Una storia vera: quando camminai sotto il sole con l'ombrello

Discussione iniziata da eternoinverno il 30-09-2018 - 33 messaggi - 3090 Visite

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  1. L'avatar di eternoinverno

    eternoinverno eternoinverno è offline JuniorMessaggi 2,302 Membro dal Jan 2012 #1

    Predefinito Una storia vera: quando camminai sotto il sole con l'ombrello

    Tornavo dal mio squallido paesino pugliese. Ero a Bologna e il treno era arrivato a destinazione con diversi minuti di ritardo. Mi erano rimasti pochi minuti per arrivare al binario dove il treno per Venezia mi avrebbe riportato a casa. Arrivai in tempo e salì anche lei. Mi chiese, in un perfetto inglese, con un dolcissimo accento, se fosse sul treno giusto. Arrossì tremendamente ma ebbi il coraggio di risponderle. Era il treno giusto. Capelli neri lunghissimi, occhi scuri e grandi in cui perdersi, viso delicato...tutto in una sola donna. Non sapevo quanti anni avesse ma non mi interessava. Salì al piano superiore del treno con un unico trolley. Per qualche istante decisi di rimanere nel piano inferiore del treno e scambiavo con lei degli sguardi e dei sorrisi. Poi mi decisi. Afferrai le mie valigie e mi sedetti di fronte a lei.
    Parlammo di tutto. Era una giovane professoressa di Business English all'Università ed era venuta in vacanza da sola, in Italia. Mi raccontò di sua madre che, guarita da una brutta malattia, espresse il suo desiderio di vedere l'Italia. Da quella vacanza con sua madre, tuttora viva e in buona salute, si innamorò di questa terra tanto da volerci tornare appena possibile. La donna sorrideva mentre le parlavo nel mio fluente inglese. Le parlai un po' di me e di cosa facessi a Venezia.
    Il treno percorreva chilometri e chilometri ma non non ce ne accorgevamo, impegnati nelle nostre conversazioni. Ad un tratto mi resi conto che non avevo niente da perdere. Le premesse erano buone, la discussione divertente e interessante e decisi di chiederle di vederci. Pochi secondi dopo mi diede già i suoi numeri di cellulare, quello britannico e quello del suo paese di origine. Ci saremmo visti il giorno dopo o l'altro ancora. Gli altri passeggeri ci davano delle sfuggevoli occhiate, forse curiose, forse sprezzanti, forse indifferenti. Mi offrì dei biscotti e, approfittando che ad un certo punto lo scompartimento del treno fosse oramai quasi vuoto, ne approfittò per truccarsi. Nel loro paese è un arte. Da bella diventò stupenda. Non potevo fare a meno di guardarla mentre si truccava e mi chiese più volte, sempre sorridendo, di non prestarle attenzione mentre lo faceva.
    Giungemmo a destinazione e l'aiutai con il suo pesante bagaglio. Turisti di ogni etnia e nazionalità camminavano confusionariamente tra i binari della stazione, nonostante l'ora piuttosto tarda. Aveva chiamato un taxi che l'avrebbe portata al suo albergo fuori città. Volli aspettare con lei e poco prima che la macchina arrivasse ci salutammo con un abbraccio. Non ci credevo. Una donna più grande, conosciuta poche ore prima, di cui non sapevo praticamente niente, mi stava abbracciando. Tornai a casa e le nostre strade si divisero momentaneamente.

    Il giorno dopo non avrei lavorato. Decisi di chiamarla, nella speranza che entrambi i numeri fossero esistenti. Ci provai con quello britannico e il telefono dall'altra parte squillava, ma non ebbi risposta. A distanza di cinque minuti ci riprovai di nuovo e sentii la sua bellissima voce. Ci saremmo visti verso l'ora di pranzo. Mi aspettava nel Burger King fuori città. Era seduta da sola e non appena mi vide sembrava la donna più felice del mondo. Volle pagare lei per sè, prima di mangiare e le dissi che vedermi a tavola non era un bello spettacolo. Rise di gusto di questo. Le chiesi come mai avesse accettato di vederci, se non avesse avuto paura di incontrare uno sconosciuto visto solo il giorno prima sul treno. Rispose semplicemente che le ispiravo fiducia e che sapeva di non sbagliarsi.
    Dopo pranzo decidemmo di fare un giro dalle parti della laguna. Prendemmo il pullman che ci avrebbe portato a destinazione. C'era un sole bellissimo ma troppo battente. A quel punto lei aprì il suo ombrello e ci riparammo. Il sole le avrebbe fatto male alla pelle e una pelle chiara è un segno di bellezza nella sua cultura. Non ci credevo, stavo vivendo un sogno. Mai avrei immaginato che avrei fatto una cosa del genere, uno sfigato come me tutto libri.
    Come previsto la città lagunare era piena di turisti da tutto il mondo, molti suoi connazionali ovviamente. Camminavamo sotto il sole con l'ombrello aperto.
    I giorni e le sere successive passarono felici e spensierate. Sentivo che mi faceva piacere la compagnia di quella donna dal viso così diverso dal mio eppure così delicato. Il sorriso non mancava mai sulle sue labbra.

    Arrivò poi l'ultima sera. Andammo insieme ad un ristorante tipico del suo paese. Avevo già cenato con un paio di amici in quello stesso posto e perciò i camerieri si ricordavano di me. Cordiali e amichevoli, mi chiesero chi fosse la loro connazionale con me al tavolo. Mi consigliò lei cosa ordinare, chiedendo gli ordini ai suoi camerieri nella sua lingua. Mangiai davvero bene. Questa volta però il conto volle pagarlo lei. Andammo insieme verso la stazione dove il suo taxi sarebbe arrivato. Non so come mai, però, sembrava molto più vicina fisicamente. In questi giorni gli abbracci e le carezze sulla schiena non erano mancati, ma questa volta era diverso. Mi chiese se mi sarebbe piaciuto avere una relazione con lei e, in tutta onestà, le dissi che provavo qualcosa per lei ma che se fosse stata per più tempo allora mi sarebbe davvero piaciuto. Le presi la mano destra e cominciai a osservare le sue bellissime dita affusolate. Chissà, magari dalle sue parti tutte le donne hanno le dita così. Il taxi arrivò e ci abbracciammo. Le chiesi a che ora sarebbe arrivato il treno il pomeriggio dopo e che avrei voluto salutarla per l'ultima volta.

    Quel pomeriggio la stazione era un gran via vai, come ogni giorno, fra l'altro. Arrivammo al binario con largo anticipo, come se volessimo passare il maggior tempo possibile insieme. Era sorridente come al solito, quando parlavamo, anche quando le chiesi se ci saremmo mai rivisti. Allorchè i suoi occhi cominciarono a lacrimare. Non volevo vederla piangere e l'abbracciai di nuovo. Le promisi che non l'avrei dimenticata e che ci saremo rivisti. Magari sarei anche andato io da lei in vacanza, certo senza sapere quando.
    Pian piano i secondi diventavano minuti e la distanza che separava il suo treno per Roma diminuiva sempre di più. Da lì sarebbe andata all'aeroporto e poi avrebbe fatto ritorno nell'altra parte del mondo, la parte del mondo da dove il sole sorge. L'altoparlante della stazione annunciava continuamente l'arrivo del suo treno ma sembrava volessimo ignorarlo. La gente, carica di valigie o borse, arrivava al binario dal sottopassaggio. Quel maledetto treno arrivò ma sarebbe partito a distanza di qualche minuto. Pochi minuti, ma sufficienti per aiutarla a issare i bagagli. Ancora poco e sarebbe andata via chissà per quanto, forse per sempre. Non poteva finire così. Pochi giorni e poche sere insieme, ma molto intense. Volli salutarla nella maniera adeguata. La abbracciai e la guardai intensamente. Fu così che decisi di serrare le nostre labbra intensamente. Mi sentivo le sue mani andare su e giù per la schiena, un tocco davvero delicato e confortante. Quando fu il momento ci separammo. Mi guardò per qualche istante, sempre con il sorriso sulle labbra ma con gli occhi davvero rossi e lucidi.

    Il treno partì. Rimasi lì per pochi interminabili secondi, prima di tornare alla mia vita quotidiana. Ma ora era diverso, avevo vissuto un qualcosa di davvero intenso. Breve, ma intenso. Non mi aspetto che tutti voi capiate, ma volevo solo condividere questa storia che ho vissuto, vera in ogni virgola e lettera da me digitata.
    Xiexie Shelley.


    Sa cosa stavo pensando? Io stavo pensando una cosa molto triste, cioè che io, anche in una società più decente di questa, mi ritroverò sempre con una minoranza di persone. Ma non nel senso di quei film dove c'è un uomo e una donna che si odiano, si sbranano su un'isola deserta perché il regista non crede nelle persone. Io credo nelle persone. Però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sa che mi troverò sempre d'accordo e a mio agio con una minoranza.
     
  2. Gershwin Gershwin è offline SeniorMessaggi 12,220 Membro dal Jan 2013 #2

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    Che bella storia, eterno, grazie per averla condivisa.
    E non perdere i contatti, u never know...
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    Ducatista Fashionista!
     
  3. L'avatar di eternoinverno

    eternoinverno eternoinverno è offline JuniorMessaggi 2,302 Membro dal Jan 2012 #3

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    Sono ancora in contatto con lei. Ci sentiamo spesso.
    Sa cosa stavo pensando? Io stavo pensando una cosa molto triste, cioè che io, anche in una società più decente di questa, mi ritroverò sempre con una minoranza di persone. Ma non nel senso di quei film dove c'è un uomo e una donna che si odiano, si sbranano su un'isola deserta perché il regista non crede nelle persone. Io credo nelle persone. Però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sa che mi troverò sempre d'accordo e a mio agio con una minoranza.
     
  4. _Cristallina_ _Cristallina_ è offline FriendMessaggi 3,328 Membro dal May 2013
    Località Italia
    #4

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    Miracolo!
    "Non si impara la filosofia, si impara soltanto a filosofeggiare"

    Immanuel Kant
     
  5. Anto86 Anto86 è offline PrincipianteMessaggi 125 Membro dal Apr 2018 #5

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    hai visto eterno? quanti pipponi ci hai fatto sul fatto che non trovavi nessuna, che una uscita tempo fa era andata male. spero che questo ti possa aiutare a capire che al mondo le possibilità son tante e che ci son per tutti. soprattutto quando meno te lo aspetti fai una bella conoscenza.
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  6. L'avatar di eternoinverno

    eternoinverno eternoinverno è offline JuniorMessaggi 2,302 Membro dal Jan 2012 #6

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    Non cambierò affatto idea. Mi è andata bene una volta, ma non è detto che ci possa essere una seconda volta. E poi, sì, sono estremamente convinto che vi siano persone destinate a rimanere sole tutta la vita, ma non per propria volontà, senza mai avere nessun tipo di esperienza con il sesso opposto.
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    Sa cosa stavo pensando? Io stavo pensando una cosa molto triste, cioè che io, anche in una società più decente di questa, mi ritroverò sempre con una minoranza di persone. Ma non nel senso di quei film dove c'è un uomo e una donna che si odiano, si sbranano su un'isola deserta perché il regista non crede nelle persone. Io credo nelle persone. Però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sa che mi troverò sempre d'accordo e a mio agio con una minoranza.
     
  7. L'avatar di JokerMatt

    JokerMatt JokerMatt è online ApprendistaMessaggi 404 Membro dal Mar 2017 #7

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    E' una bellissima storia. Non ho capito di che nazionalità sia la ragazza, ma ho capito sarà difficilissimo vi rivediate con semplicità.
    Rimane comunque una bellissima storia e la conferma che, davvero, retoriche a parte, nella vita non si sa mai.
    Mai alzare la saracinesca, mai chiudere tutto, mai, soprattutto, chiudersi mentalmente nella convinzione esistano formule magiche, manuali, segreti inesplorati e gelosamente custoditi da pochi eletti.
    Non mi stancherò di ripeterlo...
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  8. Anto86 Anto86 è offline PrincipianteMessaggi 125 Membro dal Apr 2018 #8

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    e poi eterno porca di quella miseria...ti chiede se ti sarebbe piaciuto avere una relazione con lei e te la scarichi su due piedi con la scusa che sta poco. quella voleva dartela, li e subito probabilmente. eterno certe cose si vivono sul momento, e quello era il momento adatto per vivere una serata diversa. al tuo posto non me la sarei persa al costo di soffrire dopo. devi imparare a cogliere l'attimo, e non significa approfittarsi delle persone. magari lei voleva vivere una serata con te e tu di tutta risposta le hai dato picche, magari voleva vivere il poco che la vita vi concedeva. ma ora non lo saprai mai.
     
  9. L'avatar di JokerMatt

    JokerMatt JokerMatt è online ApprendistaMessaggi 404 Membro dal Mar 2017 #9

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    Già. Purtroppo è subentrata la paura e l'inesperienza. Ma già il passo di sedersi vicino a lei sul treno è stato impegnativo, immagino che quello ulteriore di lasciarsi andare sarebbe stato un po' troppo difficile.
    Peccato però...
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  10. L'avatar di Berlin__

    Berlin__ Berlin__ è offline JuniorMessaggi 1,507 Membro dal Jul 2018
    Località Italia
    #10

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    Citazione Originariamente Scritto da eternoinverno Visualizza Messaggio
    Non cambierò affatto idea. Mi è andata bene una volta, ma non è detto che ci possa essere una seconda volta. E poi, sì, sono estremamente convinto che vi siano persone destinate a rimanere sole tutta la vita, ma non per propria volontà, senza mai avere nessun tipo di esperienza con il sesso opposto.
    sarà un caso che non fosse Italiana ? chissà
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