Siamo tanti nel mondo eppure... - Pagina 3

Discussione iniziata da soleluna09 il 11-01-2015 - 21 messaggi - 1177 Visite

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  1. erik555 erik555 è offline Super FriendMessaggi 5,207 Membro dal Oct 2012
    Località una grande città in mezzo alla pianura
    #21

    Predefinito

    Il sottinteso del tuo discorso e la tua percezione del problema è quella dell'esistenza di "probabilità" di un incontro favorevole nella vita con la persona adatta e che da un tale incontro si origini una relazione per la vita.
    Ma non siamo tutti uguali. Chi rimane solo non è stato escluso dal destino,probabilmente sconta invece una scarsa predisposizione alla socialità e insufficiente abilità nell'intrecciare relazioni.
    Sapersi relazionare infatti sarebbe una normale espressione di sé appresa in ambiente familiare e che si sperimenta e migliora nella normale quotidianità attraverso l'esperienza; a volte invece gli individui soffrono di paure e blocchi che possono rendere difficoltoso conoscersi e difficile o impossibile costruire relazioni amicali o intime e causare demotivazione e solitudine, questi problemi in teoria si possono risolvere se si è consapevoli di soffrirne e motivati nel risolverli.
    Dunque non è che esistano "chiavi e serrature" che debbano combinarsi probabilisticamente e talvolta fortunatamente ci riescono o sfortunatamente non hanno successo, invece esistono individui con il proprio vissuto e con il proprio livello di socialità e abilità che favoriscono o sfavoriscono l'incontro e/o la relazione.
    Aggiungo che altrettanto vulnerabile è chi crede che un singolo fortunato incontro sia necessario e sufficiente per chiudere un circolo e rispondere ad ogni istanza affettiva nella vita; mi riferisco soprattutto alle donne che vedono in ogni relazione anche se sono adolescenti alla prima esperienza una "sistemazione a vita".
    Certo da una comunanza di affinità e intenti fra due partner può formarsi una convivenza o una famiglia, ma come minimo oltre al trasporto affettivo occorre un forte grado di autonomia di entrambi i partner, un buon livello di intraprendenza personale, altruismo e spirito di sacrificio e non è detto che tutti siano predisposti, vocati e motivati a quel fine ed in egual misura; chi più e chi meno, e formare una relazione stabile o una famiglia rimane pur sempre di una possibilità e a volte una scommessa che si può anche perdere nonostante l'impegno di entrambi... Una relazione stabile o un matrimonio non vanno vissuti come un destino obbligato per la propria felicità e realizzazione personale o una finalità "naturale" e scontata per un uomo ed una donna.


     
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