Ultima genialata del governo

Discussione iniziata da Spettrale il 12-02-2019 - 25 messaggi - 377 Visite

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  1. L'avatar di Spettrale

    Spettrale Spettrale è offline Super SeniorMessaggi 20,430 Membro dal Oct 2007
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    #1

    Predefinito Ultima genialata del governo

    Con la bici si può andare contromano..Sembra una norma fatta apposta per aumentare gli incidentiChe ne pensate?


    Ricordati di ..dimenticarmi
     
  2. L'avatar di norge

    norge norge è online JuniorMessaggi 1,885 Membro dal Jan 2019 #2

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    Ah ah bella questa allora apprendo la bici al chiodo non si sa mai..E stiamo attenti in auto.... almeno i ciclisti io li trovo sempre alla sera con la nebbia già rischiano se poi vanno in contromano mamma!!!!
    Ultima modifica di norge; 12-02-2019 alle 21:32
     
  3. L'avatar di fausto62

    fausto62 fausto62 è online Super FriendMessaggi 5,346 Membro dal Apr 2018
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    #3

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    NUOVE ROGNE PER GLI AUTOMOBILISTI: ORA LE BICICLETTE POTRANNO CIRCOLARE ANCHE CONTROMANO (MA SOLO SULLE STRADE DOVE IL LIMITE E’ DI 30 KM ORARI) - UNO STUDIO DELL'EUROPEAN TRANSPORT SAFETY COUNCIL DIMOSTRA CHE IL SENSO UNICO DISINCENTIVA L’USO DELLE DUE RUOTE E ANDARE CONTROMANO NON COMPORTI RISCHI MAGGIORI PER I CICLISTI (GIÀ SUCCEDE IN BELGIO, FRANCIA, OLANDA E REGNO UNITO). MA LA MAGGIORE DEL NUOVO CODICE DELLA STRADA SARÀ “LA STRISCIA DI ARRESTO AVANZATA”

    Non solo lo stop al fumo e all' utilizzo dei telefonini quando si guida in auto. Non solo l'aumento delle sanzioni e dei limiti di velocità sulle autostrade a tre corsie (elevato a 150 km/h), i parcheggi rosa per le donne in gravidanza e l'alt agli ausiliari del traffico di comminare multe. Con il nuovo codice della strada in discussione nella Commissione Trasporti alla Camera (Scagliusi per M5s e Capitanio per la Lega i principali promotori) arriva una rivoluzione anche per le due ruote.

    Intanto vengono per la prima volta normati skate, monopattini e hoverboard. In teoria non potrebbero circolare, l'uso è consentito grazie alle sperimentazioni comunali ma ora la cosiddetta micromobilità elettrica entra anche a livello legislativo nella vita degli italiani.

    Per ora sono catalogati come velocipedi ed è ancora aperto il dibattito - dipende dal tipo di velocità - se la circolazione debba essere confinata solo alle piste ciclabili.

    LA RIVOLUZIONE
    La rivoluzione però targata M5s-Lega sarà soprattutto per le bici. Le biciclette - recita l'articolo 11 del testo del disegno di legge della maggioranza - «possono circolare anche in senso opposto a quello di marcia rispetto agli altri veicoli». La circolazione è disposta con un' ordinanza del sindaco ed è segnalata «mediante l' aggiunta di un pannello integrativo». La nuova misura viene inserita solo sulle strade dove il limite è di 30 km/h, «indipendentemente dalla larghezza della carreggiata e dalla massa dei veicoli autorizzati al traffico».

    Recentemente uno studio dell' European transport safety council dimostra che il senso unico è uno dei motivi che disincentiva i cittadini a servirsi delle due ruote invece che dell' auto. E che andare contromano non comporti rischi maggiori per i ciclisti (già succede in Belgio, Francia, Olanda e Regno Unito). Ma la novità maggiore del nuovo codice della strada sarà «la striscia di arresto avanzata». Ovvero è previsto l' inserimento di uno spazio ad hoc per le bici davanti ai semafori e allo stop agli incroci.

    LA SOSTA
    I ciclisti insomma non dovranno accodarsi alle auto e respirare lo smog. Prima di poter ripartire potranno avere un' area apposita - sul modello dell' Olanda - evitando così di dover incolonnarsi alle macchine. Inoltre - secondo la nuova legge - potranno utilizzare le corsie destinate ora solo agli autobus e ai taxi. E utilizzare parcheggi adibiti appositamente dalle amministrazioni locali.

    In mancanza dei quali è possibile, sempre previa ordinanza del sindaco «la sosta sui marciapiedi e all' interno delle aree pedonali». Nel ddl si sottolinea che i ciclisti sono meritevoli di «una particolare tutela» e viene incentivato l' utilizzo da parte delle amministrazioni locali delle piste adibite alle due ruote.

    GLI EMENDAMENTI

    Tra i vari emendamenti presentati in Commissione - in questi giorni sono in corso le audizioni di categorie e associazioni, tra l' altro sono stati sentiti i rappresentanti della consulta nazionale per la sicurezza stradale del Cnel - c' è anche l' obbligatorietà di indossare il casco anche se sia Lega che M5s sono scettici sull' eventualità di inserire una norma simile. Così come si discuterà del contenuto di altri emendamenti, come quello di obbligare i motociclisti a usare non solo il casco ma anche un determinato abbigliamento tecnico di sicurezza per moto di una certa cilindrata. Si prevede inoltre la possibilità di fornire degli incentivi sull' acquisto di materiale adatto a prevenire gli incidenti.

    Mentre le moto elettriche - altra novità - potranno liberamente circolare in autostrada.
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  4. L'avatar di fausto62

    fausto62 fausto62 è online Super FriendMessaggi 5,346 Membro dal Apr 2018
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    #4

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    Anche questa è ... innovativa:

    IL GOVERNO VA A ******* – ARRIVA LA PROPOSTA DI LEGGE DELLA LEGA DI RIAPRIRE LE CASE CHIUSE. COSA NE PENSANO I 5 STELLE? IN PASSATO I GRILLINI HANNO PRECISATO CHE IL TEMA NON È STATO INSERITO NEL CONTRATTO DI GOVERNO MA LA BASE PENTASTELLATA LA PENSA COME IL CARROCCIO – I SENATORI LEGHISTI SOTTOLINEANO GLI "INTROITI" DERIVANTI DALLA "TASSAZIONE" DELLE PROSTITUTE REGOLARIZZATE...

    Se si spaccano anche su questo tema, i Cinquestelle potrebbero accusare la Lega di mandare tutto a *******. E per una volta avrebbero ragione. Perché di questo si tratta: il Carroccio rispolvera una vecchia idea che ciclicamente finisce al centro del dibattito, la riapertura delle case chiuse. Matteo Salvini è un sostenitore della proposta. Alla Camera c' è un' iniziativa di legge leghista per l' esercizio domestico della prostituzione. Ora ne arriva una analoga anche al Senato.

    Cosa ne pensano i Cinquestelle? Già in passato i grillini hanno precisato che il tema non è stato inserito nel contratto di governo. Dunque non è una priorità del governo. La base pentastellata, però, ha dimostrato di pensarla come il leader leghista. Nel 2016, tra le prime leggi votate dai simpatizzanti attraverso la piattaforma Rousseau c' era proprio il via libera alla riapertura delle case di tolleranza.

    Insomma, l' argomento potrebbe attrarre più consenso in Parlamento di quello che si pensi. Facendo leva su questa sensazione, il senatore Gianfranco Rufa lo scorso 7 febbraio ha presentato il suo disegno di legge per chiedere la legalizzazione della prostituzione. «Si tratta», ha spiegato all' Adnkronos il firmatario della proposta, «di una battaglia storica della Lega, che ha promosso questa iniziativa più volte nelle ultime legislature». Il ddl, che reca «disposizioni in materia di disciplina dell' esercizio della prostituzione», risponde, secondo Rufa, a un' esigenza di «decoro civile e morale».

    Ripristinare la marchetta «è un gesto di civiltà nei confronti delle prostitute che si trovano per strada, per il decoro e l' immagine delle stesse strade», precisa il senatore leghista, che sottolinea anche una questione non secondaria, ovvero gli «introiti» derivanti dalla «tassazione» delle prostitute regolarizzate.

    PRECEDENTE
    «È l' ennesima volta che presentiamo questa legge: questo significa che ci crediamo». Il testo del disegno di legge, spiega ancora Rufa, «ricalca» quello a prima firma Bitonci presentato alla Camera il 5 aprile dell' anno scorso. La proposta abroga i primi due articoli della legge Merlin e prevede il via libera all' esercizio della prostituzione nelle abitazioni private (vietandolo «in luoghi pubblici o aperti al pubblico»), con l' istituzione presso la questura di un registro a cui sono tenute a iscriversi tutte le persone interessate a esercitare il mestiere.

    È punito con una multa da mille a diecimila euro chiunque eserciti la prostituzione in luogo pubblico e chiunque ricorra alle prestazioni sessuali delle prostitute che esercitano in strada.

    Vengono inoltre inasprite le sanzioni per chi compie atti sessuali con un minore in cambio di denaro e per chi si macchia del reato di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione.

    LA SALUTE
    La proposta di legge leghista prevede pure interventi «di carattere preventivo e sanitario». Chiunque eserciti la prostituzione è tenuto a «sottoporsi ad accertamenti sanitari ogni sei mesi e a esibire, a richiesta dell' autorità sanitaria o di polizia, l' ultima certificazione sanitaria ottenuta». Inoltre «chiunque eserciti la prostituzione è tenuto a interromperne l' esercizio nell' ipotesi di accertamento positivo di patologie a trasmissione sessuale».

    Infine c' è la parte fiscale: «I redditi derivanti dall' esercizio della prostituzione sono soggetti a un' imposta sostitutiva delle imposte sui redditi determinata con decreto del ministro dell' Economia e delle finanze, da emanare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge».
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  5. L'avatar di fausto62

    fausto62 fausto62 è online Super FriendMessaggi 5,346 Membro dal Apr 2018
    Località Stato Pontificio
    #5

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    Questa invece è trita e ritrita ...

    LA CINA SI AVVICINA – CI POSSIAMO FIDARE DI HUAWEI? MENTRE MOLTI PAESI OCCIDENTALI, GUIDATI DAGLI USA, SI PONGONO IL PROBLEMA DELLO SPIONAGGIO CINESE, L’ITALIA SI AFFIDA A HUAWEI PER LA RETE 5G – MI-JENA GABANELLI METTE IN FILA DUBBI E RISCHI: “PER OTTENERE I NOSTRI DATI AL GOVERNO DI PECHINO BASTA CHIEDERE…”

    Cagliari diventerà la prima smart city italiana grazie alle reti integrate, ma soprattutto grazie alla tecnologia Huawei. Parliamo del colosso cinese che dopo aver investito 20 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo, oggi è diventato leader mondiale nell' infrastruttura 5G, e la sta costruendo in tutti i Paesi. Vuol dire rete ad altissima velocità per la comunicazione mobile, connessione a droni, sensori, auto a guida autonoma, oltre che per la digitalizzazione di tutte le infrastrutture pubbliche: monitoraggio di ospedali, controllo del traffico, gestione dei rifiuti, riscaldamento e sicurezza.

    La Cina, in questo campo, ha di fatto superato gli Stati Uniti. Secondo gli americani, però, l' hardware prodotto dai colossi asiatici delle comunicazioni Huawei e Zte potrebbe essere soggetto a manipolazioni del governo. Di accertato c' è il fatto che le aziende cinesi, anche quelle private, devono avere un rappresentante del partito comunista al proprio interno e sono obbligate a rispondere al governo di Pechino. Il primo dicembre scorso, la direttrice finanziaria di Huawei Meng Wanzhou, figlia del fondatore Ren Zhengfei, è stata arrestata in Canada: gli Stati Uniti ne hanno chiesto l' estradizione e, a fine gennaio, hanno incriminato l' azienda per violazione delle sanzioni americane contro l' Iran e furto di segreti tecnologici.

    In sostanza, gli americani accusano l' azienda di Shenzhen di spionaggio. Zhengfei nega e prove concrete al momento non ci sono. Quello che è chiaro è che la guerra per la gestione dell' infrastruttura strategica del futuro è partita. Trump sta scatenando una campagna contro Huawei e, mentre negli Stati Uniti da sempre è vietato l' uso della tecnologia cinese per le infrastrutture strategiche, altri Paesi ne stanno mettendo in dubbio la sicurezza.

    Australia e Nuova Zelanda hanno bloccato l' accesso alla tecnologia 5G cinese; il Regno Unito ha trovato falle nel sistema, ha chiesto garanzie tecniche anti-spionaggio e anti-blocco che però tardano ad arrivare e ormai sono ai ferri corti; il Giappone ha sospeso ogni acquisto da Huawei per le sue aziende pubbliche; la Germania ha chiesto all' azienda cinese garanzie per permetterle di partecipare all' asta 5G di marzo, mentre Angela Merkel ha espresso il timore che la società possa passare dati sensibili al governo cinese. Nel frattempo, a novembre l' Unione europea ha votato una legge che prevede uno screening degli investimenti diretti stranieri che possano mettere in pericolo la sicurezza, e il 7 gennaio l' università inglese di Oxford ha sospeso l' accettazione di fondi per la ricerca e donazioni filantropiche dal gruppo cinese.

    L' Italia, nonostante gli avvertimenti ricevuti dal Copasir negli ultimi dieci anni, ha invece messo le sue reti in mano all' azienda cinese, che offriva prodotti a costi estremamente bassi. «Già nel 2009 le agenzie di cybersicurezza mondiali avevano bandito Huawei dagli appalti per le infrastrutture critiche, mentre in Italia stava stringendo accordi con Telecom per sostituire Cisco», spiega al Corriere della Sera Giuseppe Esposito, ex vicepresidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. «Mentre il prodotto di Cisco si sapeva com' era fatto, con la quantità di produzione messa in piedi da Hauwei nessuno ha mai potuto controllare l' effettiva sicurezza». Persino la Panic Room di Palazzo Chigi, la stanza di massima sicurezza della presidenza del Consiglio, «passa attraverso due grandi nodi: il primo con i router di Tim, e quindi è fatto da Huawei», afferma Esposito.

    In Italia Huawei è attiva dal 2004, detiene un terzo del mercato degli smartphone e fattura 1,5 miliardi di euro. Il gruppo considera il nostro un Paese strategico in cui investire: 162 milioni di euro solo nel 2016. Oggi sta sviluppando la rete 5G a Milano e nell' area Bari-Matera, dove l' investimento è di 60 milioni; sta lavorando con 38 partner industriali e istituzionali per realizzare 41 progetti che vanno dalla sanità alla sicurezza, dalla sorveglianza all' energia, dai trasporti alle smart city; vanta accordi con Terna, Enel, Fastweb, Ferrovie dello Stato, Telecom e fornisce tecnologia a tutti i 16 mila uffici postali italiani.

    Finanzia anche due grandi centri di ricerca: uno a Segrate, specializzato sulle microonde alla base della tecnologia 5G, l' altro, inaugurato nel 2016, a Pula, in Sardegna dove ha investito 20 milioni per lo sviluppo delle smart city. Nel centro è operativo il primo super computer europeo per la gestione e il controllo di tutti i servizi del Comune di Cagliari: l' obiettivo è quello di trasformare la Sardegna nella prima «smart region». Fonti di intelligence riferiscono che la Sardegna è anche un osservatorio prezioso, ospitando basi militari ed essendo il luogo in cui si esercitano tutti i reparti Nato europei.

    L' Italia quindi lascia porte aperte al colosso cinese, mentre molti Paesi occidentali si stanno ponendo un problema: possiamo permetterci di lasciare tutti i nostri dati in gestione a un Paese non democratico? Per ottenerli, infatti, al governo di Pechino non serve passare dai vertici di un' azienda come Huawei, ma basta chiedere a un ingegnere tre livelli sotto la catena di comando di aprire una porta nel sistema.

    È esattamente quello che hanno sempre fatto gli americani, ed è per questo che hanno lanciato l' allarme. La differenza è che «spiano» all' interno di un' alleanza. «I cinesi sono la massima espressione della visione di lungo periodo, mentre l' Italia è la rappresentazione della politica del domani e deve capire quali sono gli asset chiave che il Paese deve gestire in nome di una convenienza di lunghissimo periodo», ci spiega il professor Giuliano Noci, ordinario di strategia e marketing al Politecnico di Milano e prorettore del Polo territoriale cinese.

    Huawei e Zte, oltretutto, investono molto in Italia anche perché il nostro Paese è debole sulla normativa 5G e, offrendo in cambio posti di lavoro, possono incidere sulla stesura delle regolamentazioni. «Se vogliamo che la Cina sia per noi una fonte di opportunità, dobbiamo muoverci urgentemente in due ambiti», afferma il professor Giovanni Andornino, specializzato in politica interna ed estera della Cina presso l' Università di Torino.

    «A livello nazionale serve reclutare giovani funzionari e manager esperti di Cina da inserire in tutti gli snodi-chiave dello Stato; a livello europeo, invece, l' Italia non potrà mai negoziare da pari con i cinesi. Bruxelles, invece, ha le leve per smuovere Pechino ed è proprio lì che l' Italia deve fare anzitutto la sua politica cinese».

    Che significa dettare qualche condizione, anziché subirle convinti magari di aver fatto un buon affare. Mettendo in conto che una eventuale esclusione del competitor cinese dalle gare consegna il mercato a Nokia ed Ericsson, che alzeranno i prezzi.
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  6. L'avatar di Bakko

    Bakko Bakko è offline Super ModeratorMessaggi 6,263 Membro dal Aug 2015 #6

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    C'era già. Non si sono inventati nulla. Dove vivo è sempre stato così. Dipende dal sindaco la normativa
     
  7. DarkSaga DarkSaga è online JuniorMessaggi 1,717 Membro dal Sep 2014 #7

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    nei paesi europei dove c'è molta mobilità su due ruote (Danimarca ed Olanda principalmente) è già così, le bici vanno sempre contromano praticamente.
    La differenza è che in quei paesi gli automobilisti sono rispettosi delle regole, in Italia no, quindi questo porterà a stragi varie probabilmente.
     
  8. L'avatar di Spettrale

    Spettrale Spettrale è offline Super SeniorMessaggi 20,430 Membro dal Oct 2007
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    #8

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    Citazione Originariamente Scritto da Bakko Visualizza Messaggio
    C'era già. Non si sono inventati nulla. Dove vivo è sempre stato così. Dipende dal sindaco la normativa
    Nel centro-sud ..dove la bicicletta la usano solo i migranti e qualche amatore non credo che andando contromano si sentano al sicuro.
    Non c'è ancora la cultura delle due ruote...come al nord.
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  9. L'avatar di fausto62

    fausto62 fausto62 è online Super FriendMessaggi 5,346 Membro dal Apr 2018
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    #9

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    Bakko,
    anche in Umbria è permesso di andare contromano nei sensi unici del centro storico e non ricodo di incidenti visto che le macchine vanno pianissimo.

    Spettry, per sapere certe cose occorre andare in bici, se tu sei col kyulo attaccato al sedile, certe cose non le conosci.
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  10. L'avatar di Spettrale

    Spettrale Spettrale è offline Super SeniorMessaggi 20,430 Membro dal Oct 2007
    Località dove capita
    #10

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    Bè..visto che vado spesso con lo scooter... pretendo anch'io di andare contromano ..visto che in centro sono strade quasi tutte a senso unico...
    Che differenza comporta con la bici?
    Ricordati di ..dimenticarmi
     
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