La vera trasgressione è la fedeltà, non il libertinismo

Discussione iniziata da NeverGiveUp94 il 13-04-2017 - 30 messaggi - 2416 Visite

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  1. NeverGiveUp94 NeverGiveUp94 è offline SeniorMessaggi 11,358 Membro dal Oct 2015 #1

    Predefinito La vera trasgressione è la fedeltà, non il libertinismo

    Ho letto tempo fa un articolo molto interessante: per quanto sia una persona che creda poco nell'amore e nei sentimenti...ritengo la fedeltà un valore importante e fondante di una coppia assieme al dialogo. In questo mondo materialista, di apparenze...mi riconosco molto in questo articolo di questo psichiatra.

    "Il tempo ipermoderno sputa sulla fedeltà inneggiando una libertà fatta di vuoto. Tutto ciò che ostacola il dispiegarsi della volontà di godimento del soggetto appare come un residuo moralistico destinato ad essere spazzato via da un libertinismo vacuo sempre più incapace di attribuire senso alla rinuncia. Il principio si applica tanto ai legami con le cose quanto, soprattutto, a quelli con le persone.

    Non è un caso che nel nostro paese la fedeltà sia stata recentemente considerata dai legislatori come una forma arcaica del legame amoroso al punto da volerla sopprimere negli articoli del Codice che normano le unioni civili e quelle matrimoniali. Perché evocare inutilmente un fantasma anacronistico reo di aver pesato come un macigno inutile sulla libertà affettiva e sessuale delle vite umane? Meglio liberarsene come di un tabù decrepito dalle armi desolatamente spuntate, come un ferro vecchio che non serve più a niente. Oggi è il tempo del “poliamore”, della libertà senza inibizioni, della curiosità sperimentale, dell’esperienza senza vincoli, della morte dell’amore pateticamente romantico e dell’affermazione, al suo posto, dell’amore narcisistico che rende l’aspirazione degli amanti al “per sempre” una farsa o una ingenuità bigotta di qualche credulone, o, peggio ancora, una catena repressiva alla nostra libertà di amare che deve essere finalmente spezzata.
    (...)

    Il problema è che il nostro tempo non è più in grado di concepire la fedeltà come poesia ed ebbrezza, come forza che solleva, come incentivazione, potenziamento e non diminuzione del desiderio, come esperienza dell’eterno nel tempo, come ripetizione dello Stesso che rende tutto Nuovo. Il nostro tempo non sa né pensare, né vivere l’erotica del legame perché contrappone perversamente l’erotica al legame. È un assioma che deriva da una versione solo nichilistica della libertà: la libertà dell’amore – come la libertà in generale per l’uomo occidentale – deve escludere ogni forma di limite, deve porsi come assoluta. In questo senso la fedeltà diviene un tabù logoro che appartiene ad un’altra epoca e destinato ad essere sfatato.

    Quello che l’ideologia neo-libertina del nostro tempo però non vede è che ogni forma di disincanto tende, come spiegarono già Adorno e Horkheimer in Dialettica dell’illuminismo, a ribaltarsi nel suo contrario. Il culto del poliamore, della libertà narcisistica, la polverizzazione dell’ideale romantico dell’amore porta davvero verso una vita più ricca, più soddisfatta, più generativa? La clinica psicoanalitica ci consiglia di essere prudenti: la ricerca affannosa del Nuovo spesso non è altro che la ripetizione monotona della stessa insoddisfazione. Il punto è che il nostro tempo rischia di smarrire ogni possibile sguardo sulla trascendenza, sull’altrove, anche di quella che si dà nell’esperienza assolutamente immanente dei corpi. Perché non esiste amore se non del corpo, del volto, della particolarità insostituibile dell’Altro. L’ideale della fedeltà può diventare – come lo è stato per diverse generazioni – una camicia di forza che sacrifica il desiderio sull’altare dell’Ideale divenendo dannosa per la vita. Quando questo accade è bene liberarsene al più presto.

    Ma l’esperienza della fedeltà, vissuta non in opposizione alla libertà, ma come la sua massima realizzazione, offre alla vita una possibilità di gioia e di apertura rare. Quella che scaturisce dall’esperienza di rendere sempre Nuovo lo Stesso: la ripetizione della fedeltà rivela infatti che giorno dopo giorno il volto di chi amo può essere, insieme, sempre lo Stesso e sempre Nuovo. Mentre il nostro tempo oppone lo Stesso al Nuovo, il miracolo dell’amore è, infatti, quando c’è, quello di rendere lo Stesso sempre Nuovo. Accade anche nella lettura dei cosiddetti classici. Lo diceva bene Italo Calvino: quando un libro diventa un classico se non quando risulta inesauribile di fronte ad ogni lettura? Quando la sua forza non si esaurisce mai, ma dura per sempre eccedendo ogni possibile interpretazione? E non è, forse, la fedeltà (ad un amore, ad un autore, ad un’idea) un nome di questa forza? Non è la fedeltà ciò che ci spinge a rileggere lo stesso libro – o un corpo che si trasforma in libro – scoprendo in esso sempre qualcosa di Nuovo? Non è il suo miracolo quello di fare Nuovo ogni cosa, soprattutto quella “cosa” che crediamo di conoscere di più? Non è questa la sua potenza: trasformare la ripetizione dello Stesso in un evento ogni volta unico e irripetibile?"

    Ritengo la parte sottolinea il fulcro di tutto questo discorso: parlando con la mia terapeuta di questo discorso ho scoperto che tale frase sia affettivamente vera. Quanti qui dentro tradiscono per "ritrovare il nuovo amore o nuove sensazioni? Tantissimi, basta leggere i topic. Non è un giudizio bensi una critica, uno spunto di riflessione per tutti.


    “Guardo al futuro con l’inguaribile ottimismo di un dodo”
     
  2. NeverGiveUp94 NeverGiveUp94 è offline SeniorMessaggi 11,358 Membro dal Oct 2015 #2

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    Capisco che l'articolo sia lungo ma merita di esser letto

    Poi mi si chiede perchè non faccia discussioni serie...
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  3. trale trale è offline Ex Utente di Amando.itMessaggi 14,362 Membro dal Feb 2015 #3

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    Infatti l'ho letto e l'ho trovato interessante. Sulla frase sottolineata potrei essere d'accordo. Il paragone coi libri classici è carino ... ci sono persone, come me, che rileggono periodicamente i libri classici preferiti e che li trovano emozionanti ogni volta. Se mi sposto ad osservare il mio matrimonio devo dire che dopo 26 anni devo riconoscere in mio marito la capacità di farmi arrabbiare.
    Vorrei fare altri commenti all'articolo ... ma ora mi manca il tempo. Dico solo che la società è cambiata, è vero ... adesso a 45 anni non puoi più considerarti "arrivato" ma devi continuare ad evolvere, a cambiare vita, lavoro, non esiste più la stabilità in nessun campo e questo è secondo me un aspetto che ha influenzato molto le relazioni di coppia.
     
  4. NeverGiveUp94 NeverGiveUp94 è offline SeniorMessaggi 11,358 Membro dal Oct 2015 #4

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    La società cambiando ha cambiato in modo radicale il rapporto tra le persone: ritengo l'amore di due coniugi di 70 anni molto più vero ed intenso di due di 35/40. La fedeltà al giorno d'oggi è vista come un vincolo, quasi un retaggio di una società ormai superata: in realtà io vedo la fedeltà come un attributo importantissimo al giorno d'oggi e la lego strettamente ad un concetto di maturità/serietà. Il paragone del libro lo trovo geniale ed azzeccato: è proprio la fedeltà che ti farà rileggere n volte quel libro, sempre con la stessa voglia...come se fosse la prima volta
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  5. DeepIce DeepIce è offline PrincipianteMessaggi 82 Membro dal Mar 2016 #5

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    Discussione interessante.

    Per fare un parallelo si potrebbe dire che l'infedeltà sta alla fedeltà come la società dei consumi sta a quella precedente.

    Tempo fa mi sie è rotto lo smartphone, dopo solo due anni. Non c'è stato verso di riparalo, l'ho dovuto cambiare per forza. Appunto riflettevo su questo: tutto oggi sembra essere fatto per essere velocemente consumato e poi cambiato. La gente, sopratutto le giovani generazioni, si è abituata a questo, è tristemente normale.

    Concordo sul fatto che la più grande trasgressione oggi è essere fedeli.
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    Ultima modifica di DeepIce; 13-04-2017 alle 15:56
     
  6. NeverGiveUp94 NeverGiveUp94 è offline SeniorMessaggi 11,358 Membro dal Oct 2015 #6

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    Il valore di una persona sta pian piano scemando e questo influisce nei rapporti umani. Le persona perdono il piacere dell'attesa, della scoperta...ormai e un tutto subito.
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  7. Vivi9842 Vivi9842 è offline Ex Utente di Amando.itMessaggi 2,881 Membro dal Apr 2017
    Località Toscana
    #7

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    Questo è un classico bias cognitivo .Le persone non sono più fedeli di una volta, ci sono solo più strumenti ed occasioni per farlo.Siamo meno ipocriti di una volta ed abbiamo solo più libertà, l'uomo infatti non è un animale monogamo è la società che si è data regole ed ha promosso l'ideale del matrimonio come sigillo d'amore, forse per quieto vivere e convenienza.Vi è anche la religione di mezzo, tradire diventa un peccato e molti anni fa il tradimento era un reato, per cui una volta si tradiva il coniuge ma lo si faceva di nascosto sia per tutti i motivi di adesso sia per non incorrere in sanzioni.Purtroppo abbiamo tutta quella serie di istinti e bisogni del regno animale che la cultura, il sentimento e il senso di famiglia non raramente li sopprimono per un po' di tempo, ma prima o poi escono fuori ed allora quando una o più cose dell'uomo evoluto vengono a mancare ecco che l'istinto ricompare e si va verso la poligamia che è del tutto naturale .Ciò che dico non vuole essere un'apologia al tradimento, ma solo una riflessione su quanto è difficile rimanere monogami visto che insieme all'istinto ed ai bisogni animaleschi siamo continuamente bombardati di messaggi e tentazioni, ecco una volta questi non erano così presenti nella vita di coppia.
     
  8. lei68 lei68 è offline Super FriendMessaggi 7,313 Membro dal Aug 2016 #8

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    Non credo abbia senso parlare di trasgressione. Credo che abbiamo solo imparato che la felicità rientra tra i bisogni primari (la sancisce addirittura la Costituzione americana!!!)...Quindi se l'amore finisce o se il sesso non ci dà più gioie col partner ufficiale, tradiamo pensando a noi stessi, con meno sensi di colpa e vergogne di una volta.....
     
  9. L'avatar di Biagio702

    Biagio702 Biagio702 è offline ApprendistaMessaggi 436 Membro dal Nov 2016
    Località Italia
    #9

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    Altro spunto sulle mie sensazioni recenti.
    Nell'ultimo viaggio di lavoro che ho fatto, ho avuto occasioni di "trasgredire" ma non l'ho fatto perchè ragione e cuore hanno superato l'istinto. Solo che stavolta la mia naturale "fedeltà" che sentivo di non tradire non era per mia moglie....
     
  10. NeverGiveUp94 NeverGiveUp94 è offline SeniorMessaggi 11,358 Membro dal Oct 2015 #10

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    @vivi9842
    essere fedeli non significa essere ipocriti: che l'uomo sia poligamo lo dici tu ma non la scienza. E' un dibattito assai combattuto e nessuno ha portato prove convincenti che l'uomo sia un essere poligamo: spesso si dice che "gli animali son tutti poligami" dimenticandosi che gli uccelli sono strettamente monogami, come altri mammiferi. Mi si potrebbe dire che le scimmie sono poligame...cosa non vera perchè il gibbone è monogamo. Come la scimmia gufo.
    Ciò che ci differenzia dagli animali è una intelligenza superiore unita al concetto di morale: per quanto possano esserci questi istinti la mente umana è permeata anche della ragione e del razionale che stempera o annulla questo. Se fosse vero ciò che dici la fedeltà non sarebbe mai esistita in quanto la natura vince sempre su qualsiasi imposizione sociale o civile.
    Oltre al fatto che poligamia e tradimento sono concetti differenti in quanto il tradimento è una relazione poligama non ufficiale: nel regno animale non esiste il concetto di tradimento.
    Infatti affermo che la vera trasgressione è rimanere fedeli: per quanto ci siano tentazioni e la società odierna possa incentivare il libertinismo si va contro corrente e si rimane fedeli a dei valori.


    @lei68 veramente il matrimonio ha(per ora) il sacro vincolo della fedeltà quindi se tradisci questo vincolo è violato. Tradire è troppo facile... Per fare un parellelo tradire è come cambiare macchina al primo problemino perchè non si ha voglia di metter apposto: colui che trasgredisce mette sempre a punto la macchina, se ne prende cura sempre anche quando è guasta.
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    “Guardo al futuro con l’inguaribile ottimismo di un dodo”