Sono al bivio

Discussione iniziata da RedStar86 il 23-09-2021 - 18 messaggi - 841 Visite

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  1. RedStar86 RedStar86 è offline PrincipianteMessaggi 5 Membro dal Sep 2021 #1

    Predefinito Sono al bivio

    Ciao a tutti. Mi chiamo Stella ed ho bisogno di qualche parere che sia piuttosto profondo e poco superficiale, siccome la situazione è alquanto delicata. Cercherò d'essere sintetica, ma non assicuro nulla. Ho 35 anni, 5 anni fa è nata la mia bimba, la mia vita. È nata da una relazione che durava da 5 anni e in cui andava tutto bene, purtroppo il padre della bimba ha iniziato ad essere violento con me, finché sono riuscita ad allontanarlo definitivamente 3 anni fa, quando la mia piccola aveva 2 anni fa. Da all'ora è scomparso e la cosa mi rende molto molto felice, visto ciò che ho dovuto subire.Ora veniamo alla situazione attuale. Sono fidanzata da due anni con un ragazzo che non ha figli, bravo, bravissimo ma nonostante questo, la relazione non decolla come vorrei. Io fin da subito ho detto che avevo una figlia e che assolutamente non cercavo un padre per la mia piccola, ma che comunque io e mia figlia veniamo prima di tutto, quindi ad un certo punto l'avrebbe dovuta accettare. Insomma sono stata chiara, ma senza mettere pressioni. In questi due anni di relazione ci siamo assetati io e lui come coppia, gli ho fatto vedere poco mia figlia, perché non lo vedevo convinto e non volevo che lei si affezzionasse troppo per poi restare delusa. Insomma, ora direi che è giunto il tempo di fare il passo, di conoscere meglio la bimba (che già comunque vuole bene a lui) e magari pensare (solo pensare per ora) di convivere. Ma lui tentenna e campa scuse, dice che si metterebbe contro la famiglia etc.Cosa mi ha fatto arrivare a questo bivio? Ve lo spiego subito.1 mese fa ho cambiato lavoro, sono andata a lavorare in una fabbrica in cui faccio i turni, ma guadagno di più rispetto al mio precedente lavoro. Mi son subito trovata bene e un giorno parlando con il mio capo squadra in pausa gli ho chiesto "Tu vorresti un figlio?" e lui mi ha detto che ha già una figlia acquisita dalla sua compagna e che per lui è una figlia a tutti gli effetti e non sente il bisogno di averne altri per ora. Una coincidenza assurda, infatti ho subito approfondito l'argomento. Il mio capo squadra fondamentalmente è il compagno che vorrei avere anche io, sto parlando idealmente, non che io sia presa di lui. Ma mi ha raccontato che ha conosciuto la sua ragazza a 24 anni, che il primo anno di fidanzamento è stato tormentato dall'ex di lei con minacce di morte etc etc. Insomma un bel casino, che i bambini vengono prima di tutto, che hanno fatto tutto con calma e in maniera pressoché perfetta. Che lui se n'è fregato della sua famiglia che tutt'ora non accetta la figlia di lei, ma che lei lo chiama padre e che lui ama la mamma e la figlia più di ogni altra cosa. Ho chiesto un parere a lui riguardo la mia situazione e non ne l'ha voluto dare. Ha detto che sono situazioni delicate e che anche per lui è stato difficile passare da una vita spensierata ad una vita così impegnativa ma che lo rifarebbe.Premetto che il mio caposquadra non ha 50 anni, né ha 30 ed è davvero una gran persona. È veramente intelligente, direi anche bello seppur superfluo come commento e soprattutto è tosto. Ho chiesto agli altri colleghi e mi hanno detto che è proprio come sembra, senza maschere.Io vorrei che il mio ragazzo mi dicesse "si sono pronto" ma sembra divagare e basta. Ogni tanto mi chiedo se stia con me solo per il mio aspetto fisico.Ora sono al bivio, o lo lascio o vado avanti, ma mia figlia dovrà essere tutelata al 10000000% lei viene prima di ogni altra cosa.


     
  2. L'avatar di Soldatojoker

    Soldatojoker Soldatojoker è offline FriendMessaggi 4,074 Membro dal Nov 2019 #2

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    Citazione Originariamente Scritto da RedStar86 Visualizza Messaggio
    Ho chiesto un parere a lui riguardo la mia situazione e non ne l'ha voluto dare. Ha detto che sono situazioni delicate ...
    Che dirti? Ha ragione lui.
    Qui troverai sicuramente qualcuno che ci andrà giù con l'accetta, magari ti dirà di lasciarlo, che lui non è l'uomo giusto per te ed eccetera eccetera ...
    Ma è una scelta che devi fare solo tu in completa autonomia.
    L'unica cosa che mi sento di dire è che tutto sommato sto ragazzo non è che abbia avuto tutto sto tempo per fidelizzarsi con tua figlia visto che su due anni di conoscenza, per un bel po' di tempo gliel'hai tenuta , diciamo, un po' nascosta.
    Ah, poi, si... in effetti quella storia che i suoi non approverebbero, non depone molto bene a suo favore 😓
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    Quando sarò vecchio mi pentirò dei miei peccati... non commessi
     
  3. L'avatar di antonio60

    antonio60 antonio60 è offline JuniorMessaggi 2,252 Membro dal Mar 2020 #3

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    Se fossi in lui, il problema me lo sarei posto fin da subito. Se dopo due anni ancora tentenna, non lo vedo bene. Potresti metterlo davanti ad un aut-aut, in pratica lo stesso bivio in cui ti trovi tu. A quel punto dipende dal suo carattere: se accetta convinto bene, se accetta senza convinzione vai incontro ad una unione che si spegnerà in breve tempo. Se non accetta, fine.
     
  4. L'avatar di Melite

    Melite Melite è online SeniorMessaggi 11,812 Membro dal Oct 2017 #4

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    Magari ti vuole bene ma non si sente abbastanza innamorato, magari è soltanto immaturo o magari ha paura di non essere all'altezza delle vostre aspettative. Devi essere tu a valutare quali di queste cose sia, ma comunque sappi che già trovare un compagno è difficile, figuriamoci un padre per i propri figli. Io se fossi nella tua situazione, mi vivrei la mia vita, senza però dare false speranze di un padre a mia figlia. Siete voi due la vostra famiglia, lui è il tuo fidanzato, non si può neanche definire compagno. Solo così puoi proteggere tua figlia, secondo me. Un uomo se vuole si propone lui, anzi spontaneamente si creerà la situazione, non ha bisogno di nessuna spinta.
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    Non considerare ciò che scrivono di te. Considera solo la lunghezza di quanto scrivono.
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  5. L'avatar di Ultima

    Ultima Ultima è offline Super ApprendistaMessaggi 958 Membro dal Dec 2020
    Località Italia
    #5

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    Ciao Stella, nel complesso, la scelta può essere considerata giacere completamente sulle spalle del tuo compagno, ed è da considerarsi insindacabile: o sostanzialmente è disposto ad assimilarsi ad una sorta di compagno con più o meno vaghe venature paterne, oppure no. E questa è una sua libera ed insindacabile scelta: per farti capire, nel mio caso, la risposta sarebbe negativa, in quanto non sento in me nessuna aspirazione genitoriale.

    Non credo, Stella, nella farsa nota come amore genitoriale, perchè non credo che esista una forma di amore che sia verticistica: in altre parole, Stella, dal mio punto di vista ogni forma di amore od affetto è paritetico, ed il rapporto genitori/figli non è paritetico per niente. Questo per farti capire cosa intendevo dirti: ci sono persone che hanno forti motivi per non accettare la genitorialità, al massimo, si può dire che il tuo attuale fidanzato dovrebbe esprimersi in maniera adeguata e chiara sulla questione.

    Questo al soggettivo, veniamo all'oggettivo: ed io vedo due problemi.

    In primo luogo, Stella, devi valutare anche il fatto che tua figlia, per quanto remota possa essere la possibilità, può farti concorrenza: fra 20 anni, voi, cioè tu ed il tuo compagno, avrete 50 anni circa, e lei circa 25. Non è possibile escludere che, col tempo, il tuo compagno possa provare interesse sentimentale nei suoi confronti. Quanto è probabile? Ovviamente non lo so, ma il rischio c'è: e ponderalo nella tua scelta, Stella.

    Inoltre, c'è un secondo problema: tua figlia, quando tu sarai più anziana, sarà tenuta a doverti dare assistenza ed aiuto quando inizierà la vecchiaia e la debolezza senile, ma per il tuo compagno? A meno che non venga formalmente adottata, c'è il serio rischio che, quando il tuo compagno sarà più anziano, possa sentirsi dire da tua figlia che, alla fine, lui per lei è uno sconosciuto, e che quindi, alla fine, lei non è tenuta a particolare assistenza nei suoi confronti. Problema questo non meno importante: magari lui ha speso soldi ed assistenza nel farla crescere, e questa sarà la moneta di ricambio.

    Tieni a mente, Stella, che ciò che manda avanti il mondo è l'interesse, non una generica benevolenza: a meno che tua figlia non si trovi in qualche modo legalmente vincolata a dover assistere il tuo compagno in vecchiaia (e su questo è meglio che ti consulti con un avvocato, o comunque con qualcuno che ha competenza in materia), io confiderei poco in qualsiasi altra cosa. E quel che vedo è che effettivamente il tuo compagno non è effettivamente tutelato in questa evenienza.

    Vero che potresti valutare di dare un figlio al tuo compagno, per poterlo assicurare contro questo rischio, ma chiaramente non so fino a che punto questa possibilità sia percorribile nella vostra situazione.

    In teoria poi... Tu considera una cosa: nella mia famiglia di origine siamo io, mio padre e mia madre. Mia madre è quella più capitalizzata: in banca, ha 120 000€ ca. Supponiamo che lei muoia, e non muoia mio padre ed io. Cosa succede? Dopo i soliti giri di rito, si spartiscono i soldi: ora, mio padre, in quanto marito, è avvantaggiato a me, in quanto figlio, e da quante ne so e mi fu detto in passato, lui dovrebbe prendere una parte in più rispetto a me, o comunque la divisione non sarebbe alla pari.

    Questo è un problema ulteriore, Stella: non ho una sufficiente preparazione legale, ma senza adeguati accorgimenti, tua figlia risulta favorita rispetto al tuo compagno, e naturalmente il tuo compagno non gradirebbe per ovvi, e sostanzialmente giusti, motivi. Lo so che il discorso non ti può piacere, ma ricordati che il tuo compagno, in quanto uomo maturo, adulto, lavoratore etc ha ben più potere operativo rispetto a tua figlia: all'atto pratico, se le condizioni ci sono, lui è in gradi di dare ed offrire a te più di tua figlia, ed in questi casi, Stella, è sgraditissimo che questo fatto non venga riconosciuto.

    Non ho preparazione legale, Stella, ti ho raccontato solo quanto ho potuto vedere coi miei genitori, e, a loro detta, questo è quanto gli avevano detto degli avvocati: tu informati, ovviamente.
    Ma come vedi, oltre ad una precisa presa di posizione del tuo compagno, serve anche che tu agisca in maniera da riequilibrare l'eccessivo squilibrio che la legge e l'amore genitoriale (per me totalmente fasullo, te l'ho detto, ma questo poco conta dal tuo punto di vista) porta a sfavore del tuo compagno.

    Insomma: ovviamente tua figlia deve essere tutelata (e stai sicura che lei sempre tutelata lo sarà: ci pensa lo Stato, non ti preoccupare), ma pure il tuo compagno dovrebbe essere tutelato, e se possibile o per quanto possibile, non meno di tua figlia. Prova a chiedere una consulenza a qualcuno con adeguate conoscenze in materia.
    La vita è una favola: tutto sta nel capirne la morale.
     
  6. RedStar86 RedStar86 è offline PrincipianteMessaggi 5 Membro dal Sep 2021 #6

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    Chiariamo che come ho scritto nel post di apertura, non cerco un padre per la mia bimba. A me va bene già un fidanzato degno di tale nome e lui lo è.
    Però mi piace pensare che a 35 anni la mia vita sentimentalmente posso continuare e non finire solamente perché sono stata con un uomo violento che fa finta di non avere una figlia. Non penso sia una colpa la mia e mia figlia è in assoluto la mia vita la cosa più bella che mi potesse capitare.
    Il discorso è semplice, io devo tutelare la mia piccola. Già ha sofferto l'allontanamento del padre (non le ho detto i reali motivi, è ancora troppo piccola) e non voglio che si affezioni ad un uomo con le idee poco chiare e che possa ferirla poco dopo aver instaurato un rapporto profondo.
    Non ho mai fatto conoscere realmente la mia bambina a lui perché in due anni non mi ha mai detto una sola volta "vorrei conoscere meglio tua figlia" e come giustamente fa notare qualcuno, queste sono cose che devono venire da sole, nessuna spinta, ne spronata.

    Sul discorso dei suoi genitori, il mio caposquadra mi ha dato il suo punto di vista, che mi trova anche d'accordo.
    Anche i genitori di lui non accettano la bambina della compagna, però quando si vedono a cena etc. Vanno tutti ovviamente, mi ha detto che i suoi mantengono un rapporto civile/amichevole con la bambina e basta. Secondo lui non bisogna prendersela per queste cose, perché dal suo punto di vista ci sta anche che loro non accettino la figlia acquisita. Ha detto che nella vita bisogna accettare anche i pareri che non ci piacciono, non solo quelli che ci fanno comodo, oltre al fatto che puo' capire (ma non condivide) l'atteggiamento dei suoi.

    Però c'è una grossa differenza tra il mio ragazzo e lui. Il mio caposquadra ha tirato dritto per la sua strada dicendo "faccio quello che voglio" il mio moroso si tira le storie "eh ma i miei" ed anche qui che vuoi dirgli? È la sua famiglia, ma lui deve prendere una decisione e mantenerla.

    Non vi nego che mi ha scombossulata avere s che fare con una situazione simile e soprattutto vedere come un'altra persona abbia affrontato una situazione che a conti fatti è stata anche più complicata della mia con minacce di morte e via dicendo. Soprattutto vedere come un ragazzo così giovane abbia tirato fuori due palle così grandi mi fa riflettere sul mio compagno.
    Io guardo il mio caposquadra, sento cosa dice "Oggi ho portato la bimba a scuola, fatto questo e quest'altro con la bambina" e penso che è lui il vero padre di quella bambina, ma che lo è perché l'ha scelto.

    Se il mio ragazzo non se la sente, lo capirò, so che non è facile accettare la figlia di un altro, non gliene farò una colpa, ma l'importante è che prenda una decisione nel bene e nel male.
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  7. RedStar86 RedStar86 è offline PrincipianteMessaggi 5 Membro dal Sep 2021 #7

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    Citazione Originariamente Scritto da Ultima Visualizza Messaggio
    Ciao Stella, nel complesso, la scelta può essere considerata giacere completamente sulle spalle del tuo compagno, ed è da considerarsi insindacabile: o sostanzialmente è disposto ad assimilarsi ad una sorta di compagno con più o meno vaghe venature paterne, oppure no. E questa è una sua libera ed insindacabile scelta: per farti capire, nel mio caso, la risposta sarebbe negativa, in quanto non sento in me nessuna aspirazione genitoriale.

    Non credo, Stella, nella farsa nota come amore genitoriale, perchè non credo che esista una forma di amore che sia verticistica: in altre parole, Stella, dal mio punto di vista ogni forma di amore od affetto è paritetico, ed il rapporto genitori/figli non è paritetico per niente. Questo per farti capire cosa intendevo dirti: ci sono persone che hanno forti motivi per non accettare la genitorialità, al massimo, si può dire che il tuo attuale fidanzato dovrebbe esprimersi in maniera adeguata e chiara sulla questione.

    Questo al soggettivo, veniamo all'oggettivo: ed io vedo due problemi.

    In primo luogo, Stella, devi valutare anche il fatto che tua figlia, per quanto remota possa essere la possibilità, può farti concorrenza: fra 20 anni, voi, cioè tu ed il tuo compagno, avrete 50 anni circa, e lei circa 25. Non è possibile escludere che, col tempo, il tuo compagno possa provare interesse sentimentale nei suoi confronti. Quanto è probabile? Ovviamente non lo so, ma il rischio c'è: e ponderalo nella tua scelta, Stella.

    Inoltre, c'è un secondo problema: tua figlia, quando tu sarai più anziana, sarà tenuta a doverti dare assistenza ed aiuto quando inizierà la vecchiaia e la debolezza senile, ma per il tuo compagno? A meno che non venga formalmente adottata, c'è il serio rischio che, quando il tuo compagno sarà più anziano, possa sentirsi dire da tua figlia che, alla fine, lui per lei è uno sconosciuto, e che quindi, alla fine, lei non è tenuta a particolare assistenza nei suoi confronti. Problema questo non meno importante: magari lui ha speso soldi ed assistenza nel farla crescere, e questa sarà la moneta di ricambio.

    Tieni a mente, Stella, che ciò che manda avanti il mondo è l'interesse, non una generica benevolenza: a meno che tua figlia non si trovi in qualche modo legalmente vincolata a dover assistere il tuo compagno in vecchiaia (e su questo è meglio che ti consulti con un avvocato, o comunque con qualcuno che ha competenza in materia), io confiderei poco in qualsiasi altra cosa. E quel che vedo è che effettivamente il tuo compagno non è effettivamente tutelato in questa evenienza.

    Vero che potresti valutare di dare un figlio al tuo compagno, per poterlo assicurare contro questo rischio, ma chiaramente non so fino a che punto questa possibilità sia percorribile nella vostra situazione.

    In teoria poi... Tu considera una cosa: nella mia famiglia di origine siamo io, mio padre e mia madre. Mia madre è quella più capitalizzata: in banca, ha 120 000€ ca. Supponiamo che lei muoia, e non muoia mio padre ed io. Cosa succede? Dopo i soliti giri di rito, si spartiscono i soldi: ora, mio padre, in quanto marito, è avvantaggiato a me, in quanto figlio, e da quante ne so e mi fu detto in passato, lui dovrebbe prendere una parte in più rispetto a me, o comunque la divisione non sarebbe alla pari.

    Questo è un problema ulteriore, Stella: non ho una sufficiente preparazione legale, ma senza adeguati accorgimenti, tua figlia risulta favorita rispetto al tuo compagno, e naturalmente il tuo compagno non gradirebbe per ovvi, e sostanzialmente giusti, motivi. Lo so che il discorso non ti può piacere, ma ricordati che il tuo compagno, in quanto uomo maturo, adulto, lavoratore etc ha ben più potere operativo rispetto a tua figlia: all'atto pratico, se le condizioni ci sono, lui è in gradi di dare ed offrire a te più di tua figlia, ed in questi casi, Stella, è sgraditissimo che questo fatto non venga riconosciuto.

    Non ho preparazione legale, Stella, ti ho raccontato solo quanto ho potuto vedere coi miei genitori, e, a loro detta, questo è quanto gli avevano detto degli avvocati: tu informati, ovviamente.
    Ma come vedi, oltre ad una precisa presa di posizione del tuo compagno, serve anche che tu agisca in maniera da riequilibrare l'eccessivo squilibrio che la legge e l'amore genitoriale (per me totalmente fasullo, te l'ho detto, ma questo poco conta dal tuo punto di vista) porta a sfavore del tuo compagno.

    Insomma: ovviamente tua figlia deve essere tutelata (e stai sicura che lei sempre tutelata lo sarà: ci pensa lo Stato, non ti preoccupare), ma pure il tuo compagno dovrebbe essere tutelato, e se possibile o per quanto possibile, non meno di tua figlia. Prova a chiedere una consulenza a qualcuno con adeguate conoscenze in materia.
    Ma che discorsi sono?
    Ci sono figli che non assistono i genitori biologici nonostante anni di sacrificio. Apprezzo il tuo voler darmi un punto di vista diciamo abbastanza visionario, ma son cose di cui davvero non c'è bisogno di pensare ora.
    Sottolineo anche che a mia figlia CI PENSO IO economicamente e affettivamente. Mai chiesto 1€ nemmeno ai miei genitori, non ricevo nemmeno il mantenimento dal mio ex e onestamente nemmeno lo voglio.

    Il problema non è mica che non se la possa sentire, ma semplicemente che non ha tirato fuori le palle per prendere una decisione.
    Forse sono remote, ma ci sono persone anche come il mio caposquadra. A tal proposito lui mi ha detto che non puo' adottare la piccola perché il padre biologico è ancora in vita, altrimenti l'avrebbe adottata. Se non sbaglio mi ha detto che lo potrà fare quando la bambina avrà 18 anni. Ed io gli ho chiesto "Se un giorno ti dirà che non sei il suo papà?" mi ha detto se capiterà valuterà al momento, ma come ci perderà lui a livello affettivo, ci perderà anche lei perché lui fesso non è. Gli ho chiesto anche come la pensa a livello economico.
    Mi ha detto che la mantiene anche lui assieme alla mamma, scelta di sua spontanea volontà ed ha aggiunto che è una cosa che vuole fare e che se un giorno lei farà l'ingrata non cambierà nulla, perché la scelta è stata sua, oltre al fatto che dal suo punto di vista rinangiarsi qualcosa che fa del bene ai bambini è un atteggiamento da vermi.

    Io mi trovo d'accordo con lui.

    Come si puo' arrivare a fare certi ragionamenti quando ci sono di mezzo i bambini? Non si parla di lasciargli intestato una casa, ma di spese giornaliere ordinarie, se una persona arriva a rinfacciare certe cose, vuol dire che non le fa col cuore. Perché se un giorno loro dovessero litigare e lui rinfaccia ciò che ha fatto per lei a livello economico, è come se pretendesse di comprarsi l'affetto della bambina. No, non è così che funziona. La spontaneità è tutt'altra cosa.
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  8. L'avatar di Melite

    Melite Melite è online SeniorMessaggi 11,812 Membro dal Oct 2017 #8

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    Leggere che "i genitori di lui non accettano la bambina di lei" mi fa pensare di avere a che fare con persone di mentalità molto chiusa. Per me un genitore deve solo volere il bene del figlio, se lui è felice i genitori sono felici e non sono loro che devono accettare, è al massimo il figlio.

    Per me il problema che sottovaluti quando dici che lui è un bravo fidanzato, è che non ha appunto mai avuto il desiderio di conoscere meglio tua figlia, e quindi tanto bravo per quelli che sono i tuoi desideri poi non è. Ci rimani male per quanto cerchi di vedere i lati positivi.

    È giustissimo che tu abbia delle aspettative di famiglia e non discuto nemmeno su questo, ma se vuoi stare con questo uomo non dovresti avere aspettative di famiglia con lui, in quanto al momento non può soddisfarle.
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    Non considerare ciò che scrivono di te. Considera solo la lunghezza di quanto scrivono.
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  9. L'avatar di Ultima

    Ultima Ultima è offline Super ApprendistaMessaggi 958 Membro dal Dec 2020
    Località Italia
    #9

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    Ciao Stella, considera una cosa: come ha fatto mia madre ad entrare in possesso dei 120 000€ di cui ti parlavo? Perchè, con suo fratello, si sono spartiti un azienda agraria.

    Il rapporto con i suoi genitori, mia madre l'ha visto sempre in salita: lei era un incidente di percorso, cioè una figlia non voluta, rispetto al figlio maschio che invece era stato pianificato.

    Poco dopo nata (mia madre è del '60), a detta di mio nonno, fu data ed affidata per farla crescere ad un suo parente che non aveva figli. Sempre a detta di mio nonno, la scelta fu dovuta ad una questione di povertà: non avevano i soldi ed i mezzi sufficienti per dare una vita dignitosa ad entrambi, e dovettero lasciare "in affidamento", diciamo così, mia madre (ma non suo fratello) ad un suo parente senza figli.

    Sembra che cose del genere, al periodo ed in quel contesto, cioè campagna profonda, fossero normali: ma era altrettanto normale che la figlia lasciata "in affidamento" alla famiglia rimanesse lì. Nel caso di mia madre, la famiglia cui fu "affidata", inaspettatamente, ebbe un figlio: e naturalmente si sborognarono di torno mia madre, che ritornò a casa dei suoi veri genitori.

    Cosa successe dopo? Difficile dirlo: in sostanza stenti, a quanto pare di capire. Mia madre mi ha addirittura raccontato di aver dormito coi topi, a detta sua.
    Mia madre mi ha raccontato addirittura il giorno in cui ebbe la sua prima mestruazione: non capendo nulla, andò dal padre, che la rispedì, a quanto dice lei, alquanto a male parole, dalla madre.

    Sembra inoltre che abbastanza giovane fu mandata a fare la stagione in albergo, e viene il dubbio che ci fosse di mezzo anche un po' di lavoro minorile: bisognerebbe vedere esatta età anagrafica e legislazione del periodo per esprimersi.

    Mio padre ha detto più volte che i genitori fossero contenti, quando si sono sposati, di togliersela dai piedi: forse qualcosa di questa affermazione poteva essere vero.

    Considera che i soldi di cui ti ho parlato sopra, furono ottenuti partendo dal presupposto che suo fratello, in quanto avrebbe curato ed assistito la vecchiaia dei genitori, doveva prendere 2 parti e mia madre 1 parte: e così fu fatto, con tanto di mio padre che fece, giustamente, scrivere sull'atto di divisioni che le spese funerarie erano a costo loro e non nostro, oltre naturalmente al fatto che io ed i miei discendenti non avremmo mai fatto rivalsa contro loro ed i discendenti di loro figlia, cioè mia cugina.

    Mia madre ha da sempre interpretato questo fatto come se lei valesse 1, mentre suo fratello valesse 2: non sembra avere troppo torto, anche lei, nel pensarla in questa maniera.

    Poco prima di morire, ricordo bene mio nonno dirmi che avrebbe avuto, come sogno, quello di vedere i suoi figli andare d'accordo: a quanto pare, troppo tardi aveva capito il gran casino che aveva contribuito a creare.

    Purtroppo, Stella, i miei discorsi hanno un fondamento, e sono fin troppo sensati... Ed io mi ritrovo a darti un consiglio qui, Stella: avendo visto queste cose, pensi che mi senta con la coscienza a posto a presentarti un mondo rose e fiori dove i bambini sono amati in quanto bambini e figli? Non me la sento affatto.

    E potrei aggiungere pure dalla mia esperienza personale: mio padre ha avuto una larga storia di disoccupazione, 10 anni. Ricordo abbastanza bene i bagni fatti in acqua fredda per risparmiare sul gas, perchè non c'erano i soldi, come andare in giro di inverno col giaccone in casa, coi termosifoni chiusi, per lo stesso motivo, o se preferisci, mia madre che mi diceva "Come facciamo a pagare la rata del mutuo?", quasi dovessi io contribuire a portare i soldi a casa.

    Se preferisci, posso dirti che i miei genitori, in più di una occasione si sono rinfacciati a vicenda che uno i figli non li voleva, ma che l'altro aveva fatto pressioni affinchè si facessero: naturalmente il tutto davanti ai mei occhi. Mi dispiace, Stella: non sono proprio la persona giusta per dirti quello che non ho visto.

    Non è giusto generalizzare esperienza simili: ma è giusto capire l'antifona che questi casi insegnano. Il mondo non è rosa e fiori: bisogna prendere adeguate misure per ogni caso che si potrebbe presentare, nei limiti delle nostre possibilità.
    La vita è una favola: tutto sta nel capirne la morale.
     
  10. L'avatar di Soldatojoker

    Soldatojoker Soldatojoker è offline FriendMessaggi 4,074 Membro dal Nov 2019 #10

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    Redstar, tu continui a tirare in ballo come paragone il tuo caposquadra. Però una persona, in una coppia, si comporta in stretta relazione al comportamento dell'altra persona. Lui si è comportato in un modo perché dall'altra parte c'era a sua volta un certo comportamento.
    Ecco, ti chiedo: tu ti sei comportata col tuo fidanzato come la compagna del tuo caposquadra ha fatto con lui?
    Quando sarò vecchio mi pentirò dei miei peccati... non commessi