Rischi, vittime e carnefici - Pagina 3

Discussione iniziata da Berlin__ il 26-11-2020 - 30 messaggi - 1686 Visite

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  1. L'avatar di Tony59

    Tony59 Tony59 è offline SeniorMessaggi 8,150 Membro dal Dec 2010
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    #21

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    Citazione Originariamente Scritto da Soldatojoker Visualizza Messaggio
    E la vicenda di Pippa Bacca ve la ricordate?
    Lei voleva mandare un messaggio e c'erano due di messaggi che potevano essere mandati, uno buono e uno cattivo... Alla fine è prevalso il secondo, quello che il mondo, e soprattutto una certa parte di mondo, "non è un paese per donne" 😰
    Se e' per l' ultima proposizione, mi viene in mente che c' e' un paese della Sicilia, che si chiama Isola delle Femmine. Ho voluto vederne qualche immagine in Google;
    che bel paese !

    Sull' ingenuita' di quella ragazza... sono modi di essere e di credere che, purtroppo, tornano di tanto in tanto in superficie; trends culturali e mode di pensiero. Mi fanno pensare alla tesi, mi sembra di Rousseau, che l' uomo sia buono allo stato di natura, sia la societa' a rovinare ciascuno di noi. A me sembrava una monada, gia' quando a scuola ce l' accennava il prof di storia e filosofia. Da li' - forse semplicisticamente a mia volta - ho sempre pensato che, se ciascuno di noi allo stato di natura fosse buono, nella societa' quale somma di individui, ci miglioreremmo ulteriormente e ci nobiliteremmo perfino, l' un l' altro.
    La societa' non sarebbe un motivo e un' origine di degrado di una persona ma una realta' eccellente e fantastica.
    Non e' cosi'.

    Concordo molto con Fausto, nel suo commento, in cui, in sintesi - cosi' ho capito - dice che dobbiamo fare attenzione a tutto e a chiunque; il concetto mi sembra questo.


    Veduta di mare a Pantelleria
     
  2. L'avatar di Berlin__

    Berlin__ Berlin__ è offline Super FriendMessaggi 5,589 Membro dal Jul 2018
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    #22

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    La verità è che serie come "The Young Pope", per quanto possano sembrare esagerate nelle scene di piacere, non sono estreme come la realtà. "Una volta, in una bellissima villa romana di proprietà di una ex escort, ho visto un prete che aveva messo in fila tre ragazze nude sul letto e ognuna di loro aveva una striscia di cocaina sul pube. Il resto si può immaginare. Ne ho visto un altro che faceva un threesome, un trio con due ragazze, e non si è fermato neppure quando sono passata nella stanza per andare in bagno. Se faccio i nomi mi ammazzano”. A parlare è Giulia Napolitano, una fotomodella siciliana 21enne che da anni lavora come ragazza immagine per feste private in tutta Italia e che ha deciso di raccontare a Fanpage.it i retroscena delle notti proibite degli insospettabili.

    "A Roma è pieno di vescovi e preti che fanno messa e tre ore dopo pippano cocaina e si divertono con 18enni come se niente fosse. Quando ho provato a chiedere come mai un uomo di Chiesa frequentasse serate del genere, qualcuno di loro mi ha risposto che stava seguendo la fuga nel rifugio dei peccatori. Uno schifo". Siamo arrivati alla Napolitano durante il nostro lavoro di ricerca sulle feste di Alberto Genovese, l’imprenditore digitale arrestato per lo stupro di una modella 18enne durante un party organizzato lo scorso 10 ottobre nel suo super attico vista Duomo. “Preferisco non parlare di Terrazza sentimento perché le feste di Genovese non erano il top in circolazione. C’è di peggio. Lui ha fatto una cosa orribile e dovrà pagare ma vi assicuro che di party come i suoi è piena l’Italia, ne ho visti uguali a Milano, a Roma, in Sicilia, in Sardegna, in campagne di paesini sperduti. Di persone che pippano 5 grammi di cocaina (come ha dichiarato lui agli inquirenti, ndr) ce n’è dappertutto”.
    Il cellulare nascosto nelle mutande

    Lo schema descritto della 21enne ricalca esattamente quello scoperto dagli investigatori della Squadra mobile a lavoro sui misteri di casa Genovese: "Tutti gli organizzatori di feste private fanno lasciare il cellulare all’ingresso e molti usano bodyguard dentro e fuori casa per garantire la privacy degli ospiti, che spesso sono avvocati, medici, notai, ma anche calciatori, procuratori. Dicono che sia per la sicurezza, in realtà nessuno vuole che si sappia che di giorno sono stimati professionisti e di notte si drogano e pagano ragazzine". Eppure la 21enne aveva trovato il sistema per evitare rischi, uno stratagemma pericoloso ma al cui pensiero ora ride: "Avevo comprato un altro piccolo cellulare che nascondevo nelle mutande, nel reggiseno o negli stivali alti. Così appena arrivavo andavo in bagno e scrivevo un messaggio a mia madre per informarla della situazione e avvertirla che nel caso non rispondessi oltre una certa ora avrebbe dovuto chiamare la polizia dando l’indirizzo".

    Ecco perché c'è omertà attorno Genovese
    È un mondo sommerso eppure frequentatissimo quello vissuto e descritto dalla Napolitano, che confessa di non aver timore di esporsi “perché nessuno può ricattarmi, poiché non mi drogo e non ho mai barattato la mia dignità prostituendomi, facevo solo la ragazza immagine”. Cosa che invece non possono dire molte altre invitate alle feste di Genovese: "L’omertà che ruota attorno a questa vicenda è dettata solo dalla paura di perdere la droga gratis e il lavoro con i clienti, lo dico senza problemi. Ma chi vuole fare un lavoro serio? Guadagnano 10mila euro al mese se vogliono e all’improvviso devono andare a lavorare in un bar per mille? No, meglio stare zitte". Alla domanda: "C’è qualcuna che si pente di questa vita?", la risposta è secca: "No, non si pente nessuna. È difficile tornare a una vita mediocre, chi smette è perché è troppo vecchia, ha trovato marito o è morta per la droga. In ogni caso c’è un mare di ragazze che fa a gara per partecipare a queste feste. Mica vai lì per la bella musica o per fare amicizia, ci vai perché c’è l’avvocato che ti dà mille euro. Così ti paghi l’università o magari ti compri la borsa che volevi. E poi non ci dimentichiamo che molte sono tossicodipendenti e lì trovano la droga gratis".

    I 15mila euro per il lato b
    La Napolitano ha partecipato alla prima festa esclusiva quando aveva solo 18 anni, si era appena trasferita a Roma da Caltagirone. Un giorno ha scoperto che la sua coinquilina faceva la escort ed è stata invitata in una famosa villa a 4 piani di una maîtresse con moltissimi legami con i potenti di ogni tipo, dal calcio alla Chiesa. "La proprietaria ha circa 50 anni e dopo una vita passata a fare il mestiere più antico del mondo ha deciso di sfruttare la rete di contatti prendendo una percentuale sulle prestazioni delle giovani. La mia coinquilina mi aveva detto che avrei preso 150-200 euro solo per fare la ragazza immagine, che non ero obbligata a drogarmi o prostituirmi. E così ho iniziato". Da quel giorno ha girato l’Italia entrando in case e alberghi da sogno, con personaggi famosi e uomini ricchissimi. "Una volta un 40enne mi ha offerto 15mila euro per fare sesso con me, voleva il mio lato b. C’è stata una trattativa assurda partita da 5mila. Ogni volta mi rifiutavo e lui alzava la posta. Alla fine gli ho detto ‘no, non te lo do il mio sedere'. Si è alzato arrabbiato e mi ha mandato a quel paese, l’organizzatore mi ha pagata e sono andata via. Quell’uomo era il più ricco della festa, aveva il potere di farmi cacciare".
    Chi sono gli organizzatori dei party privati
    Gli organizzatori sono un capitolo a parte molto interessante. Ci sono ex escort che mettono a frutto i contatti, i pr della notte, imprenditori pieni di soldi con i giusti agganci che vogliono svagarsi e possono tutto. "O lo fai per hobby o per soldi", sintetizza la Napolitano. "Ci sono chat ma per lo più si usa il passaparola tra ragazze, gli organizzatori non sono mai espliciti perché temono sempre di essere intercettati dalla polizia. Si parla in codice anche per i pagamenti e per la droga. Ognuno conosce i suoi clienti e sa cosa gli piace: cocaina, mdma, pasticche".

    La realtà come nei porno
    C’è un tariffario preciso: 300-400 euro a Milano, 150-200 a Roma. Solo per fare “immagine”, con gli extra il prezzo sale molto. "Non sono mai andata oltre, facevo questi lavori perché come fotomodella stavo ancora ingranando e dovevo mantenermi in maniera pulita nei confronti del mio corpo. Però ho assistito a una quantità di scene assurde che bastano per una vita. Un uomo con 5 ragazze, per esempio. Ricordo un famoso ristoratore sardo che ha dato 5mila euro a 3 ragazze per farsi fare un pompino mentre guardava un porno. E intanto sniffava cocaina. Per non parlare dei preti. So che non si direbbe ma sono molto religiosa, soprattutto dopo la perdita di mio padre, ma io ormai sono scioccata. Mi fido di Dio, non della Chiesa".
     
  3. L'avatar di Berlin__

    Berlin__ Berlin__ è offline Super FriendMessaggi 5,589 Membro dal Jul 2018
    Località Italia
    #23

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    Citazione Originariamente Scritto da Hannibal__Lecter Visualizza Messaggio
    Thread interessante, ma anche piuttosto "scivoloso"... Perché bisognerebbe capire bene cosa si intende per "rischi inutili"...
    Per dire: Regeni (per fare il primo esempio che mi viene in mente) che è andato in Egitto ad indagare da solo sulle magagne di uno stato retto sostanzialmente da una dittatura di fatto, ha corso un rischio "inutile"?
    non ne farei una colpa a lui, quanto all'università di Cambridge per la quale stava svolgendo questa 'ricerca': ma come si fa a mandare un ragazzo in un paese dittatoriale senza prendere tutte le precauzioni del caso, senza formarlo, dargli delle procedure ben definite ? immagino che i giornalisti che vanno in certi luoghi non li mandano allo sbaraglio cosi. La mia opinione, è che i suoi professori a Cambridge siano corresponsabili di quanto gli è accaduto.

    Citazione Originariamente Scritto da Hannibal__Lecter Visualizza Messaggio
    E tutti coloro che fanno sport oggettivamente pericolosi (alpinisti, speleologi, corridori di F1, deltaplanisti, eccetera...) corrono anche loro "rischi inutili"?
    se li vuoi fare, falli sapendo i rischi che corri. Ma puoi fare alpinismo con persone esperte e preparate, ed evitare percorsi mai battuti. E se poi finisci in difficoltà, l'elicottero per i soccorsi li paghi tu. Quelli che si buttano con la tuta alare, non hanno altro modo di farlo: sanno che fanno qualcosa per cui al minimo errore perderanno la vita. Invece se sei donna e vuoi fare la turista alternativa in Yemen, sarebbe meglio ti tenessi un burka per tutto il tempo. Se vai a prendere il sole in topless, rischi letteralmente la vita.

    Citazione Originariamente Scritto da Hannibal__Lecter Visualizza Messaggio
    Io penso che i rischi VERAMENTE inutili (nel senso di inaccettabili) sono quelli che corrono, per esempio, le dottoresse di guardia medica e di Pronto Soccorso che vengono aggredite, picchiate, a volte violentate, mentre cercano di curare il prossimo (ce ne sono centinaia di casi ogni anno solo in Italia, è capitato anche ad una mia amica).
    Rischi inutili sono quelli che corrono i lavoratori costretti a lavorare in precarissime condizioni di sicurezza (e che ogni tanto cascano dalle impalcature).
    già, più che altro non ci si aspetta che certe cose possano accadere in quel contesto. Se diventano ricorrenti, dovrebbero mandare qualcuno a fare da guardia.

    Citazione Originariamente Scritto da Hannibal__Lecter Visualizza Messaggio
    Forse, gli unici rischi "utili" sono quelli che corrono i vigili del fuoco, le forze dell'ordine e tutti quelli che, consapevolmente, mettono a rischio la propria vita per salvare quella altrui.
    concordo
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  4. PINASO PINASO è offline Super FriendMessaggi 6,558 Membro dal Feb 2015
    Località Tra fiume Po e fiume Arno, ad est del meridiano di Alessandria e ad ovest del meridiano di Bologna
    #24

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    Citazione Originariamente Scritto da Minsc Visualizza Messaggio
    Che vuoi dire con rischi inutili?
    Io penso che in parte se vado in luoghi pericolosi mi devo aspettare che qualcosa accada(sia chiaro che potrebbe accadere anche nel posto più sicuro al mondo)o potrebbe non accadere, tutte queste persone lo sapevano, non sono partiti con una benda sugli occhi. Alcuni lo fanno per coraggio, altri perché altrimenti perdono il lavoro per esempio. Se io parto sono consapevole di dove sto andando(e sarei un'idiota altrimenti). C'è un motivo se in alcuni paesi, tra cui l'Italia esistono le armi legali(tirapugni, spray, pistola al peperoncino), non puoi mai sapere dove finirai ma i rischi li conosci e non li chiamerei inutili, se uno parte non lo fa perché è sprovveduto ma per altri ideali
    Il tirapugni non è legale.
    Benvenuti, vedrete che vi troverete bene su questo forum, tranne se siete : doppi nick, fake, troll, utenti già bannati in passato e a chi vota nei sondaggi senza aver mai scritto messaggi. Diffidate da chi vuole mettere zizzania tra gli utenti spu***doli in pubblico invece di cercare di chiarire in privato e fidatevi di chi mette il cuore nelle attività online ...Chi ha piacere a comunicare con me ascolti me
     
  5. PINASO PINASO è offline Super FriendMessaggi 6,558 Membro dal Feb 2015
    Località Tra fiume Po e fiume Arno, ad est del meridiano di Alessandria e ad ovest del meridiano di Bologna
    #25

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    Citazione Originariamente Scritto da Salvagente Visualizza Messaggio
    siccome questo topic deriva dal mio voglio fare una piccola considerazione sul revenge porn. io quando una ragazza mi manda materiale del genere mi sento sempre in pericolo e lo cancello subito. e sto pure in ansia perchè so che anche cancellando restano sempre tracce dell'invio. non si sa mai per cosa puoi passare i guai. magari ha mandato la stessa foto a un altro, quello la pubblica e ci vado di mezzo anche io perchè la ho ricevuta. meglio non rischiare.
    tante volte dopo la seconda foto o video ho detto alla ragazza "guarda non mandarmene piu perchè non mi sento a mio agio a riceverle". piu di una l'ha presa male.
    Se te la manda lei spontaneamente non rischi nulla, al limite se te la manda quell'altro. L'unico caso in cui rischieresti è se quell'altro cancellasse le prove della ricezione della foto e riuscisse a pubblicarla senza farsi rintracciare e anche lei cancellasse per errore le prove dell'invio a quell'altro.

    Se invece non ti piace riceverle e basta, è un altro discorso.
    Benvenuti, vedrete che vi troverete bene su questo forum, tranne se siete : doppi nick, fake, troll, utenti già bannati in passato e a chi vota nei sondaggi senza aver mai scritto messaggi. Diffidate da chi vuole mettere zizzania tra gli utenti spu***doli in pubblico invece di cercare di chiarire in privato e fidatevi di chi mette il cuore nelle attività online ...Chi ha piacere a comunicare con me ascolti me
     
  6. PINASO PINASO è offline Super FriendMessaggi 6,558 Membro dal Feb 2015
    Località Tra fiume Po e fiume Arno, ad est del meridiano di Alessandria e ad ovest del meridiano di Bologna
    #26

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    Citazione Originariamente Scritto da Tony59 Visualizza Messaggio
    Se parliamo di viaggi,
    rischi inutili sono, secondo me, avventurarsi in un paese di cui non si conosce neppure la lingua, in modo pure
    "fai da te";
    avventurarsi in stati in cui la situazione sia tutt'altro che tranquilla. Peggio di tutto, si parli molto di quel paese o non se ne parli affatto, lasciandosi pure prendere da un'offerta cosi' a buon mercato; per fare un esempio, c' erano alcune agenzie e alcuni tour operators, che proponevano gite a prezzi stracciati nella ex Jugoslavia.... negli anni Novanta...!.....;
    tra questi comportamenti da sprovveduti, va detto anche quello di partire in analogo modo, verso un paese della cui cultura si sa solo superficialmente; se si sa. Nel mio modo di vedere, intendo soprattutto i paesi orientali. Non solo, pero'.
    Per fare un esempio, nel1992 mi recai in USA, la seconda volta di tre in cui ci sono stato, la prima da solo.
    New York. L'avevo pure vista la volta precedente. La vacanza e' stata poi tranquilla e fantastica. All'arrivo in quella citta', cose su cui non mi dilungo, per alcune ore fu un' avventura. Mi fu provvidenziale il fatto di avere avuto gia' allora una conoscenza e una capacita' scorrevole con l' inglese e di capire benissimo quello degli americani.
    Se una persona non capisce con rapidita' come sono gli USA, rischia di viverci da Paperino.
    Slovenia e Croazia erano tranquille già nel 1996, la guerra era finita già da qualche tempo e in alcune zone non era mai iniziata, quindi poco dopo la metà degli anni '90. Magari erano da evitare le zone di confine con Bosnia e Serbia, ma non penso che là ci sia molto da vedere. Per essere più tranquilli meglio era meglio non girare troppo per l'interno, quindi al limite fermarsi a Postumia, in Istria e alla Dalmazia.
    Addirittura già nel 1993 la Slovenia era a posto.

    Ho modificato con link zone più a rischio della Croazia.
    Ultima modifica di PINASO; 10-12-2020 alle 21:29 Motivo: zone più a rischio Croazia https://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_Serba_di_Krajina
     
  7. L'avatar di Tony59

    Tony59 Tony59 è offline SeniorMessaggi 8,150 Membro dal Dec 2010
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    #27

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    Si Pinaso,
    ricordo bene e confermo.
    Nell' esempio che faccio, riguardo alla Jugoslavia.... intendo pero' riferirmi a tre o quattro anni prima. La Bosnia se l' e' vista peggio di tutti. I guai sono cominciati in Slovenia e Croazia, ma li' hanno avuto termine presto. Per me che sto a Padova, citta' come Bihac o Banja Luka, di cui si sentiva parlare come quelle piu' devastate e insanguinate, sono lontane quanto Perugia, massimo Roma. A non darne l' impressione era solo l'idea che si trattasse di gente diversa e che questo disastro non stava avvenendo in Italia.
    Una di quelle estati ero stato invitato come ospite per un giorno, da un' amica che era in vacanza in una localita' del litorale ferrarese. Nel tardo pomeriggio, seduti sul suo balcone... a rimirare il mare, ci faceva una brutta impressione, pensare che.... sull' altra sponda, a pochi chilometri nell'entroterra, stava avvenendo il peggio assoluto. Fu solo un attimo, ovviamente.
    Immaginarsi, se faceva una brutta impressione a noi, in una situazione piu' tranquilla, vedendo un mare azzurro e pure calmo....credo si capisca.
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    Veduta di mare a Pantelleria
     
  8. L'avatar di Berlin__

    Berlin__ Berlin__ è offline Super FriendMessaggi 5,589 Membro dal Jul 2018
    Località Italia
    #28

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    Dal Corriere:
    "ROMA Della professoressa Maha Mahfouz Abdelrahman, docente di Giulio Regeni all’università di Cambridge che ne seguiva il lavoro in Egitto, i magistrati della Procura di Roma denunciano «l’assenza di volontà di contribuire alle indagini relative al sequestro, la tortura e l’omicidio di un suo studente; quali siano le ragioni di siffatta anomala condotta non è stato possibile, sino ad oggi, accertare». Così ha scritto il pubblico ministero Sergio Colaiocco nell’atto finale dell’inchiesta arrivata anche nel Regno Unito. Tuttavia dal computer della professoressa, acquisito tramite l’autorità giudiziaria britannica, è saltata fuori una e-mail inviata a una collega canadese il 7 febbraio 2016, quattro giorni dopo il ritrovamento del cadavere di Giulio, in cui scriveva: «Ho mandato un giovane ricercatore verso la sua morte... Indicare alle persone come fare ricerca è qualcosa che, penso, sento di non dover più fare». Poche parole «rivelatrici — secondo il pm — non solo del rimorso della docente per la sorte toccata al suo ricercatore, ma anche della leggerezza che aveva caratterizzato la sua gestione del dottorando Regeni, soprattutto nella fase di invio sul campo».


    Il computer di Giulio
    Dal computer di Giulio messo a disposizione dai suoi genitori («una miniera di dati preziosissima per ricostruire i fatti, dimostrare la correttezza delle sue azioni in Egitto, smentire falsi testimoni e comprendere il movente dei fatti», sottolinea la Procura) è venuto fuori, ad esempio, che era stata proprio Abdelrahman a suggerirgli di focalizzare studi e ricerche in Egitto sul «ruolo dei lavoratori nella rivoluzione nell’era post-Mubarak», e in particolare sul ruolo dei sindacati autonomi, mentre lei ha affermato che fu un’iniziativa di Regeni. Altre «contraddizioni» riguardano la scelta della tutor al Cairo, sulla quale Giulio nutriva perplessità, e soprattutto l’idea di chiedere un finanziamento alla ricerca di 10.000 sterline alla Fondazione inglese Antipode. «È un bando che Maha mi ha inviato un po’ di tempo fa», scrisse lo studente alla madre il 14 novembre 2015.


    La fondazione Antipode
    Nella ricostruzione della Procura di Roma, quel finanziamento rappresenta un punto di svolta nel destino di Giulio. L’attenzione delle forze di sicurezza egiziane s’è moltiplicata dopo la scoperta che dietro i suoi contatti con gli ambulanti del Cairo poteva esserci Antipode. Lo disse anche il maggiore della National security Magdi Ibrahim Sharif, quando confessò al collega kenyota di aver arrestato Regeni: «Era appartenente alla Fondazione Antipode che spingeva per l’avvio di una rivoluzione in Egitto». Non era vero, ma il solo fatto che Giulio parlasse di questa ipotesi «che non si concretizzerà mai» è diventato, per l’accusa, «una delle concause della sua tragica fine».


    Il ruolo del sindacalista
    Il ricercatore italiano condivise la possibilità di quel finanziamento anche con Mohamed Abdallah, leader del sindacato autonomo degli ambulanti. Il quale intravide la possibilità di guadagnarne qualcosa per sé, ma anche un sospetto da riferire agli agenti della National security. L’11 dicembre 2015 Regeni assiste a una riunione con oltre cento sindacalisti in cui si discute su come «arginare le manovre del governo Al Sisi tese a contrastare le sigle indipendenti». C’è Abdallah e c’è pure una ragazza, coperta dal velo, che scatta una foto a Giulio; un episodio che lo preoccupò molto, secondo la testimonianza del suo amico e collega Francesco De Lellis."
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  9. L'avatar di Antasia

    Antasia Antasia è offline JuniorMessaggi 1,357 Membro dal Sep 2020 #29

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    Dal Corriere della Sera


    Maestra vittima di revenge porn licenziata. La preside alle colleghe: «Prendo ogni pretesto per mandarla via. Cercate di farla sbagliare»


    Non darà le dimissioni: cercate di indurla a fare qualcosa di sbagliato così lo prendo come pretesto per mandarla via.
    Fatemi ‘sta cortesia, io non so più cosa fare. Ce l’ho a morte con lei e non voglio nemmeno vederla».
    A parlare è la direttrice dell’asilo nido in cui lavorava la giovane maestra licenziata perché il fidanzato aveva diffuso alcune sue immagini hot sulla chat del calcetto. La voce della dirigente scolastica è racchiusa in un file audio – tratto dal gruppo WhatsApp dell’asilo - ascoltato in Tribunale nel corso del processo in cui la donna (difesa dall’avvocato Valentina Zancan) è accusata di diffamazione e violenza privata.
    Nello stesso procedimento è sotto accusa anche la mamma di un bimbo che frequentava il nido e che a sua volta avrebbe fatto circolare le foto intime della maestra. Sono due i messaggi vocali che la direttrice invia alle colleghe del nido dopo aver saputo che la giovane educatrice – all’epoca 22enne - non era più disponibile a firmare le dimissioni.
    Il tono di voce e il linguaggio usati dall’imputata rivelano il clima di tensione e rancore che si respirava al nido.
    Ma soprattutto raccontano come la direttrice avesse in mente di liberarsi della maestra: doveva essere mandata via a «tutti i costi» perché c’era in gioco il buon nome dell’asilo.
    Quindi, doveva essere «indotta in errore», magari affidandole i bambini più vivaci o mettendola in difficoltà con i turni di lavoro. In questo contesto assume un valore anche la scansione temporale degli eventi.
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    "Chi disse preferisco avere fortuna che talento, percepì l'essenza della vita. La gente ha paura di ammettere quanto conti la fortuna nella vita. Terrorizza pensare che sia così fuori controllo."

    "Non posso farci nulla: l'idea dell'infinito mi tormenta."

    "Nell'impossibilità di poterci vedere chiaro, almeno vediamo chiaramente le oscurità."
     
  10. L'avatar di Berlin__

    Berlin__ Berlin__ è offline Super FriendMessaggi 5,589 Membro dal Jul 2018
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    #30

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    AMORE, croce e delizia. Tutto in nome dell'amore, ancora più potente del Dio denaro.


    "MILANO — Quando il pm le chiede se è «stupita» di essere accusata di aver partecipato attivamente non ad una, ma a due delle violenze sessuali di cui è ritenuto responsabile (con altre quattro) colui che sembra ancora essere il suo fidanzato, Sarah Borruso ammette con gravità: «Certamente un po’ sì. Ho capito di dover chiarire il mio ruolo nella vita di Alberto Genovese».

    Perché se si sapeva che la donna 25enne era accusata di aver avuto un ruolo partecipe nella violenza di una ragazza di 23 anni, che ha denunciato di essere convinta di essere stata drogata e stuprata nella «Villa Lolita» che il re delle startup aveva affittato l’estate scorsa ad Ibiza, ora le carte dell’indagine dicono che per il pm Rosaria Stagnaro e per l’aggiunto Letizia Mannella a questa prima imputazione vanno aggiunti anche gli abusi subiti da una 28 enne di un paese dell’Est Europa. Questa violenza è emersa dalle immagini estratte dalla Squadra mobile di Milano, diretta da Marco Calì, dai video delle 19 telecamere di sorveglianza sequestrati nell’attico e superattico a due passi dal Duomo teatro delle feste a base di droga e sesso di «Terrazza sentimento». Immagini che certificano la violenza selvaggia a una modella di appena 18 anniche a Genovese è costata l’arresto.
    ...
    L’amico Daniele Leali: «Le feste, la droga e la paura che gli stessero accanto per soldi»
    Come negli altri casi, anche in questo la «contraria volontà» della vittima sarebbe stata superata facendole assumere della droga costringendola così «a subire atti sessuali».
    Il sesso a tre, meglio se estremo, sembrava essere la pratica preferita da Alberto Genovese.
    Sarah Borruso dichiara di essersi adattata suo malgrado e solo per amore. «I rapporti a tre erano una scelta di Alberto. A me non piacevano in particolar modo», dice nell’interrogatorio del 21 dicembre, difesa dall’avvocato Gianmaria Palminteri. «Li assecondavo ed assecondavo i suoi desideri sessuali. Non era una cosa che partiva da me. Non c’era complicità prima del fatto, cioè non c’era un accordo su chi dovesse stare con noi... io mi trovavo nelle situazioni».
    Lei soggiaceva alla volontà del suo uomo: «Mi sono trovata in situazioni a tre, non mi è mai capitato che io dicessi “questa mi piace” e che poi la invitassi in camera per quello. A volte era lui che iniziava il rapporto con una ragazza e poi mi chiamava, con un messaggio, perché li raggiungessi».
    Il pm la incalza: «Ha mai detto ad Alberto che questa cosa non le piaceva?». «No — risponde — perché lui aveva una personalità più forte. Io ero disposta ad assecondarlo perché ero innamorata ed avevo paura di perderlo. Spesso mi minacciava che avrebbe voluto ritornare con (...) la sua ragazza precedente, che lo assecondava di più. Ho dovuto mettere da parte la mia personalità e di questo mi dispiaccio».
    Il verbale dà un’idea piuttosto precisa di cosa accadeva alle Baleari nelle altre case di Genovese, un uomo finito nell’abisso della cocaina dopo i milioni fatti con le startup.

    Borruso spiega che la ragazza fu ospitata con un’amica a «Villa Lolita» perché «erano di bella presenza, simpatiche e poi facevano entrambe uso di droghe, motivo per cui gli invitati venivano anche scelti, perché così Alberto di sentiva maggiormente a suo agio». Stavano giornate intere a drogarsi e a ballare: «Dal nostro arrivo sull’isola non abbiamo dormito per quattro giorni consecutivi, consumando droghe e festeggiando» senza «la percezione del tempo che passava». A pagare tutto, droga compresa, era il ricco imprenditore.
    Nessuna violenza sulla ragazza di 23 anni, assicura Borruso, perché questa era consenziente al sesso e voleva la droga, che la fece stare male. La giovane ha detto di essersi svegliata senza ricordarsi nulla, ma con la sensazione di aver fatto sesso e con segni ai polsi e alle gambe. Quando il giorno dopo la rivide in spiaggia, non le chiese scusa, come invece la 23enne ha dichiarato, ma che «mi dispiaceva per quello che era successo, cioè che era stata male».
    Della ragazza dell’ Est che sarebbe stata violentata a Milano ricorda poco: «L’ ho vista — dice — solo due o tre volte a casa di Alberto. Non ho ricordi precisi. Sicuramente ci siamo trovati in camera io, lei e Alberto. Io ho avuto la percezione che lei fosse attratta da me e questo mi ha colpito».
    Una situazione «ambigua». Genovese è stato arrestato dopo la violenza alla modella di 18 anni che, sostiene, fosse una escort. Dopo quel rapporto, che secondo lui fu consensuale, mandò 8.000 euro tramite l’amico Daniele Leali. Questi ritenne, però, di non consegnare il denaro alla giovane.
    Borruso ha affermato di non drogarsi più. «Devo dire che già prima dei fatti che hanno coinvolto Genovese avevo deciso di smettere e questo è stato motivo di litigio con lui». Ora «ho una percezione della vita molto diversa da quella che avevo fino a un paio di mesi fa e conduco una vita sana e regolare».
    In un lungo e sofferto interrogatorio, Genovese afferma che solo da quando è a San Vittore ha capito di avere problemi con la droga, che non vuole nuocere più «alle donne né alla collettività» e che la droga gli provocava allucinazioni. Prima dell’arresto «nessuno mi ha portato da un medico. Perché?».
    Tempo fa, ad esempio, si convinse che qualcuno avesse rotto a Sarah le dita di mani e piedi: «Sono stati giorni di indicibile sofferenza. Ho pensato che questa sofferenza fosse stata cagionata a Sarah perché aveva scelto di stare con me e lasciare i suoi amici». La donna aveva in realtà solo «cambiato le unghie semipermanenti».