Le vostre più grandi delusioni lavorative

Discussione iniziata da VivianaWest il 14-02-2020 - 8 messaggi - 913 Visite

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  1. VivianaWest VivianaWest è offline PrincipianteMessaggi 28 Membro dal Dec 2019 #1

    Predefinito Le vostre più grandi delusioni lavorative

    Quali sono state le vostre più grandi delusioni lavorative? Non intendo a livello di vicissitudini tra colleghi. Immagino che tra noi ci siano lavoratori appartenenti ai settori più disparati, mi farebbe piacere sentire qualche storia. Io vado per i 40 e malgrado sappia come le cose funzionano in certi contesti (tutti? ), quando vedo che mi passa davanti qualcuno in modo non proprio meritocratico (mettiamola così) è un continuo fiume di lacrime. Magari davanti agli altri tanti sorrisi e tanti complimenti, ma poi quando di sera al rientro apro la porta di casa si aprono anche i rubinetti e non ce n'è per nessuno. Volevo sapere se sono l'unica che ha questo disallineamento emotivo rispetto alla parte consapevole, se c'è un modo per prenderla meno a male e farsela scivolare. Grazie.


     
  2. L'avatar di flair

    flair flair è offline FriendMessaggi 2,845 Membro dal Jul 2015
    Località Ruttalia - Flairburg
    #2

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    Guarda, di gente che che è andata avanti perchè sponsorizzata ne ho vista parecchia anche io ma alla fine non ha fatto poi chissà quale carriera.
    C'era una mia collega che non è stata carina con un dirigente che contava ed ha visto il sole allontanarsi in favore di una gatta morta.
    A distanza di 15 anni, la mia ex collega (tutt'ora amica) ha un'azienda sua e la gatta morta continua a lamentarsi che vorrebbe cambiare lavoro (ma non combina un tubo).
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  3. L'avatar di MonacoFrigido

    MonacoFrigido MonacoFrigido è offline SeniorMessaggi 10,384 Membro dal Jun 2016
    Località Brixia, Longobardia Maior
    #3

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    Io non ho mai avuto problemi al lavoro, ma per il semplice motivo che a me della mia vita lavorativa interessa ben poco. L'unica ed esclusiva ragione per cui lavoro è per guadagnare soldi, non ho alcun interesse di carriera o autorealizzazione professionale di alcun tipo. Cambio spesso lavoro perché mi dà fastidio essere riconosciuto per la mia professione (ad esempio, mi dà fastidio che si dica che sono un insegnante, un cameriere, un poliziotto, un capotreno, ecc. giusto per fare qualche esempio). Io infatti dico sempre "Faccio l'insegnante, faccio il cameriere, faccio il poliziotto, faccio il capotreno", che è diverso dall'esserlo.
    Non avendo questa identificazione tra la mia persona e il lavoro che svolgo, automaticamente do scarsissima importanza alla mia vita lavorativa e appena rientro a casa mi resetto completamente. In genere quando vado al lavoro mi spengo dal punto di vista dell'anima, svolgo il mio lavoro in modo molto professionale e senza causare problemi a nessuno, intrattenendo scarsissime interazioni con colleghi o altri soggetti nell'ambito lavorativo (se si escludono le ovvie interazioni che hanno a che fare con il lavoro stesso), per poi riaccendermi al ritorno a casa.

    Certamente questa cosa vale per me, capisco bene che per molti il lavoro sia importante, al di là dello stipendio, e che sia motivo di autorealizzazione e di identità personale. Certamente questo implica il fatto che quando qualcuno scavalca in qualche modo, è come se ti facesse un torto personale.
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    Ultima modifica di MonacoFrigido; 14-02-2020 alle 18:30
     
  4. liz23 liz23 è offline JuniorMessaggi 1,646 Membro dal Jan 2013 #4

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    Be', a me è capitato diverse volte di chiudermi in bagno a piangere in ufficio per la troppa frustrazione.
    Non tanto per qualcuno che mi è passato avanti ma perché sento poca considerazione per me e per il lavoro che faccio.
    La delusione più grande in ambito lavorativo è stata venire esclusa in modo secondo me ingiusto ad un concorso pubblico. Quella è stata una brutta botta per me.
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  5. L'avatar di Gigetta89

    Gigetta89 Gigetta89 è offline SeniorMessaggi 14,448 Membro dal Nov 2012
    Località Toscana
    #5

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    La delusione più grande è stata quando tra me e l'altro stagista in corsa per il posto è stato scelto lui,nonostante nessuno dei colleghi si fosse espresso a suo favore e tutti invece a favore mio.
    Ma era maschio e aveva il padre in un posto importante...
    Sono stati giorni di inferno,non sapevo come fare a mangiare o alzarmi dal letto,ho veramente avuto paura di me stessa.
    Non era tanto il fatto di non aver avuto il posto ad abbattermi,ma la certezza che lo avrei meritato io.

    Però se non altro la mia per adesso è una storia a lieto fine,la fortuna ha girato a mio favore e con una serie di coincidenze e tanto impegno,io ora lavoro per l'azienda figlia di quella che non mi ha scelto,che è decisamente un'oasi felice.
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  6. passerosolitario84 passerosolitario84 è offline FriendMessaggi 4,025 Membro dal Mar 2016 #6

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    Aver lavorato per quasi otto anni nell'attività di famiglia cercando di rilanciarla, ma purtroppo non è servito.
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  7. VivianaWest VivianaWest è offline PrincipianteMessaggi 28 Membro dal Dec 2019 #7

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    Grazie di cuore a tutti per aver raccontato le vostre esperienze. Da me si era liberata una posizione, la mia diretta superiore che va via. Non dico che avrei potuto prendere il suo posto, ma quando ho saputo che la persona sostitutiva è qualcuno che si occupa di tutt'altro e che dovrò affiancare per un mesetto affinché sia preparato.... be'. Praticamente sono stata convocata (io credevo per partecipare alla selezione sul posto appena liberato) e mi è stato chiesto di formare questa persona affinché possa dirigermi. Che umiliazione. Certi momenti sono così grotteschi che uno non sa se ridere o piangere.
     
  8. AAMOOREE AAMOOREE è offline PrincipianteMessaggi 153 Membro dal Feb 2008 #8

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    Citazione Originariamente Scritto da VivianaWest Visualizza Messaggio
    Quali sono state le vostre più grandi delusioni lavorative? Non intendo a livello di vicissitudini tra colleghi. Immagino che tra noi ci siano lavoratori appartenenti ai settori più disparati, mi farebbe piacere sentire qualche storia. Io vado per i 40 e malgrado sappia come le cose funzionano in certi contesti (tutti? ), quando vedo che mi passa davanti qualcuno in modo non proprio meritocratico (mettiamola così) è un continuo fiume di lacrime. Magari davanti agli altri tanti sorrisi e tanti complimenti, ma poi quando di sera al rientro apro la porta di casa si aprono anche i rubinetti e non ce n'è per nessuno. Volevo sapere se sono l'unica che ha questo disallineamento emotivo rispetto alla parte consapevole, se c'è un modo per prenderla meno a male e farsela scivolare. Grazie.
    Ma è proprio questa, in concreto la meritocrazia: nel senso che, per giustificare le disparità di trattamento la buttano nell'accezione teorica del termine, nel senso condivisibile di premiare il più meritevole. Ma, ripeto, "ma", siccome chi decide "chi" sia il/la "meritevole" ha potere discrezionale, se non addirittura arbitrario, ecco che la "meritocrazia", in concreto, premia i lecchini, i raccomandati e quelli/e che si prostituiscono... immagino non ci sia bisogno di aggiungere altro. Ciao.
     
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