "storica" di un mio amico, A. Ragazzo invidiato da tutti perché, oltre ad essere uno dei pochi con la ragazza fissa, aveva anche un'amante fissa: praticamente un amandino ante litteram
    Ma c'era di più: A. e la sua "amante" quindicenne, N., non facevano nulla per nascondere la loro tresca: A. perché, ovviamente, si sentiva figo per il fatto di avere ben due ragazze (tutte e due molto carine, peraltro) mentre noi non battevamo chiodo. Ed N. pure esibiva davanti a tutti la sua storia parallela, probabilmente perché, per qualche oscuro motivo, odiava M. e ci teneva a far sapere a tutti che era cornuta.
    E tutti lo sapevano: tranne M, ovviamente, che, unica continuava a d uscire abbracciata al suo fidanzatino ufficiale convinta di averne l'esclusiva.
    Poi, un giorno, durante uno sciopero, scoppiano tafferugli tra gruppi di studenti ideologicamente contrapposti




    "Noi cantavamo ed eravamo una sola cosa. Poi tutt'a un tratto gente che piange, gente che spinge, gente che va a terra. Mi trovo a correre come un dannato, non ho più fiato, non so dove andare. Non so dove andare."




    "Finalmente una strada fuori mano e un bar, sono tutto sudato mi conviene entrar. Mi sentivo osservato dalla testa in giù: "Che mi dai da fumare che io non ne ho più?..." Nel sentir questa voce mi voltai, manco a farlo apposta ho visto lei"


    Seduta ad un tavolino, da sola, le lacrime le rigavano il volto che, improvvisamente, mi sembrò bellissimo. Non fumo e non potevo darle una sigaretta, ma ordinai qualcosa da bere e mi sedetti accanto a lei. Mi appoggiò la testa sulla spalla e cominciò a piangere senza ritegno. Titubante, le misi un braccio attorno alle spalle e mi avvicinai a lei. Non le chiesi neanche cosa avesse, era talmente palese il motivo: lì aveva visti insieme e, finalmente, aveva capito.
    Avrei dovuto trovare le parole giuste per consolarla, oggi probabilmente ci riuscirei, ma allora non avevo neanche 16 anni ed ero imbranato come tutti quelli della mia età.... Per cui dalla bocca mi uscivano solo parole incomprensibili, frasi smozzicate senza senso. Fortunatamente lei non mi stava neanche a sentire, persa come era nel suo immenso dolore (perché a quell'età, fidatevi, si può soffrire come non capita più nella vita).
    Passammo tutta la mattinata insieme, la accompagni a casa e solo a quel punto lei sembro accorgersi della ma presenza: smise un attimo di piangere, mi guardò e mi disse una sola parola: "Grazie". E quindi mi diede un bacio a stampo.
    Io tornai a casa mia camminando sulle nuvole: mi ero innamorato, perdutamente innamorato in una mattinata sola, come solo a quell'età può succedere.
    Non avevo remore di sorta nei confronti di A. che, per la verità, sembrò piuttosto sollevato dal fatto che M. l'avesse scoperto: nonostante la sua apparente spavalderia, era un bravo ragazzo e quella situazione ambigua cominciava a stargli stretta: tra le due, preferiva indiscutibilmente la molto più disinvolta N. (con cui, tra parentesi, iniziò poi una lunga storia, durante la quale, per la pena del contrappasso, rimediò più corna di un cesto di lumache).
    Io mi sentivo libero, pertanto, di frequentare M., così cominciai ad aspettarla ogni giorno all'uscita di scuola offrendole di accompagnarla a casa. Lei sembrava gradire ed, ormai, quando la lasciavo sotto casa, il bacio a stampo era diventato prassi e, forse era una mia allucinazione, mi sembrava che ogni volta le sue labbra morbidissime si aprissero un po' di più.
    Finché, un giorno, non ce la feci più: presi tutto il coraggio di cui ero capace, e glielo dissi: in modo contorto e sicuramente ridicolo, le confessai che la sognavo tutte le sere, che l'amavo alla follia e che non avevo mai amato nessuno come lei, e volevo stare tutta la vita con lei.
    M. mi guardò stranita, nuovamente con lo sguardo stupito come se mi vedesse per la prima volta. Dopo qualche secondo di silenzio che, a me sembrò un'eternità, mi disse no, che lei era "onorata" (usò questa parola) della mia offerta, ma che non mi amava, aveva sofferto troppo con A. e non era pronta ad iniziare una nuova storia. Però potevamo restare amici.
    Che puoi fare quando ti crolla il mondo addosso? Nulla, abbozzi un sorriso, dici che sì, certamente, resterete amici... E poi...


    "I passi sul selciato ti fanno compagnia, e a testa bassa te ne torni a casa tua"


    Anche M. l'ho rivista molti anni dopo. L'ho vista per caso, per strada, sotto casa mia. Quasi non la riconoscevo. Ma poi mi ha detto qualcosa che non ho capito bene, ma la voce mi ha tolto ogni dubbio: "ma tu sei M.", ho quasi urlato! "Quanti anni..."
    L' ho abbracciata e "come stai?" le ho detto di slancio. Lei mi ha sorriso dopo avermi riconosciuto, ma non mi ha risposto. L'ho guardata meglio, ed ho capito che non c'era bisogno di chiedere come stava, lo si capiva benissimo: la pelle cadente, i capelli radi, i denti neri e consumati dalla carie, l'alito pesante, le labbra un tempo morbide e profumate, adesso aride e secche, le occhiaie e, soprattutto, le braccia piene di segni: nessun dubbio su come stesse e sui motivi di quella trasformazione.


    "Lilly, li Lilly li li, senza capelli, Lilly, li Lilly li, senza denti per mangiare"


    "Lilly, li Lilly li non mi riconoscevi, Lilly, li Lilly eravamo due bambini"


    Provai a parlarle, a chiederle di lei, di dove abitava, dei vecchi amici... Lei rispondeva di malavoglia, solo qualche sorriso triste di tanto in tanto, come persa davanti ai ricordi di un'altra vita.
    Poi, con un po' di vergogna, mi ha ripetuto quello che aveva detto all'inizio del nostro incontro, e questa volta ho capito: mi chiedeva dei soldi.
    In silenzio, ho preso il portafogli, ho tirato fuori 50 euro e glieli ho dati.
    "Grazie", mi ha detto, e per un attimo, solo per un attimo, mi è sembrata fosse tornata la ragazzina di tanti anni fa.
    Ma è stato solo un attimo: si è girata ed è corsa a comprarsi un'altra dose di veleno.


    "​Vorrei che potessimo parlare più a lungo, ma sto per avere un vecchio amico per cena"
     
  4. L'avatar di Spettrale

    Spettrale Spettrale è offline MasterMessaggi 26,328 Membro dal Oct 2007
    Località dove capita
    #4

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    Il titolo del topic è... accattivante 😁👄
    Ma i "papponi" faccio fatica a leggerli...quindi mi scuserà l'autore😇

    Le canzoni hanno accompagnato tutti...nelle fasi più...intime e di pulsioni incontrollabili 👄😋
    Per cui credo che sia troppi i ritornelli e le parole che ancora .."covano" nei nostri ricordi.. più giovanili.
    Cito solo ..-la notte prima degli esami - 😋e l'esibizione dei Queen ..a Londra nel 1985..con un pazzesco Freddy Mercury 😇
    qualcosa che non si può .. dimenticare 👅
    Con storie d'amore ..innocenti😍
    Wow
    Ricordati di... dimenticarmi.....Like??! Ma anche no!Wow
     
  5. L'avatar di Hannibal__Lecter

    Hannibal__Lecter Hannibal__Lecter è online JuniorMessaggi 1,886 Membro dal Aug 2020 #5

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    @Spettrale
    Il senso del topic non era proprio quello: non parlavo di canzoni che mi ricordavano momenti della mia vita, ma di ricordi a cui ho "attaccato" delle canzoni che ho amato. Ma non avendo letto i miei post, è normale che tu abbia frainteso.
    Grazie, comunque, per aver commentato: da quanto ho capito, questa sezione è un po' il sottoscala del forum, intima, raccolta, riservata agli "amatori" (anche amatori dei "pipponi" ), ed è per questo che ho postato quei.
    Non mi aspetto certo che i miei post vengano letti da molti utenti


    "​Vorrei che potessimo parlare più a lungo, ma sto per avere un vecchio amico per cena"
     
  6. L'avatar di Pitonessa

    Pitonessa Pitonessa è offline MasterMessaggi 29,631 Membro dal Aug 2013
    Località Torino
    #6

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    Sotto questo sole è bello pedalare sì
    ma c'è da sudare....

    mi ricorda le faticacce che facevamo nei we con la muntain bike...
    rabe likes this.
    .........Si vive una volta sola, ma se lo fai bene, una volta sola è abbastanza

    Mae West
     
  7. L'avatar di Pitonessa

    Pitonessa Pitonessa è offline MasterMessaggi 29,631 Membro dal Aug 2013
    Località Torino
    #7

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    "Cara ti amo" di Elio e le storie tese, invece mi ricorda una persona alla quale bene o male sono legata da amicizia di lunga data...
    rabe likes this.
    .........Si vive una volta sola, ma se lo fai bene, una volta sola è abbastanza

    Mae West
     
  8. L'avatar di Hannibal__Lecter

    Hannibal__Lecter Hannibal__Lecter è online JuniorMessaggi 1,886 Membro dal Aug 2020 #8

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    Pito, però il senso del thread è raccontare nei dettagli il ricordo (magari con dei pipponi meno lunghi dei miei ) non solo accennarvi.


    "​Vorrei che potessimo parlare più a lungo, ma sto per avere un vecchio amico per cena"
     
  9. L'avatar di Pitonessa

    Pitonessa Pitonessa è offline MasterMessaggi 29,631 Membro dal Aug 2013
    Località Torino
    #9

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    certo.... passo!
    .........Si vive una volta sola, ma se lo fai bene, una volta sola è abbastanza

    Mae West
     
  10. L'avatar di Hannibal__Lecter

    Hannibal__Lecter Hannibal__Lecter è online JuniorMessaggi 1,886 Membro dal Aug 2020 #10

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    Citazione Originariamente Scritto da Pitonessa Visualizza Messaggio
    certo.... passo!
    Nooo... perché?


    "​Vorrei che potessimo parlare più a lungo, ma sto per avere un vecchio amico per cena"