Sparliamone... - Pagina 4024

Discussione iniziata da rabe il 13-04-2017 - 45288 messaggi - 1468685 Visite

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  1. L'avatar di Minsc

    Minsc Minsc è offline SeniorMessaggi 11,278 Membro dal Aug 2020
    Località Italia
    #40231

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    Quando andate verso una crisi ricordatevi di osservare le stelle, specialmente i pan di stelle e la torta pan di stelle
    Mielezenzero and rabe like this.


    Gli Dei immortali, di solito, quando vogliono castigare qualcuno per le sue colpe, gli concedono, ogni tanto, maggior fortuna e un certo periodo di impunità, perché abbia a dolersi ancor di più, quando la sorte cambia.
     
  2. L'avatar di norge

    norge norge è offline MasterMessaggi 35,185 Membro dal Jan 2019 #40232

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    Io sono stufo della burocrazia... se sentite che un pazzo ha incendiato tutto sono io!😂😂😂
    " Non parlare mai di Amore e Pace: un Uomo ci ha provato e lo hanno crocefisso !" ( Jim Morrison)


    " Gli animali non si preoccupano del Paradiso o dell'Inferno. Nemmeno io, forse è per questo che andiamo d'accordo. " ( Charles Bukowski)
     
  3. L'avatar di Pitonessa

    Pitonessa Pitonessa è offline MasterMessaggi 31,562 Membro dal Aug 2013
    Località Torino
    #40233

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    Buongiovedìdiporcusday.....
    .........Si vive una volta sola, ma se lo fai bene, una volta sola è abbastanza

    Mae West
     
  4. L'avatar di Pitonessa

    Pitonessa Pitonessa è offline MasterMessaggi 31,562 Membro dal Aug 2013
    Località Torino
    #40234

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    buongiorno, adesso pure i saluti vanno in moderazione!
    Minsc likes this.
    .........Si vive una volta sola, ma se lo fai bene, una volta sola è abbastanza

    Mae West
     
  5. L'avatar di Mielezenzero

    Mielezenzero Mielezenzero è offline SeniorMessaggi 9,332 Membro dal May 2017 #40235

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    Pito, se avevi scritto "buongiorno un ca**o", può essere..
    Pitonessa and Minsc like this.
     
  6. L'avatar di Minsc

    Minsc Minsc è offline SeniorMessaggi 11,278 Membro dal Aug 2020
    Località Italia
    #40236

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    Parlavi di pen..penne nel tuo buongiorno?
    Gli Dei immortali, di solito, quando vogliono castigare qualcuno per le sue colpe, gli concedono, ogni tanto, maggior fortuna e un certo periodo di impunità, perché abbia a dolersi ancor di più, quando la sorte cambia.
     
  7. L'avatar di Pitonessa

    Pitonessa Pitonessa è offline MasterMessaggi 31,562 Membro dal Aug 2013
    Località Torino
    #40237

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    Bene.... vi informo che sono appena stata omaggiata di un vassoio di bugie di carnevale, si svacca alla grande!
    rabe, Minsc and Mielezenzero like this.
    .........Si vive una volta sola, ma se lo fai bene, una volta sola è abbastanza

    Mae West
     
  8. L'avatar di rabe

    rabe rabe è offline MasterMessaggi 30,314 Membro dal Aug 2010 #40238

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    Di bugie mi omaggiano tutto l'anno...
    Minsc, Pitonessa and Mielezenzero like this.
    Campionessa
    Megatorneo Panamandiano
    Covid - 19

    Muta il destino lentamente,

    ad un'ora precipita.




    (U.Saba)
     
  9. L'avatar di Mielezenzero

    Mielezenzero Mielezenzero è offline SeniorMessaggi 9,332 Membro dal May 2017 #40239

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    Bugie, chiacchiere..
    Bone.
    Pitonessa and Minsc like this.
     
  10. L'avatar di CaosCalmo

    CaosCalmo CaosCalmo è offline FriendMessaggi 4,425 Membro dal Dec 2017 #40240

    Predefinito Café Au Lait

    Ammetto che quello strano annuncio pubblicato tra la marea di proposte di ogni tipo corredate delle solite fotografie, (false), di donne giovanissime e bellissime in pose ginecologiche e scritte in un italiano stentato privo di originalità e fantasia, mi aveva colpito.
    Oltre a passare decisamente inosservato, sembrava ad una lettura poco attenta fuori luogo, un errore insomma. Solo poche righe con la promessa di un semplice caffè e un indirizzo mail da contattare, con la richiesta di inviare un breve racconto erotico. Non più di tre cartelle, di circa 1800 battute l’una, specificando addirittura il font da utilizzare “Times New Roman”, il corpo del carattere “11”, l’interlinea da due punti tipografici da utilizzare, le battute per riga “55” e infine le righe per pagina “33”.

    Questo semplicemente per raccontarvi come iniziò il nostro rapporto epistolare che dopo qualche premessa tecnica, (sapete quanto sia preciso su certe cose), come ad esempio stabilire con esattezza se l’autrice dell’annuncio preferisse che utilizzassi per la composizione il sistema Ditot francese o quello tedesco, andò avanti con reciproca soddisfazione qualche settimana, senza che nessuno dei due avanzasse il desiderio di andare oltre.

    Almeno fino a quel giorno…






    Milano, un primo pomeriggio di un giorno di Giugno.
    Una via, anzi quasi un vicolo lastricato del centro, in zona Missori, una di quelle vie discrete, che nascondono piccoli tesori fatti di palazzi d’epoca, dai lussureggianti e segreti giardini interni. Arrivato al civico premo al citofono il numero che mi è stato indicato.
    Dopo un'attesa che mi sembra interminabile, sento lo scatto della serratura e apro la porticina che sembra ritagliata per dei nani se paragonata alla grandezza e magnificenza del portone.

    Certo che a volte te le vai proprio a cercare, mi dico…, supero alcuni gradini di marmo e raggiungo una porta socchiusa. Finisce che è tutto uno scherzo, anzi sicuramente lo è, anche se le istruzioni erano, anzi da quel che vedo, sono così precise e dettagliate.
    Entro con decisione quasi ad esorcizzare quel po’ di timore che chiunque dotato di un minimo di buon senso dovrebbe avere, perché va bene rischiare ma fino a un certo punto, e magari trovarsi qualcuno nascosto dietro la porta che vuole farti uno scherzo di cattivo gusto non è mai stato il massimo delle mie aspirazioni.

    Mi ritrovo in grande ingresso dal soffitto di una altezza di diversi metri e una bellissima luce soffusa che proviene da un grande lucernario ottagonale formato da piastrelle di vetro colorato in stile liberty che raffigurano qualcosa, anche se non capisco bene cosa.
    Nel centro dell’atrio dal pavimento a mosaico, c’è anche una piccola fontana, in bronzo, con delle ninfe che danzano tra leggeri zampilli d’acqua.
    Mi chiudo alle spalle la porta da cui sono entrato.
    Seguo con assoluta precisione le istruzioni, avanzo nell’ingresso tenendomi sulla destra rispetto alla grande scalinata che sale al piano superiore sorretta da alcune colonne finemente cesellate e prendo un corridoio che dal punto in cui ero prima non potevo vedere.

    E’ tutto come avevo immaginato, o meglio, la realtà va ben oltre l’immaginazione, sembra di stare in una casa museo di metà ottocento, avete presente il Poldi Pezzoli?, ecco la stessa cosa, come gli stucchi i quadri, gli arazzi ed alcune vetrinette contenenti ceramiche e piccoli oggetti di ogni tipo che accompagnano i miei passi per questo lungo corridoio che sembra non finire mai e su cui si aprono numerose stanze. Tutta la casa profuma di buono, non so dirvi esattamente di quale essenza, ma dev’essere qualcosa di leggermente speziato, che ha a che fare con il sandalo o con il tè, perché la mia mente mi riporta subito al Giappone.

    Sono talmente rapito da luogo e atmosfera, che quasi mi dimentico il motivo per cui sono lì. Me lo ricorda la targhetta “Servizio” posta su una porta più piccola delle altre situata alla fine del corridoio. Entro chiudendola alle mie spalle cercando di ricordarmi le istruzioni ricevute e pensando che forse avrei dovuto stamparle e portarle con me.

    Mi guardo intorno, tutto corrisponde alla descrizione, mi chino e mi slaccio le scarpe, le sfilo insieme alle calze e le ripongo nella scarpiera che mi è stata indicata. Poi mi tolgo la giacca, mi allento la cravatta, sbottono la camicia, i polsini, mi tolgo i gemelli, apro la cintura dei pantaloni, slaccio i bottoni, tolgo l’orologio e infine ripongo ogni oggetto e indumento in ordine perfetto in un antico guardaroba a muro in legno intarsiato.
    Prima di sfilarmi i boxer mi guardo allo specchio per darmi un’ultima occhiata. Da quel che ho intuito la mia ospite è molto esigente, dopo averli tolti, controllo che anche lì sotto sia tutto a posto come mi ha chiesto.

    Esco dalla piccola stanza di servizio completamente nudo e mi incammino lungo il corridoio seguendo le indicazioni verso una porta poco più in là. Come da istruzioni mi ritrovo in grande cucina.

    Su un piccolo tavolino di servizio c’è la divisa che devo indossare.
    Oddio, parlare di divisa forse è un po’ un’esagerazione, il tutto si riassume in un corto e stretto grembiulino bianco di lino semitrasparente traforato e ricamato da legarmi alla vita che mi copre giusto giusto il pacco e poco altro, ed un paio di ballerine di lacca nera con una specie di fiocco piatto sulla punta, da mettere ai piedi.

    Vicino ai fornelli, una moka di porcellana già pronta.
    Sul tavolo, un grande vassoio in argento appena lucidato con tutto il necessaire: piattino tazzina, lattiera, zuccheriera, cacao, cucchiaini, tutto in pregiata e delicatissima ceramica di Sevres decorata con motivi floreali ed oro zecchino, alcuni tovagliolini di lino e per finire un paio di piattini contenenti dei biscottini ricoperti di cioccolato ed alcune piccolissime brioches.

    Mentre attendo il gorgoglio familiare del caffè, penso, per la prima volta da quando sono entrato, alla donna che mi sta aspettando lì, da qualche parte in quella casa e sì…, ammetto che alcune immagini richiamate dalla mia fantasia hanno visto come effetto quasi istantaneo il sollevarsi del mio c @ z z o e del grembiulino e sta cosa, penso…, non va per niente bene, almeno secondo quelli che erano gli accordi stabiliti.

    Che poi non so se per voi è lo stesso, ma quando ti viene duro in certe situazioni, più pensi a come metterlo a cuccia e peggio è! Che faccio?, ho pensato, nell'attesa del caffè mi butto in un lavoretto di mano rilassante?, e se poi se ne accorge, sai che figura, e se magari tra poco mi servisse pronto e arzillo?, oppure lo prendo in mano tipo capitone e lo sbatto forte sul tavolo di marmo della cucina per stordirlo?
    Fortunatamente forse per la tensione ai primi gorgoglii del caffè, la situazione si è risolta senza spargimento di sangue o altri liquidi, così, messa la moka fumante sul vassoio mi sono incamminato nel corridoio, col mio bel grembiulino e quelle due specie di babbucce ai piedi per arrivare al salottino dove ero atteso.

    Superate altre stanze e dopo aver percorso una altro piccolo corridoio, finalmente…, (queste maledette ballerine mi vanno strette), arrivo a destinazione.

    La mia padrona di casa è morbidamente adagiata di fianco su una dormeuse imbottita in pelle bordeaux Chesterfield. Con un braccio si regge il mento mentre con l’altro mi fa cenno di entrare ed avvicinarmi senza parlare.
    Nel fare i pochi metri che ci separano non riesco a fare a meno di restare incantato per la bellezza di questo boudoir, il soffitto affrescato, gli stucchi, il camino in pregiato marmo rosa di Verona, le pareti con specchi e cornici dorate e poi la luce…, si perché tutto il lato della stanza da cui Lei mi sta osservando è composto da una serie di porte finestre che si affacciano su un bellissimo giardino.
    petitenoir and rabe like this.
    “La volgarità di un'idea si misura dal suo bisogno di proselitismo.”
    Mario Andrea Rigoni